lunedì 13 dicembre 2010

Eppure a me quella talpa sembra Mike


Una manciata di giorni fa Mario guidava l'autobus verso il capolinea, quando il passaggio a livello lo blocca. Si ferma, mantenendo come sempre il motore acceso, appoggia i gomiti al volante ed aspetta. Poi sulla sinistra nota un uomo, in motorino. Nella fretta non ce l'ha fatta a passare entrambe le sbarre del passaggio a livello ed è rimasto bloccato nel mezzo. Nel mezzo si fa per dire, perchè ha sistemato il motorino sul cavalletto a ridosso della sbarra più vicina all'autobus.
E' un gesto meccanico, mario estrae il cellulare e fotografa l'uomo in motorino. Poi dopo lo condivido su facebook, pensa. L'uomo aggira la sbarra, va verso Mario e semplicemente gli dice: "Ma che cazzo fai le fotografie!?".

Come se non ci fosse reale separazione tra reale e virtuale, tra schermo ed aria aperta. Io lo
capisco, Mario. Ogni volta che accendo la televisione mi domando se quella che vedo con Fiorello sia un talpa, o se abbiano in un qualche modo riesumato Mike Bongiorno.
Sono semplicemente identici, lui e la talpa, senza offesa.
Quello che voglio dire è: non siamo più nemmeno liberi di morire che Fiorello ti sostituisce con una talpa.

E perdendo di senso il reale, a favore del virtuale, perdono di senso anche le definizioni, le bandiere, gli slogan. Unicoop. Cioè la Coop, cooperativa alimentare, la stessa che fornisce cibi a prezzi vantaggiosi, la stessa che da sempre elabora offerte vantaggios
e per i soci a 360 gradi, la stessa che copre i nuovi ipermercati di pannelli solari, la stessa che incentiva la raccolta differenziata, la prima tra tutte le organizzazioni nazionali ad aver smesso di produrre ed offrire shopper di plastica, l'unica a richiedere la certificazione della Lav sui propri prodotti, la stessa che da anni porta avanti progetti umanitari dal nome "Il cuore si scioglie".
Circolano strane voci riguardo ad Unicoop da un paio di giorni: avendo definito 17 punti vendita "incoop" come non produttivi, la direzione avrebbe deciso di farli confluire in una nuova compagnia (esatto, una bad company anche se a partecipazione quasi totale di Unicoop), con proposte contrattuali differenti e peggiorative.

A quanto sembra dalle indiscrezioni (non c'è ancora niente di certo), i lavoratori del 17 punti vendita evidenziati potrebbero scegliere se andare a lavorare in un punto vendita Unicoop ad alcuni chilometri di distanza, oppure scegliere di diventare dipendente della Newco (la nuova bad comapny) con un conseguente aumento di orario da 36 a 40 ore settimanali, azzeramento dell'anzianità e del livello acquisito ed esclusione dal premio produzione annuale.
Niente vieta, se davvero Marchionne è libero di fare ciò che vuole, a qualsiasi altro gruppo o imprenditore di fare ciò che crede meglio della propria compagnia e dei dipendenti della stessa. E' l'Italia del 2010, priva di alcun fondamento del diritto dei lavoratori.



Tuttavia una cooperativa, nata da stimoli mutualistici non dovrebbe comportarsi in maniera differente, incentivando il lavoro sicuro, stabile, i premi produzione e tutto ciò che è possibile considerare nello "stato sociale"?
Esprimerò i miei dubbi ad Unicoop stessa, come già fatto per altre questioni, sperando in una risposta, che pubblicherò sempre qui.

2 commenti:

mojto ha detto...

Lo pensavo proprio ieri. E' Mike! Non ho parole, cosa si fa per andare avanti nello sporco mondo tv.
Non ci sono più limiti, decoro, sensibilità.
Rimpiango i miei vecchi tempi, poveri ma belli.

gerovital ha detto...

che video divertente