venerdì 30 aprile 2010

Mai così male dal 2001

E' solo un gioco di parole, io credevo fosse la festa dei lavoratori, ed invece è la festa del lavoro. Nel senso che il lavoro se ne va.
Primo maggio, la festa DAL lavoro.

State tranquilli, ci dicono. Ce la passiamo meglio del resto dell'Europa.
Andiamo bene, vamos bien.
Leggete qua sotto.
Non andavamo così bene da 9 anni.




"Nel 2009 le società entrate in procedura fallimentare sono risultate esattamente 11.477, con una crescita del 26,6% rispetto all'anno precedente" e non solo "Professionisti: inizio d'anno nella morsa della crisi. Nel primo trimestre 2010 si stima un calo del fatturato del 37%, con il 19% degli studi a rischio chiusura. Stiamo parlando di circa 2 milioni di persone, di cui il 50% autonomi e l'altro 50% impiegato con contratti vari: a tempo indeterminato, determinato, a progetto, di c.co.co.."
(da Il sole 24 ore)

andiamo bene, vamos bien.



"ROMA - Gli occupati nella media 2009 sono diminuiti di 380 mila unita' rispetto alla media 2008. Lo comunica l'Istat, sottolineando che si tratta del primo calo annuale dal 1995. Il tasso di disoccupazione medio e' salito al 7,8% dal 6,8% della media del 2008. (...)
IV TRIM 2009 DISOCCUPAZIONE 8,6%, TOP DA 2001 - Il tasso disoccupazione nel IV trimestre 2009 è salito all'8,6% (dato non destagionalizzato), il livello più alto dal 2001. Lo rileva l'Istat, sottolineando che i senza lavoro hanno raggiunto quota 2,145 milioni di unità, 369mila in più rispetto allo stesso periodo 2008.
IV TRIMESTRE 2009 -428MILA OCCUPATI - Nel quarto trimestre 2009 gli occupati in Italia sono diminuiti di 428mila unità rispetto allo stesso periodo 2008. Lo rivela l'Istat sottolineando che si tratta di un calo dell'1,8% e che, nel periodo, erano al lavoro, 22,922 milioni di persone."

"ROMA - Il tasso di disoccupazione a marzo è schizzato all'8,8%, rispetto all'8,6% di febbraio. Lo comunica l'Istat nella stima preliminare mensile, sottolineando che si tratta del dato peggiore dal secondo trimestre 2002. A marzo il tasso di disoccupazione è aumentato dello 0,2% su base mensile e dell'1% su base annua.

Il numero di inattivi di età compresa tra i 15 e i 64 anni - comunica ancora l'Istat - è pari a marzo a 14,9 milioni di unità"
(fonte Ansa)

Andiamo bene, vamos bien.
Mi viene in mente la frase che di continuo sentivo pronunciare in Grecia, quando ero piccolo: italiani-greci, stessa faccia, stessa razza, stesso cervello.
A vedere come si son messe le cose per loro dico solo: speriamo di no.
Tuttavia in molti ci spiegano che mandare a casa questo governo è il suicidio, poichè le agenzie di rating declasserebbero l'Italia, producendo una situazione simile a quella ellenica.
Ed è per questo che il caro premier, passando tra la folla, ha voluto commentare i dati Istat così:




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mercoledì 28 aprile 2010

Il Millesimo Post

Vademecum dell'antiberlusconiano VI parte

E' arrivato anche il millesimo post. E' arrivato dopo più di due anni di riflessioni, abbattimenti, delusioni e prese di coscienza.
Il 18 luglio di due anni fa cominciai a capire le parole di un viandante cheyenne. Un poeta incontrato per caso, puro caso.
"La cultura può veramente cambiare la società. E noi siamo qui per cambiare la cultura"

Nichi Vendola è stato ospitato da Fazio, a "che tempo che fa" e da quel momento (finalmente) è tutto un tripudio della gente di sinistra che sembra aver ritrovato un amore sopito da tempo.
Tuttavia è ancora lontana l'idea che NON sia necessario un volto per cacciare il modello berlusconiano: fino a che penseremo che il problema sia lui e non il modello, la cultura intrisa di berlusconismo, perderemo.
E' necessario ripartire da noi stessi, dai nostri gesti quotidiani, per renderli totalmente consapevoli e responsabili. Per questo è stato scritto questo piccolo e minuto vademecum dell'antiberlusconiano.
Per ritrovare noi stessi, e con noi, una vera cultura della vita, di cui cibarsi ogni giorno.






