domenica 31 gennaio 2010

Ai consider det de fleg ov iunaited steits nos only

Ritorno da un silenzio di qualche giorno, di quelli che ti assorbono quando hai altro da fare e per la testa, e forse, nemmeno molto da dire.
Torno dall'ombra per parlarvi di una storia che conoscete, ma alla quale nessuno accenna più.



Eccola lì, la missione italiana di leccare il culo agli Stati Uniti.
Anche quando è sporco, tipo pannolone da cambiare con le alette che trattengono tutta la pipì e la pupù.
Vabbeh, ecco la notizia:

Recentemente le indagini archeologiche della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto hanno confermato l’esistenza di reperti e manufatti nel terreno dove si sta costruendo la nuova base americana. Il rapporto pubblicato dall’ente configura l’esistenza di un villaggio paleoveneto risalente ad un’epoca antecedente di molti secoli a quella finora ritenuta originaria. Oltre ai previsti resti dell’acquedotto romano ci sono tracce di un canale, abitazioni, pavimenti del Settecento ma soprattutto i sorprendenti segni di un insediamento del neolitico che nessuno si aspettava.«È un dato di grande interesse in quanto fin’ora non erano noti elementi di conoscenza riferibili a presenze di epoca così antica in questa zona limitrofa al centro urbano di Vicenza» afferma Vincenzo Tiné della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto.

Oggi il rischio è quello che tutto finisca sepolto per sempre sotto le fondamenta della caserma americana. (da No dal Molin)

Non fatevi illusioni, questa è gente che ha raso al suolo Montecassino durante la seconda guerra mondiale: le ruspe non si fermeranno, e continueremo a leccare il culo e cambiare pannolini usati.
Come già successo per il Chermis, per Ustica, per le finte guerre di democrazia, come per la guerra al terrorismo e più o meno tutte le vicende politiche degli ultimi 60 anni. Br comprese.

Viene da chiedersi, quando i leghisti dicono che bisogna rispettare la cultura del posto, se intendano quella italiana o quella statunitense.

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mercoledì 27 gennaio 2010

Vi racconto cosa c'è là fuori #5


Anche stamani un salto al centro per l'impiego.
Guardando la lista comincio a fantasticare su cosa potrei fare del mio futuro, su cosa potrebbe riservarmi.
41 anni.
L'unica cosa che sogno per davvero è un lavoro dignitoso, per continuare semplicemente a vivere.
Scorro con gli occhi la lista.
Promoter con contratto a progetto.
Agente di vendita, tipo di contratto: mandato di agente.
Consulente Marketing, lavoro autonomo
Meccanico auto: contratto a tempo determinato
Rappresentante: lavoro autonomo.
Operatore enel, contratto a progetto.


27 offerte di lavoro in tutta la provincia di Pistoia.
La stessa che in un solo anno ha visto 7000 licenziamenti.

Viene voglia di andare a rapinare una banca.
O ancora più semplicemente viene voglia di mettere su un'azienda, fare un bel crack e mettere da parte i soldi dovuti ai creditori, che tanto c'è il processo breve.

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lunedì 25 gennaio 2010

Videolettera di Nichi al popolo delle primarie



"Abbiamo, credo, aiutato il centro sinistra a ritrovare la strada del rapporto con le giovani generazioni, abbiamo aiutato il centrosinistra a ritrovare il proprio popolo e le proprie ragioni e di questo siamo molto felici perchè da domani il centrosinistra è più forte per combattere contro la destra, perchè il laboratorio pugliese possa essere anche una sperimentazione di parole nuove e pratiche nuove capaci di colpire al cuore l'egemonia nazionale delle destre"


Che vi piaccia o meno, e a me, lo dico da anni, piace da morire, Vendola è l'unico a sinistra che sa usare internet.
Vendola è l'unico a poter vantare attivisti in rete che scrivono su di lui senza nemmeno che lo chieda.
Vendola è l'unico a sinistra che sa comunicare alle persone.
Nichi Vendola è a sinistra l'unico che emoziona e che viene travolto dai giovani con applausi.
Nichi Vendola è l'unico che vince, e si commuove.
Viene da chiedersi quanti anni indietro sia Bersani e cosa ci faccia lui a capo dell'opposizione.

