venerdì 26 febbraio 2010

Come vivere meglio


Dopo lungo meditare, traendo vantaggio dalla levitazione, imparata sul Corno alle scale da un maestro zen, ritorno con alcuni consigli per vivere meglio, senza voler rompere le balle come fanno alcuni salutisti.

Iniziamo quindi da due cose che vi interessano: culi e sesso.
Saprete, credo, che il 28 febbraio è la giornata "Lascio l'auto a piedi", da dedicare alle camminate, alle biciclette, ai mezzi pubblici se proprio non si vuole andare con le proprie energie.
Benissimo, ecco la prima chicca:

andando in "bicicletta si sviluppa in particolar modo il grande gluteo, ovvero il muscolo principale dei glutei, quello posto più superficialmente e che dà la forma ai glutei. Oltre a questo naturalmente si lavorerà anche su altri muscoli delle gambe e in certi casi anche delle braccia." (da gluteisodi.com)

Detto questo, avevo promesso anche il sesso, et voilà:
"Pedalare fa bene alla coppia
Le due ruote, per il 29% del campione, facilitano i rapporti e l’armonia nella coppia.
Traffico, parcheggi, semafori e clacson, invece, alimentano lo stress quotidiano e sono uno dei motivi di incremento della litigiosità della coppia. La classica passeggiata in bici con i figli, secondo il 47% degli psicologi, avrebbe anche la capacità di agevolare il dialogo.
" (da sexylmente)

Mi sembra una buona occasione per iniziare con il 28 febbraio ad andare in bicicletta. Ma se non vi bastano queste due, se su di voi la pubblicità sessuale non ha alcun effetto, sapppiate che andare in bicicletta:
. aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, Secondo la famosa British medical association, pedalando mezzo'ora al giorno il rischio si riduce del 50%. Abituandosi progressivamente allo sforzo, il cuore batte meno velocemente, i polmoni sono ventilati e i muscoli ossigenati.
. Migliora il metabolismo. Come tutte le attività di resistenza, cioè moderate, regolari e di lunga durata, il ciclismo facilita la digestione, l'irrigazione sanguigna del cervello (avete mai visto il premier in bici?) e l'attività muscolare.

Non solo.
Vi faccio una domanda: respirate più smog pedalando in bicicletta attraverso il traffico cittadino o incolonnati nella vostra macchina senza mettere sotto sforzo i vostri polmoni?

Nel fascicolo della Commissione Europea "Kids on the Move" è riportato che "in un’ora, secondo lo studio olandese che e’ alla base della pubblicazione UE, un ciclista respira oltre la meta’ in meno dell’ossido di carbonio inalato da un automobilista chiuso nell’abitacolo.

Per cui, ammesso che non siate travolti da un'ondata di maltempo, perchè non riprendere in mano la vostra bici ed andare un po' a spasso cacciando ogni pedalata lo stress settimanale?
Ma ad ogni buon conto è da dire che il maltempo non vi esonera dal NON usare l'auto.
Aderite tutti!

Lascio l'auto a piedi 2010, Domenica 28 febbraio

Ps un grazie di cuore a Massimo per la vignetta che fa da inizio di questo post.


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domenica 21 febbraio 2010

Lascio l'auto a piedi reloaded


Succedono cose strane. Mi rubano il blog.
Non so, forse dovrei cambiare il nome del blog in "Nostradamus avanguardista", ma non suonerebbe poi così bene.
Sto parlando di chi mi ruba le idee, e mi rende anche felice di questo.
Prima la Bonino col suo comitato Pari o dispare, in tutto e per tutto simile alla mia inziativa riguardo la parità dei diritti, e adesso ci si mette la Moratti, proponendo un blocco totale del traffico per il 28 febbraio.
Non è che sia una cosa nuova.
E' che anno scorso avevo lanciato il 28 febbraio come "Lascio l'auto a piedi", e in molti avevamo preso la bicicletta per tutta la giornata, come scelta personale, coscienziosa.
Che dire, ne sono felice, e rilancio l'idea, non facciamo che le giornate ecologiche siano imposte, appropriamoci degli spazi, dell'ossigeno, di ciò che si vede coi propri occhi senza che ci siano finestrini a filtrare!



Come l'anno scorso, vi invito a scrivere, a invogliare tutti a lasciare l'auto da parte, in tutta Italia, ad aderire voi stessi, a canticchiare la canzone scritta ad hoc da Betto Balon e pubblicare dovunque la vignetta di Staino, anche quella fatta ad hoc l'anno passato.
Fate vignette, scrivete, camminate andate in bici, ma lasciate l'auto a piedi!

