domenica 15 gennaio 2012

Che fare e primarie amministrative #2 Cecilia Turco



Cecilia Turco è l'unico candidato donna alle primarie del centrosinistra per le elezioni amministrative di Pistoia 2012. Il suo programma completo lo potete leggere qui, mentre di seguito vi riporto le sue risposte alle nostre 13 richieste, le stesse già poste a Bartoli.
Noi chiedevamo questo, e lei ha risposto così:

Caro Riccardo,
spero mi permetterai di darti del tu. Potrei rispondere semplicemente con 13 sì alle tue 13 proposte, visto che in larga parte le condivido.

Tuttavia onestà intellettuale vuole che per ciascuna faccia una piccola precisazione, perchè non tutte le cose di cui scrivi sono nelle corde di un sindaco, sia che quello di Pistoia sarà una donna (cioè io) o un uomo (ovvero uno degli altri 3 candidati, tutti maschi) di centrosinistra come noi, sia che (ma non lo ritengo probabile) venga eletto un esponente di centrodestra.


Ti propongo quindi un metodo: segna pure come tutti “sì” nelle mie risposte alle tue richieste, ma leggi anche le poche righe esplicative che metto sotto a ciascuna sollecitazione. E scusa se saranno telegrafiche, ma lo faccio per non annoiare te e i lettori del tuo blog.
A te che chiedi qual è la carta più importante da giocare per un futuro migliore, differente, umano, sempre in estrema sintesi direi che per chi amministra quella carta consiste nell’onestà e nella competenza, mentre per i cittadini sta nella partecipazione, nella ricerca e nella innovazione, che sono da promuovere e sostenere

E adesso andiamo a cominciare.


ampia estensione della zona blu e creazione di vere piste ciclabili con cui raggiungere il cuore della città comodamente dalla periferia.
Migliori collegamenti tra le periferie e il centro città e la creazione di percorsi ciclabili e pedonali nel segno di una città “camminabile” e generatrice di salute, sono al centro del mio programma.

incentivi all'acquisto di veicoli a pedali o elettrici, incentivi all'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici e alla mobilità sostenibile
Car sharing, piste ciclabili, incentivi per chi usa mezzi meno inquinanti e razionalizzazione del servizio di trasporto pubblico locale sono alcune delle linee guida che ispireranno il mio impegno

incentivi fiscali per chi adotta scelte ecologiche (ad esempio pannolini lavabili al posto dei pannolini normali, abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico al posto della macchina etc.)
Aggiungo a questi la necessità di incentivare anche chi pratica una raccolta differenziata “vera” con riduzione della tariffa per chi separa correttamente alla fonte, peso alla mano. Al gestore del ciclo dei rifiuti va chiesto di lavorare per rendere possibili simili controlli e una tariffazione premiante per i comportamenti virtuosi e penalizzante per chi “indifferenzia” soltanto, sprecando materie prime seconde e ambiente.

la presenza del 50% di uomini e 50% di donne all'interno della "squadra di governo"
Figuriamoci se sarò io, unica donna a concorrere alla carica di sindaco del Comune, a penalizzare le donne all'interno della mia Giunta nella quale avranno un peso notevole. Non voglio però determinare quote, perchè sono contraria alle quote. C'è un problema di scarsa rappresentanza del genere femminile in politica e a Pistoia ci sono tante donne (così come tanti uomini) capaci e che meritano spazio. Le conclusioni potete trarle da soli.

la possibilità per i cittadini di valutare periodicamente l'operato della giunta e la creazione di spazi per la discussione e la partecipazione
“Libertà è partecipazione”cantava Giorgio Gaber. E la partecipazione è inscindibile dalla democrazia. Personalmente ho scritto che voglio una città che partecipa, come veicolo per il necessario cambiamento, e come segno dell'ascolto che deve essere dato alle migliori energie che Pistoia esprime. Per simboleggiarlo con una metafora che ho usato nel periodo natalizio, Pistoia è come una bottiglia di spumante che aspetta soltanto di essere stappata.


