mercoledì 31 marzo 2010

Vademecum Antiberlusconiano


Berlusconi non ha vinto, e tantomeno ha stravinto come sostiene Paolo Guzzanti. In un anno solo il Pdl ha perso ben 8,5 punti percentuali, guadagnati tutti dalla Lega, che a queste elezioni ha fatto la voce grossa.
Sicura, secondo me, è la totale disfatta del Pd, e non dico del centrosinistra in genere, poichè ci sono segnali differenti, da regione a regione. Il Pd è il cadavere della sinistra, un partito destinato a scomparire, a non essere più democratico, ma defunto.
PD. Partito Defunto.

Una classe dirigente che non calcolava Grillo e il movimento 5 stelle nelle percentuali, che non voleva Vendola (che guardacaso ha vinto), che non ha saputo inventare una campagna elettorale.
E' stato chiaro fin dall'inizio che la televisione sarebbe stata presa d'assalto da Silvio, per cui una vera classe dirigente aveva il dovere di escogitare strategie differenti, competitive, aveva il dovere di far arrivare ugualmente la propria voce ai cittadini.
Esiste internet, youtube, esistono le radio, la piazza, i circoli, i giornali, e mille altre cose ancora.
Questa classe dirigente è vecchia, stanca, ripiegata su se stessa, è dovere nostro, a questo punto, di mandarla a casa con un bel calcio in culo.

La cosa ancora più interessante è che ancora una volta le frasi che a termine sconfitta vengono ripetute sono: "si riparte per creare un partito radicato e popolare".
Qualcuno dica a questa gente che la loro voce non è più la nostra, e che non saranno mai radicati, se non nei salotti borghesi.
Bersani per primo dovrebbe farsi da parte, lui che le primarie le fa solo dove vuole, come è logico dopo le sconfitte, e porgere il testimone a voci più giovani, in grado di comunicare, Ivan Scalfarotto, magari.

Vendola, invece ha vinto. E convinto. Ha traversato il mare delle primarie ed è approdato al trionfo, segno che dove si governa bene si può davvero sperare.
Notare bene che Vendola usa internet da tempo, comunica da sempre in tutti i modi possibili, e non parla solo di radicarsi in futuro e di aprirsi a Berlusconi. Parla di creare una alternativa, di essere una alternativa. E non solo, da un calcio ai partiti e dimostra nei fatti come ci si può radicare nel territorio, contando tutte le fabbriche di Nichi sparse per tutta Italia.

La lezione per noi, cittadini, elettori, è essere parte attiva della politica, essere ogni giorno, ogni attimo e gesto del giorno, le nostre idee.
Berlusconi ha la padronanza del mezzo televisivo, bene: noi abbiamo internet, la rete, la strada, la voglia di parlare e comunicare, di contare e cambiare.
Mi piacerebbe partisse da queste elezioni un'idea differente, di partecipazione non forzatamente adesa ai partiti, ma caratterizzata dall'impegno quotidiano del singolo.
Dobbiamo tutti insieme, tralasciando le povere figure di gente come Bersani, essere il nuovo modello, come i piccoli pesci che si uniscono in branchi per fare paura agli squali.
Iniziamo a respirare ossigeno.
Da oggi vi chiedo di scrivere le vostre idee, i vostri suggerimenti per arrivare tutti insieme alla conquista della civiltà (che so, come riciclare, preservare l'acqua, come e cosa comprare o cosa non comprare e via dicendo), vi chiedo di scrivermi a riccardotronci@hotmail.it.
Creiamo assieme il Kit ed il vademecum dell'antiberlusconiano.


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venerdì 26 marzo 2010

Noi amore, voi odio


Se ieri sera non avessi seguito "Rai per una notte", oggi avrei guardato il Tg1 con sguardo dubbioso. Minzolini ha fatto aprire il suo carosello non con la notizia, ma con la replica, ovvero il premier che critica "tali obbrobriosità" di cui l'Agcom dovrebbe impedire la messa in onda.
Mi aspetto che almeno il secondo servizio risponda alla mia domanda: di quali obbrobriosità stiamo parlando?
Niente, il secondo servizio riguarda l'abbronzato presidente degli Stati Uniti.

