giovedì 28 luglio 2011

Apriamo le finestre, cambiamo aria. E' un consiglio di Alessandro Gilioli


Nel 1902 Lenin si chiedeva in una sua celebre opera "Che fare?". Ce lo chiediamo anche noi oggi con il nostro "gioco dei se e dei ma". Oggi ci risponde Alessandro Gilioli, una delle migliori penne in assoluto, uno dei miei giornalisti preferiti (scrive per L'Espresso), blogger libero e fondamentale per il viaggio di un internauta, autore di Piovono Rane:

Aprire le finestre, direi. Siamo fondamentalmente un Paese che si è chiuso, si è arroccato, che ha molta più paura che speranza, che ha tanta rabbia ma non ha coraggio. Abbastanza inevitabile, in una gerontocrazia culturale come la nostra. Se aprissimo un po' le finestre faremmo entrare aria nuova, senza la quale stiamo soffocando. Inizierebbero a circolare valori come la creatività, la decentralizzazione, l'emancipazione dalla burocrazia e dalle rendite di posizione, la trasparenza, l'antiautoritarismo, l'autoespressione, l'abbandono delle inibizioni etc. E poi, vedi: io non penso che finito il berlusconismo inizierà una radiosa stagione di felicità collettiva, ma credo che il nostro ventennale insistirci attorno a questa persona - chi lo ama chi lo odia - ci abbia fatto perdere un po' interesse a tutto il resto, che è molto di più. Quando se ne andrà, almeno sarà finito l'eterno referendum, l'eterna guerra fredda attorno alla sua persona, e forse potremo iniziare a costruire una civiltà e una società un po' più aperta e curiosa, quindi un po' più viva, un po' più interessante, un po' più stimolante, un po' più piacevole per chi ci abita. Diciamo che è una precondizione, insomma: poi, ovviamente, dipende da noi.

Voi che ne pensate?

Continuate a scrivere alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it), partecipate a questo piccolo barcamp del gioco dei se e dei ma, e dite cosa fareste. Cosa manca all'Italia, qual è il trampolino di lancio per la primavera? Dite tutto ciò che volete, un punto su cui, secondo voi, sarebbe necessario insistere per un'Italia differente.


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domenica 24 luglio 2011

Non siamo in grado???


Nel 1902 Lenin si chiedeva in una sua celebre opera "Che fare?". Ce lo chiediamo anche noi oggi con il nostro "gioco dei se e dei ma".
Oggi ci risponde Helen Ampt, del Comitato No Ampugnano:

Abbiamo bisogno di una rivoluzione nelle politiche che riguardano la Terra e le societa' per azioni e la moneta.

Terra: profondo rispetto e cura per tutte le forme di vita; un movimenti per i diritti della biodiversita'. Tutte le pratiche distruttive devono diventare costosissimi e moralmente censurate. Fra tali pratiche: monocolture, ingegneria genetica, distruzione di habitat, emissione e smaltimento di rifiuti oltre la capacita' assimilativa della Terra, l'estrazione di risorse non rinnovabili
dalla crosta terrestre, ...
Introduzione del principio di precauzione secondo cui chi propone una nuova tecnologia o progetto deve dimonstrare che non nuoce (non chi si oppone come ora). Premi per chi mantiene la capacita' degli ecosistemi, incentivi per abbassare i consumi, ridurre la popolazione, pagare salari adeguati e investire in produzione locale di energie rinnovabili.

Multinazionali: Dobbiamo impedire l'introduzione di nuove idee e pratiche che hanno effetti dannosi. Le attivita' delle societa' devono essere in armonia con i sistemi che sostengono la vita del pianeta, non contro di essi. Le persone sono in grado di riconoscere che dipendono dalla comunita' e dalla natura, invece le entita' legali
(societa') sono organizzati per fare profitti nel breve periodo.
Questo deve cambiare.

Moneta: finche' usiamo una moneta che ha milioni di sanguisughe attaccate (chi campa degli interessi sulla moneta = banche) la moneta non sara' un mezzo di scambio neutro e tendera' sempre ad arricchire i ricchi e impoverire i poveri. La moneta emessa come debito in tutto il mondo e' incompatibile con la democrazia. Un altro effetto di moneta- emessa-come-debito e' che necessita di crescita economica.

Helen Ampt


Letto tutto ho fatto un paio di domande in più:
mi hai incuriosito quando delinei premi per chi riesce a ridurre la popolazione. A chi ti stai riferendo? Solo al terzo mondo o al nostro stesso che vede tassi di natalità bassissimi?
Tutti, specialmente i paesi ricchi che hanno l'impatto maggiore sul pianeta. Un miliardo di persone potrebbero vivere molto bene sulla terra.
E come credi sia possibile ridurre il numero degli abitanti della terra?
Se non lo facciamo succedera' da se, come fa con tutte le specie che superano il cibo e altri sistemi di supporto alla vita disponibile. E non sara' simpatico (guerre, fame, freddo, disperazione). Non siamo in grado?


Voi che ne pensate?

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martedì 19 luglio 2011

Essere e non avere


Nel 1902 Lenin si chiedeva in una sua celebre opera "Che fare?". Ce lo chiediamo anche noi oggi con il nostro "gioco dei se e dei ma".
Oggi risponde il carissimo Michele Guglielmino, autore di molti blog, tra cui questo, e di brillanti iniziative in rete.