la riduzione dello stipendio di ogni componente del consiglio comunale, dal consigliere al sindaco
Sui costi della politica penso che occorra il massimo della sobrietà e della misura ma senza giacobinismi o, peggio ancora, giustizialismi. Personalmente sono tra coloro che, nel caso in cui diventassi sindaco, economicamente ci rimetterei. E non poco. Ma come si può ben immaginare non avrei problemi a ridurre l'indennità mia e della mia giunta. Per ciò che riguarda il Consiglio sono rispettosissima della tripartizione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario) e della autonomia dell'assemblea rispetto alla giunta, anche sui tagli ai emolumenti. Lo ripeto: è una questione di misura e anche se ciascuno deve fare la sua parte, di solito gli sprechi o i privilegi della casta non albergano nei Consigli né nelle giunte comunali.


lo stop alla cementificazione del territorio ed in parallelo creazione di parchi ed aree verdi in tutta la città
Le scelte urbanistiche sono delicate e possono avere ricadute pesanti e irreversibili. Per questo serve una partecipazione vera, che spesso è mancata, da parte di cittadini e associazioni locali. Se sarò sindaco subordinerò ogni decisione a questo metodo: la città e le sue energie migliori vanno coinvolte. E davvero. Poi spetta alla politica fare sintesi e decidere, ma occorre che chi amministra abbia un grande orecchio per ascoltare ma che non ascolti solo le sirene mosse dal business o che sia spinto dalla necessità di far cassa.


il voto ai cittadini extracomunitari che vivono a Pistoia per tutto ciò che concerne la loro stessa città e incentivo a tutte le associazioni e a tutte le pratiche che sostengono la cultura della convivenza
Sono l'unica candidata che ha lanciato “Pistoia sono anch'o” per chiamare anche gli stranieri in regola con il permesso di soggiorno a votare alle primarie del centrosinistra, come segno tangibile che sono detentori di diritti al pari degli italiani. A loro ho rivolto volantini in 4 lingue e mi sono detta pronta ad ascoltare le loro richieste. E, ovviamente, ho firmato per concedere loro il diritto di voto e la cittadinanza ai loro figli.


la promozione della cultura, in ogni sua forma (sarebbe un sogno avere un comune che finanzia la cultura non solo economicamente, ma con la volontà, cercando di spezzare l'immobilismo del passato) ed incentivazione alla proposta di mostre, concerti e altro da parte dei cittadini stessi
Di fronte a risorse decrescenti non possiamo pensare di tagliare semplicemente i fondi per la cultura. E' necessario invece riuscire a trovare nuove risorse, anche con la partecipazione dei privati e la costituzione di un'apposita Fondazione capace di reperire risorse, di gestirle con maggiore snellezza e di valorizzare le energie culturali esistenti a livello locale.


organizzazione di corsi di educazione civica nella scuola inferiore
Nelle scuole di ogni ordine e grado vedrei bene non soltanto corsi di educazione civica (che fortunatamente molti insegnanti già tengono), ma anche di cultura della legalità e di pratica della democrazia e conoscenza delle istituzioni. Il Comune deve predisporre un'offerta basata sull'insegnamento lungo tutto il corso della vita e proporla ai cittadini e alle istituzioni scolastiche, nel rispetto della reciproca autonomia. Cittadini si nasce, ma cittadini a tutto tondo lo si è se siamo in grado di proseguire nella conoscenza e nella pratica dei processi partecipativi, nel volontariato e nel rapporto non formale con le istutuzioni democratiche e rappresentative.


sostegno economico e sociale ai disoccupati, con attivazione di tutti i meccanismi e gli sforzi atti a reintrodurre le persone nel mondo del lavoro
Non intendo tagliare la spesa sociale e credo si debbano promuovere politiche in grado di sostenere l'occupazione, favorendo chi intende investire nelle attività produttive e riducendo al minimo attese e burocrazia. E' questo, più che assistere economicamente i disoccupati, che può fare un Comune per favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro. Questa è comunque la questione cardine su cui impegnarsi: fare in modo di creare occasioni di lavoro.


adozione in tutte le mense comunali di prodotti a chilometro zero o certificati equi e sostenibili
Ci sono esempi ed esperienze interessanti al riguardo anche e soprattutto qui in Toscana. Si tratta di adottarle le migliori pratiche per realizzare quella che io chiamo una città che genera salute. A partire da tavola e prima di tutto nel rispetto dell'ambiente.


attuazione e rispetto della carta dei diritti degli animali, stilata dall'Unesco nel 1978 e senza applicazione a livello nazionale
La Dichiarazione universale dei diritti degli animali, così come quella dei diritti dell'uomo, è uno di quei documenti di principio purtroppo non interamente applicati in ogni parte del mondo. Pistoia deve dare un segno concreto del proprio livello di civiltà considerando gli animali come parte di una più vasta comunità composta da tutti coloro che vivono sul suo territorio. Occorrono quindi attenzione e spazi sia per gli animali domestici e di affezione che rispetto per quelli che vivono liberi nel nostro bell'ambiente.