Già, ma come fare? Le idee sono teoria, e con la teoria non si mangia.
Con gli esempi segnalati fino ad oggi si integrano benissimo le 8 "erre" della decrescita e di Serge Latouche.
Rivalutare il nostro modo di vivere, elaborando un differente atteggiamento nei confronti della natura e del contesto in cui ci inseriamo. Da predatori a giardinieri. A proposito, come stanno i vostri orti da balcone?
Riconcettualizzare la visione attuale del mondo e di conseguenza tutto il vocabolario che ci è stato sottratto, ricominciare a dare alle parole i propri significanti e concetti, poichè una posizione "rivalutata" impone una riconcettualizzazione.
Ristrutturare l'apparato produttivo e i rapporti sociali al cambiamento dei nuovi valori.
Ridistribuzione delle ricchezze. Non allarmatevi, nessuno vi chiede donazioni, vi si chiede solo di "prelevare meno" dall'insieme delle risorse: cominciamo capendo cosa acquistiamo, se ha a che vedere con il continuo depredamento del sud del mondo. Mettere fine a questo continuo saccheggio sarebbe, oltre che norma, già una redistribuzione.
Rilocalizzare cioè produrre in massima parte a livello locale, e acquistare in massima parte ciò che è locale, per evitarne l'impatto ecologico e sociale e per avere il controllo visivo su ciò che si acquista. Oppure (e questo lo aggiungo io) seguire nell'acquisto scelte etiche, dominate da un convinto "fair trade".
Ridurre il nostro impatto sulla biosfera, rivedere i nostri modi di produrre e consumare. Ci credete se vi dico che l'80% dei beni immessi sul mercato vengono usati una sola volta e poi gettati? Facciamo una analisi delle nostre abitudini quotidiane e cerchiamo di capire dove possiamo intervenire. Riduciamo.
Riutilizzare/Riciclare due parole che parlano da sole.

Scriviamoci in testa queste 8 erre, e agiamo di conseguenza. Pensiamo a come usarle nella nostra quotidianità, questo deve essere il pensiero, questa la cultura.
Possiamo cambiare la cultura, possiamo cambiare il mondo, credeteci.


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venerdì 23 aprile 2010

Il cavaliere inesistente

Vademecum dell'antiberlusconiano parte V

I partigiani, gli ammerigani, la democrazia, il comandante Diavolo, la libertà, il piano Marshall, i repubblichini e così via.

Di questo ne ho già parlato.
La liberazione ha un valore intrinseco, non c'è dubbio, ma storicamente porta con sè l'avvio di un modello di sviluppo che ci ha portato al mondo visto come mercato, all'uomo visto come cliente, al progresso e alla crescita viste come indispensabili.
Il modello del berlusconismo.

La liberazione è tutt'altro.
La liberazione vista dagli occhi di un partigiano non sono i carri armati americani, ma la luce nuova di un giorno in cui gli uomini possano credersi uguali.

Liberiamoci, una volta per tutte.
Liberiamoci una seconda volta.
Mangiare, comprare, vestirsi di prodotti che non comportino lo sfruttamento intensivo e non, umano, animale, non avere rispetto di ciò che ci circonda è negare a quegli occhi il sogno.
Ognuno di noi ogni volta che compra, che lo voglia o meno, sceglie.
Tutto sta nell'indirizzarle, le scelte, magari verso qualcosa di concreto e sostenibile.
Perchè quel sogno possa avere una possibilità di avverarsi è necessario un ripensamento del nostro stile di vita, ripartendo, magari, dai GAS

Cosa sono i GAS?