Per i bloggers che vogliono iscriversi esiste anche una pagina su Bloggers Unite, creata previdentemente da Deamaltea: http://www.bloggersunite.org/event/lascia-lauto-a-piedi


Segnalatemi la vostra adesione qui sul blog, oppure tramite mail, alla solita riccardotronci@hotmail.it


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mercoledì 17 febbraio 2010

A onor del vero

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A onor del vero, procediamo per gradi.
Riguardo a tutto il trambusto che Coop ha creato proponendo in un suo supermercato un reparto di carni halal, avevo chiesto spiegazioni alla Lav, in quanto citata come ente certificatorio dalla stessa cooperativa.
La risposta di Felicetti, presidente della Lav, era stata breve ma chiara: non certifichiamo assolutamente coop per ciò che concerne la macellazione halal, ed a riguardo stiamo studiando le carte e le informazioni per rendere nota la nostra posizione.

Qualche ora più tardi sullo stesso sito della Lav, arriva il comunicato:


Carni Halal, fra le decisioni Coop e quelle dell'Italia

16/02/2010
[di G. Felicetti*] In questi giorni ha fatto molto parlare e scrivere la scelta di Coop di aprire un reparto carni bovine provenienti dalla macellazione rituale in un suo supermercato di Roma.
La notizia si è diffusa in particolare per la presenza vera o presunta di “commesse con il velo”, vista la clientela di fede islamica alla quale è rivolta. Notizia fornita da Unicoop Tirreno senza dare alcun cenno sulle modalità di macellazione previste da questa confessione.

Coop, a parte singole macellerie, non è l’unica “grande distribuzione organizzata” che commercializza carni provenienti dalla modalità rituale. Coop ha però fatto clamore, a differenza di altri. Ma già prima della diffusione della notizia, Coop aveva concordato con i delegati delle Comunità islamiche uno stordimento preventivo di tipo elettrico, come previsto dalla legislazione vigente per macellazioni non rituali. Questo permettendo così la dicitura “halal” anche se derivante da animale stordito.

La LAV ha quindi chiesto specifiche tecniche di merito e – pur in un ambito in cui si batte per scelte alimentari diverse – ha preso atto favorevolmente della scelta di procedere ad uno stordimento preventivo effettuato così per polli (elettronarcosi), ovini e caprini (pinza elettrica) e con un dispositivo a proiettile captivo non penetrante per i bovini. Ciò vuol dire eliminare il dissanguamento senza un atto preventivo che, pur nella tragica e non ineluttabile decisione di dare morte ad un essere vivente, rappresenta un attenuazione del dolore rispetto alla normale macellazione rituale.
Si tratta della prima volta nel suo genere in Italia, peraltro per più specie, in tre mattatoi diversi e con delegati islamici diversi che hanno accettato la linea di Coop (lo stordimento era stato accettato anni fa dalle comunità islamiche del Trentino e dell’Alto Adige grazie all’obiezione di coscienza dei veterinari pubblici impiegati nei controlli nei mattatoi per la macellazione di pecore e capre).

Ora speriamo che anche le altre realtà della “grande distribuzione organizzata” seguano l’esempio di Coop, aumentando comunque tutti l’offerta per vegetariani e vegan, credenti o non credenti. E che tutti si indirizzino a etichettare – come richiesto dal Comitato Bioetico per la Veterinaria già nel 2003 - le parti degli animali scartate (i quarti posteriori bovini) e gli animali che pur provenendo da macellazione rituale vengono commercializzate come “normale” carne, nei consueti reparti carne o nelle usuali macellerie. Effettuando per noi una frode in commercio, contro quel pubblico che pur mangiando carne, non ne consumerebbe se derivante da macellazione rituale, comunque senza stordimento preventivo degli animali.


Se credete che voglia fare della polemica vi sbagliate di grosso, sono contento di questa risposta. Ne sono contento anche se a seguire di questo comunicato la Coop stessa mi ha riscritto con un suo testo che riportava la pagina della Lav, come a dire: "te l'avevo detto", quando in realtà Coop non aveva detto un bel niente, non era stata proprio in grado di rispondere esaurientemente.
Quindi, a quanto pare, l'unica differenza tra la carne halal e quella non halal in un supermercato Coop sta nella presenza di un Imam durante la macellazione.
Ho scritto a Felicetti per avere questa frase, un sì a questa domanda per iscritto, chiaro, netto e preciso, che è importante capire e non lasciare lacune.

In tal caso, se fosse vero che la differenza è solo quella, rimarrebbe una sola considerazione: Coop non sa muoversi nel mondo pubblicitario e tantomeno in quello virtuale. In questi giorni ha mobilitato contro di sè una quantità di siti e di soci paurosa, quando bastava dare una risposta (una sola e non venti differenti ed in parte ironiche) chiara come il comunicato della Lav.

