lunedì 3 ottobre 2011

Malgrado la temperatura percepita, è ancora inverno, e la primavera tarda ad arrivare

Nel 1902 Lenin si chiedeva in una sua celebre opera "Che fare?". Ce lo chiediamo anche noi oggi con il nostro "gioco dei se e dei ma". Oggi ci risponde Marco Aime, antropologo di indiscussa fama e lungimiranza, è attualmente ricercatore di Antropologia Culturale presso l’Università di Genova. Ha condotto ricerche in Benin, Burkina Faso e Mali, oltre che sulle Alpi e scritto un notevole numero di libri e saggi. Trovate la sua pagina di wikypedia qui


Caro Riccardo

credo siano due le cose su cui puntare (che poi, forse, si riducono a una): cultura e convivenza. In questi ultimi anni si è dissolto il tessuto sociale che tiene insieme le persone.

Da un lato si sbandierano "identità" di comodo a fini elettorali e moralmente biechi, dall'altra si spinge a un sempre maggiore individualismo stile Thatcher, la quale dichiarava che la società non esiste. Per costruire una società occorre capacità di convivenza e non solo con gli stranieri, ma soprattutto tra noi stessi. Il degrado culturale è gravissimo. Sarà dura risorgere. Siamo ancora in pieno inverno e la primavera tarda ad arrivare.

Marco

E' a parer mio una riflessione che prolunga quella di Donata e la precedente, di Alessandro. Non è per Marco Aime questione di crisi economica, ma di emergenza sociale. Non saranno le banche a dirci come uscire fuori da questo baratro e tantomeno i broker, ne convengo, anche solo perchè se il sistema crolla e non riesce più a provvedere agli ultimi, l'assenza dei legami, del semplice aiutarsi contrapposto all'individualismo gretto del salvare le proprie chiappe, si fa sentire. E' un problema di libertà, di etica, ma anche questione di sopravvivenza.
Voi che ne pensate?

Continuate a scrivere alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it), partecipate a questo piccolo barcamp del gioco dei se e dei ma, e dite cosa fareste. Cosa manca all'Italia, qual è il trampolino di lancio per la primavera? Dite tutto ciò che volete, un punto su cui, secondo voi, sarebbe necessario insistere per un'Italia differente.

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