Noi, però, non possiamo fare finta di niente. Non parlo tanto della trasmissione, riuscitissima, che però coinvolge persone già contrarie a questo sistema berlusconizzato e semimonarchico, mi riferisco soprattutto alla folla che è scesa in piazza in nome dell'amore. Abbiamo tutti sentito scandire la frase "Noi amore, voi odio" e per la prima volta, forse, ci siamo resi davvero conto di quanto possa essere potente uno slogan, per quanto idiota, ripetuto miliardi di volte fino ad indottrinare.

Non è più questione di ideali, ma di branding, di marketing e di tutti quegli schifosi -ing che vogliono farti comprare ciò di cui non hai bisogno, proprio come Berlusconi.



Berlusconi è un prodotto, e andrebbe trattato come tale.

Lo vedo sugli scaffali dei supermercati, sui cartelloni, e alla prima offerta lo compro. Lo provo, lo assaggio. E se fa schifo non lo riprendo. Nemmeno se mi arrivano diecimila volantini di promozione a casa.

Ogni volta che andiamo a fare la spesa, ogni volta che prendiamo una strada anzichè un'altra, ogni volta che scegliamo a quale banco comprare l'uovo di Pasqua, premiamo un bottone. Imprimiamo una scelta più o meno consapevole che indica ai produttore cosa desiderano i clienti.
Poi esistono prodotti che nessuno comprerebbe, ma le abili e sottili tecniche degli -ing riescono a creare desiderio e necessità.

La nostra battaglia deve essere improntata a cambiare questa cultura che ci vede come organismi compranti e non viventi, e l'unico modo per farla è premer i bottoni del telecomando che scegliamo veramente.
Cerchiamo di capire cosa compriamo, chiediamoci cosa scegliamo.
Se riusciremo collettivamente ad osservare il problema in questa ottica, il signor B e le sue malefatte saranno già visibili solo dallo specchietto retrovisore.
Insieme alle allodole.


Ma visto che a pancia piena si ragiona meglio, e che di scaffali e supermercati si parla, vi lancio un'altra ricetta gustosa per il vostro menù vegetariano di Pasqua.



Vi chiedo di continuare a parlare di questa piccola e coraggiosa cordata di blogger che si batte per una pasqua senza agnelli sulla tavola, come di continuare a mandarmi le vostre ricette per il menù.
oggi è la volta di Luigi, che si mette ai fornelli per una zuppa senza nome, che chiameremo "Zuppa di Luigi"

Componenti X quattro

Aglio q.b.
Olio q.b.
Finocchietto selvatico 100 gr. ( da raccogliere in posti non trafficati )
Fagioli cannellini lessati 300 gr. ( non buttare l'acqua)
Un dado per brodo vegetale O fatelo da voi
Spaghetti spezzettati 100gr.

Soffriggere l'aglio col finocchietto per 5 minuti.Mettere i fagioli con la loro acqua(attenzione quanto basta per cuocere dopo gli spaghetti)
più il dado e far cuocere per 20 minuti. Assaggiare e mettere il sale se necessario o aggiungere altra acqua calda se necessario. Indi aggiungere gli spaghetti spezzettati ed aspettare la loro cottura.Impiattare e se d'accordo un vino bianco secco o un rosè.
Buona pasqua per chi ci crede




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lunedì 22 marzo 2010

E' nato prima l'uovo o la gallina?


Una Pasqua senza agnello. E poi? Una Pasqua senza uova?!
La tradizione dell'uovo di pasqua ha origini molto antiche e precedenti alla divulgazione della religione cristiana. Già gli egizi, o successivamente i persiani, ad esempio, regalavano per Pasqua le uova, come simbolo della nuova stagione, della vita e del suo ciclico ricambio.

Si, tu in fondo con il braccio alzato, dimmi...
Scusi prof, ma è nato prima l'uovo o la gallina?
(risatine sparse tra i banchi)
Beh che ridete? è una domanda intelligente, a cui (rullo di tamburi) oggi risponderò.
John Brookfield, genetista ed allevatore di polli non ha dubbi: è nato prima l'uovo. Ma che ci fa un uovo da solo, se nessuno lo ha deposto, vi chiederete. Ed io rispondo che dovete cambiare ottica con cui guardare il problema: Brookfield parte dalla teoria che il materiale genetico non può evolversi durante la vita di un organismo vivente. Da qui deriva il fatto che il primo animale che divenne una gallina lo fece allo stadio embrionale, e quindi quando si trovava dentro l’uovo.