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lunedì 15 febbraio 2010

Alla sCOOPerta

La Coop risulta molto più paziente di altri enti o persone con cui ho avuto a che fare, e, sorpresa delle sorprese, continua a rispondermi.
Ma, come scritto nello scorso articolo, la Cooperta dove la si tira è corta.


"Gentile sig. Tronci
Come lei giustamente riporta gran parte del mondo mussulmano, in particolare quello che vive in Europa, accetta lo stordimento preventivo per ridurre al minimo la sofferenza
."

Preciso subito di non aver mai scritto niente di simile, poichè non conosco così bene il mondo mussulmano per poter scrivere con questa sicurezza.

"In ogni modo è l'Imam che supervisiona la macellazione a "certificare" se la carne è Halal o meno.
Per quanto riguarda i metodi di stordimento le possiamo confermare che quanto scritto corrisponde al vero, non solo, stiamo lavorando assieme alla Lav Nazionale per superare l'attuale metodica con una procedura che riduca ulteriormente la sofferenza, resta il fatto che ad oggi siamo gli unici ad esserci posti il problema, affrontandolo con la serietà scientifica ed etica che il tema richiede.

distinti saluti
Servizio Assistenza Clienti

Coop Italia
"

Avevo chiesto a Coop di precisare cosa si intendesse in questo preciso caso come "stordimento" preventivo dell'animale, poichè, per quanto sia vero che alcune comunità islamiche certificano ugualmente come carne "halal" (lecita, ottenuta macellando un animale vivo per dissanguamento tramite taglio della giugulare) quella proveniente da animali macellati con preventivo stordimento, viene sottolineato come questo debba essere temporaneo e non arrecare danni permanenti.

Avevo chiesto, e chiedo nuovamente, dunque, di chiarire la differenza che intercorre tra la macellazione standard, che prevede lo stordimento preventivo, in modo tale da non provocare inutili sofferenze all'animale, e la macellazione halal secondo Coop, che prevede questo altro tipo non ben qualificato di stordimento.
E' chiaro che la pratica in uso sia differente, poichè altrimenti l'Imam di passaggio potrebbe tranquillamente certificare qualsiasi taglio come halal, a sua discrezione e umore mattutino.

Coop non ha risposto, e non solo, non ha fornito i dati che avevo richiesto (chi è che certifica riguardo al corretto utilizzo dello stordimento preventivo? In quali edifici viene praticata la macellazione halal in Italia?) allo scopo di ottenere maggiori informazioni alla diretta fonte.

Riporto nuovamente una frase del piccolo comunicato: "Per quanto riguarda i metodi di stordimento le possiamo confermare che quanto scritto corrisponde al vero, non solo, stiamo lavorando assieme alla Lav Nazionale (...)".
In pratica significa: deve crederci sulla parola, e se non basta chieda alla Lav.

Bravi, è proprio ciò che farò.

Ad ogni modo se mi fermassi qui, con una nuova missiva alla Coop e una richiesta di informazioni alla Lav, sarebbe ben poco, per cui propongo di addentrarci ancora di più in questo mondo, lasciandovi qui sotto un invito della Lav stessa, al fine di ottenere maggiore sostegno alla proposta di legge che vuole uniformare le macellazioni rendendo di fatto obbligatorio lo stordimento preventivo e impraticabile qualsiasi tipo di macellazione rituale:

Per sollecitare la calendarizzazione e l'approvazione della Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale, vi invitiamo a scrivere a:

On. Angelo Alessandri - Presidente Commissione Ambiente Camera, primo firmatario Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale - alessandri_a@camera.it

On.Paolo Russo – Presidente Commissione Agricoltura Camera – Commissione dove è stata assegnata la Proposta di Legge n.1458 russo_p@camera.it

On.Francesca Martini – Sottosegretario alla Salute – f.martini@sanita.it



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giovedì 11 febbraio 2010

La Cooperta dove la si tira è corta

La risposta della Coop, a mezzo di comunicato stampa, alle lamentele della popolazione vegetariana e animalista, al seguito dell'apertura del reparto di carne "halal" certificata, è questo:


A proposito della macellazione halal
Caro socio e/o gentile consumatore,
la preoccupazione per limitare al massimo le sofferenze degli animali in fase di macellazione è anche nostra.