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domenica 24 gennaio 2010

Ha vinto Nichi. Si riparte dalla Puglia


Salentowebtv rompe gli indugi, come fa del resto il sito di Sinistra Ecologia e Libertà, e tenendo conto di più del 50% dei seggi scrutinati, dichiara vincitore Nichi Vendola.
Il Pd si ferma, come previsto, o è la sinistra che avanza?
Quando cinque anni fa Nichi Vendola vinse contro ogni pronostico le elezioni regionali, aveva alle sue spalle una larghissima coalizione a sostenerlo. Erano i tempi dell'Unione, dei molti partiti e delle molte sfumature.
Il Vendola di oggi, quello che vince alle primarie è un uomo che cerca una cucitura della sinistra, a differenza del partito unico ed oligarchico.
La sua vittoria significa che esiste ancora la sinistra, e che la gente sa riconoscerla.
Soprattutto quando si può andare a sinistra escludendo D'Alema.
La sua vittoria significa che una alternativa esiste, e non solo a Berlusconi, ma a D'Alema, Bersani, Fassino, Veltroni, a tutta quella spazzatura che odora di marcio e che continuiamo a tenere in casa per rispetto del vecchio.
Facciamo finta che sia il capodanno della sinistra, e festeggiamo buttando il vecchio dalla finestra.
Bentornato Nichi.

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Boccia: io e il Pd tre metri sotto Vendola


A me sembra chiaro. Le primarie pugliesi hanno, comunque vadano, decretato la morte del Pd. E non appena ve ne accorgerete tutti potrete iniziare ad assumere comportamenti che non continuino a tenervi in scacco di un apparato burocratico che vuole decidere "al di sopra di voi".

Il Pd in Puglia non voleva assolutamente le primarie, aveva deciso, pur fondandosi per regolamento sulle elezioni primarie, di scegliere il candidato dall'alto.
In puro stile comunista, o cattolico, se volete, ma non democratico.
Quindi il Pd nomina Boccia proprio candidato e fa finta di non sentire Vendola.
Poi la gente inizia a muoversi intorno a Nichi Vendola, a chiederle, le primarie, e ci si mette anche Rosi Bindi, così che i Dalemiani capiscono di non poterle proprio evitare.
Allora provano a diffamare quello che chiamano il Berlusconi Rosso inviandogli 10 domande. Che peraltro non fanno paura e sono in buona parte incomprensibili. Fatto sta che Vendola risponde a tutte e dieci con fatti.

Boccia continua a tartassare Vendola, dicendogli che non dialoga con lui (ma come? ha risposto a tutte le domande poste!), che risponde, ma a molto finemente lo fa a D'Alema.
Poi il mondo della cultura si mobilita, e lo fa intorno a Nichi Vendola: attorno a lui Dario Fo, Franca Rame, Beppe Grillo, Margherita Hack e altri. Boccia si circonda con Tiromancino e Franco Califano("Ma che te devo di'? Francesco è n' amico. E poi 'sto Vendola che fa la vittima m'ha veramente rotto li..." ...ma non era di destra?)

L'impressione è che il Pd non sia capace di avere una linea e rispettarla: nasce con impeto democratico, volontà riformista, conservatorismo cattolico e apparato comunista.
Non è leggero, ma non è nemmeno camera di elaborazione.

Il Pd ha dimostrato una volta ancora, pur avendo ovviamente maggiori mezzi economici di un Nichi Vendola da solo, di non riuscire ad organizzare una campagna elettorale comunicativa. Non sanno comunicare, e forse non gli interessa, o semplicemente sono vecchi, marciti in un mondo che non esiste più da decenni.
Hanno ereditato dal vecchio Pci la visione del partito che comanda il popolo seguendo un fine supremo, a volte in parte sconosciuto alla gente.
Quel fine non esiste più, e anche le vie dell'apparato burocratico non sono più infinite ed imperscrutabili.

O forse non vogliono vincere.
Come il Trap quando non chiamò in nazionale Baggio, che pure era in formissima.
Voglio dire, hai un pallone d'oro a disposizione e chiami un tizio sconosciuto ai più.
Il Pci sognava, il Pds è arrivato a governare, non è riuscito a far emozionare la gente e da quel momento si è chiuso a catenaccio. La destra ha segnato una marea di gol, e questi giocano ancora col catenaccio, credendo che sia meglio non prendere ulteriori reti che provare a segnarlo, un gol.


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venerdì 22 gennaio 2010

Squadra che vince non si cambia



Squadra che vince non si cambia.
Me lo insegnavano già quando avevo 4 anni e muovevo le gambette al campetto del Gs Casermette.