E se l'uovo è davvero il simbolo della vita, vi siete mai chiesti cosa ci sia dietro alla produzione delle uova?
Sì, tu in fondo, vediamo, come ti chiami?
Centinelli, professore.
Benissimo Centinelli, esponiti.
Beh io direi che dietro la produzione delle uova ci sono le galline.
(risatine sommesse e brusio)

Bene, certamente. Ma l'uomo non farà anche lui la sua parte?
Il 90% delle uova commercializzate proviene da galline allevate in gabbia, e si tratta di gabbie di dimensioni ridottissime specie in altezza. Quando leggete sulla confezione delle uova la scritta "allevamento in gabbia", questo semplicemente siginfica che quelle uova provengono da galline che hanno come spazio di vita massimo 550cm2. Un po' come se chiedessimo ad un uomo di passare tutta la vita in due metrei e mezzo quadrati.

Immagine Ermesambiente
Sulle uova stesse trovate un codice. Questo codice indica la tipologia di allevamento da cui provengono le uova: la cifra più importante in assoluto è la prima, che varia da 0 a 3. Lo 0 vuol dire che l’uovo proviene da un allevamento biologico, cioè uno dove le galline hanno a disposizione 10 metri quadri ciascuna, razzolano liberamente in spazi aperti e vengono nutrite con mangimi biologici. L’1 identifica invece l’allevamento convenzionale, con circa 2,5 metri quadri a gallina e qualche ora di tempo per razzolare all’aperto. Il 2 significa che le galline sono allevate in capannoni, alla densità di circa 7 animali per metro quadro. Infine il 3 identifica gli allevamenti dove le galline sono tenute in gabbia, con 550 cm quadrati l’una.

Per rendere la vita migliore ad altri esseri viventi basta davvero poco, basta accorgersi di un numero ed agire di conseguenza.
Spero, per cui, che starete attenti a che tipo di uova comprate per stendere la pasta per i tortelli di Monica:


Tortelli ai formaggi molli:
si tratta di normali ravioli per i quali farete un ripieno con una parte di ricotta, formaggi molli tipo squaquerone o raveggiolo molto parmigiano grattugiato, noce moscata e un misto di spinaci e bietoline lessati, ben strizzati(magari asciugati in una padella anti aderente) e tritati finemente.
Con molta pazienza preparate la pasta all’uovo, fate i ravioli (che potete chiudere rotondi, quadrati a mezzaluna). Lessateli per pochissimi minuti in acqua bollente. Scolateli con cura con un mestolo bucato sulla spianatoia in legno in modo che si asciughino un po’. Poi formate, in una capace terrina degli strati di ravioli che condirete con parmigiano. Cioè : uno strato di ravioli e una manciata di parmigiano etc. In questa versione, molto popolare, non si mette il burro. I ravioli caldi a strati fanno leggermente fondere il formaggio.


Come vedete tengo fede alla mia promessa di proporre ricette, la prossima sarà la volta di una gustosissima zuppa, per cui non credo vi meriti perdervela.
Vi ringrazio di continuare a diffondere l'immagine di Ciantini, questa strana coppia di papero e agnello sta facendo un orgoglioso e trionfale giro del web, e cosa ancora più importante, sta raccogliendo da ogni dove dichiarazioni di solidarietà per i piccoli agnellini.
E se ne avete fatto una maglietta, una borsa, un adesivo, un volantino, se avete altre idee, vignette o testi o altre ricette da proporre, scrivete come sempre a riccardotronci@hotmail.it
Non mancherò di linkarvi tutti, grazie infinite ;)


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giovedì 18 marzo 2010

Il Ricettario di Riciard's


La vignetta sopra è di Pietro Migliore, decisamente sopra le righe.
Alzi la mano chi non sta ridendo. Tu? Si tu in fondo. Si, tu. Ecco, esci e vai dal preside.

Da questo post in avanti, ogni qual volta si parli di Pasqua, introdurrò una ricetta consigliata da voi. Ricette vegetariane, si intende, per chi si fosse sintonizzato solo adesso. L'idea è quella di darvi più spunti possibili per il vostro pranzo di Pasqua, evitando a priori l'agnello.

