Per cui, Che fare?
Oggi ci risponde Matteo Viviani, una delle Iene più famose d'Italia.

Ciao Riccardo!
Ti rispondo con una mia riflessione; diversa da ciò che ho trovato sul tuo blog, ma sentita. Spero che tu la possa trovare interessante:
Indubbiamente, sia per l'Italia e per l'Europa, questo è un periodo difficile.
Per quanto riguarda il nostro paese mi verrebbe istintivo puntare il dito verso le dinamiche sbagliate che hanno strutturato il "pensiero politico" degli ultimi decenni; verso l'incapacità di adottare strategie strutturali ed economiche valide. Verso l'ottusità, che ha edificato un sistema di comodo, e che ha sacrificando lo spazio vitale necessario a quelle realtà che potrebbero rappresentare un reale motore economico per la nazione. Sto parlando di scienza, di ricerca, di cultura e di molte altre cose.
Ma non lo farò, non qui.
Vorrei invece riflettere un attimo su qualcosa che riguarda tutti noi, e che ci scorre tutti i giorni davanti agli occhi senza che, oramai, ce ne rendiamo conto:
Il nostro atteggiamento.
Lo leggo nella svogliatezza della cassiera al supermercato che passa gli articoli sopra il lettore ad una lentezza disarmante. Nella perseverante inesattezza dei cartellini prezzo sotto gli articoli in vendita al supermercato sotto casa mia che, per altro, è sempre tristemente disordinato e poco pulito. Nella complicità di un ristoratore di Roma che, alla mia richiesta di una fattura per il pranzo appena consumato mi ha chiesto: " di quanto vuole che gliela faccia"? Nell'insistenza di qualcuno a parcheggiare in doppia o tripla fila per prendersi il caffè e se poi si rallenta tutto il traffico vabehpazienzaecchecazzo. Negli occhi delle persone che mi guardano come fossi un pazzo quando gli dico che in doccia chiudo l'acqua per insaponarmi.
Forse, prima di lanciarci in analisi fatte in casa riguardo ai macromeccanismi che determinano l'andamento di un paese dovremmo pensare a ciò che, ognuno di noi, potrebbe realmente fare nel suo piccolo.
Forse dovremmo "svecchiare" il nostro modo di vedere le cose ed adeguarlo al momento storico che stiamo vivendo e forse dovremmo metterci nelle condizioni di poter giudicare.
Forse anche la cassiera dovrebbe riflettere e rendersi conto che se lavorasse alacremente aumenterebbe il numero delle persone smaltite dalla sua cassa. E che se tutte le cassiere facessero la stessa cosa il punto vendita incasserebbe di più e di conseguenza pagherebbe più tasse e magari ci scapperebbe anche un incentivo anche per loro. (difficile, certo, ma non impossibile…).
Stessa cosa per chi ha contribuito a far sì che io abbia deciso di cambiar supermercato o a chi d'abitudine "gonfia" le ricevute pasto dei clienti, per chi parcheggia sempre dove vuole incasinando ancora di più le città e per chi se ne frega se la doccia calda rimane aperta inutilmente per venti minuti al giorno.
Tutte questi esempi, di fronte agli enormi problemi economici che ci affliggono, sono come una goccia nel mare. D'accordo.
Ma se tutti noi diventassimo coscienti di questo sarebbero decine di milioni di gocce. E questo significherebbe "cambiar rotta".
In un macrosistema economico tutto si trasforma in denaro. Anche la civiltà delle persone.
Voi che ne pensate?
Dite la vostra, come al solito, tra i commenti, oppure scrivete alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it), partecipate a questo piccolo barcamp del gioco dei se e dei ma, e dite cosa fareste. Cosa manca all'Italia, qual è il trampolino di lancio per la primavera? Dite tutto ciò che volete, un punto su cui, secondo voi, sarebbe necessario insistere per un'Italia differente.














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