Infatti la condizione imprescindibile che abbiamo posto per rispondere alle richieste di nostri clienti di fede musulmana è riuscire a conciliare le loro tradizioni con i nostri impegni di maggior rispetto degli animali; in caso contrario non avremmo proceduto con l’inserimento di questi prodotti nei nostri negozi.
L’Imam che presiede alla macellazione ha dichiarato conforme al rito islamico la procedura di stordimento preventivo che abbiamo posto come requisito Coop. Va detto che siamo i primi ad aver richiesto questa procedura anche per i grandi animali.
L’intera operazione viene comunque supervisionata anche dal servizio veterinario competente, al fine di verificare il rispetto delle normative europee relative alla protezione degli animali durante la macellazione.
Crediamo in questo modo di rispondere ad una esigenza sempre più diffusa nelle nostre realtà e, al contempo, di proseguire in un impegno di tutela del benessere animale che non ha paragoni in Italia e che si dispiega su vari fronti.
A solo titolo di esempio: abbiamo deciso di vendere uova di galline che non fossero allevate in gabbia, fin dagli anni 90 abbiamo inserito regole volontarie (e quindi per noi onerose) sugli spazi e le modalità di alimentazione, allevamento e trasporto dei vitelli, o ancora , primi e unici , abbiamo deciso di aderire con tutti i nostri prodotti della cosmesi alla campagna stop ai test su animali e ancora siamo stati i primi ad aver deciso la completa esclusione delle pellicce naturali e il passaggio a materiali sintetici.
Inoltre Coop da anni, col supporto del mondo delle Ricerca Pubblica e delle principali associazioni animaliste, sta inserendo regole sul benessere animale nei propri capitolati di produzione, tramite disciplinari, (primi in Italia) valutati e validati dal Centro Nazionale di Referenza per il Benessere degli Animali da reddito.
Per quanto riguarda i soci e i clienti che hanno deciso di non consumare carni trovano in Coop prodotti provenienti da filiere produttive controllate fin dal campo, il più grande assortimento di prodotti biologici della grande distribuzione italiana, prodotti che sono pensati per avere il minimo impatto ambientale, un impegno alla valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali e un impegno più complessivo per la salvaguardia della biodiversità.
E siamo sempre disponibili a considerare le richieste di estensione dell’assortimento di prodotti che soddisfino le esigenze di integrazione alimentare dei vegetariani, come già è successo per altre fasce di consumatori con bisogni specifici (come i celiaci).
Sono questi temi per noi molto importanti e sui quali continueremo a lavorare come abbiamo fin qui fatto.
10 febbraio 2010


Questa risposta, forse perchè cammino con le mani avanti, non mi ha persuaso del tutto.
Un primo dubbio è se sia da considerare "halal" la carne macellata di un animale preventivamente stordito.

Proviamo ad andare a fondo alla questione passo per passo, partendo dalla legge italiana.
A fare da legge a riguardo è ad oggi il Decreto Legislativo del 1 settembre 1998, n°333, che recita all'articolo 4:

Art. 4.
1. La costruzione, gli impianti e l'attrezzatura dei macelli, nonche' il loro funzionamento devono essere tali da risparmiare agli animali eccitazioni, dolori e sofferenze evitabili.

Tuttavia, precisa che tale dictat non ha validità per ciò che concerne le macellazioni religiose: Le disposizioni di cui al comma 1, lettera c)(gli animali devono essere storditi prima della macellazione o abbattuti istantaneamente), non si applicano alle macellazioni che avvengono secondo i riti religiosi.

Per cui che si voglia o meno, la legge italiana autorizza la macellazione halal, come quella ebraica, che prevede lo stesso tipo di taglio e morte per dissanguamento senza stordimento preventivo.

Nonostante questo Coop sostiene di effettuare sempre lo stordimento preventivo, andando quindi contro la certificazione halal ("Gli animali devono essere coscienti al momento dell'uccisione." da Wikipedia), o come sembrano dire loro, ammorbidendola.
Non ho trovato su siti islamici nessuno che parlasse di prevedere lo stordimento dell'animale, tutto ciò che sono riuscito a capire è che in alcuni stati musulmani, come la Malesia, adottano lo stordimento preventivo alla macellazione come gentilezza verso l'animale, certificando ugualmente la carne come "halal", ma solo ad alcune precise condizioni:


.Lo stordimento deve essere temporaneo e non deve provocare danni permanenti. (cioè? Cosa significa? Mi sembra chiaro che se lo stordimento è temporaneo, l'animale, avendo sensibilità, cosa che molti scordano, al minimo dolore si sveglia)
.Lo storditore deve essere musulmano, o deve essere sorvegliato da un musulmano o da una autorità di certificazione Halal.
.I dispositivi usati per stordire animali non halal non devono essere usati per stordire animali halal.


Viene da chiedersi se il caso della carne Coop sia simile a quello della Malesia.
Oppure viene da chiedersi il perchè, visto che è legale, non dovrebbero usare una macchina come questa (trovata su un catalogo in internet):
trappola islamica
trappola islamica

Impiego: la macchina ha la funzione di immobilizzare il bovino per il suo abbattimento secondo i riti religiosi islamico ed ebraico per i quali non è previsto lo stordimento preventivo dell’animale.

Dati tecnici - Funzionamento oleodinamico compresa la rotazione della macchina a 180°.