Sono Gruppi di Acquisto Solidale, reti di famiglie e persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro. Il concetto alla base del GAS è la solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo. I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita' di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.

Ricominciare dai GAS significa voltare le spalle al modello berlusconiano, sorpassarlo, scavalcare l'ostacolo.
Dopo che le persone si saranno rese conto del potere che è nelle proprie mani, Berlusconi non sarà più un problema.
Al massimo sarà un caso di cavaliere inesistente.

Divertitevi a cercare i GAS più vicini a casa vostra, cliccando qui. Ci sono più di 600 GAS in Italia, e se proprio nel vostro paese o città mancasse... informatevi e cominciate!
E per chi ha già aderito ad un GAS, un invito: scrivete qui della vostra esperienza, parlatene e fate di questa pagina una vostra pagina!


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lunedì 19 aprile 2010

L'arte della guerra applicata a Berlusconi

Vademecum dell'antiberlusconiano parte IV
(ANSA) - ROMA, 19 APR - La fiducia in Silvio Berlusconi resta ai minimi storici, come pure quella nel governo. Cresce invece a livelli record la fiducia nella Lega.
In calo ulteriore invece il Pdl ma le opposizioni non se ne avvantaggiano: perdono fiducia sia il Pd che l'Udc, mentre resta stabile l'Idv.


Il tizio che comanda sta perdendo colpi, forse. Non è ancora il momento di ammazzarsi di soffoconi a vicenda, ma di rimboccarsi le maniche, di studiare una tattica noi stessi, visto che, come già detto, siamo una squadra orfana di allenatore.

"La disposizione delle truppe deve assomigliare all'acqua. Come l'acqua, nel suo movimento, scende dall'alto e si raccoglie in basso, così le truppe devono evitare i punti di forza e concentrarsi sui vuoti. Come l'acqua regola il suo scorrere in base al terreno, così l'esercito deve costruire la vittoria adattandosi al nemico"
Sun Tzu, L'arte della guerra


Sarebbe bellissimo, un giorno, poter raccontare di aver fatto capitolare Berlusconi grazie ad un testo orientale del VI secolo a.C.
Non trovo alcuna pecca nello studiare il fenomeno Berlusconi come "pieni e vuoti", e decidere di attaccarlo su tutti i "vuoti" che riusciamo a riconoscere. Sappiamo benissimo ceh sarebbe ridicolo pensare di ucciderlo mediaticamente tramite la televisione.

Il quasi totale possesso della televisione è un pieno.
Il populismo e la continua agitazione di paure e fobie massificate è un pieno.
Il possesso di una ricca fetta del mondo editoriale è un pieno.
La sua incapacità di seguire le regole, modificando le leggi in continuazione in proprio favore è un pieno. E forse un vuoto.

Il Pdl non è un partito radicato nel popolo. Non ha sedi di ritrovo, ma solo organigrammi. Ci lascia uno spazio sociale da poter usare che è un vuoto.
Internet è indiscutibilmente un vuoto. Siamo noi, forse, a dover imparare ad usarlo più correttamente, e più "in coro".
La nostra libertà di acquisto, e con essa la libertà di imprimere al mercato il nostro marchio, la nostra idea, è un vuoto.
La cultura ecologista è un vuoto, in un paese che vuole diffondere le centrali nucleari.

A voi la penna, a voi i pieni ed i vuoti.


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venerdì 16 aprile 2010

Fini finì


Gli antiberlusconiani in genere hanno già iniziato a festeggiare. Per loro Pdl senza Fini significa un Berlusconi di meno.
Spero di essere in errore, ma un Pdl senza Fini significa solo un partito da 2 punti percentuali alle prossime elezioni. I generali finora fedeli lasceranno solo Gianfranco, che si ritroverà con qualche sparuto parlamentare che spera di fare il colpaccio e mettersi in evidenza.
Gli antiberlusconiani in genere non hanno capito che la gente di destra vota lega, non capisce perchè dare il voto agli immigrati, o perchè essere moderati su determinati fronti; i centristi votano Berlusconi (o Casini). I liberali, forse, votano Fini, loro sì.