Ciao Riccardo,
la cosa che l'Italia dovrebbe fare immediatamente, secondo me, è battersi per una Federazione Europea che potrebbe comprendere subito tutti i 15 Paesi* che hanno l'euro e, contemporaneamente, partecipano pienamente a Schengen e partecipano a pieno titolo alla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea; in un secondo momento potranno entrare gli altri Paesi dell'UE che parteciperanno a queste 3 cooperazioni rafforzate.
Ciò permetterebbe all'Italia (anzi all'Europa) di non essere sottomessa ai mercati e di far nascere uno sviluppo senza una crescita dello sfruttamento delle risorse. Insomma un'economia con un'idea del benessere incentrata... sull'essere (e non sull'avere) e con un forte legame con la statistica delle risorse ambientali e la filosofia delle relazioni umani.
Questo penso che sarebbe necessario in questi primi anni '10 del 21° secolo.

* I 15 Paesi sarebbero: i 6 fondatori (Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi) più Spagna, Portogallo, Grecia, Austria, Finlandia, Slovenia, Malta, Slovacchia ed Estonia (ciò risolverebbe anche i problemi economici della Grecia e del Portogallo cui non possiamo essere indifferenti per motivi morali prima ancora che economici).

Cari saluti,
Michele



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venerdì 15 luglio 2011

Che Fare? risponde Monica di Sisto

Nel 1902 Lenin si chiedeva in una sua celebre opera "Che fare?". Ce lo chiediamo anche noi oggi con il nostro "gioco dei se e dei ma".
Oggi ci risponde Monica Di Sisto ideatrice e coordinatrice del progetto “Fair watch” e molto altro:

Ciao!
Io credo che una primavera potrebbe nascere da un cantiere economico-sociale che punti sull'economia delle relazioni per indurci un po' di ottimismo e consolidare nuove opportunità di lavoro nel Paese. Almeno questa credo sia una delle poche cose per le quali valga la pena spendersi e nelle quali (personalmente) sto investendo tempo. Immagino ad un cantiere che punti sulle esperienze esistenti (sbarco gas all'Aquila - http://www.sbarcogaslaquila.it/ ma anche www.retecosol.org) per reorientare gli investimenti pubblici e privati su un tentativo concreto di transizione verso un nuovo modello di sviluppo.
Un caro saluto

Monica


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Monica Di Sisto - Vice presidente
[fair] Commercio Equo, Sostenibilità, Comunicazione
www.faircoop.it

Letta la risposta di Monica, le ho chiesto un piccolo chiarimento:
Con chi queste realtà dovrebbero incontrarsi? Credi sarà possibile in un futuro vedere questo mondo e quello politico davvero a confronto? O credi che i Gas e le reti sociali debbano "fare per conto loro"?

Diciamo che frequentandoli molto nella mia attivita' lobbistica non ho grande speranza nella politica nazionalr, salvo alcune "persone" gia' convinte... Direi che se raggiingiamo dei risultati importanti a livello territoriali, i più furbi arriveranno con le scarpe in mano (vedi referendum). Ma il focus credo vada mantenuto sui territori.
Un abbraccio! M

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venerdì 8 luglio 2011

Che fare? risponde Silvano Agosti

Nel 1902 Lenin si chiedeva in una sua celebre opera "Che fare?". Ce lo chiediamo anche noi oggi, con il nostro "gioco dei se e dei ma".


Silvano Agosti ci onora del suo intervento nel gioco dei se e dei ma, con questa piccola lettera e quattro consigli:

Ho espresso tutto ciò che tu chiedi in un libro magico intitolato LETTERE DALLA KIRGHISIA, in questo Stato sono tutti giocosamente sereni perché tra l’altro
a) Nessuno lavora più di tre ore al giorno a pieno stipendio
b) I politici fanno del volontariato
c) I bambini giocano fino a 18 anni nei parchi e sanno tutto quello che occorre per essere se stessi
d) Chi desidera fare l’amore mette un fiorellino azzurro sul petto in modo che tutti lo sappiano.

Tutto ciò non costa quasi nulla ed è in grado di ridare creatività a tutti

Vedi se trovi il libro che in genere c’è alle Feltrinelli.

E se non trovi il libro realizza i dati sopraelencati nella tua vita. La responsabilità è solo tua. Anzi la responsabilità è di ognuno.

Un caro saluto,

Silvano Agosti



Assieme ai quattro consigli e al suggerimento di leggervi davvero il libro di Agosti, vi lascio un video di una sua breve intervista in cui spiega precisa alcune idee. E' un trampolino di lancio quello che offre Silvano, il resto sta ad ognuno di noi, alla propria immaginazione e scelta.

Voi che ne pensate?

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lunedì 4 luglio 2011

Il gioco dei se e dei ma



Credo che il nostro paese sia in una fase di transizione in cui può succedere di tutto, e chissà, per una volta qualcuno potrebbe dare una buona idea e con essa una spinta a tutti.
Per cui ho invitato alcuni amici ad un gioco. Si tratta di dire uno alla volta qualcosa, un'idea, che potrebbe essere determinante per il futuro dell'Italia. Una sola. Anche molto pratica. Potevano dire qualsiasi cosa, da proposte politiche a semplici riflessioni; la domanda è cosa ci manca? cosa ci vuole, cosa renderebbe la nostra vita migliore?


Chi di voi ha voglia di "giocare" scriva alla mia mail: riccardotronci@hotmail.it
Un dettaglio: ho invitato chiunque scriva a firmarsi con nome, cognome e se pertinente alla risposta data, impiego di lavoro.

La prima risposta che ho ricevuto è stata questa:

(servono) Programmi seri per produrre energia a impatto ambientale zero, leggi che puniscano chi inquina, maltratta gli animali, proibire gli animali nei circhi, più tolleranza con animali da compagnia, e controlli più mirati: inutile fare leggi se nessuno controlla che siano rispettate..

Emanuele Vitaletti (imprenditore)
www.lacalettakite.com


Seguiranno le altre, a voi la parola.


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