sabato 26 febbraio 2011

Non importa quando arrivi, ma dove vai



Inizio da dove ha finito Donata, una amica blogger, nonchè punta di diamante dell'associazione Botteghe del mondo, nel suo post in cui ha parlato di "Lascio l'auto a piedi 2011":

Termino con un racconto di un’amica: un suo conoscente tanzaniano, rientrato in patria, aspetta, alla fermata dell’autobus di una strada, nel bush, l’arrivo del mezzo che lo avrebbe riportato in città, quando si vede avvicinare da un distinto Masai. I due scambiano i convenevoli d’obbligo e cominciano a chiacchierare. Arriva il bus e l’amico chiede al Masai se per caso vadano verso la stessa città, così da poter continuare la conversazione sul bus. Certo, hanno la medesima destinazione, ma il Masai lo informa che lui ha intenzione di proseguire a piedi. “A piedi..? – lo apostrofa sbigottito l’amico – ma sono parecchi chilometri, quando pensi di arrivare facendo tutta la strada a piedi?” e il Masai: “Non importa quanto ci metterò, l’importante è che ci stia andando.

Non importa quanto ci metterete, domani, ad andare verso la meta, fatelo camminando lentamente. Buona giornata senza auto, dell'auto parcheggiata in garage, slow foot e quant'altro, a tutti voi.
Un grazie a tutta l'Assobotteghe, al blog di Beppe Grillo, al blog Deamaltea, a Blogeko, a Sauro Ciantini per il bellissimo manifesto e a tutti coloro che a mia insaputa hanno pubblicizzato l'iniziativa, e, ovviamente, a tutti coloro che domani saranno dei nostri.
Me ne vado fischiettando con Betto il primo ed unico inno di Lascio l'auto a piedi.




Continua a leggere

giovedì 17 febbraio 2011

Siamo nati per camminare

milioni di anni un uomo eretto e appena un secolo per milioni di macchine



Non sappiamo ancora di preciso quanto ci abbiano messo i nostri progenitori a trovare una posizione eretta, possiamo solo immaginare i numerosi tentativi incerti, le cadute, forse, la fatica sicuramente.
4 milioni di anni fa camminavamo in posizione eretta. Si può dire che non abbiamo fatto altro per tutto questo tempo, fino ai giorni odierni. Camminavano gli eserciti di Cesare, camminava Dante, camminavano il re e lo schiavo. E' emozionante pensare alla sfida che deve essere stata per Marco Polo l'oriente, la scoperta, l'infinita durata del viaggio, e l'immensa ricompensa finale.
L'automobile fece la sua prima comparsa nel 1886, appena 125 anni fa. E dopo 4 milioni di anni passati a camminare, a faticare per spostarci, a goderci appieno la meta, ma anche il viaggio,in appena 125 anni, ci siamo rinchiusi dentro ad abitacoli stretti, che ci isolano dall'esterno, portando il nostro corpo immobile a velocità inconcepibili per la natura.
Se Marco Polo avesse avuto a disposizione una macchina avrebbe quantomeno aspirato alla luna.



L'ultima idiozia, una sentenza della quarta sezione penale della cassazione, conferma la direzione in cui ci stiamo spostando: gli alberi che corredano le strade extraurbane sono diventati illegali. La Corte ha infatti confermato la condanna di un capocantoniere dell'Anas di Perugia per omicidio colposo, per la morte di una automobilista schiantatasi contro un albero della ss 75 centrale umbra che si trovava a meno di 6 metri dalla carreggiata.
La regola della distanza minima non è nuova: risale alla riforma del Codice della Strada del'93, articolo 26. Finora, però, era stata interpretata con riferimento alle nuove piantumazioni. La Cassazione ha invece stabilito che la norma va estesa anche agli alberi già piantati imponendo in tal modo ai responsabili dell'Anas l'obbligo di mettere in sicurezza le strade alberate.
I cipressi che a Bolgheri alti e schietti vanno in duplice filar... sono illegali.
Potremmo diminuire la velocità e invece preferiamo tagliare.
E di conseguenza preferiamo respirare smog.

Il 27 febbraio in molti diremo di NO a questo modo di concepire la vita e la società, semplicemente uscendo senza macchina, lasciando l'auto parcheggiata, camminando, andando in bici o utilizzando i mezzi pubblici.
Sarà la giornata Slow Foot, "Lascio l'auto a piedi 2011", partecipate, diffondete l'idea, pubblicate l'immagine di Palmiro in bici, prelevate il banner, fate ciò che vi pare, ma lasciate l'auto a piedi.

Continua a leggere

martedì 15 febbraio 2011

La storia è dalla nostra parte

"Non si piange sulla propria storia, si cambia rotta."
(Spinoza, quello vero)


Anche perchè la storia può essere davvero convincente.

Il 6 Aprile 1814 in Francia abdica Napoleone, e con lui l'ultimo imperatore europeo.
Fino a Berlusconi almeno.

Pensate un po'.
Il 6 Aprile del 2009 L'Aquila veniva colpita dal terremoto. In questi due anni i suoi abitanti sono stati ingannati, presi per il culo e picchiati dalla celere mentre manifestavano pacificamente.

E... come si chiamava quel film di Nanni Moretti dove Berlusconi vince le elezioni? Ah già, Aprile.