La primissima ricetta è di Monica, parla di vecchie tradizioni e sapori originali, di quelli che mi fanno venire subito l'acquolina in bocca:

Passatelli in brodo vegetale:
"purtroppo non so le dosi, perché li preparo da sempre e vado a “occhio” Però si fa un impasto a base di pangrattato circa 300 gr. Parmigiano grattugiato circa 400gr., un pizzico di sale, noce moscata e la scorza grattugiata di un limone. 4 uova dovrebbero bastare, ma vedete mentre impastate. Si deve amalgamare tutto a mano e impastare fino a formare una palla consistente ma non troppo dura. Per il brodo: si può anche usare il dado vegetale perché nel brodo i passatelli rilasceranno il sapore del parmigiano. Portate il brodo a ebollizione, ricavate dall’impasto delle palline della grandezza di una patata e con lo schiacciapatate a fori larghi passatele sopra la pentola del brodo in ebollizione. Tempo di cottura velocissimo, un attimo nel brodo bollente. Spegnete lasciate riposare per qualche minuto e servite. Se avanzano la sera sono anche più buoni."


Prendete appunti.
E non perdetevi la prossima ricetta, sempre di Monica, stiamo parlando di Tortelloni al formaggio (uhmmm con un filo di bava da apprezzamento).
Voi stessi mandatemi le vostre ricette, scrivete a riccardotronci@hotmail.it.
Poi bolle qualcos'altro in pentola, ma non so se faremo a tempo a scoperchiarla...

Intanto vi ringrazio per la vostra numerosa partecipazione! Continuate con la diffusione della campagna, parlatene a voce in ufficio, a casa, a scuola, diffondete il banner, fate un articolo sul vostro blog o condividete il tutto su facebook.
e chi più ne ha più ne metta.
Consideriamolo un punto di partenza.
Questa strana coppia qui sotto vuole proprio andare a giro per tutta la penisola, e ospitarla non vi costerà proprio niente. Al massimo due foglie di insalata ;)

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Copia questo codice ed inseriscilo nel tuo blog!


La campagna dei blogger contro il massacro degli agnelli a Pasqua è appena iniziata. Sei con noi?

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lunedì 15 marzo 2010

Berlusconi lo levo di mezzo a modo mio...


Ma come, con Berlusconi al governo, la crisi, il razzismo, la mafia, le finte operazioni di pace, tu pensi a una campagna contro il pranzo a base di agnello a Pasqua?



Sì.
E' molto semplice, non credo che si tratti si un problema "Berlusconi sì" o "Berlusconi no", tutte le tattiche messe in atto da tutti noi sono fallite miseramente.
Mettiamo che Berlusconi non ci sia più, i problemi rimangono.
Si, benissimo, magari festeggeremo la sua sconfitta per una settimana intera, ma non è questo il punto, per quanto abbia già programmo di baccanale per quella sera.

Credo che al centro debba esserci la voglia di elevarsi e di essere migliori.
Credo che alla base debba per forza esserci la voglia di diventare civili.

Per cui combatto Berlusconi cercando di salvare gli agnelli.

E non solo, come sa chi mi segue.

La volta scorsa vi avevo mostrato il banner, che da oggi pubblico anche sul mio blog, e che alcuni di voi (grazie grazie!) hanno già inserito nei propri blog. Per chi volesse isnerirlo, lo trovate sopra la capoccia di Bersani, con tanto di codice.
Vi continuo a chiedere di aderire e mandare a giro per la rete questo bellissimo disegno di Sauro Ciantini, se volete due righe copiate pure questo o altri post precedenti, oppure inserite un link che rimandi qua, come volete.

E oggi è il turno della borsa che porta in giro un po' di civiltà.

Chi trova un amico trova un tesoro bag


  • Borsa di stoffa
  • Taglia unica
  • 8,90 €
  • 8,90 €

La potete comprare su Spreadshirt, se non funzionasse il link basta scegliere questo Palmiro con agnello come motivo e appiccicarlo sulla borsa, e tanto perchè sia chiaro, nè io nè Ciantini ci guadagniamo una mazza. Però se volete comprare il suo bellissimo libro non sarò certo io a impedirvi di farvi un bellissimo regalo (http://www.doubleshot.it/page3/page3.html)
Chi si mette in affari con me sa benissimo che non si parla mai di soldi, sigh.

Attendo vostri consigli per un bel menù vegetariano di Pasqua!