Chi dice che sta per iniziare lo spettacolo, che basterà mettersi seduti col popcorn, assomiglia molto a quegli iracheni che dicevano che non ci sarebbe stato scampo per l'esercito Usa.
Se domani votiamo Berlusconi vince. E vince la Lega, con o senza Fini.
Fini al massimo ruba consensi all'Idv o alla destra di Storace, se si presenta da solo.
Per cui ok, io rischio di assomigliare a quell'iracheno che tirò giù un elicottero con un fucile a pallini (e chi c'ha mai creduto?!), ma credo che la strada sia differente e molto più difficile.
Cominciamo a studiare il problema con sguardo critico, come se lo volessimo risolvere davvero. Studiamolo come va di moda, seguendo le regole di Sun Tzu, dell'Arte della guerra, le stesse regole che si imparano a memoria manager e broker dell'ultimora. Analizziamo i pieni e i vuoti. Quali sono i pieni del sistema berlusconiano? Quali i vuoti?

Come ben sapete il vademecum dell'antiberlusconiano muove i passi in due direzioni, una è quella sopra, l'altra ha preso piede con l'idea di un orto da balcone.
Se avete seguito i primi passi dovreste avere dei bei vasetti, o un semenzaio ricco di semi di pomodoro... teneteli umidi, bagnateli ogni giorno, ma poco, e con un annaffiatoio piccoli, con la nappa in cima. E' necessario essere delicati, scordarsi le pretese da centro commerciale, la natura ha il suo ritmo.
Entro pochi giorni vedrete le prime piantine emergere dalla terra... e se non avete ancora seminato, vi consiglio di farlo tra pochi giorni, a luna calante (il 21 se ricordo bene).
Una volta spuntata la piantina lasciatela crescere po' di centimetri, lei stessa, probabilmente, vi mostrerà il visogno di un vaso più grande. A quel punto ne riparleremo, sarà già momento di un altro post...


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lunedì 12 aprile 2010

Cornuto & Felice


Ci sono in giro molte persone che ancora credono che Berlusconi possa fare o faccia qualcosa per loro. Dei becchi felici, in pratica.
Due giorni fa mi sono ritrovato a parlarne con una signora Rom, che tergiversando su alcuni importi di multe datate di anni, ha scandito la frase:
"Berlusconi ha detto che probabilmente farà qualcosa per noi"
Certo che lo farà, ho pensato, ma non PER voi, ma SU di voi". Mi sono limitato a rispondere: "Signora non credo proprio che possa aspettare un aiuto da Berlusconi. Quello aiuta solo se stesso.".
E' drammatico come il populismo ancora oggi riesca a mietere consensi, persino tra le vittime designate di un governo. Voglio dire, chi più dei Rom è stato avversato da questo esecutivo?!


Se qualcuno se lo fosse perso, vi consiglio di investire dieci minuti del vostro tempo per guardare ed ascoltare questo tortuoso delirio mentale, in cui si alternano deliri di onnipotenza, paranoiche allucinazioni e voli pindarici irragionevoli.
Un cocktail esplosivo dal sapore tutto berlusconiano.



"Vorrei fare una prova qui: quanti di voi, alzando la mano, pensano di non aver mai corso il rischio di essere intercettati (pausa silenziosa, scherzi frizzi e lazzi vari, nessuno alza la mano). Facciamo la prova ll'incontrario: quanti di voi, invece, pensano di avere o di poter subire questo rischio? (molti alzano la mano) Tutti? Avete tutti qualche scheletro nell'armadio, eh?!"

Lui ha mosso. Adesso è il nostro turno.
Ci vorrà strategia, ma ce la possiamo fare, dopotutto davanti non abbiamo il computer che gioca a scacchi come un alieno.