Nel 2005 in Puglia c'era ancora l'Unione e la coalizione era molto larga, così larga da non capire come sia stato possibile far sostenere a tutta quella gente la candidatura di Nichi Vendola.
Fatto sta che Vendola vinse, contro le aspettative di tutti, contro il presidente uscente, di centrodestra.
Passano cinque anni, e vi giuro che quando ho sentito la candidatura da parte del Pd di Boccia sono rimasto perplesso.
E' chiaro da tempo che il Pd voglia eliminare Vendola, probabilmente perchè effettivamente innovativo e riformatore pur non essendo oltransista (di sinistra, in due parole), mentre alla dirigenza sembra interessare di più firmare un patto con l'Udc.
Al quale, tra l'altro, Vendola non è contrario.

Quindi cos'ha Vendola che non va?
D'Alema dice che Vendola ha fallito come leader nazionale, non essendo riuscito a creare dallo strappo con Rifondazione Comunista un movimento alternativo. Risponderei che considerando il catastrofico risultato di tutte le sigle della sinistra detta radicale alle ultime politiche, Vendola da solo alle Europee ha ottenuto un successo imprevedibile.

Sostiene ancora D'Alema che Vendola abbia voluto buttarla sul personale: ''Quando anche in Puglia si sono delineate le condizioni per un allargamento della coalizione all'Udc -spiega- doveva esser lui a indicare subito una personalita' che lo avvicendasse e tenesse assieme la nuova alleanza. Non ha voluto farlo, e' rimasto inchiodato al suo ruolo locale ed ha fatto un errore politico che ora puo' diventare un disastro''. ''Io -sottolinea l'ex premier- non ho astio verso di lui, e potrei perfino dire di conservare nei suoi confronti dell'affetto'', lo ''considero un fratello minore, sangue del mio sangue''. (da Ign)

Quello che D'Alema non capisce è che noi abbiamo astio verso di lui.

Nichi Vendola continua sulla sua linea, imperterrito, conscio di parlare e saper parlare alle persone, e "scrive" una lettera-video a D'Alema, in cui gli chiede semplicemente di rispettare il risultato che uscirà dalle primarie e lottare assieme per il futuro.



Parole, direte. Il fatto è che sono dette da quello che tutti vogliono allontanare.

Tutti tranne Beppe Grillo (Con Vendola i pugliesi hanno una possibilità, con Boccia la certezza della distruzione del territorio e dell’esproprio dell’acCorsivoqua pubblica.), De Magistris, Franca Rame, Dario Fo (Ma come? Nelle ultime elezioni che hanno visto Nichi Vendola vincere alla grande, l’Italia è rimasta con espressione ebete davanti al suo enorme successo (...) è ora che la base che esiste ancora decida col proprio cervello e soprattutto non accetti il gioco degli inciuci e convenienze di casta. É Vendola, perdio, che ha le massime possibilità di vittoria e una credibilità morale e tecnica decisamente di grande valore!), e soprattutto le persone.
Questa tornata elettorale in Puglia come nel Lazio rappresenta e annuncia le future intenzioni dell'attuale gruppo dirigenziale del centrosinistra, che sembra non tenere mai conto della presenza di un popolo.
Emma Bonino e Nichi Vendola stanno rendendo il gioco molto interessante nelle rispettive regioni, e grazie a loro, forse, riusciremo finalmente a sconfiggere il peggior nemico della sinistra: il burocrate dalemiano della sinistra stessa


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mercoledì 20 gennaio 2010

Benvenuti nel Far West


Benvenuti nel West. Molto Far, far west.

In questa nazione di frontiera si fermano pochi sceriffi, e spesso vengono aggrediti dagli uomini del cavaliere.
Non si tollerano intrusioni, qui.

Benvenuti nel polveroso west, dove gli uomini del cavaliere stasera se ne andranno a bere in un saloon, probabilmente provocando una rissa dopo aver abusato di qualche escort, mentre i pianisti suonano una musica scivolosa e viscida, strisciante come un biscione.
Benvenuti in quel saloon, dove il cavaliere offre a tutti da bere, perchè il colpo in Senato è riuscito.

Si tratta del diciottesimo colpo in parlamento, la diciottesima legge ad personam.