E' quanto chiedo ad eventuali lettori musulmani.

Ad ogni modo la questione deve essere presa con rigore, senza facilonerie, poichè rischia di facilitare i malintesi da entrambe le parti, quella musulmana (è halal o non è halal?) e quella dei sostenitori dei diritti degli animali.

Per cui chiedo a Coop con questa risposta di inviarmi o di pubblicare i nomi delle società che certificano le modalità di macellazione degli animali, nonché gli stabilimenti da cui le carni provengono, al fine di potersi mettere in diretto contatto con loro, e la tipologia di macchine utilizzate, e per la macellazione come per lo stordimento.


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martedì 9 febbraio 2010

La Coop NON sono io


La Coop ha inaugurato nella zona di Via Casilina, in un quartiere multietnico di Roma, all'interno della macelleria, un reparto di carne "halal".
La carne "halal" è quella macellata seguendo le regole islamiche, ovvero tagliando la giugulare dell'animale e lasciandolo dissanguare senza averlo nemmeno precedentemente stordito. I prodotti sono certificati dagli Imam e nei primi tempi saranno presentati da commesse con il velo.

C'è una sottile linea che divide il business dall'etica, e qui è stata calpestata un numero considerevole di volte.
Coop mi ha profondamente deluso.
Come ho spesso scritto, anche aiutato da Jacopo Fo o Paul Ginsborg, facendo la spesa si sceglie sempre tra una diversità di mondi, culture e modi di realizzare un determinato prodotto.
La Coop, fino ad oggi, è sempre stata l'unica realtà di grandi dimensioni nella distribuzione alimentare a prova di bomba nella considerazione dei diritti degli animali e degli uomini.
E', infatti, l'unica a potersi vantare di non testare i prodotti a proprio marchio sugli animali, con tanto di certificazione Lav.
Coop ha inoltre una forte linea di prodotti "equo e solidale".
Tuttavia questo aspetto di cooperativa attenta ai pricipi etici, alle persone come agli animali, viene completamente cancellato dal vestito appena indossato di cinica ditta che devefaresoldinonimportacome.

Hanno il coraggio di lanciare l'iniziativa con queste righe:
Unicoop Tirreno ha deciso di lanciare questa iniziativa coinvolgendo attivamente la comunità islamica presente nella capitale con lo scopo, in un momento in cui spesso purtroppo prevalgono i toni forti e gli scontri, di cercare il dialogo e la conoscenza per ar r ivare al rispetto e al la comprensione. Anche facendo la spesa.

Rispondo con una frase da mamma: ma che fai, se il tuo amico si butta nel pozzo ti ci butti anche te?

dialogo, conoscenza, comprensione sono ben altre cose che giustificare e incentivare il doloroso massacro di animali ai fini di ampliare il business.
Questo non è coltivare l'integrazione, ma semplicemente offrire uno specchietto per allodole, decidere una linea che va contro gli stessi principi etici della cooperativa senza nemmeno ascoltare le idee dei soci.

E poi cosa farete, se vicino a un supermercato si insedia una comunità di pedofili, venderete i bambini?
Non so, costruite una sede vicino alla futura base Dal Molin e vendete le mine a prezzo scontato.

Se sperano di guadagnare di più, credo abbiano fatto male i conti, che i vegetariani di tutta la penisola facilmente smetteranno di comprare da loro.
I finti buoni sono sempre i peggiori, i più detestabili, preferisco i cattivi dichiarati.


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lunedì 8 febbraio 2010

Uno, nessuno, 60.250.535, # 3 parte

di Marco Spitella
continua dalla puntata precedente

Il puzzle, però, non sarebbe completo se si tralasciasse di considerare il progressivo smantellamento degli Stati nazionali intesi come Pubblica Amministrazione, come proprietari di aziende, come erogatori di servizi. Nella concezione dei sempre più avidi e aggressivi Polifemo, le leggi, i regolamenti e le tutele sociali, così come una presenza come attore sul mercato e nella produzione dello Stato, ostacolano i naturali sviluppo e benessere che solo un capitalismo lasciato completamente libero di prosperare sarebbe in grado di assicurare all'intera umanità. Questo è il pensiero teorico alla base della globalizzazione e della liberalizzazione, un pensiero che ha la "sola" pecca di non considerare l'elemento umano...

Thomas Hobbes nel XVI secolo scriveva "Homo homini lupus" (letteralmente "l'uomo è un lupo per l'uomo") per sintetizzare il suo pensiero secondo il quale l'egoismo e il desiderio di sopraffazione sono gli istinti più naturali dell'umanità, ed il capitalismo, unico vincente dopo la scomparsa del suo "avversario storico" comunismo, ha proprio l'egoismo e la sopraffazione (nel senso più esteso del termine) come caratteri fondanti.

