martedì 28 febbraio 2012

Oggi camminiamo



Oggi la macchina rimarrà ferma, nel parcheggio. Per la verità è da quando se n'è uscito fuori il sole, qualche decina di giorni fa, che vado al lavoro solo in bicicletta.
Ma oggi sarà diverso.

oggi è la giornata senza auto, "Lascio l'auto a piedi" 2012.
Oggi camminiamo o pedaliamo per un mondo differente.
Oggi camminiamo o pedaliamo per noi stessi, per il nostro futuro.
Oggi camminiamo o pedaliamo per riprenderci centimetro per centimetro lo spazio occupato dalla strada
Oggi camminiamo o pedaliamo perchè non ci bastano le isole.
Oggi camminiamo o pedaliamo perchè le auto dovrebbero essere rinchiuse in zone e non i cittadini
Oggi camminiamo o pedaliamo perchè significa essere liberi e saperlo bene
Oggi camminiamo o pedaliamo perchè è il modo più pacifico di contestare la visione del mondo di chi ci vuole schiavi del tempo

Buona pedalata o camminata a tutti voi, sarà una giornata speciale, fuori dal quel cubicolo che è la macchina, vedrete.

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sabato 11 febbraio 2012

A piede libero! Lascio l'auto a piedi 2012



E' mattina presto, prima di andare al lavoro.
E' nevicato, fuori, ma pur sempre una infarinatura da presepe. Guardo l'orologio, guardo la finestra, ancora qualche minuto e sarò in quelle strade lì fuori, insieme a tutti quelli che anche oggi prendono l'auto e vanno al lavoro. Insieme a quelli che sfanalano in superstrada perchè vogliono andare più veloce (che il loro tempo è più prezioso del mio), insieme a quelli che clacsonano rompendo i timpani, insieme a quelli che mandano a fanculo, insieme a quelli che al volante stanno ancora dormendo andando ad uno all'ora.
E' come un grande gioco di ruolo. Sorpassaildormientesfanalalatwingodavantisalutailgiornalaiofrenachel'autobusèfermoevitailgattocheattraversalastradaaccelerachestaifacendotardiinchiodachequic'hannoappenamessounautovelox.
A volte sembra di essere topi di laboratorio che semplicemente hanno imparato bene dove sia il formaggio.

Il 28 febbraio è la giornata senza auto, come tutti gli anni, da ormai quattro anni, una giornata di libertà. Una giornata Slow Foot.
Infrangete gli schemi e siate uomini a piede libero.


Mandate le vostre adesioni per mail, alla solita riccardotronci(at)hotmail.it, si accetta qualsiasi tipo di contributo dal "io ci sono!" a disegni, grafiche per volantini, link su altri blog, post su altri blog, video, jingle, partecipate e il 28 febbraio lasciate l'auto a piedi, siate cittadini a piede libero!

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mercoledì 1 febbraio 2012

Un milione di gocce nel mare cambiano rotta

In questi ultimi tempi abbiamo provato a confrontare l'esperienza di "Che fare?" con il reale. Riciard's ha creato una lista di tredici punti derivanti dai consigli e dalle idee espresse in questi mesi da chi è intervenuto, e l'ha sottoposta ai candidati sindaco di Pistoia. Adesso che le primarie del centrosinistra sono concluse, con la vittoria di Samuele Bertinelli, è il momento di riprendere la nostra riflessione.
Per cui, Che fare?
Oggi ci risponde Matteo Viviani, una delle Iene più famose d'Italia.



Ciao Riccardo!
Ti rispondo con una mia riflessione; diversa da ciò che ho trovato sul tuo blog, ma sentita. Spero che tu la possa trovare interessante:

Indubbiamente, sia per l'Italia e per l'Europa, questo è un periodo difficile.
Per quanto riguarda il nostro paese mi verrebbe istintivo puntare il dito verso le dinamiche sbagliate che hanno strutturato il "pensiero politico" degli ultimi decenni; verso l'incapacità di adottare strategie strutturali ed economiche valide. Verso l'ottusità, che ha edificato un sistema di comodo, e che ha sacrificando lo spazio vitale necessario a quelle realtà che potrebbero rappresentare un reale motore economico per la nazione. Sto parlando di scienza, di ricerca, di cultura e di molte altre cose.
Ma non lo farò, non qui.
Vorrei invece riflettere un attimo su qualcosa che riguarda tutti noi, e che ci scorre tutti i giorni davanti agli occhi senza che, oramai, ce ne rendiamo conto:
Il nostro atteggiamento.
Lo leggo nella svogliatezza della cassiera al supermercato che passa gli articoli sopra il lettore ad una lentezza disarmante. Nella perseverante inesattezza dei cartellini prezzo sotto gli articoli in vendita al supermercato sotto casa mia che, per altro, è sempre tristemente disordinato e poco pulito. Nella complicità di un ristoratore di Roma che, alla mia richiesta di una fattura per il pranzo appena consumato mi ha chiesto: " di quanto vuole che gliela faccia"? Nell'insistenza di qualcuno a parcheggiare in doppia o tripla fila per prendersi il caffè e se poi si rallenta tutto il traffico vabehpazienzaecchecazzo. Negli occhi delle persone che mi guardano come fossi un pazzo quando gli dico che in doccia chiudo l'acqua per insaponarmi.
Forse, prima di lanciarci in analisi fatte in casa riguardo ai macromeccanismi che determinano l'andamento di un paese dovremmo pensare a ciò che, ognuno di noi, potrebbe realmente fare nel suo piccolo.
Forse dovremmo "svecchiare" il nostro modo di vedere le cose ed adeguarlo al momento storico che stiamo vivendo e forse dovremmo metterci nelle condizioni di poter giudicare.
Forse anche la cassiera dovrebbe riflettere e rendersi conto che se lavorasse alacremente aumenterebbe il numero delle persone smaltite dalla sua cassa. E che se tutte le cassiere facessero la stessa cosa il punto vendita incasserebbe di più e di conseguenza pagherebbe più tasse e magari ci scapperebbe anche un incentivo anche per loro. (difficile, certo, ma non impossibile…).
Stessa cosa per chi ha contribuito a far sì che io abbia deciso di cambiar supermercato o a chi d'abitudine "gonfia" le ricevute pasto dei clienti, per chi parcheggia sempre dove vuole incasinando ancora di più le città e per chi se ne frega se la doccia calda rimane aperta inutilmente per venti minuti al giorno.
Tutte questi esempi, di fronte agli enormi problemi economici che ci affliggono, sono come una goccia nel mare. D'accordo.
Ma se tutti noi diventassimo coscienti di questo sarebbero decine di milioni di gocce. E questo significherebbe "cambiar rotta".
In un macrosistema economico tutto si trasforma in denaro. Anche la civiltà delle persone.

Voi che ne pensate?
Dite la vostra, come al solito, tra i commenti, oppure scrivete alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it), partecipate a questo piccolo barcamp del gioco dei se e dei ma, e dite cosa fareste. Cosa manca all'Italia, qual è il trampolino di lancio per la primavera? Dite tutto ciò che volete, un punto su cui, secondo voi, sarebbe necessario insistere per un'Italia differente.


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