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venerdì 12 marzo 2010

Chi trova un amico trova un tesoro

L'idea è quella di mobilitare più blogger e persone possibile, affinchè la tradizione della Pasqua cessi di esistere come tradizionale massacro degli agnelli.


Ogni anno vengono massacrati più di 900 agnelli solo per Pasqua, e tutti hanno poche settimane di vita.
Poche settimane di vita e l'uomo già interviene per mozzarla, e con crudeltà.
Non c'è molto da scrivere, evito di scrivere come vengono trasportati, come vengono trattati, evito lo scoop del video forte.
A me, personalmente, anche se non fossi vegetariano, basterebbero tre parole:

è un cucciolo.

Sauro Ciantini, il celeberrimo autore di Palmiro, ha realizzato per questa campagna il disegno sopra, che potete liberamente far circolare in rete: copiatelo, mettetelo nei vostri blog, su facebook, fatene un volantino o ciò che vi viene in mente.

Riciard's comincia con oggi a fornire materiale per la diffusione della campagna, con questo banner (che vi costa diffonderlo? basta copiare il codice sottostante ed inserirlo come html nel vostro blog):

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Copia questo codice ed inseriscilo nel tuo blog!



La campagna dei blogger contro il massacro degli agnelli è iniziata. Siete con noi?

P.S Lancio una sfida a tutti i cuochi e a tutte le cuoche: ve la sentite di proporre un vostro menù vegetariano per Pasqua? Se sì, speditelo alla mia solitissima mail: riccardotronci@hotmail.it

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martedì 9 marzo 2010

Ecco l'agnello di Dio


Guardiamoci negli occhi e diciamo le cose come stanno, subito.
Ogni essere vivente ha uguale dignità ai miei occhi. E ai vostri, spero.
Un cane, un gatto, un uomo o un tapiro hanno la medesima dignità.
La vita è da salvaguardare.
Per cui un agnello è uguale a un vitello o a un cucciolo di scimmia.
Ma davvero non potete fare a meno di alimentare un massacro imperdonabile per Pasqua?

Pensateci.
In Italia vengono macellati, ogni anno, circa 3 milioni e 300 mila agnellini di pochi mesi di età.
Più del 60% degli ovini macellati in Italia, vengono consumati nel periodo pasquale.



Credo di buon cuore e forse ingenuamente ai piccoli passi, purchè vengano fatti.
Per cui vi chiedo: non comprate l'agnello, per Pasqua, siate civili.
Posso consigliarvi un ottimo blog di ricette dove ho sperimentato personalmente e con una buona dose di godimento quelle vegetariane. (fiordifrolla)
Aggregatevi al canto delle verdure ;)



Andiamo oltre.
Creiamo un fronte di blogger uniti contro questo massacro, impegniamoci a diffondere, recapitare questo messaggio alle persone, ai supermercati, alle autorità.
Chi è con me lasci la sua firma qui sul blog.


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lunedì 8 marzo 2010

Do the evolution

E' facilissimo.
Compri per due spiccioli un ramoscello di mimosa, oppure lo tagli da un albero che sporge sulla strada e che altri come te hanno tenuto d'occhio in questi giorni.
E felice te ne torni a casa, pronto a regalare un "auguri" quantomai fuoriluogo.

Solo oggi vi festeggiano, solo oggi si ricordano chi voi siate.

Abbiamo spesso parlato di questo problema, della parità e dell'uguaglianza dei diritti su questo blog, perchè è il fondamento dell'evoluzione, perchè non si può immaginare un mondo diverso e migliore senza un pensiero differente.

E allora oggi voglio festeggiare quelle donne che hanno lasciato su questo blog la propria voce, chiedendogli con tutto il cuore di continuare a voler cambiare il mondo.

Grazie, sincero, a tutte voi.


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venerdì 5 marzo 2010

Are Ere Ire l'italiano sta per fuggire


Inizierei con una domanda da un miliardo di dollari, che potete trovare tranquillamente su Yahoo Answers:
Come mai quando vado ha dormire con il sedere che prude mi sveglio con il dito che puzza?
Non daremo la risposta in questa sede, ma ci concentreremo, piuttosto, sul "vado HA dormire" che ho scoperto essere un grande classico (date un occhio qua)

Un altro intramontabile classico è "io o" usato come prima persona del verbo essere, che se ci fate caso, riproduce anche il verso dell'asino.