Il crollo del comunismo ha consentito al sistema capitalista di smettere la maschera di "migliore dei mondi possibili" che aveva indossato per apparire più desiderabile della "miseria-ma-non-troppo-basta-che-tutti-abbiano-il-minimo-indispensabile" tipica del comunismo (o, per lo meno, del comunismo così come ci veniva raccontato) e di non farsi più il minimo scrupolo nel presentarsi nella sua vera natura di sistema che per funzionare ha bisogno delle disuguaglianze e della competizione senza regole o tregua. Il patto sociale alla base di qualsiasi Stato prevede delle norme che regolino tutti, o quasi, gli aspetti della convivenza, cercando di frenare i troppo "forti" o di "spingere" i più deboli, ponendo le basi per un'auspicabile eguaglianza di possibilità per tutti i suoi appartenenti, e sono proprio queste norme, insieme alla struttura che le emana e ne garantisce (o, almeno, dovrebbe garantire) l'applicazione il più grande ostacolo alla vittoria completa della finanza selvaggia.

E allora, almeno qui nell'ex Bel Paese, si demolisce la Pubblica Amministrazione fomentando nei Nessuno stereotipate avversioni verso "lo Stato" ladrone, "gli Statali" privilegiati, "gli insegnanti" che si arricchiscono con le ripetizioni private, le aziende dello Stato "voragini di sprechi", sempre e comunque nei toni accesi tipici delle discussioni sul tifo calcistico che avvengono in molti bar. Quello che si omette di raccontare ai Nessuno è che, una volta eliminata la "palla al piede" dello Stato, resteranno soli davanti a un Polifemo ingordo che non placherà mai la sua fame di risorse, di lavoratori a basso costo, di profitto, da ottenere quale che sia il prezzo che tutti gli altri, pianeta Terra compreso, dovranno pagare. E allora si svendano le aziende di Stato (come Alitalia consegnata nelle mani di una "cordata" dotata dello strabiliante capitale sociale di 160.000 euro!), agli "amici", accollando però i debiti alla collettività, si continuino a premiare i manager-Polifemo incapaci mentre la collettività paga la cassa integrazione ai dipendenti "in esubero", si continui a sprecare il denaro pubblico in opere faraoniche che si giustificano solo nei profitti che assicurano a Polifemo.

Nel 1998 è uscito un piccolo-grande film di animazione intitolato "A Bug's Life - Megaminimondo". Racconta di una colonia di formiche obbligata ad accumulare cibo per una banda di cavallette avide e violente che la vessava. Questa era stata la loro vita fin quando una formica, un piccolo Nessuno, non aveva aperto gli occhi all'intera comunità facendo notare che le poche cavallette-Polifemo ricorrevano alla prepotenza e alla violenza perchè sapevano di essere inferiori in numero e incapaci di procurarsi di che vivere se non avendo schiavi che lavorassero per loro. Le formiche-Nessuno, a quel punto, si erano unite non per lavorare ma per cacciare le cavallette e si erano liberate per sempre dalla schiavitù.

Il mio nome è Nessuno, e siamo una moltitudine.



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venerdì 5 febbraio 2010

Uno, nessuno, 60.250.535, # 2 parte




di Marco Spitella

Nel nostro Paese accade che davanti alla sede del Governo a Roma stazionino tutti i giorni, oltre ai consueti agenti addetti alla sorveglianza, quattro o cinque mezzi dei Reparti Mobili con a bordo equipaggi in assetto antisommossa, e di come una sera di un giorno d'inverno due di loro si siano recati a prendere un caffè.
Alla domanda del barista sul perchè alle 23 fossero ancora in servizio bardati in quel modo uno dei due ha risposto che c'erano "degli stronzi che rompevano i coglioni in piazza". Gli "stronzi" in questione erano operai di un'industria che rischia la chiusura che chiedevano al Governo una tutela per il proprio posto di lavoro.
A chi faceva notare che il difendere la propria sopravvivenza, e quella della propria famiglia, non fosse certo "rompere i coglioni" ma una drammatica necessità, l'altro agente si era giustificato dicendo che "tenerli buoni" è il "loro" lavoro.

Immediatamente il collega lo ha apostrofato dicendo, più o meno, "non ti devi giustificare, questi devono capire come funziona adesso". Presa a sè stante l'ultima frase potrebbe essere solo l'affermazione un po' spaccona di un Rambo in sedicesimo, ma non credo si possa ridurla a questo. Da che mondo è mondo i "Bravi" dicono, e fanno, ciò che il Don Rodrigo di turno pensa, e ordina. Se i tutori della Legge di uno Stato democratico ritengono una democratica, per quanto accesa o violenta, protesta per difendere il posto di lavoro una "rottura di coglioni" e ritengono necessario far capire "a questi" (oggetti, forse animali...) come funziona adesso, forse a capo di quello Stato democratico siede un Don Rodrigo. O, forse, non si vive in uno Stato democratico.