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giovedì 8 aprile 2010

Il tuo broker può fermare Berlusconi (vademecum dell'antiberlusconiano parte 3)


Correva l'anno 2001 ed i pensionati inglesi insegnarono al mondo come sia possibile segnare la strada su cui deve camminare il mondo.

Alcuni di questi rampanti pensionati si accorsero che i gestori dei loro risparmi e dei loro fondi pensione avevano acquistato titoli di fondi d'investimento che comprendevano anche azioni della Glaxo, forse la piu' grande casa farmaceutica del mondo, ritenuta responsabile dell'eccessivo costo dei medicinali nel terzo mondo. Cosi' molti, spontaneamente, scrissero alle societa' di gestione dei loro risparmi per protestare ottenendo visibilità inaspettata sui giornali. In un secondo momento decisero di far circolare la protesta in internet, riuscendo così a raccogliere le dichiarazioni di protesta di decine di migliaia di risparmiatori, che accanto alla propria firma annunciavano l'importo del proprio investimento. Riuscirono a raccogliere firme per piu' di 1500 milioni di euro in fondi.
A questo punto bastò loro dare un ultimatum ai propri broker: "Se non togliete la Glaxo dai vostri fondi noi ritiriamo i nostri soldi".
La Glaxo stessa fece due conti, per arrivare a scoprire che far crollare i prezzi delle medicine in Africa era meglio che affrontare il panico in borsa.

Il concetto rimane lo stesso: andate a fondo e cercate di conoscere ciò che comprate. A chi state versando il vostro denaro? Quale causa state involontariamente scegliendo?
Aggiungo, sulla scia dei pensionati inglesi: informatevi riguardo ai vostri fondi di risparmio, e state attenti che nessuno investa soldi per conto vostro in aziende di proprietà di berlusconi, o annoverate tra i Big Spender che finanziano Mediaset (la lista nell'episodio precedente).
Nemmeno un centesimo deve involontariamente finanziarlo per conto nostro.
Ovvio che non si tratta solo di non appoggiare finanziariamente Berlusconi, ma di entrare in una logica che si lascia Berlusconi alle spalle, nella quale ogni gesto corrisponde con coerenza alla nostra etica.
Hanno provato a fregarci lo spazio e la coscienza, e ce lo riprenderemo con la stessa ragionevole decisione.
Magari iniziando con l'organizzare il nostro orto da balcone...

Vi siete ancora decisi a comprare un semenzaio per il nuovo orto da balcone? Se non sapete cosa sia un semenzaio, basterà andare a un vivaio e comprare qualcosa del genere, anche più piccolo:


A questo punto comprate del terriccio, di quello generico, che troverete anche nei supermercati, e cominciate a progettare il vostro orto da balcone.
In aprile si possono piantare pomodori, basilico, fagioli, fagiolini. Se vi interessa a me sono appena nati 6 meli ottenuti dai semi del frutto stessi (se mai cresceranno non fruttificherà, ma è pur sempre bellissimo veder crescere la vita).
Se decidete di piantare i pomodori vi consiglio di orientarvi su piante dal frutto piccolo, in modo da poterle gestire anche sul terrazzo di casa (da escludere, secondo me, i cuori di bue, ad esempio).
Prendete i semi, distribuiteli in maniera uniforme nel semenzaio e ricoprite con uno strato di mezzo centimetro.
Compattate con le mani e coprite con un telo di nylon bucato per favorire il ricambio di aria o di tessuto non tessuto.
Annaffiate abbondantemente con un innaffiatore piccolo per poterlo fare con delicatezza... e poi aspettate...sarà piacevole riscoprire quanta calma possa avere la natura...


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martedì 6 aprile 2010

Aiuto


A Fini e Bossi " il Cavaliere spiegherà come i prossimi tre anni «mi serviranno per passare alla storia da leader» e che «il successo elettorale carica su tutti noi un’ulteriore responsabilità» per fare quelle riforme di sistema tante volte annunciate. (...) il federalismo dovrà viaggiare insieme alla riforma istituzionale con tanto di elezione diretta del presidente della Repubblica, riduzione dei parlamentari e Senato federale. «Un pacchetto unico», come vorrebbe il ministro Calderoli, per discutere con le opposizioni e prepararsi all’eventuale referendum se in Parlamento non si dovesse raccogliere una maggioranza di due terzi necessaria ad evitare la consultazione.