"Il Senato approva il ddl sul processo breve con 163 sì, 130 no, e due astenuti. Hanno votato a favore Pdl e Lega Nord, contro Pd, Idv e Udc. Non ha votato in dissenso dal proprio gruppo il senatore Enrico Musso del Pdl e il senatore Alberto Maritati del Pd che ha voluto "marcare anche fisicamente la distanza da questo ddl". Il provvedimento, approvato in prima lettura tra le proteste dell' opposizione che ha contestato i tempi stretti della discussione e gli applausi della maggioranza, era approdato in Aula martedì della scorsa settimana ed è stato licenziato in una settimana e va alla Camera." (Ansa)

Come avevo già scritto, "Dal 10 al 40% dei processi penali rischiano di chiudersi prima della sentenza se entrerà in vigore il ddl sui processi brevi. (...) Per quanto riguarda i processi civili, l'effetto della legge rischia di essere "devastante" con una percentuale di prescrizioni di processi che raggiungerebbe il 46%.
(...) A Milano terminerebbero i processi Telecom, Santa Rita, Mills, Mediaset, Parmalat 2 (già prescritto), Bnl-Antonveneta", ma l'Anm ha più volte sottolineato il 40% come dato attendibile.

Il comitato intermagistrature ha commentato: "il disegno di legge cancellerà ogni speranza di giustizia per le vittime di reati di particolare gravità, trasformando il processo penale in una tragica farsa. La riforma che si vorrebbe introdurre... assicurerà una completa impunità per i tipici reati della criminalità dei colletti bianchi, ma anche per molte insidiose forme di delinquenza diffusa in danno di persone deboli".

Benvenuti nel west, dove lo Stato ha abdicato, dove se la camera confermerà la decisione del Senato, senza sperare nel rinvio alle camere del presidente della repubblica (ci mancherebbe che Napolitano non firmasse una legge esercitando i suoi poteri costituzionali), dove la SICUREZZA di cui tanto parla, non potrà più essere garantita.

Benvenuti nel west, quello vero, dove se c'è qualcuno che si fa ancora chiamare Trinità, quello è il cavaliere stesso, preso dalle sue crisi mistiche in cui si crede la reincarnazione divina.


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lunedì 18 gennaio 2010

Mi scusi presidente, ormai ne ho dette tante, c'è un'altra osservazione che credo sia importante...


(Lettera di Giorgio Napolitano alla vedova di Bettino Craxi)
"(...)Per la funzione che esercito al vertice dello Stato, mi pongo, cara Signora, dal solo punto di vista dell'interesse delle istituzioni repubblicane, che suggerisce di cogliere anche l'occasione di una ricorrenza carica - oltre che di dolorose memorie personali - di diversi e controversi significati storici, per favorire una più serena e condivisa considerazione del difficile cammino della democrazia italiana nel primo cinquantennio repubblicano. (di cui) è stato parte il susseguirsi, in un drammatico biennio, di indagini giudiziarie e di processi, che condussero, tra l'altro, all'incriminazione e ad una duplice condanna definitiva in sede penale dell'on. Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dal 1983 al 1987.
Fino all'epilogo, il cui ricordo è ancora motivo di turbamento, della malattia e della morte in solitudine, lontano dall'Italia, dell'ex Presidente del Consiglio, dopo che egli decise di lasciare il paese mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. Si è trattato - credo di dover dire - di aspetti tragici della storia politica e istituzionale della nostra Repubblica, che impongono ricostruzioni non sommarie e unilaterali di almeno un quindicennio di vita pubblica italiana. Non può dunque venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell'on. Craxi sanzionate per via giudiziaria la considerazione complessiva della sua figura di leader politico, e di uomo di governo impegnato nella guida dell'Esecutivo e nella rappresentanza dell'Italia sul terreno delle relazioni internazionali. Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere...
".

Lo dico senza tante metafore.
Il presidente Napolitano Giorgio non mi rappresenta.
Il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano non è il mio presidente.
Lo invito con tutto me stesso a sollevarsi dalla sua importantissima carica che non appare assolutamente capace di ricoprire.
In un momento di fragilità per una nazione che da sempre è alla ricerca della propria individualità di popolo, inneggia all'amnistia dei criminali passati, asserendo in pratica che non si può colpevolizzare uno solo dei crimini che sono stati fatti in più di uno.
Se andiamo a rubare in banca in tre o quattro non ci potranno incarcerare "giustamente" se non dopo averci presi tutt'e quattro secondo questo ragionamento.

Scriverò personalmente al presidente queste poche righe(questo il link se volete seguirmi: https://servizi.quirinale.it/webmail/), invitandolo a tornare alla società civile, sgombro di responsabilità troppo grandi per le sue spalle.
Quel ruolo deve essere di chi garantisce l'inviolabilità della costituzione, della meritocrazia, dell'imparzialità, dell'uguaglianza, della giustizia.
Al contrario di politicanti di mestiere che vanno a seconda del vento, il ruolo di Presidente della Repubblica non è negoziabile con l'onestà.

