lunedì 31 gennaio 2011

A sinistra!



Massimo Zedda, 35enne candidato di Sinistra Ecologia Libertà, ha vinto ieri sera le primarie del centrosinistra di Cagliari. E’ stata una giornata importante, non solo per Cagliari e per la Sardegna. E’ stata una giornata importante per tutta l’Italia. Ogni volta che nel nostro paese assistiamo a forme di democrazia partecipata, reale, diretta, genuina, viviamo un passaggio importante, una nuova tappa di avvicinamento a quel cambiamento che cerchiamo con forza, con decisione. Ed è questo il dato politico più importante, a mio avviso, il reale portato del momento delle primarie, al di là di chi poi vince. (fonte Nichi Vendola)

La gente di sinistra sta lentamente riuscendo a credere nuovamente nella sinistra, nonostante il Pd. E le primarie, dove vengono fatte, dimostrano che la gente, dove si sente libera dal voto imposto, dal voto per il partito grande o per cacciare Berlusconi, funzionano, palesano il reale gradimento delle persone.

Non è un caso se abbiamo due orecchie e una bocca.
Chi sa ascoltare giorno dopo giorno guadagna consensi, come dimostrano le intenzioni di voto raccolte da termometro politico il 24/1 (SeL oltre il 7%)



C'è bisogno di centrosinistra, di una coalizione volta a sinistra, che riesca a scavalcare con noncuranza il terzo polo e dia inizio ad una riforma credibile del paese. E c'è bisogno di primarie.

Nessuna santa alleanza o sacro romano impero alla carica per sconfiggere Berlusconi: un nuovo Ulivo, programma e primarie. Sconfiggere Berlusconi non è un problema cominciamo a dirlo, a pensarlo, a convincercene, perchè altrimenti siamo noi il problema.

Inoltre abbiamo un asso nella manica: a Silvio ci pensa Rocco.
No, non Buttiglione.




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mercoledì 26 gennaio 2011

Bondi: "La cultura si fa in televisione." che caso.


Bondi: "E' una discussione utile per parlare del ruolo che deve avere la cultura in un paese come il nostro. Ma voi, siete davvero interessati a discutere della cultura, o le vostre intenzioni sono altre?"

Vorrei sapere se "le ragioni di una mozione di sfiducia individuale sono quelle espresse dall'on. Franceschini, che diceva che la sinistra doveva collocare delle mine per fare esplodere le contraddizioni della maggioranza, oppure se le ragioni della mozione sono quelle dell'on. Di Pietro, per cui la mia responsabilità sarebbe essere il portavoce di Arcore. (Perchè) Se queste sono le ragioni la cultura non c'entra nulla.
Volete tentare di dare l'ennesima spallata al governo e in questa ansia che vi divora da tempo, le persone per voi non hanno nessuna importanza.
"
Hanno importanza, eccome, non siamo noi quelli che vanno per feste portando vittime sacrificali minorenni al re.
(...)
"Non ho ancora capito perchè chiedete le mie dimissioni, e perchè presentate una mozione di sfiducia individuale. Da quello che ho capito la mia colpa principale sarebbe quella di essere stato troppo condiscendente con i tagli fatti dal ministro dell'economia Tremonti al ministero della cultura."
Buongiorno ministro, pare ci arrivi anche lei, dopo un po'.
"Sappiamo tutti che in Italia non c'è opera pubblica che possa avere il via senza il benestare dei beni culturali, tanto che questo ministero è divenuto di ostacolo ai beni economici. Io ho un'idea di un ministero che riesce a trovare soluzioni che sono punti di equilibrio tra il patrimonio storico artistico e le ragioni dello sviluppo del paese."
La cultura ostacolo dell'economia. Quindi tutto è sacrificabile per l'economia. Vendiamo gli Uffizi e Brera all'asta, allora.
"Altra cosa che ho fatto è stato sbloccare tutte e 113 le grandi opere pubbliche necessarie allo sviluppo del paese."
Vi ricordo che quello che parla sarebbe il ministro dei beni culturali e non cul-turali.

