sabato 26 novembre 2011

Ho lavorato nel nucleare, e so come è facile sfuggire per un pelo ad un melanoma non risolvibile

Nel 1902 Lenin si chiedeva in una sua celebre opera "Che fare?". Ce lo chiediamo anche noi oggi con il nostro "gioco dei se e dei ma". Oggi ci risponde Antonio Crea, alias Tafanus, creatore del blog omonimo ("tafanus", appunto), consulente, dirigente d'azienda in pensione, abitante di Arcore e proprio per questo sportivo del lancio del cavalletto. Tra le sue imprese memorabili ricorda venticinque anni di vela d'altura con la moglie. Un blogger ironico, pungente, da non perdere. Ecco il suo contributo:



Caro Riccardo,

se sono costretto a buttare tutto tranne una cosa dalla torre (il che, fra l'altro, mi torna anche comodo per mancanza di tempo), allora scelgo questo:

Puntare sulle energie rinnovabili.


Ristrutturazioni edilizie orientate al risparmio energetico.

Obbligo di sistemi integrati in tutte le nuove costruuzioni (solare termico, fotovoltaico, mini eolico).

Sostituzione graduale di tutte le barriere antirumore su tangenziali e autostrade con pannelli fotovoltaici.

Corsi di formazione per giovani su impianto e manutenzioni di impianti nei vari settori.

Incentivi alla ricerca universitaria su pannelli di nuova generazione (al plasma, per esempio), e su mini-impianti a diffusione capillare.

Non sono un pasdaran ambientalista. Sono un geologo, e vedo che il settore è uno di quelli a più elevata capacità di generare nuova occupazione. Ho lavorato nel nucleare, e so come è facile sfuggire per un pelo ad un melanoma non risolvibile.

Antonio Crea, alias Tafanus

Voi che ne pensate?
Il campo delle energie rinnovabili è destinato a creare nuovi business, e proprio per questo il pericolo è che in Italia finisca tutto come le grandi opere di berlusconiana memoria: grandi progetti e solo un pilone come realizzazione. Il campo delle rinnovabili è ad oggi un piccolo west in Italia. Se sapremo fare da controllori evitando che i vari impianti ed i vari progetti finiscano nelle mani sbagliate, certamente investiremo positivamente le nostre risorse, pesando meno sulla natura e creando nuova occupazione.Sarebbe una boccata di ossigeno.
Dite la vostra, come al solito, tra i commenti, oppure scrivete alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it), partecipate a questo piccolo barcamp del gioco dei se e dei ma, e dite cosa fareste. Cosa manca all'Italia, qual è il trampolino di lancio per la primavera? Dite tutto ciò che volete, un punto su cui, secondo voi, sarebbe necessario insistere per un'Italia differente.

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domenica 13 novembre 2011

E quindi uscimmo a riveder le stelle.


Interrompo la rubrica "Che fare?" e delle risposte a domande future perchè quando la storia ti passa davanti agli occhi non puoi far altro che parlarne.
Quando, scortato o meno da Virgilio, esci dall'inferno, non puoi non parlarne.
Ieri sera avevamo amici a cena. Abbiamo aspettato senza mangiare (scortesie per gli osptiti) le 21.15, o quale ora sia stata l'ora delle dimissioni, con appena un bicchiere di birra e due salatini, incollati a sky tg24 come alla finale dei mondiali.
Poi è partito il tappo di spumante e la creazione di due striscioni da appendere alle finestre.
Poi è arrivata anche l'ora di cena, finalmente.



Ieri è finita un'era, e ne è iniziata un'altra. E ieri sera dopo tanto tempo ho sentito venire meno la pesantezza dell'essere italiano. Non si tratta di essere orgogliosi di lanci di monetine, anche se, tutti devono ammetterlo, l'orchestra che intona Alleluia è una genialata che solo in questo paese poteva prendere anima e corpo.
Penso che da stasera non mi vergognerò mai più di gag ed uscite stupide, penso che finalmente si riprenderà dopo otto anni a parlare di politica e non di intercettazioni o di sbarbine a pagamento, penso che da stasera si possa ricominciare a parlare del nostro paese senza dover per forza cadere nello squallido gioco al ribasso del berlusconismo contro antiberlusconismo.
Tuttavia c'è una novità molto importante di cui tenere conto, che menti illustri come Gaber avevano già capito anni fa.



