
Caro Riccardo,
se sono costretto a buttare tutto tranne una cosa dalla torre (il che, fra l'altro, mi torna anche comodo per mancanza di tempo), allora scelgo questo:
Puntare sulle energie rinnovabili.
Ristrutturazioni edilizie orientate al risparmio energetico.
Obbligo di sistemi integrati in tutte le nuove costruuzioni (solare termico, fotovoltaico, mini eolico).
Sostituzione graduale di tutte le barriere antirumore su tangenziali e autostrade con pannelli fotovoltaici.
Corsi di formazione per giovani su impianto e manutenzioni di impianti nei vari settori.
Incentivi alla ricerca universitaria su pannelli di nuova generazione (al plasma, per esempio), e su mini-impianti a diffusione capillare.
Non sono un pasdaran ambientalista. Sono un geologo, e vedo che il settore è uno di quelli a più elevata capacità di generare nuova occupazione. Ho lavorato nel nucleare, e so come è facile sfuggire per un pelo ad un melanoma non risolvibile.
Antonio Crea, alias Tafanus
Voi che ne pensate?
Il campo delle energie rinnovabili è destinato a creare nuovi business, e proprio per questo il pericolo è che in Italia finisca tutto come le grandi opere di berlusconiana memoria: grandi progetti e solo un pilone come realizzazione. Il campo delle rinnovabili è ad oggi un piccolo west in Italia. Se sapremo fare da controllori evitando che i vari impianti ed i vari progetti finiscano nelle mani sbagliate, certamente investiremo positivamente le nostre risorse, pesando meno sulla natura e creando nuova occupazione.Sarebbe una boccata di ossigeno.
Dite la vostra, come al solito, tra i commenti, oppure scrivete alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it), partecipate a questo piccolo barcamp del gioco dei se e dei ma, e dite cosa fareste. Cosa manca all'Italia, qual è il trampolino di lancio per la primavera? Dite tutto ciò che volete, un punto su cui, secondo voi, sarebbe necessario insistere per un'Italia differente.
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