Ecco, sia pur in estrema sintesi, ciò che vorrei fare rispetto alle tue sollecitazioni.
Ti ringrazio per avermi coinvolto in questa riflessione e saluto tutti i lettori del tuo blog.

Cecilia Turco


Anche Cecilia turco sembra essere candidabile a mentore di Che fare?, o quantomeno si trova in allineamento con le nostre proposte. Ci sono, forse, dei piccoli particolari da chiarire: la mancanza di una definizione precisa sulla riduzione dei costi della politica (ognuno farà il suo), l'idea che non servano le quote di genere. Per motivi ampiamente spiegati in passato Riciard's è a favore delle quote di genere e alla presenza del 50% di donne e uomini nei ruoli chiave della politica e dell'amministrazione. Tra l'altro credo che il 50%, rappresentando la metà, sia anche l'espressione migliore dell'assenza di quote. Tuttavia, anche Cecilia Turco sembra molto intenzionata a dare il giusto peso alla componente femminile di governo.
Per il resto, a livello di impegni presi rispetto alle nostre richieste, credo possiamo ritenerci soddisfatti anche di Cecilia Turco.
Al prossimo post, al prossimo candidato sindaco.

2 commenti:

Luisa Mortaletti ha detto...

Concordo con il candidato Turco sulla questione delle quote rosa. Non è vero che il 50% ègaranzia dell'assenza di quote, ma al contrario è espressione esplicita della presenza di quote. Ben vengano buone amministrazioni con 80% di uomini e 20% di donne o con 80% di donne e 20%. Ciò che conta sono le persone, indipendentemente dal genere. Considerare il genere nello stilare una lista di amministratori è qualcosa di assolutamente discriminante. Perché non creare allora quote sull'orientamento religioso, l'orientamento sessuale o sul colore dei capelli? Gradirei una rispsota a quest'ultima domanda...le discriminazioni nel corso della storia non hanno coinvolto solo il genere!

Riccardo ha detto...

Sulla questione, io personalmente, con la mia personale opinione, ho risposto lungamente in una serie di post, questi: http://riciardengo.blogspot.com/search?q=quote+rosa
quando cominciammo a proporre le quote 50 e 50.
Le donne purtroppo sono escluse dala politica italiana e dai ruoli amministrativi, questo è un dato di fatto, ed è una situazione che credo vada risolta. Non è questione di meritocrazia: le donne rappresentano, dati alla mano, il 60% degli impiegati pubblici, ma solo un quinto lavora nel comparto dirigenziale. Come mai, sono tutte meno abili dei colleghi uomini?
In Italia la percentuale di presenza femminile nei ruoli chiave è bassissima, nei paesi dove è più alta, come in tutta la scandinavia questo è dovuto all'introduzione più che ventennale di quote all'interno dei partiti stessi. Il partito da solo sceglie le proprie candidate e le presenta alle elezioni.
In Italia le pari opportunità vengono violentate dalla sera alla mattina, lasciando che il sesso maschile imperi e che le donne si sentano frustrate (77% delle donne secondo un sondaggio Anci ricerche) arrivando ovviamente a sostenere che "il basso numero delle elette in Italia sia principalmente dovuto alle resistenze degli uomini e ai meccanismi di cooptazione, che limitano la presenza femminile nelle liste elettorali".
Per me è questione di parità, cosa che gioverebbe non poco a tutto il paese. Non mi risulta che siano praticate discriminazioni contro gli ortodossi o i protestanti o i buddhisti, credo che un funzionario uomo non abbia alcuna difficoltà a diventare dirigente se ha le carte in regola pur essendo ortodosso. Una funzionaria donna sì. Che sia cattolica, ortodossa, protestante, atea o quello che si vuole.