La mozione di sfiducia a Bondi ha davvero un senso proprio dopo la sua difesa alla camera. Prima del suo intervento avevo numerose idee in sua difesa, per quanto non riesca nemmeno a immaginare la sua persona in veste di ambasciatore della cultura. In sua difesa avrei potuto dire, ad esempio, che nessuno fino ad oggi, in nessun governo ha mai avuto veramente a cuore la cultura. La Melandri, ad esempio, l'ha calpestata in continuazione, mentre a Sgarbi è stato impedito di avanzare un suo progetto che, chissà, avrebbe potuto anche essere interessante.
Ma ciò che consegue dall'inizio del suo discorso, qui riportato il più possibile testualmente, è che il ministero della cultura è e deve essere sottomesso alle logiche economiche non solo del ministero dell'economia, ma di tutto ciò che è ascrivibile come "bene del paese" o "sviluppo del paese".
Bondi ha citato Baricco, dicendo che là dove lo stato è assente la cultura si sviluppa, giustificando così la scarsezza di mezzi, l'abbondanza di potenziale e l'ingerenza totale delle ragioni economiche in quelle artistiche.
La cultura, secondo Bondi, deve essere portata avanti nei "terreni di scuola e televisione". Guarda caso.

Lo stato c'è, lo stato non c'è, diceva Gaber.
La cultura non c'è, ma in compenso in televisione abbiamo molti culi
.

Le ragioni del culo hanno vinto sulle ragioni della cultura.

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domenica 16 gennaio 2011

La vittoria dei pirla


Una vittoria di Pirro o vittoria pirrica è una battaglia vinta a un prezzo troppo alto per il vincitore. L'espressione si riferisce a re Pirro dell'Epiro, che sconfisse i Romani a Heraclea e Ascoli Satriano rispettivamente nel 280 a.C. e nel 279 a.C., ma sostenendo perdite così alte da essere in ultima analisi incolmabili, e condannando il proprio esercito a perdere la guerra pirrica. Dopo la battaglia di Ascoli Satriano, Plutarco narra che:

« Gli eserciti si separarono; e, da quel che si dice, Pirro rispose a uno che gli esternava la gioia per la vittoria che "un'altra vittoria così e si sarebbe rovinato". Questo perché aveva perso gran parte delle forze che aveva portato con sé, quasi tutti i suoi migliori amici e i suoi principali comandanti; non c'erano altri che potessero essere arruolati, e i confederati italici non collaboravano. Dall'altra parte, come una fontana che scorresse fuori dalla città, il campo romano veniva riempito rapidamente e a completezza di uomini freschi, per niente abbattuti dalle perdite sostenute, ma dalla loro stessa rabbia capaci di raccogliere nuove forze, e nuova risolutezza per continuare la guerra. »
(Plutarco) (da Wikipedia)

Per quanto mi riguarda la vicenda di Pomigliano, la conseguente di Mirafiori, e tutto ciò che ne scaturirà passerà alla storia come vittoria di Pirla, come ricatto e non come democratica espressione dei lavoratori.
C'è un 54% che crede di aver vinto, o quantomeno c'è un gruppo dirigente che crede di aver vinto. Ma a quale prezzo?
Dove saranno gli uomini pronti a lavorare con grinta ed efficacia se non avranno spazio per riposare, dove saranno i migliori amici e principali comandanti rispettati e amati, se i loro comandi saranno solo imposti dalla forza e non dall'obbedienza che suscita la stima?

