lunedì 1 agosto 2011

viva la vita pagata a rate

Nel 1902 Lenin si chiedeva in una sua celebre opera "Che fare?". Ce lo chiediamo anche noi oggi con il nostro "gioco dei se e dei ma". Oggi ci risponde Paolo del Genovese, autore del bellissimo blog il giardino di Enzo. E' uno di quei blog che raccontano, con semplicità, chiarezza e coinvolgimento, così che finisci per leggerti un post dietro l'altro. Ecco la sua risposta, all'ombra di un tiglio:




La socialdemocrazia è una brutta bestia, tiene legata alla modificazione dell'esistente proprio quella parte di popolo che soffre di più gli effetti deleteri del capitalismo. Le classi proletarie e piccolo borghesi soffrono di una continua rincorsa al minimo, come riuscire a pagare la bolletta del gas o altre quotidiane difficoltà.
La redistribuzione del reddito potrebbe essere un obbiettivo importante e lo si può ottenere elevando in modo sostanzioso il gettito fiscale alle classi benestanti. La parte ricca del paese accumula capitale quasi senza un perché, ha già tutto: il pranzo e la cena assicurati, le case di proprietà al mare e in campagna e ai monti, le auto di grossa cilindrata, la barca, lo sci, la borsa firmata, i gioielli, le case per i figli, le migliori scuole per loro. Ciò nonostante l'accumulo continua, in una corsa senza scopo.
La coperta rimane corta per volere della classe dirigente stessa, in un delirio di potere e denaro che va oltre ogni decenza sociale e democratica, hanno costruito la debitocrazia e non se ne esce più. Ricordo una canzone di Ivan Della Mea, cominciava così:
" Viva la vita
pagata a rate
con la seicento,
la lavatrice,
viva il sistema
che rende uguale
e fa felice,
chi ha il potere
e chi invece non ce l'ha"

La Rivoluzione Socialista o Comunista oggi mi sembra ormai antistorica, rimpiango l'Ottocento e la grande possibilità che Marx tracciò con la sua grande idea innovativa di società e sviluppo.
Nel nostro tempo dobbiamo fare i conti con il pianeta intero, con gli intrecci affaristico-militari, con le multinazionali, con interessi sovranazionali che imporrebbero, per opporsi, la Rivoluzione Internazionalista, un concetto davvero troppo lontano in questo mondo impazzito dietro a bisogni irreali e desideri irrealizzabili. Come diceva "Contessa"? "...oggi anche l'operaio vuole il figlio dottore".
Quindi nel mio profondo ho smesso di considerare la Rivoluzione Proletaria un progetto realizzabile, trovo più fattibile una Rivoluzione Umanista, e questa non può prescindere dalla diminuzione degli abitanti del pianeta, studi approfonditi né dimostrano la fattibilità e la assoluta esigenza: il pianeta Terra non è una vacca che dà infinitamente latte, il nostro prelievo di tutto, anche dell'aria che respiriamo, renderà impossibile la vita qua. Fino a non molti anni fa, diciamo trecento anni ma anche meno, la popolazione terrestre non arrivava al miliardo di unità e le risorse erano abbondanti per ogni fabbisogno.
In mancanza di un vero rapporto con la Natura l'Uomo morirà, e con esso tutti i privilegi e sofferenze che si è creato in questi ultimi secoli.
In realtà abbiamo bisogno di così poco per vivere una vita armoniosa, e con la nostra conoscenza attuale potremmo passare la nostra vita a contemplare il bello, a compiere riti gaudenti e grandi saluti ad una rosa che sboccia.
Utopico? Certamente, ma temo che sia più realizzabile questo piuttosto che una lunga e affannosa ricerca di uguaglianza capitalistica: l?uomo morirà prima della pace sociale.

Oggi non ci resta che sognare, e manca un Carletto Marx dei giorni nostri che indichi una via fattibile e filosoficamente ugualitaria e eticamente sostenibile, manca una politica volta veramente alla soluzione delle società del mondo. Il potere del capitale ha il sopravvento su tutto; per fare un esempio, le esigenze delle lobbies militari ci fanno credere persino alle guerre umanitarie.
Gli Ossimori al potere, potrebbe essere lo slogan di oggi, tanto fra poco riparte il campionato di calcio o riprende "Amici" dopo la pausa estiva, e i proletari non aspettano altro.

Ecco, mi hai fatto diventare verboso, credo che di queste cose sarebbe bellissimo parlare per ore io, te e altri sotto il tiglio, in Giardino, quello di Enzo.

Ancora saluti a te Riccardo, di cuore e di speranza

Paolo


Voi che ne pensate?

Continuate a scrivere alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it), partecipate a questo piccolo barcamp del gioco dei se e dei ma, e dite cosa fareste. Cosa manca all'Italia, qual è il trampolino di lancio per la primavera? Dite tutto ciò che volete, un punto su cui, secondo voi, sarebbe necessario insistere per un'Italia differente.

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