Se ne vada, Presidente, e lo faccia citando a se stesso Sandro Pertini:



"Quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: cercare di essere onesti, prima di tutto la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo, se c'è qualcheduno che dà scandalo, se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi deve essere denunciato."

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Sciopero bianco da incazzato nero


"Ma quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni?" Primo Levi

L'uomo nero ci fa paura da quando siamo piccoli, con gli occhi sgranati sotto le coperte, tesi a verificare la quiete tra le ombre, in mezzo a sensazioni di paura.
L'uomo nero diventa per alcuni di noi, convinto da speculazioni e frasi illusionistiche di scaltri politici, quello che ruba il lavoro, la cultura e talvolta i bambini.

Su Peacereporter Maso Notarianni fa notare che potremmo sostenere l'iniziativa del primo marzo (lo sciopero degli immigrati) aderendo tramite lo strumento dello sciopero bianco, ovvero lavorando come sempre e donando i proventi della nostra giornata lavorativa a un ente a nostra scelta.

E' una idea che presenta lati più interessanti dello scendere tutti insieme in strada, creando un corteo variopinto, cosa che rimane una bellissima opportunità.

Il comitato dell'organizzazione dello sciopero del primo marzo si è intanto presentato, lanciandosi in chiare lettere future e futuribili: " Siamo immigrati, seconde generazioni e italiani, accomunati dal rifiuto del razzismo, dell'intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano. (...) La contrapposizione tra «noi» e «loro» , «autoctoni» e «stranieri» è destinata a cadere, lasciando il posto alla consapevolezza che oggi siamo «insieme», vecchi e nuovi
cittadini impegnati a mandare avanti il Paese e a costruirne il futuro.
Vogliamo che finisca, qui e ora, la politica dei due pesi e delle due misure, nelle leggi e nell'agire delle persone.
"

Continua anche l'iniziativa del radicale Gaoussu Ouattara e dei suoi trecento in sciopero della fame da ormai quasi un mese (con una breve interruzione almeno per lui, il giorno prima di essere ricevuto dalle autorità) contro i ritardi nel rinnovo del permesso di soggiorno, con tutti i disagi che questo provoca. La portavoce dell'associazione 'Migrare', Shukri Said, è stata ricoverata oggi in una clinica a Roma dopo 17 giorni di sciopero della fame.

L'uomo nero prima di farci del male sta senza mangiare.

Intanto un'idea, tingete di giallo i vostri blog. (Il giallo è il colore scelto dagli ideatori della manifestazione in Italia)

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domenica 17 gennaio 2010

Milano da pene


Milano non ha anima.

Cerco su google maps "via Giovanni Falcone" e trovo 10 risultati. Quasi tutti in Toscana. Provo a scrivere "via Paolo Borsellino", anche qui 10 risultati, e ancora quasi tutti in Toscana.
Scrivo "via Falcone e Borsellino" e la geografia si amplia un poco regalando 10 risultati che vanno dalla Sicilia al Piemonte, di cui una a "Novate Milanese".
La targa qui accanto è di Salò, fate voi.

Così sepolti nella memoria comune da non meritare nemmeno una via in pienissimo centro.

Al contrario di Craxi, vivo e vegeto nei nostri ricordi, lui sì, che è stato un vero martire.

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venerdì 15 gennaio 2010

Roberto Cota. Basta il nome, ormai ha significato di per sè.


Ieri sera ad Anno Zero, osservando le immagini delle persone espulse al confine della Libia in pieno deserto, con davanti ottanta chilometri di sabbia e morte molto probabile, Roberto Cota ha commentato dicendo: non è cosa che ci riguarda.

Ripeto nuovamente che è cosa che ci riguarda perchè è causata da noi.
Il flusso migratorio di buona parte dell'Africa verso la Libia riguarda non solo uomini col desiderio di approdare in Europa in cerca di nuovi orizzonti, ma anche lavoratori stagionali, uomini in cerca di qualche spicciolo in più da mandare a casa, in cerca di un lavoro in Libia.
Spiegano, increduli per ciò che sta accadendo, che è sempre stato così. La Libia ha sempre accolto un gran numero di africani, ed ha sempre dato loro da lavorare.

