mercoledì 25 aprile 2012

R-esistenza oggi


da Truppe d'Appalto: MARTEDÌ 24 APRILE 2012Noi Resistiamo 
 E' appena passata mezzanotte, per cui si può dire che oggi è il 25 aprile.
Non sono molti giorni che questo blog è aperto, e non sono passati nemmeno molti giorni da quando abbiamo capito che il nostro posto di lavoro andrà in fumo in appena due mesi, e tuttavia sta emergendo lampante una verità. Siamo circa 2000 persone a rischio in tutta Italia, e i giornali in genere se ne sbattono altamente, occupati come sono a parlare di "casi più importanti" come quello dei colleghi postini, che, si dice, rischino il posto in 12000. Siamo ancora una volta lavoratori di serie B, offuscati dai nostri colleghi anche nel perdere il lavoro. Che poi, noi lo perderemo, e loro, almeno quelli impiegati a tempo indeterminato, non credo proprio.
Per fortuna qualcuno si presta a farci da cassa di risonanza, e ci rammenta. Penso a L'Espresso, col suo articolo di Michele Azzu e con il blog di Gilioli, Piovono rane, come a il post viola o Informare per Resistere. E a loro va tutta la nostra gratitudine. Tuttavia tra le file delle loro segnalazioni è capitato di leggere commenti molto strani. Si leggono frasi del tipo: da quando in qua dovete avere il posto garantito? oppure non fate piagnistei e investite su voi stessi, e ancora, se poste guadagna e licenzia è motivo di gioia, ogni azienda che investe e massimizza è più forte nel mercato globale. 


 Qualsiasi cosa voglia dire sono costretto ancora una volta a precisare che NON siamo dipendenti di Poste Italiane, ma lavoriamo per aziende che vincono gli appalti da Poste indetti. Siamo dipendenti di aziende private con tutto quello che ne consegue, come ovunque. 


 Andando avanti, ognuno è libero di pensarla come vuole, ci mancherebbe, ma dal mio punto di vista perdere il lavoro non è cosa buona e giusta, non lo è quando riguarda me e tanto meno quando riguarda qualcun altro. Il semplice fatto che il nostro paese esce da più di un decennio che ha favorito il precariato lodandolo in ogni suo aspetto, distruggendo a colpi di scure il welfare state, ha creato uno strato di persone che giustifica il precariato, che pensa che perdere il lavoro ogni tre per due sia giusto, normale. Il lavoro è un bene comune, è un diritto ed un dovere, di tutti, belli, brutti, intelligenti, stupidi, laureati, diplomati, analfabeti, magri o grassi. La nostra società si basa sul lavoro, chi lo perde non ha più diritto a una vita normale, e spesso finisce per colpevolizzarsi di questo. Questo decennio è riuscito ad abbattere la solidarietà tra lavoratori, assieme all'idea che il lavoro sia un bene comune da difendere, creando mostri che sorridono quando qualcuno viene sbattuto in strada. Ieri era toccato a me, oggi rido, perchè tocca a te. E' un orrendo macello che nemmeno Orwell era riuscito ad immaginare.


 Tuttavia noi resisteremo. E' il 25 di Aprile e noi gridiamo a squarciagola che resisteremo, che continueremo a difendere il diritto al lavoro, che continueremo a difendere il nostro lavoro, come quello degli altri, il diritto ad essere classe con una precisa unità di intenti e solidarietà, il diritto ad una vita dignitosa per tutti, il diritto a donare una vita dignitosa ai nostri figli, il diritto a camminare a testa alta senza sentirsi di troppo, il diritto di ognuno a contribuire a rendere migliore questa società, pensando di rifondarla, giorno dopo giorno, su di una mano tesa, sulla pietà e sul mutuo soccorso, piuttosto che sull'irrisione e la superficialità. Noi resistiamo.
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mercoledì 18 aprile 2012