Esempio trovato a caso su internet che è una perla in quanto a grammatica: o comprato un arma chiaro come non sappia che ne uccide più la penna che la spada, credendo che gli apostrofi siano fronzoli e che l'acca la usino solo gli inglesi (che snob).
Sulla strada dove si semina grammatica e si raccoglie cacofoni, troviamo un forummista attento:
nn e possibile ragazzi o fatto di tutto
Raga e inpossibile o fatto di tutto o fatto tutte le mis di Tanis ka e sono andato da mr.Gho ma nt nn riesco a diventare modo aiutatemi sto impazzendo come faccio??
Inizierei provando a usare le parole per intero (niente, non e via dicendo) e imparando ad usare gli ausiliari.

Visti gli esempi, chiariamo la questione; fatta l'Italia facciamo l'italiano.
Come chiedono anche su Yahoo Answers persone che dovrebbero aver passato almeno 13 anni sui libri, chiariamo la regola.

La H deve essere presente quando si vuole utilizzare un verbo.
io vado A casa non è corretto poichè questa lettera non sta per il verbo avere. Tutto qui.
Dico, provate a scrivere il verbo avere al tempo indicativo, avrete delle sorprese.



Adesso, ve lo chiedo per favore, smettetela di torturarmi con i vostri orrori ortografici e grammaticali, non scrivete semmai.
Il fatto che a Cassano che non sa nemmeno parlare italiano sia concesso di fare finta di scrivere un libro non vi autorizza a fare dell'italiano una lingua con le vostre regole.
Vi sembrerà strano, ma ci perdo il sonno.


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mercoledì 3 marzo 2010

Pane & Rose



Era il 1912, le 20.000 operaie del settore tessile scioperarono per ben 63 giorni, radunandosi a Lawrence, chiedendo condizioni di vita più dignitose, combattendo duramente per riuscire infine ad aprire una grande stagione sindacale.
Anche i lavoratori e le lavoratrici delle miniere, la cui media della speranza di vita arrivava ai 26 anni, ripresero lo slogan e chiedevano Vogliamo il pane! Sì, e vogliamo le rose!
Pane a simboleggiare migliori condizioni di lavoro, e rose, a simboleggiare migliori condizioni di vita.

Si avvicina la festa della donna, e voglio ricordare quelle donne, quelle che avevano ancora il coraggio di chiedere, che sentivano di appartenere a una società civile da ripercorrere e migliorare.
Voglio festeggiare quelle donne, sperando che le altre si sveglino al loro grido.
Non se la prenda Nicole Minetti, e chi come lei, non è quella l'idea di donna che ho io.
Vogliamo il pane, vogliamo le rose.


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lunedì 1 marzo 2010

Incerta Italia

A fine mese si vota per le elezioni regionali. Mi chiedo: quanti di voi hanno letto un programma di queste elezioni? Quanti di voi hanno ascoltato le idee del candidato che teoricamente differisce con le proprie idee?

In Italia le elezioni per la maggior parte delle persone sono "confermative", non si ascolta e non si riflette, si vota quel nominativo che appare accanto al "proprio segno".
In Italia le elezioni, se non si tenesse conto degli incerti, che sono da sempre l'ago della bilancia, sarebbero sempre e comunque confermative.
Nella stessa epoca in cui tutti si sbracciano a dire che non ci sono più ideali, decidiamo chi ci governerà non in base alla persona, al suo passato, al suo programma, alle sue idee,al suo contorno politico, ma esclusivamente in base all'ideale.
La cosa incredibile è che questo accade nonostante i simboli cari alla sinistra e alla destra siano pressoché scomparsi lasciando il campo a due vuoti cartelloni.

Altra cosa incredibile è che potremmo tranquillamente stare tutti a casa e mandare alle urne solamente gli incerti. Avremmo il medesimo risultato.

L'ultima, definitiva cosa incredibile è che alla fin fine non avremmo torto a stare a casa o a votare a senso, a "ideale". Lo dico con la morte nel cuore capendo che i candidati vengono scelti con criteri da norcino.
Vedere sotto per credere.

Nicole Minetti has been recruited to run for Parliament after she treated Silvio Berlusconi for broken teeth

Nicole Minetti has been recruited to run for Parliament after she treated Silvio Berlusconi for broken teeth



Nicole Minetti, igienista dentale candidata nelle liste di Formigoni presidente (Lombardia).
E non è sola.

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