Adesso le cose sono diverse.
Gli accordi con l'Italia hanno cambiato la logica: la Libia deve fare in modo che nessuno salpi dalle proprie coste, e per questo mostra i muscoli anche contro l'immigrazione interna, arrestando i lavoratori stagionali, chiudendoli in celle privandoli dei propri averi, per poi rispedirli nella loro patria. Spesso e volentieri restituendogli solamente i documenti e le chiavi di casa.

Sono direttamente responsabile di ciò che faccio e di ciò che comporta la mia azione. Su questo, fondamentalmente, si basa il sistema penale.
E ad ogni modo non vedo perchè mi devo interessare di Haiti se non mi interesso della Libia, che è qui, a due passi, e manda a morire le persone nel deserto a causa di un accordo firmato con l'Italia.



Mi interessa.
Mi interessa l'Abruzzo, mi interessano i cittadini italiani, quelli extracomunitari, quelli clandestini o meno, mi interessano quelli che emigrano da qui in cerca di un paese civile, mi interessano quelli che vengono come turisti e talvolta vengono perfino uccisi, mi interessa chiunque in tutto questo mondo perchè i confini sono molto esili da tracciare, mi interessa ciò che è umano perchè mi è vicino. I care, come diceva Don Milani.
Mi interessano tutti, tranne Cota e i suoi stupidi leghisti.

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mercoledì 13 gennaio 2010

"La libertà non è mai concessa volontariamente dall'oppressore: dev'essere rivendicata dagli oppressi." M.L. King


Tra due giorni si compiono ottantuno anni dalla nascita di Martin Luther King.
Inutile dire che non abbiamo imparato un granchè da quest'uomo.
Perchè mentre nel suo paese di origine le cose sembrano evolversi, e la gente si è scelta un presidente nero, noi ne abbiamo accolto la vittoria chiamandolo "abbronzato", continuiamo a tenere ancora strette le catene degli schiavi che raccolgono i nostri pomodori, e chiediamo a gran voce che i clandestini se ne ritornino a casa loro, e lo facciamo con disprezzo.
Abbiamo paura che una moschea, una semplice costruzione, possa distruggere il nostro piccolo mondo in cui viviamo, che ci ostiniamo a chiamare civiltà.

Se vi scrivo tutto questo è perchè io ancora ho la volontà di sognare, l'ardire di credere che la vita non stia tutta nel mio orto.



"Ho l'ardire di credere che la gente di tutta la terra possa avere tre pasti al giorno per nutrire il corpo, istruzione e cultura per nutrire la mente, e dignità, uguaglianza e libertà per nutrire lo spirito. Io credo che quando gli egocentrici hanno distrutto, gli altruisti possono costruire"

"Ho un sogno che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli degli ex schiavi e i figli degli ex padroni di schiavi potranno sedersi assieme attorno al tavolo della fraternità. Ho un sogno che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati dal colore della loro pelle, ma dalla sostanza del loro carattere. Ho un sogno, oggi. Ho un sogno che un giorno, giù in Alabama, con i suoi feroci razzisti e quel governatore le cui labbra grondano parole di interposizione e di annullamento delle leggi federali, un giorno, proprio lì in Alabama, i bambini e le bambine neri possano prendere per mano i bambini e le bambine bianchi e camminare insieme come fratelli e sorelle..."


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martedì 12 gennaio 2010

Quasi nulla è cambiato


"Quasi nulla è cambiato per le migliaia di immigrati stagionali da quando noi abbiamo cominciato nel 2003. Ogni anno i nostri operatori umanitari - continua Loris de Filippi - tornano negli stessi posti e sono testimoni delle stesse terribili condizioni, che cerchiamo di alleviare fornendo assistenza medico-umanitaria. E’ ormai tempo che le autorità italiane provvedano a migliorare le condizioni degli stagionali e ad aumentare il loro accesso all’assistenza sanitaria, ma nel rispetto della dignità della persona."
(da Medici senza Frontiere)

Sono sette anni che alcuni volontari cercano di alleviare la situazione di degrado degli immigrati richiamati al lavoro per la raccolta stagionale di frutta nel sud italia. Sette anni di assenza dello stato in cui i più fortunati di loro hanno trovato riparo dal freddo all'interno di un silos.




