Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria
Per cui sono salito sull'albero, come Cosimo, con la promessa di non rimettere più piede a terra. Fino alla fine, fino a che non passi una mongolfiera a strapparmi via.
Viviamo in un paese dove si verificano sempre le cause e non gli effetti.
Un paese in cui si ciancia di case, di dosseriaggi, si fa un gran cianciare, con l'obiettivo primo di scordare i temi sociali, le riforme sociali necessarie, la fame e la spazzatura che finiranno per coincidere sulle tavole degli italiani. Un paese in cui tutti chiedono voti e nessuno pulisce il parcheggio.
Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
– Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell'arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo.
Poi soggiunge: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c'è arco.
Riciard's compie il suo terzo anno di vita (lo compiva due giorni fa precisi, in realtà), tre anni dal rifiuto di un piatto di chiocciole, tre anni di filosofia ed azione tra le fronde degli alberi, tre anni presi a studiare l'arco e con esso le pietre.
Grazie a voi pochi di essere stati sull'albero con me, a leggere ed imparare con me.
Il miglior regalo che mi poteste fare.
Continua a leggere


