Questo governo è caduto solo perchè non ha saputo dare risposte giuste al mercato. Questo governo è caduto non per mancanza di politica, di idee, di messaggi (di cui tra l'altro era scabrosamente sprovvisto), è caduto perchè non piaceva al mercato, alla banca europea, a Francia, Germania, Inghilterra ed Usa. E questa è una novità di cui tenere conto. Adesso sappiamo che in futuro, anche il miglior governo possibile, di cui essere tutti utopisticamente soddisfatti e fieri, potrebbe essere cancellato con un colpo di spugna dagli investitori, dalle lobby, dal mercato. Un no del mercato e delle agenzie di rating, del resto, corrisponde ad un colpo basso al nostro stesso futuro benessere.
E questo porrà in futuro numerose domande. Chi governa chi, in questo sistema? Cosa votiamo veramente alle elezioni?
Adesso ci aspetta un governo di transizione, che personalmente approvo, che parlerà di spread, btp, bund, bce, agenzie di rating e via dicendo quotidianamente, e speriamo che trovi un momento anche per la politica, per le idee, per il sociale.
E poi, finalmente alle elezioni, vedremo quanto il berlusconismo sia riuscito a cancellare la politica da questo paese.
Per adesso, buon 13 novembre a tutti, bellissima giornata con tutti i bellissimi postumi delle feste.

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giovedì 3 novembre 2011

bee free

Nel 1902 Lenin si chiedeva in una sua celebre opera "Che fare?". Ce lo chiediamo anche noi oggi con il nostro "gioco dei se e dei ma". Oggi ci risponde Patrizia Grandicelli, blogger autrice di bee free, blogostetrica e molto altro (andate voi stessi leggere, eh ;)

La sua risposta mi piace, è totalmente in linea con quella che è sempre stata l'azione nella rete di Riciard's come possono testmoniare, ad esempio, altragiornata e lascio l'auto a piedi.
vogliamo un futuro migliore? facciamolo con le nostre mani, "bee" the change you want to see...
Lascio la parola a Patrizia...


Credo che siamo arrivati al punto in cui qualsiasi cambiamento o anche rivoluzione necessaria debba partire dal singolo individuo.
È tempo di stare uniti più che mai perchè l'interconnessione di tutti gli esseri viventi è il principio che se sostenuto salverà gli uomini se ignorato decreterà la nostra fine.

Purchè il dover stare insieme non diventi l'alibi per ciascuno per non assumersi completamente, individualmente la responsabilità del risultato complessivo.
Ispiriamoci a quelli che rappresentano un esempio, penso a Danilo Dolci, penso a Calamandrei, a Gandhi, a Maria Montessori, alla Montalcini. Sono partiti da loro stessi, ecco, ispiriamoci a loro.


Nel futuro che vorrei, per me, soprattutto per i miei figli, c'è il sogno dell"omnicrazia", (la gestione diffusa e delocalizzata del potere teorizzata da Aldo Capitini negli anni 60) contrapposta al centralismo dei partiti.
Parafrasando lo stesso Capitini ma anche il più attuale Rifkin penso che il rinnovamento sia più che politico, e la crisi odierna è anche crisi dell'assolutizzazione della politica e dell'economia. Quindi?
C'è da lavorare, tanto, iniziando dalle nostre case, per promuovere una cultura della responsabilità, dell'autenticità, della non menzogna perchè oggi siamo tutti - chi più chi meno per carità - disperatamente contaminati e corrotti, nostro malgrado.

Non è più tempo di pochi eroi che salvano il mondo bensì il tempo in cui tutti dobbiamo imparare ad esserlo.
E c'è da promuovere la cultura dello sforzo, del coraggio individuale, dell'impegno costante per muovere verso un sistema che si fondi sui principi di apertura, compresenza, omnicrazia (ancora una volta: dell'impegno costante individuale- quindi collettivo- alla gestione della cosa pubblica).
La cultura della non violenza, dell'educazione e e della civilità
La cultura del tempo aperto oltre il tempo libero cioè del tempo da destinare alla discussione, alla socializzazione, al raccoglimento, all'elevazione spirituale.

Oggi il mio amico "di penna" Fernando E. ( un signore sulla settantina con cui dibatto in una "attempata" mailing list) mi scrive:
Assodato che questo governo non ha nè il coraggio nè l'intenzione di adottare provvedimenti sgradevoli per non perdere consensi, ed avendo invece tutti ben chiaro che si tratta di medicina indispensabile per sopravvivere,
stiamo assistendo a giri di valzer per scaricare su altri tale responsabilità. Potrebbe finire che i cittadini dovranno invocare d'iniziativa misure contro loro stessi, non trovandosi alcuno che voglia prenderle...

Ecco è tutta qui la sintesi di quella che dovrà essere la società nelle nostre mani.

E viva questa tua agorà, che è un progetto bellissimo, e che sposa - guarda caso - queste idee qui.

Scusa tutta questa retorica ma non sono brava a scrivere e questa mail mi è venuta così.

Ciao!
Patrizia


Voi che ne pensate?

Continuate a scrivere alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it), partecipate a questo piccolo barcamp del gioco dei se e dei ma, e dite cosa fareste. Cosa manca all'Italia, qual è il trampolino di lancio per la primavera? Dite tutto ciò che volete, un punto su cui, secondo voi, sarebbe necessario insistere per un'Italia differente.



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