E dopo sette anni lo stato arriva e li costringe ad abbandonare i siti in cui vivono, per condurli tutti in un centro di identificazione e permanenza, senza alcuna idea di come gestire l'emergenza.
"Alcune persone non erano convinte di andarsene, perchè non avevano ancora ricevuto la paga per le giornate di lavoro compiute, altre temevano di essere detenute o deportate. Ma gli immigrati erano così spaventati da non aver altra scelta che quella di andarsene" (Medici senza Frontiere)

Per ironia della sorte sembra che tutte insieme le voci dei migranti abbiano iniziato a cantare all'unisono.

Il primo marzo, sulla scia dell'iniziativa gemella francese ideata da Nadia Lamarkbi, prenderà luogo il primo sciopero nazionale degli immigrati e degli italiani solidali. O quantomeno il primo ideato dal basso, dalle persone.

Un gruppo di immigrati ha inziato a Roma il 22 dicembre uno sciopero della fame per chiedere il rispetto dei tempi di rilascio del permesso di soggiorno (la legge prevede 20 gg). Il primo di loro, l'ideatore della protesta, si chiama Gaoussou Ouattara, e ha rilasciato un video con alcune richieste al ministro Maroni.



Il tempo cambia, le carte in tavola cambiano, che i leghisti lo vogliano o meno.
E' inutile parlare di noi e voi quando viviamo tutti insieme, dice Gaoussou.
Riciard's è con lui. Con loro.



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venerdì 8 gennaio 2010

Maroni le tue parole mi fanno schifo


In tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace una immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall'altra ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno. Il nostro impegno è quello delle forze dell'ordine per riportare tutto alla normalità. Roberto Maroni

Maroni le tue parole mi fanno schifo.

Te la potevi prendere con la 'ndrangheta, te la potevi prendere con chi sfrutta queste persone dandogli lavoro al nero pagando salari indecentemente bassi, costringendole a situazione di vita disperate, e invece no.
La colpa è di chi c'è stato prima, come sempre.

Anche il Tg5 prova in maniera modesta e goffa a calcare la mano e lo fa anche tramite un cittadino qualunque che sfoggia un italiano improbabile ed una improbabile quanto stupida versione dei fatti:
"Stiamo vivendo dei momenti drammatici perchè la cittadinanza è spaventata. Le scuole sono chiuse. I bambini non li abbiamo mandati a scuola, perchè questo clima di intolleranza che hanno creato queste persone di colore ha dato molta paura alla popolazione."
Siamo alle coliche, dal mal di pancia che mi prende ad ascoltare 'ste frasi. Il clima di intolleranza lo creano gli immigrati?!

In realtà anche la stessa Ansa presenta i fatti con la ragionevole dinamica logica di azione-reazione.
ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - Ancora tensione a Rosarno dove gli immigrati hanno dato vita ad una protesta davanti al Municipio dopo gli incidenti di ieri, seguiti al ferimento di alcuni extracomunitari da parte di ignoti. (fonte Ansa)
La dinamica sembra chiara. C'è un attacco, uno dei tanti a sfondo razzista, e una volta tanto le vittime si ribellano.

Ma tornando alle parole di Maroni, si capisce l'impegno per riportare il tutto alla normalità.

Cos'è la normalità?

La normalità italiana prevede che immigrati con regolare permesso di soggiorno e senza, vivano in fabbriche chiuse, in situazioni di degrado.
Come del resto vi avevamo fatto vedere ben dieci mesi fa in questo articolo.




La normalità italiana prevede che sulle nostre tavole si mangi pomodori, arance, e quant'altro raccolto da persone che vivono sfruttate in condizioni disumane, come vi avevamo fatto vedere in questo altro articolo, pubblicato e ripubblicato una marea di volte, e mai abbastanza.



Ora vi chiedo, il semplice fatto che anche solo su questo blog si trovino le risposte al perchè è successo tutto questo a Rosarno (un uomo vive in condizioni al limite della sopravvivenza, e oltre che sfruttato, violentato e via dicendo dai padroni si ritrova a dover fronteggiare una intera cittadinanza che lo minaccia in maniera razzista), non rende le parole di Maroni ancora più stupide?

Voglio dire, Maroni, non lo sapevi che esistevano queste situazioni?

Per un politico rimane comodo ed uso quotidiano il mostrare i difetti del precedente e far finta di non sapere, di non aver visto, ma di intervenire repentinamente.
Ma noi, dico noi, non ci salva nessuno.
Noi lo sapevamo.


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mercoledì 6 gennaio 2010

Vi racconto cosa c'è là fuori #4



E come faccio, adesso? Lo sa che sto per andare in galera?

In galera? e cosa avrà mai fatto di così cattivo... suvvia...