Truppe d'Appalto: Interrogazione al Ministro Passera


Stamani l'on. Evangelisti (Italia dei Valori) ha depositato a Montecitorio una interrogazione a risposta scritta urgente al Ministro delle Comunicazioni Passera, "affinchè il governo adotti provvedimenti tesi ad evitare di creare ulteriore disagio a quanti già affrontano evidenti difficoltà quotidiane dovute alla riduzione del carico di lavoro."
E' il nostro ingresso in parlamento, e di questo ne siamo molto felici. Qualcuno, prima o poi, dovrà darci delle risposte e sapere che ci sono persone, come l'on. Evangelisti, che dentro al parlamento si fanno carico dei nostri problemi non è poco.
Il comunicato dell'on. Evangelisti lo potete trovare sul sito dell'Idv toscana, cliccando qui, e su molti altri siti di notizie che lo hanno diramato.

Ringraziamo tutti i siti che hanno diffuso l'articolo di Michele Azzu su l'Espresso, come ad esempio il blog Solleviamoci. L'articolo ha avuto un buon numero di letture, credo, ed ha capeggiato in cima ad aggregatori di informazioni come Ok Notizie, il che significa che una buona fetta di persone, se non altro, avrà letto del problema. Anche a La Spezia c'è stato un primo comunicato di Matteo Bellegoni (Slc Cgil) che chiede alla politica di intervenire, e lo trovate qui.

Dal fronte Poste, non sappiamo ancora nulla, tutto tace, e di conseguenza, tutto per noi è assordante.

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lunedì 16 aprile 2012

Truppe d'Appalto: alla carica!

video

Truppedappalto comincia a suonare la carica e a farsi sentire. Controradio ha gentilmente ospitato per qualche decina di secondi al telefono Riccardo di Pistoia (Riciard!) ha cercato di sintetizzare il problema mantenendo un occhio vigile sulla sua piccola bimba di nove mesi che giocava davanti a lui. Una specie di Giochi senza frontiere, insomma. Per fortuna il giornalista Guarino ha costruito un buon cappello alla notizia, ricordando a lettere scandite anche l'indirizzo di questo blog; quel che ne è venuto fuori lo potete ascoltare qui sopra intorno al nono minuto, se non erro.

Come forse avrete già visto, anche l'Espresso parla di noi! E lo fa qui:http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ora-licenziano-anche-alle-poste/2178576//0

Domani uscirà un articolo su di noi su Il Tirreno di Pistoia, e presto avremo anche altre novità.
Per quanto riguarda la cosa più importante, cioè l'uscita dei bandi di gara d'appalto da parte di Poste Italiane, purtroppo, ancora niente, solo profondo e preoccupante silenzio. Lo diciamo adesso, lo diremo domani, forte, a chiare lettere: vogliamo sapere quale sarà il nostro futuro, e lo vogliamo sapere adesso!
A voi che leggete chiediamo un aiuto, diffondete questo post, questo blog! Iscrivetevi alla mailing list inserendo il vostro indirizzo in alto a destra, seguiteci su twitter e google+



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giovedì 12 aprile 2012

Truppe d'Appalto: Il nostro primo incontro con la politica


Oggi è venuto a trovarci il candidato sindaco del Pd alle amministrative di Pistoia Samuele Bertinelli . Ha stretto la mano a tutti e si è calato immediatamente nel problema, con molta serietà e qualche appunto su di un blocco.

Le chiacchiere sono state lasciate da parte e ci ha fatto la promessa di interessarsi personalmente della vicenda, ma soprattutto di portarlo all'attenzione del diretto interessato nelle file del Pd. In pratica si tratta di capire se il problema sia già stato sollevato a livello politico nazionale o meno.Se così non fosse la politica inizierà ad interessarsene da oggi.
E per questo quello di oggi potrebbe essere un piccolo passo, ma molto importante.
Sempre con Bertinelli abbiamo concluso di trovarci nuovamente in assemblea a seguito delle elezioni, dopo le quali, se Samuele sarà sindaco, potrà muoversi con ruolo istituzionale.
Domani è il 13 Aprile, e potrebbe essere il giorno di uscita dei bandi di gara di Poste Italiane, e, quindi, il giorno della verità. Incrociamo le dita.

