lunedì 27 settembre 2010

Tutti cercano voti, nessuno pulisce il parcheggio.


Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria

Per cui sono salito sull'albero, come Cosimo, con la promessa di non rimettere più piede a terra. Fino alla fine, fino a che non passi una mongolfiera a strapparmi via.

Viviamo in un paese dove si verificano sempre le cause e non gli effetti.

Un paese in cui si ciancia di case, di dosseriaggi, si fa un gran cianciare, con l'obiettivo primo di scordare i temi sociali, le riforme sociali necessarie, la fame e la spazzatura che finiranno per coincidere sulle tavole degli italiani. Un paese in cui tutti chiedono voti e nessuno pulisce il parcheggio.

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
– Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell'arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo.
Poi soggiunge: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c'è arco.


Riciard's compie il suo terzo anno di vita (lo compiva due giorni fa precisi, in realtà), tre anni dal rifiuto di un piatto di chiocciole, tre anni di filosofia ed azione tra le fronde degli alberi, tre anni presi a studiare l'arco e con esso le pietre.
Grazie a voi pochi di essere stati sull'albero con me, a leggere ed imparare con me.
Il miglior regalo che mi poteste fare.


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venerdì 24 settembre 2010

Se Bocchino ti prende per il Culo.

Ieri sera, alla primissima puntata della stagione di Annozero, Italo Bocchino si sentiva a casa. Parlava in maniera disordinata e maleducata come suo solito, ma sembrava un vecchio amico un po' scorbutico di Santoro.
Scopro oggi un articolo di appena due giorni fa apparso sul sito della fondazione Farefuturo, in cui si intervista sempre Santoro deplorando il difficile cammino che ha avuto la gestazione della nuova stagione del programma.



In un altro articolo, riportato anche da Libero, che oggi vanta un capolavoro giornalistico, ovvero Fini fotografato nudo in prima pagina, scrivono:
"Non è finita. Perché non può essere ininfluente se qualcuno, un proprietario di un’azienda-partito, pretende di declinare il suo personalissimo concetto di democrazia. Una democrazia tutta particolare in cui c’è chi ordina e chi obbedisce, chi è intoccabile e chi è toccabilissimo. Chi ha diritti e chi no. E non è nemmeno ininfluente se la legge non è più uguale per tutti, se il garantismo vale a corrente alternata: garantisti con gli amici, giustizialisti con i nemici"



Ascolto rimuginando il discorso di Fini a Mirabello, un piccolo capolavoro di retorica, per arrivare semplicemente a dire: democrazia è pluralità.






L'hanno capito con sedici anni di ritardo.
Meglio tardi che mai.

Siamo in mano a gente che ci mette sedici anni a capire che quello che a ogni giro fa poker è lo stesso che rimescola, taglia il mazzo e serve le carte.

E dopo sedici faticosi anni, in cui ognuno di noi parlava all'amico di destra, quello che hai sempre stimato e col quale ti scannavi a seconda degli argomenti, chiedendo: come fai a tollerare tutto questo? Questa non è destra, è follia! Ecco dopo questi sedici anni, dopo la rivolta dei finiani, dopo l'ascesa popolare di Vendola, dopo i primi veri successi sul territorio di Grillo, dopo il ritorno di Veltroni (che a detta sua doveva andare in Africa), e via dicendo, è il cielo a parlare e a dare chiari segnali positivi in quel di L'Aquila.
Che sia un caso?



nota: l'era del cinghiale bianco sarebbe un'età mitologica e magica, durante la quale ogni uomo raggiunge la conoscenza assoluta in senso spirituale.


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lunedì 20 settembre 2010

La prima cosa che si dice degli "altri" è che sono sporchi


Abbiamo un giorno della memoria, il 27 gennaio, in cui commemoriamo le vittime dell'olocausto. Incredibile come, condannando il nazismo e con esso le sue teorie razziste, si continui la discriminazione etnica.
Viene ricordata la shoa, viene ricordato il crudele genocidio degli ebrei, ma non si parla del Porajmos. Poche voci accennano al genocidio dei Rom pianificato dai nazisti.

Non abbiamo memoria. Non riconosciamo ufficialmente la sofferenza.
Anzi.
La perseguitiamo, continuando a dire: devono andare a casa loro. Senza nemmeno voler capire che questa è casa loro, visto che l'80% dei Sinti e Rom che vivono in Italia sono lontani parenti di emigranti del 1400, stanziali da sei secoli in Italia.
Per cui quando gli viene chiesto di andare a casa loro, se rimangono dove si trovano hanno già esaudito la richiesta.

Quello che è accaduto, quello sta accadendo in Italia, come in Francia non ha definizioni. E' incredibile come ancora oggi non siamo in grado come popolo europeo di capire che non è l'etnia a fare il delinquente, ma la società. E che un uomo non è delinquente in quanto italiano o tedesco, ma in quanto tale e basta.
E' incredibile come pur non sapendo niente, e dimostrandolo (ma quanti di noi credono davvero che i Rom siano rumeni?!) apertamente, discriminiamo.

Siamo ancora ai tempi del nazismo.
Eva Justin era una laurenda nazista che stava costruendo una tesi il cui argomento era: possono gli zingari essere riformati attraverso la convivenza con gli ariani? Dopo aver studiato il comportamento dei bambini all'interno dei campi di concentramento, dopo aver dato loro alcune prove con cui poter mostrare la propria abilità, Eva Justin arrivò a queste conclusioni: lo zingaro primitivo non sarà mai in grado di indebolire la cultura ariana come ha cercato di fare l'intelligenza ebraica. Ciò nonostante si raccomanda vivamente la sterilizzazione di tutti gli zingari, la maggior parte di loro, infatti, tende ad avere un comportamento criminale o asociale.
I bambini, dopo l'esperimento, vennero deportati definitivamente ad Auschwitz.
Però, loro, non meritano memoria.