Non c'è molto da dire, su Mirafiori. Non ci sono considerazioni oggettive su ciò che ci riserva il futuro dopo Mirafiori e Pomigliano, non abbiamo elementi certi per dire cosa accadrà dopo.
Le certezze che abbiamo sono a mio avviso poche.
Sappiamo che da oggi in poi tutti i grandi dirigenti si sentiranno in un modo o nell'altro in diritto di fare ciò che vogliono, motivo per cui il nostro lavoro, la nostra possibilità di lavorare in condizioni idonee sarà affidata solo e solamente alla loro deontologia. E' così semplice: apri una new company e fai le regole.
Sappiamo che per quasi tutto il mondo politico tutto è sacrificabile davanti al rilancio dell'economia, anche la dignità delle persone.
Sappiamo che secondo l'articolo 1418 e 1325 del codice civile è da ritenersi nullo qualsiasi contratto che non veda l'accordo delle parti, e questo non è un accordo, ma un'estorsione. Inoltre la Fiom, che rappresenta la maggioranza dei lavoratori si è dichiarata dall'inizio contraria all'accordo, motivo ancora più lucido per definire il contratto nullo.
Sappiamo che tagliare lo spazio di riposo ad un operaio alla catena di montaggio non risolleverà Fiat.
Sappiamo che un operaio più stanco non produce meglio, e tantomeno vive meglio.
Sappiamo che i nostri stipendi rincorrono da anni il costo della vita, perdendo metri ogni giorno, e che tagliarli quando uno si ammala è credere che un uomo possa trasformarsi in macchina.
Sappiamo che se qualcuno è morto per ottenere condizioni dignitose di lavoro, qualcun altro morirà di fatica senza e senza soddisfazione.
Sappiamo anche che oggi i dirigenti che guadagnano 4,5 milioni di euro all'anno e chiedono sacrifici vengono ascoltati.
Sappiamo, infine, che gli operai e gli impiegati che hanno votato per il sì all'accordo, non hanno colpe. Non è colpa loro se in Italia da oggi sarà ben accetta la schiavitù delle macchine e dei general manager.
E' così difficile scegliere la cosa giusta. Con una famiglia da mantenere, con dei libri di testo da comprare, dei vestiti, qualcosa da mangiare ogni giorno che non sia merda da ingollare in nome del tizio per cui lavori che sorride e dice se non accetti poco male me ne vado in canada.
Sappiamo che il ricatto di Marchionne, il ricatto avallato dal governo e da parte dell'opposizione è illegale.

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martedì 11 gennaio 2011

Le parole sono importanti


Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d'intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.
Charlie Chaplin, Il grande dittatore


Giuseppe Mazzini nel 1831 fonda la Giovine Italia.
Successivamente crea alcuni movimenti politici per la liberazione e l'unificazione di altri stati europei: la Giovine Germania, la Giovine Polonia e infine la Giovine Europa.

Giuseppe Garibaldi dal 1839 si impegna per alcuni anni nella lotta per l'indipendenza di Uruguay e Rio Grande Do Sul in Sud America.
Nel 1860 origina l'incredibile impresa dei mille.
Partecipa a Ginevra al Congresso per la Pace, e durante la guerra Franco-prussiana, combatte a fianco dei francesi, per liberare dall'occupazione i loro territori. Subito dopo viene eletto deputato durante la comune in diversi dipartimenti.
Nel 1871 fonda la primissima società di soccorso e protezione degli animali.Nel 1879 fonda a Roma la Lega della Democrazia.
Nel 1948 il Fronte Democratico Popolare userà il suo volto come simbolo elettorale.

Giusto per ricordare che non basta una parola, che è necessaria la lungimiranza, lo sguardo al di là delle apparenze e dei confini mentali.
E per quanto una parola non basti, non lasciamola nelle mani sbagliate.
le parole sono importanti. Come il loro significato.

(Per chi ancora non sapesse, leggete qui)



A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L'infelicità che ci ha colpito non è che un effetto dell'ingordigia umana: l'amarezza di coloro che temono la via del progresso umano. L'odio degli uomini passerà, i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornerà al popolo. E finché gli uomini non saranno morti la libertà non perirà mai.
Charlie Chaplin, Il grande dittatore


Voi, il popolo, avete il potere di rendere questa vita libera e bella, di rendere questa vita una magnifica avventura. E allora, in nome della democrazia, usiamo questo potere, uniamoci tutti. Battiamoci per un mondo nuovo, un mondo buono che dia agli uomini la possibilità di lavorare, che dia alla gioventù un futuro e alla vecchiaia una sicurezza.
Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere. Ma essi mentono! Non mantengono questa promessa. Né lo faranno mai! I dittatori liberano se stessi ma riducono il popolo in schiavitù. Battiamoci per liberare il mondo, per abbattere le barriere nazionali, per eliminare l'ingordigia, l'odio e l'intolleranza. Battiamoci per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso conducano alla felicità di tutti. Soldati uniamoci in nome della democrazia!
Charlie Chaplin, Il grande dittatore