Le analogie non si fermano, per Berlusconi si muove anche la logica dantesca del contrappasso: a giudicarlo, lo saprete, saranno tre donne: Carmen D'Elia, Orsola De Cristofaro e Giulia Turri. E non solo. A presiedere il collegio sarà, appunto, la Turri, magistrato molto esperto, già gip del processo milanese Vallettopoli (quello al termine del quale Fabrizio Corona è stato condannato a tre anni e otto mesi per estorsione e tentata estorsione) e dell’inchiesta che ha portato alla chiusura di alcuni locali vip di Milano per il consumo di droga. Vallettopoli.

Ma non solo. Saranno sempre tre donne - Francesca Vitale, Antonella Lai e Caterina Interlandi - a giudicare Berlusconi nel processo Mills.
La storia ce la sta mettendo tutta, dando lampanti segnali. Se lo rieleggiamo sono solo affari nostri.


Continua a leggere

sabato 12 febbraio 2011

Tira una brutta aria

Prima dicevano che il buco dell'ozono era prodotto dalle "fuoriuscite di gas" delle vacche, oggi gli alberi sono fuorilegge.


Un nuovo anno è appena iniziato e già due città, Brescia e Milano, hanno oltrepassato il limite consentito dei 35 giorni di superamento dei livelli di Pm10 (ovvero materiale presente nell'atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico è uguale o inferiore a 10 millesimi di millimetro, dovute in parte all'erosione ed in parte all'inquinamento prodotto dall'uomo), considerati dalla normativa la linea estrema per proteggere la salute dei cittadini.
Sulla soglia del limite, con 35 giorni, ci sono anche Frosinone e Monza, mentre altre 4 città, Lucca, Bergamo, Torino e Mantova con 32, 31, 29 e 28 giorni di superamento si apprestano a essere presto fuorilegge. E con 27 giorni è probabile che scaleranno velocemente la classifica anche Napoli, Lecco, Como e Asti.
Nel frattempo la cassazione vieta la presenza di alberi entro sei metri dalle strade extraurbane, il che significa eliminare i pini in versilia, abbattere i cipressi di Bolgheri e ridurre la via Appia a un cimitero di cartelloni pubblicitari.
La cosa lampante è che in questa nazione non pensiamo mai in favore della natura, le nostre amministrazioni la percepiscono sempre come un qualcosa da calpestare, dominare.

Create your own banner at mybannermaker.com!


Lascio l'auto a piedi 2011 accompagna la volontà di dimostrarci un popolo civile lasciando le auto nei garage, tutti insieme, per un giorno, con alcune richieste precise al governo, chiedendo che intervenga al fine di:

.vietare l'abbattimento degli alberi, ribadendo che mai la natura è fuori legge, al contrario dell'uomo e della sua mano
.promulgare limitazioni alla velocità dei veicoli sulle strade ritenute a rischio per la presenza di alberi
.obbligare i comuni a garantire quantomeno la minima sostenibilità dell'aria all'interno dei parametri europei.


Il 27 febbraio lascia l'auto a piedi e unisciti a noi, a piedi o in bici, insieme a tanti amici ;)

Continua a leggere

lunedì 7 febbraio 2011

Lascio l'auto a piedi 2011!

Un giorno da vivere slow foot, senza auto, come opportunità e non come divieto


Non ho mai capito più di tanto le domeniche ecologiche, e non credo siano mai servite veramente a qualcosa. Le nostre città continuano la scalata verso il titolo di capitale dell'inquinamento europea, la qualità dell'aria in Italia è migliore solo rispetto a quella della Bulgaria, basta passare il confine per respirare a pieni polmoni.
Lo dice Legambiente, nel suo ultimo rapporto sulla qualità dell'aria.
Lo stato, le regioni, i comuni hanno mediamente investito molto poco per migliorare la qualità dell'aria, del trasporto pubblico e delle vie pedonali o ciclabili, mentre in compenso hanno incentivato l'acquisto di auto, portandoci a una media di 60 vetture presenti ogni 100 persone.
Oggi le diverse realtà urbane del nostro Paese offrono mediamente 34 metri quadrati ogni 100 abitanti di zone interdette al traffico motorizzato. Il resto è campo minato.
Ma non solo, nel novembre 2010 la Commissione Europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia per non aver rispettato i limiti comunitari sulle polveri sottili nell’aria e per non aver messo in campo misure adeguate per rientrare nei limiti nei tempi previsti. Un provvedimento che ci costerà caro dal punto di vista economico per la multa che inevitabilmente ci colpirà, ma che già stiamo pagando tutti i giorni in termini di compromessa qualità dell’aria che respiriamo e di effetti negativi sulla nostra salute.

Per cui, come sempre, sta a noi.
Per il terzo anno di fila sta a noi dimostrare a tutti che vivere Slow Foot è preferibile.
Già, slow foot.

Il 27 Febbraio riprendiamoci la nostra vita almeno per un giorno, facciamo una prova, liberiamoci dallo stress, dalla fretta, dall'inquinamento, e scendiamo in strada armati di biciclette, o al solo suono dei nostri passi. Lasciamo l'auto a piedi, lasciamola tranquillamente riposare nel garage, muoviamoci all'aria aperta.
Meravigliamoci a vedere le strade vuote,e respiriamo a pieni polmoni. Basta dire "Anch'io" come il bellissimo Palmiro che ancora una volta si offre nobilmente di sponsorizzare le cause di questo umile blog di frontiera (un grazie infinito a Sauro Ciantini)

Create your own banner at mybannermaker.com!

Aderite a questo appello tra i commenti, fatelo girare in rete, nei vostri uffici, nelle vostre case, copiate il codice del banner ed inseritelo nei vostri siti, facciamo di domenica 27 febbraio una domenica senza auto.
Dite: Anch'io!

Continua a leggere