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mercoledì 11 aprile 2012

(not?) working class hero


Dopo circa un mese di silenzio vi chiederete dove sia sparito, cosa stia facendo. Vi rispondo ripubblicando il post che ho scritto ieri per truppe d'appalto, il nuovo blog che seguirà la nostra protesta. Nostra, di chi? Leggete qua, e seguiteci, è davvero importante.

Ho trentadue anni, e da circa sei faccio questo lavoro. Alle spalle ho una quasi laurea in storia dell'arte, mancata per un soffio e che magari riprenderò, cinque anni da cameriere e banconista in un pub, un paio di anni come gestore del medesimo pub, una esperienza nel settore tessile e una in Poste Italiane. Più ovviamente mille e più semi-lavori stagionali retribuiti poco o al nero, qualche concerto e un blog.
Davanti a me ho una figlia bellissima, di poco più di nove mesi, una moglie speciale, una macchina, una casa in affitto e una, possibilmente, da comprare.

E una incertezza, grande, la stessa dei miei colleghi.

Questo lavoro per me è il mio lavoro. Non significa che io lo abbia scelto tra mille, o che io ne riceva una chissà quale gratificazione, ma semplicemente è il lavoro su cui io ho impostato la mia vita più recente. Su questo contratto a tempo indeterminato, come su quello di mia moglie, poggiano le basi del nostro vivere futuro, i nostri progetti, i nostri disegni da realizzare. Su questo lavoro poggia il quotidiano, e non per ultimo il sentirsi utili. Perchè il fatto è che se non rinnovassero l'appalto ai miei occhi sembrerebbe come un: grazie tante, ma non ci servi più. Deprimente. E questo lo dico, sottolineo, puntando il dito contro Poste Italiane e non contro Transystem che in quattro anni ci ha sempre affiancato con molto rispetto e poche, oneste parole.

Non sono mai stato disposto a sentirmi inutile, è una ipotesi che non considero, specie dopo aver sempre svolto con precisione e dedizione il mio lavoro. Di questo stiamo parlando: noi abbiamo sempre fatto un egregio lavoro, come hanno testimoniato le stesse ispezioni postali, e adesso ci vogliono dire che riusciranno benissimo a fare a meno di noi. Semplicemente ridicolo. Annasperanno, lasceranno le persone senza corrispondenza, ma chiuderanno in positivo i bilanci.

Sono già stato una volta senza lavoro, e non è stato un periodo felice. Bussare agli usci e sentir dire solamente no, non abbiamo bisogno era la metafora della mia vita. Vivevo al giorno, con la liquidazione precedente, segnando ogni giorno su di un foglio le spese, perchè tutto fosse calcolato e niente uscisse dal quadro.
Poi trovai questo lavoro e due anni dopo venni assunto da Transystem.
Mi piacerebbe continuare a lavorare per questa società, perchè mi ha fatto vivere bene gli ultimi quattro anni, con la certezza di uno stipendio preciso e puntuale, senza tanti grattacapi, con serenità e con la consapevolezza di ricevere ascolto e risposte ai nostri dubbi e richieste.

Tuttavia sembra non dipenda da noi o da loro svolgere questa matassa e tra pochi giorni sapremo a cosa andremo incontro. E' una partita tutta all'italiana che si gioca in uno stadio chiuso, con una sola squadra, dove la meritocrazia è stata messa in tribuna a guardare e noi con essa.
E proprio per questo sono e siamo qui, su questo blog. Per raccontarci fuori dalle porte dello stadio, dire che esistiamo e che non ci faremo prendere a calci in culo rimanendo inermi

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