No no, non scherzo. E' che la legge è stronza. Mi stia a sentire.
Ritornavo da una cena con amici, una di quelle dove si brinda e si beve qualcosa.
Rientro in macchina, dicevo, parto e mi sento tranquillo, guidavo in maniera disinvolta.
Faccio pochi metri, saranno stati duecento, ed ecco la pattuglia che mi ferma.
Mi chiede i documenti e mi fa fare la prova dell'etilometro.

Attimo di silenzio e suspence prima di rilevare la quantità di roba ingurgitata presente nel sangue.

L'etilometro dava 5%.Si rende conto? Si erano messi accanto al ristorante, l'hanno fatto apposta!
E adesso o pago una multa bella grossa, o vado due mesi in galera. Si rende conto?


E' chiaro che ognuno in Italia si sente sempre vessato dalla legge e dallo stato: quando mancano ci si sente in diritto di protestare perchè mancano, quando sono presenti, perchè sono presenti.
Ma questo caso è eccessivo.
Guardando la tabella di riferimento fornita dal ministero della salute, si scopre che un uomo della sua corporatura (peserà all'incirca 65 Kg) per arrivare al 5% deve tracannare ben 30 bicchieri di vino sui 12 gradi.

Se ti metti alla guida dopo aver bevuto 30 bicchieri di vino o sei un parlamentare oppure il minimo che ti possa accadere è una multa sostanziosa.
E meno male che l'hanno fermato subito.


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domenica 3 gennaio 2010

La bassezza costituzionale di Brunetta


«Mi faccia dire una cosa che ancora non ho detto: la riforma non dovrà riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima. A partire dall’articolo 1: stabilire che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” non significa assolutamente nulla».
Subito tutti a dire che Brunetta è impazzito.
Parliamone, dico io.

Non si può sempre dire: no, la costituzione non si tocca. Voglio dire, la nostra non è una costituzione leggera come quella americana, ed essendo piena ed intrisa di articoli deve essere flessibile ai tempi che cambiano.
Ora, Renato vorrebbe introdurre un trattato sul mercato, sull'incrocio tra domanda e offerta nel primo articolo, e qualcuno dovrebbe spiegargli che il primo articolo è il nocciolo su cui si basa una nazione, non un vocabolario economico Zingarelli.

Per cui, analizzato il semplicissimo fatto che l'art.1 non promette di dare lavoro a tutti i cittadini in età lavorativa, né sostiene che il lavoro sia un diritto ineluttabile, vedo altri valori ben più alti.

Io la modificherei così: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sull'uguaglianza sociale, sulla libertà, sulla fratellanza del suo popolo e sulla meritocrazia".

Oppure, visto che di tante parole e paroloni ci si gonfia la bocca per poi non far seguire fatti, potremo una volta tanto essere onesti e cercare di creare una carta costituzionale a nostra immagine e somiglianza:
"L'Italia è una quasi repubblica fondata sull'inciucio, il comportamento mafioso e massonico e la convinzione che come si mangia qua, da nessuna parte."

Sarebbe una svolta significativa, degna delle nostre e sue bassezze.




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sabato 2 gennaio 2010

Se la Bonino ti copia




Questa piccola insegna, questo gioco di parole qui sopra, ha significato per alcuni mesi, e significa a tutt'oggi, la volontà di questo blog di portare avanti la discussione riguardo la parità dei diritti in Italia, la necessità di una uguaglianza reale, tra sessi e non solo, attraverso interventi e discussioni.

Più volte ho chiesto ad Emma Bonino per mail una sua risposta, una sua opinione in merito, ma non ho mai ricevuto alcuna teorizzazione in merito.
Per cui mi sorprendo, non tanto a leggerla chiara e lampante da pochissimi giorni sul suo sito ufficiale (ne ha sempre parlato, per cui non è cosa nuova, anche se l'articolo lo è), quanto a vedere il mio gioco di parole rubato, così, come se niente fosse.
E non solo, sarà il nome del comitato che guiderà l'azione dei radicali in tale senso.



"PARI O DISPARE" CONTRO LA DISCRIMINAZIONE

Nea - 23 dicembre 2009


L'importante è che il discorso vada avanti e che siano le donne a guidarlo, certo.

Solo che, visto anche il piccolo furto intellettuale, forse, una rispostina la meritavo.
Non so, se poi anche Bersani vuol fare lo stesso e proporre la raccolta firme a lui indirizzata come ho fatto io poco tempo fa, libero di farlo...


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