Forse le Istituzioni dell'ex Bel Paese sono diventate il ring di un incontro di wrestling del quale Nessuno è solo spettatore pagante mentre è convinto di esserne organizzatore, manager, tifoso o protagonista. Un incontro che, come tutti quelli del wrestling, è truccato, una rappresentazione che segue un copione deciso dai veri padroni dei contendenti, ai quali vengono assegnate negli spogliatoi le parti in commedia e che, sul ring, fingono di combattersi ferocemente mentre l'informazione ossequiante enfatizza, censura o approva secondo le direttive ricevute.
E così, mentre tutti i Nessuno sono con lo sguardo fisso sui colpi fasulli che i finti contendenti si assestano, o sulle belle "veline" che tra un round e l'altro sculettano sul ring, puntualmente riprese dalle televisioni "di servizio" o di proprietà e intervistate dalla stampa di distrazione di massa, ogni giorno un pezzetto del vivere civile, dei bisogni dei Nessuno, dei diritti dei cittadini viene accantonato nella quasi totale indifferenza, e quelli che erano servizi si trasformano in merci da acquistare, i cittadini vengono mutati in clienti.

Il pensiero va alla scuola pubblica, depauperata in favore della scuola privata (cattolica e non), alla sanità pubblica resa inefficiente per convogliare i Nessuno nelle cliniche a pagamento, all'acqua, necessaria alla vita di tutti, che viene scippata al popolo per essere messa in vendita dai padroni di cui sopra, ai Nessuno lavoratori salariati che subiscono costantemente attacchi alle tutele e ai diritti conquistati dopo lunghe e dolorose lotte, ai mezzi di informazione trasformati (meglio sarebbe dire: dei quali è stata completata la trasformazione...) in megafoni del potere o messi in condizione di non nuocere privandoli delle risorse economiche.

Le preoccupazioni non dovrebbero essere solo quelle relative ai fatti in sè ma alle conseguenze sul lungo periodo di questo neanche più lento erodere. Una scuola pubblica inefficente e qualitativamente scarsa, alla quale in questa congiuntura economico-sociale sono "condannati" i figli dei ceti più disagiati che mai potranno, per mancanza di risorse economiche, accedere alle scuole private che da sempre allevano i figli Polifemo, ha per scopo e risultato la creazione di generazioni di Nessuno incapaci, perchè privi degli strumenti culturali, di capire, di opporsi, di difendere i propri diritti.

Nessun Nessuno, in questo scenario, potrà neanche sognare di salire la scala sociale per arrivare al livello occupato dai figli, dai nipoti, dagli amici di Polifemo. E il lavoro diverrà (ma lo è già) strumento di controllo sociale attraverso la sistematica precarizzazione degli impieghi, che renderà progressivamente inutile la pianificazione, e la speranza, di un futuro migliore per sè stessi e per i propri figli perchè chiunque sia privo o non certo di poter mantenere le proprie capacità di sostentamento avrà la mente sempre occupata dalla ricerca di una possibilità e non "perderà tempo" inseguendo concetti "superflui" come la dignità del lavoro, la rivendicazione dei propri diritti, l'impegno politico (inteso come partecipazione attiva alla cura della comunità). E se il rendere necessaria e costante la ricerca di un lavoro non dovesse bastare a rendere docili e obbedienti i Nessuno, si potrà sempre ricorrere alle forze dell'ordine (per ora pubbliche ma non se ne esclude la privatizzazione...) per spegnere i fuochi delle proteste e ai Black Block di turno per accenderne altri da spegnere subito a colpi di manganello indifferenziati e indifferenti come nella "prova generale" del nuovo concetto di ordine pubblico andata in scena durante il G8 del 2001.


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martedì 2 febbraio 2010

Uno, nessuno, 60.250.535, # 1




Il mio nome è Nessuno
uno dei miliardi di Nessuno che popolano il pianeta, in particolare uno dei milioni di Nessuno che vivono in quello che, un tempo, veniva chiamato "il Bel Paese". Mi piace leggere, molto, e osservare la realtà che mi circonda. Ho il dono di una grande memoria, per cui ricordo ciò che leggo e osservo, e ricordando riesco a fare collegamenti, stabilire legami tra persone, accadimenti recenti e fatti del passato.
L'ho definito un dono, perchè mi sembra che nel nostro Paese (nel resto del mondo non so) infuri un'epidemia di smemoratezza, di mancanza di ricordi del passato, e che colpisca la gran parte dei Nessuno che così si trovano privi della capacità di comprendere, capire e, se necessario, contrastare gli accadimenti quotidiani della loro vita.
Non intendo manifestare alcun sentimento di superiorità o dare giudizi di merito perchè credo che l'epidemia sia stata creata e diffusa ad arte, con la complicità di alcuni servi ben pagati, dai Polifemo che (ci piaccia o no) controllano le nostre vite e decidono se, come e quando "mangiarci" a loro piacimento. Ma chi è, chi sono, Polifemo?