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martedì 4 gennaio 2011

Dì che ti piace questo elemento prima di tutti i tuoi amici



E' dalla nascita del Pd che mi chiedo ogni giorno se sono io a non aver capito un'acca o se sono loro a non sapere dove battere la testa.
"Se, infatti, dovesse saltare il banco della maggioranza, e aprirsi la corsa al voto, come ha già spiegato Bersani la strada maestra per il partito sarebbe l'alleanza con il Terzo Polo di Casini e Fini, con conseguente passo indietro sui gazebo, "indigesti" al leader dell'Udc che aspira alla premiership. Segretario del Pd dunque pronto a sacrificare le primarie, e le proprie stesse ambizioni alla guida della coalizione" (da Repubblica)
Il Pd nasce con le primarie, legittimando i propri candidati con le primarie, e l'attuale segretario, pur nominato con le primarie, sostiene la necessità di congelarle al fine di allearsi senza problemi con Casini e Fini per bypassare Vendola e Dipietro.
Qualcuno glielo spiega a Bersani che gli elettori del Pd sono in buona parte gli stessi del vecchio Pds, e che non vogliono vedersi governati da Casini?
Beh, certo, glielo spieghiamo noi.
Dì che ti piace questa considerazione e mandala a Bersani prima di tutti i tuoi amici, copiando queste due righe e spedendole a tutti gli indirizzi sottostanti (con oggetto: la mia pazienza è finita)

"Carissimo segretario e dirigenza del Pd,
due righe per segnalarvi che in qualità di elettori di sinistra e centrosinistra non voteremo mai una coalizione che veda il Pd in combutta con Udc e Fli.
Se pensate ancora di avere un minimo di sinistra e senso del sociale nel vostro partito, magari alleatevi con Vendola e ripensate al valore fondativo che davate alle primarie.
O almeno siate chiari, che una volta per tutte, ci capiremo qualcosa.
(e qui mettete il vostro nome e cognome)"

segr.bersani@partitodemocratico.it
redazione@partitodemocratico.it
ivan.scalfarotto@partitodemocratico.it
ivan@ivanscalfarotto.it


e se volete incollate il messaggio nel format del sito: http://www.partitodemocratico.it/servizi/inviamail/?to=6C5118C5-6F21-4AEE-9809-1E269C976F2F

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sabato 1 gennaio 2011

L'anno che verrà


(Sopra: esercizio da ripetere quotidianamente)


E' bello una volta all'anno almeno pensare che in potenzialità potrà succedere di tutto. 365 giorni tutti da esplorare, illuminati da un brindisi di mezzanotte dietro a migliaia di progetti, idee, proclami e vocali strascicate per il troppo vino a cena.
Ad ogni modo sarà un anno difficile, in cui molte cose sono destinate a cambiare, e molte ancora cambieranno se troveremo il coraggio delle nostre idee. E soprattutto se saremo capaci di coinvolgere gli altri dentro al cambiamento, dentro alla silenziosa ma costante lotta, dentro alle idee, ai movimenti, alla politica.

Per quanto mi riguarda vi ringrazio tutti per aver seguito questo piccolo umile blog, per aver partecipato con affetto, idee, commenti e supporto morale alla sua stesura di post in post, di ricerca in ricerca, di idea in idea.
E' proprio così che deve essere, una comunità attiva di persone che si confronta continuamente su tutti i temi che gravitano attorno alla vita e ai meccanismi sociali della civiltà.
Non saprei davvero dire quale sia stato il migliore post dell'anno, quale la migliore azione o petizione, quale la frase più lungimirante, spero solo di non avervi annoiato, di avervi coinvolto nel mondo di Riciard's semmai, e di ritrovarvi ancora qui, tra le stesse pagine.
Buon anno a tutti voi, vi auguro di continuare ad avere lo stesso coraggio, la stessa forza, la stessa idealistica e fedele volontà di cambiare il mondo. Dopotutto la società è fatta da uomini e noi sembriamo proprio esserlo.

Auguri a tutti voi.

Riciard

P.S. Per chi di voi ancora non avesse avuto la saggia idea di annoiarsi leggendo un piccolo zibaldone di idee per il futuro, vi raccomando l'ultima mia prodezza l'ultima mia prodezza: l'unico saggio non saggio. Guardate in alto al centro.

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