Nella nuova cornice presidenzialista, Berlusconi immagina un futuro da leader del Pdl e da capo del governo per Gianfranco Fini.(...)«Il Cavaliere ha fretta ed è pronto - spiegano i suoi collaboratori - anche a far saltare la legislatura se qualcuno si metterà di traverso. E così farà la campagna elettorale sulla Terza Repubblica»
." (da Il Messaggero 6 aprile 2010)

E' necessario fermarlo.
Proprio per questo continuo con l'edizione del vademecum dell'antiberlusconiano (per il quale si accetta ogni contributo): il nemico va studiato, ed è necessario capirne i punti deboli. Berlusconi è un marchio, una azienda, sul cui nome investono moltissime aziende per ottenere inserzioni pubblicitarie.
Cominciamo a colpire queste aziende, come disse quasi inascoltato Daniele Luttazzi, colpire queste aziende, significa colpire i finanziamenti del gruppo Berlusconi:



Per farla molto breve, eccovene recuperato un elenco:
1) Ferrero SpA (Kinder, Nutella, Duplo, cioccolatini Ferrero)
2) Unilever (Findus, Dove, Lysoform, Knorr, Mentadent, Coccolino, Clear, Axe, Svelto)
3) Barilla SpA (Mulino Bianco, Pavesi, Barilla pasta e sughi)
4) L'Oreal (Garnier, L'Oréal Paris, Giorgio Armani Parfums, Vichy)
5) Vodafone (Vodafone Omnitel)
6) Procter & Gamble Co. (Ace, AZ, Mastro Lindo, Max Factor, Infasil,Pantene, Swiffer, Viakal, Dash, Hugo Boss, Oil of Olaz, Vicks, Tempo)
7) Nestlé S.A. (Buitoni, Nescafé, acqua Vera, acqua S. Bernardo, Friskies, acqua Levissima, LC1, Nesquik, acqua Panna)
8) Bolton Group International (Roberts, Smac, WC Net, Rio Mare)
9) Uliveto SpA (acqua Uliveto e Rocchetta)
10) Danone (Vitasnella acqua e yogurt, Saiwa, Fonzies, Ferrarelle, Actimel, Danette)
11) Parmalat (latte Fresco Blu e Zymil, yogurt Joy, Mr. Day, Coppa Malù, Santal)
12) Gruppo RCS - Rizzoli (Fabbri Editori, Oggi, Amica, Anna, libro Cristina Parodi)
13) Renault SA (Renault, Nissan)
14) Henkel (Dixan, General, Antica Erboristeria, Pril, Perlana, Vernel, Bref, Pattex, Nelsen)
15) Gruppo Mondadori (Panorama, Oscar Mondadori, Flair, Tu, TV Sorrisi eCanzoni, Starbene, Contro Campo, Grazia, libro Bertolino)

Cominciamo a fare attenzione a tutto ciò che compriamo, lo ripeto: ogni volta che compriamo scegliamo ed è necessario riprenderci la nostra volontà di scegliere.

Ma non solo. Questo Vademecum dell'Antiberlusconiano deve muovere anche passi in spazi differenti, costruttivi. Il sistema berlusconiano si basa su di uno stile di vita sbagliato, stressante, che ci disegna come macchine; riprendiamoci il nostro tempo, la nostra vita e cerchiamo di analizzarne ogni giorno il valore.

Iniziate un piccolo orto da balcone, e curate ogni giorno le vostre piantine...
come si fa?
E' semplicissimo, per adesso cominciate armandovi di qualche vaso, qualche piccolo semenzaio e qualche bustina di semi biologici...poi ritornerò presto in versione di giardinauta consigliere di orti da balcone cercando di aiutarvi con la mia piccola esperienza...

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