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare il Polifemo dei giorni nostri coincide, più che con giganteschi pastori antropofagi con la categoria degli "gnomi della finanza", cioè quei personaggi che al riparo di sguardi indiscreti, senza apparire ed ostentare, raccolti in circoli molto chiusi e riservati, decidono i destini finanziari del mondo.

L'esempio più vicino a noi Nessuno italiani è stato Enrico Cuccia, "deus ex machina" di Mediobanca. Sono i detentori dei grandi capitali, coloro che possono ignorare l'esistenza e le leggi degli Stati perchè degli Stati sono infinitamente più ricchi e più potenti. Sono i paladini della globalizzazione e del liberismo senza ostacoli, figli ed eredi del capitalismo che non vuole regole e non accetta vincoli.

I Polifemo sono anche, molto spesso, i padroni dell'informazione di maggior diffusione, ed è per mezzo di essa che propagano tra i Nessuno l'epidemia di smemoratezza che li aiuta a prosperare. Come? Attraverso lo stillicidio, costante e continuo, della Paura. Paura del "diverso", paura delle malattie, paura della guerra, paura del futuro, che ottiene in un solo colpo due grandi risultati: il sovraccarico delle menti e delle coscienze, che porta i Nessuno a dimenticare le informazioni troppo spaventose e la loro disponibilità ad affidarsi a chiunque, sia esso sincero o mentitore, lo rassicuri promettendo di toglier loro la Paura. Quale che sia il prezzo da pagare.

Non sono un economista, ma l'esempio più clamoroso di questo meccanismo è la cosiddetta crisi finanziaria globale che ha imperversato per tutto il 2009 e che nell'opinione diffusa dai mezzi di informazione dei Polifemo avrebbe segnato la fine di un capitalismo senza etica e senza regole.

Avrebbe, appunto.

La realtà è diversa, ed è una realtà nella quale a pagare i guasti della deregolamentazione e del predominio della finanza (ma sarebbe corretto definirli guasti solo se si trattasse di conseguenze impreviste...) sono i lavoratori salariati ai quali , mentre Polifemo riduce i loro stipendi, gli Stati nazionali riducono i servizi ed i sostegni sociali perchè costretti ad utilizzare il denaro pubblico per tappare le voragini che la piccola finanza degli orrori ha aperto scientemente nelle proprie casse private.

La crisi del 2009 è stata "soltanto" una sorta di regolamento di conti all'interno del mondo della finanza, un regolamento di conti che, sacrificando qualche pedina importante (vedi Lehman Brothers, attore storico del teatro economico mondiale), ha fatto piazza pulita dei "pesci piccoli" lasciando solo i grandi squali del capitalismo più selvaggio a spartirsi il mare magno del denaro mondiale. Solo i più forti sono rimasti, e contro di loro nessuno Stato può, o in alcuni casi vuole, competere. Potere e volere sono, infatti, la grande differenza.

Nel corso degli anni chi ha tentato (parliamo sempre di Stati nazionali) di mettere un freno, delle regole volte a mantenere una solidale convivenza sociale, allo strapotere della grande finanza ha pagato duramente le ribellione subendo attacchi economici che ne hanno minato, forse per sempre, la capacità operativa, mentre quelli che si sono adeguati o si sono resi complici (pensiamo alla Russia di Eltsin o, incredibilmente, alla Cina del dopo Mao) hanno ricevuto vantaggi per le classi dirigenti mentre si condannavano le popolazioni ad una nuova sottomissione sociale attraverso un lavoro sempre meno tutelato, meno remunerato, più pesante.

E', credo, nella memoria di tutti, perchè presentato come un grande successo dell'industria dell'ex Bel Paese, il salvataggio della General Motors ad opera della FIAT (!), paradossale come un coniglio che mangia un leone. Non ricordo esattamente quanto detto da Marchionne ai sindacati statunitensi quando, novello Colombo, è "sbarcato" per portare la salvezza al colosso in difficoltà, ma non credo di sbagliare riportandole, in estrema sintesi, così: "Se non smettete subito di fare rivendicazioni lascio affondare la barca".
E' questa, e in tutto il mondo, la vera "soluzione" alla crisi: intervento dello Stato per ripianare, a scapito dei servizi, i bilanci di banche e aziende truffaldine, riduzione al silenzio di sindacati e opposizione politica, diminuzione dei salari e aumento del carico per i lavoratori. Alla faccia della "nuova etica" del capitalismo...

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