Anche in Italia erano stati istituiti campi di concentramento per Rom: ad Agnone, Berra, Bojano, Bolzano, Ferramonti ed altri ancora. Coloro che riuscivano a fuggire si univano spesso alle truppe partigiane, sostenendo la resistenza, sostenendo il futuro che per loro doveva avere questa terra. E la difendevano perchè stanziali.
Il fatto che vengano definiti nomadi non dipende da loro stessi, che come detto per l'80% sono stanziali da 600 anni in Italia, ma dalle istituzioni, che continuando ad attribuire questa definizione al popolo Rom può non riconoscergli lo status di minoranza etnica.
Già, contrariamente a quanto si pensa, i Rom non sono considerati in Italia minoranza etnica, vedere per credere la legge 482 del 1999. Vi si citano tedeschi, greci, albanesi, ladini, ma rom no.

Bene, siamo pronti per capirci qualcosa di più.




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venerdì 17 settembre 2010

Bilderberg Group s.n.c.

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Il carissimo Paolo, de Il giardino di Enzo, mi segnala un nome di un gruppo: Bilderberg Group. Il nome è tutto un programma anche da una sola ricerca di google, una di quelle scatole da cui rischia di uscire fuori di tutto. (http://www.youtube.com/watch?v=9ZnDuA7mWYs)
Esiste anche un sito del gruppo, a dire il vero anche più scalcinato di questo orrendo blog, che trovate qui, e che non sembrerebbe appartenere ad una compagine che si riunisce dal 1954 ipotecando il futuro del mondo.
Ah ah, già, già, così si vocifera.

Gente come Rockfeller, Henry Kissinger, Mario Draghi, Gianni Agnelli o lo stesso re Olandese si riunisce da 56 anni.
A fare che? Non si sa, è segreto.
Proprio sul loro sito potete leggere che la tre giorni in cui i potenti del mondo si confrontano viene tenuta oscura ai giornalisti, per lasciare che ognuno si possa esprimere in tranquillità.
In pratica Draghi e Kissinger annualmente si trovano per raccontare delle proprie mogli e di ciò che non va in casa propria davanti a un cappuccino e un cornetto.

Il Bilderberg group è un incontro annuale, per inviti, di circa 130 partecipanti, non tutti fissi, ma tutti influenti in campo economico o bancario nell'occidente del mondo. In cui, come detto, si parla di cappuccini e cene nell'ultimo locale guatemalteco aperto a Chiesina Uzzanese.

Personalmente diffido sempre delle ipotesi di elite cospirazioniste che comandano il mondo impostandolo secondo i propri schemi, motivo per cui diffido anche di questa. E' chiaro che un incontro tra le persone economicamente influenti nel mondo è volto, se non a creare un vero NWO (New World Order), quantomeno una serie di indicazioni che metta tutti i ricchi d'accordo.
Il che è una ipotesi forse anche più orribile.
I motivi per cui diffido delle profezie massoniche nazifasciste che vedrebbero coinvolti tutti i personaggi famosi da Caravaggio a Roger Foederer sono principalmente due.
Il primo è che non mi riesce di ricondurre tutta la storia a cinque menti malate che si ritrovano, sottolineo, UNA volta all'anno. Nella storia ci sono troppi fattori, troppi imprevisti perchè qualcosa non sfugga al Big Brother.
L'altra è che, come detto in molti post, il potere è del mercato, vero. E il mercato si sviluppa seguendo gli la domanda dei compratori. Quindi, il potere è nelle mani dei compratori. Sempre che lo capiscano.

Sia ben chiaro, la totale mancanza di chiarezza su cosa succeda in questa riunione di potenti, siano colazioni col cappuccino, orge o tornei di calcio saponato, getta un'ombra di mistero e di sospetto. E il sospetto nuoce gravemente alla democrazia.

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lunedì 13 settembre 2010

ingenuità



Stavamo tornando dalle ferie, pochi giorni fa. Pochi istanti fa. Un'eternità fa.
Curva dopo curva, al ferreo limite di 110 orari sull'autostrada genovese, una ribollita di macchine e uomini, spunta il cartello "Toscana".
Ed è lì che comincio a sentirmi realmente a casa, e ad assaporare, dopo ore di faticoso e noioso ritorno, tutte le sfumature della parola "casa".
Penso al rumore della porta, ai miei tre piccoli gatti che mi verranno incontro non appena sentiranno i nostri passi, penso al divano, al tavolo e alla sensazione diversa che mi fanno quei muri ogni volta che passa qualche giorno di fila senza vederli.
In quell'istante percepiamo che nonostante sia passato così poco tempo, potremmo aver perso qualcosa, potrebbe essere cambiato qualcosa, è il momento in cui ti senti lontano, da tanto.

L'orologio della macchina ci avverte che sono le nove di sera in punto.
Accendiamo la radio, insieme alla nostra curiosità, pronti ad ascoltare qualsiasi cosa che possa essere etichettato come nuovo, senza un riferimento precisi, semplicemente aperti al nuovo, pronti a colmare quella lacuna che si crea nel tempo trascorso lontano.
Inizia il giornale radio rai.

Dalla Russia di Putin, Berlusconi attacca la magistratura, che in Italia ha poteri senza limiti e che mette a rischio la governabilità del paese con accuse inventate...

Maledetta ingenuità del viaggiatore.


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