lunedì 1 novembre 2010

L'integrazione è come l'amore: si fa in due (prima parte)

L'emergenza Rom torna periodicamente alla ribalta, ogni volta che un governo ha poche parole da spendere in difesa della sua pochezza, come dimostrano le deportazioni di Sarkozy o le inaccettabili parole di Maroni. Santino Spinelli, musicista, compositore e docente universitario rom (qui il suo sito ufficiale, e qui la pagina su wikipedia) prova a fare luce, spiegandoci il suo punto di vista. Qui sotto la prima parte.




Le esternazioni propagandistiche di Maroni e l’attuazione delle nuove forme di deportazioni di Sarkozy hanno superato il limite della decenza democratica e civile.
Purtroppo questi personaggi non rappresentano solo se stessi ma una parte importante della popolazione che rischia di diventare razzista e xenofoba non per cultura ma per indottrinamento. Un campanello d’allarme è il risultato delle elezioni politiche della democratica Svezia con l’ingresso in Parlamento della destra xenofoba. Il rischio è una deriva pericolosa.

Creare ad hoc un nemico esterno e un’alterità pericolosa sono concetti nazifascisti ed etnocentrici (che hanno portano al genocidio e a un conflitto mondiale con 50 milioni di morti) per rafforzare un’identità nazionale che viene messa in discussione in periodo di crisi economica. I governi che perdono consenso e sono incapaci di dare risposte concrete preferiscono prendersela vigliaccamente con i più deboli e usarli come capri espiatori come se poche decine di migliaia di persone possano veramente essere una minaccia e la colpa di tutti i problemi. Come in passato è più facile veicolare su chi non può difendersi le frustrazioni dell’opinione pubblica.
Ciò avviene attraverso un’oculata e massiccia campagna propagandistica orchestrata dalla politica e attuata dagli editori: i Rom in nessun caso devono emergere positivamente e anche quando sono protagonisti di eventi artistici e culturali importanti il tutto deve essere rigorosamente ridotto ai minimi termini o impiastricciato con problemi sociali. L’immagine attribuita ai Rom è devastante: roulottes sgangherate, baraccopoli, sporcizia. Ecco allora creati ad hoc gli agnelli sacrificali ideali, svuotati di ogni tratto umano, così lontani dagli standard di vita della maggioranza e dati in pasto all’opinione pubblica e alla comunicazione che li divorano ferocemente. Poco importa se si tratta di essere umani costituiti per lo più da bambini e donne indifesi, sono solo Rom, carne da macello per i politici. La comunicazione diventa così propaganda invece di assolvere al diritto-dovere di informare, sostiene una politica spicciola e misera che mostra i muscoli ai più deboli che non hanno né voce né protezione. Una bugia detta tante volte diventa verità era uno slogan nazista. Alcuni editori svolgono il compito loro affidato scrupolosamente: servizi giornalistici preconfezionati, a senso unico, senza contraddittorio, con la presenza di Rom non all’altezza e sempre funzionali all’obiettivo, si fa facilmente di tutta l’erba un fascio, Una su tutte Telelombardia. Vedere per credere!
Dai media, figli della politica, emergono solo ed esclusivamente i lati negativi del mondo rom senza approfondire la verità e ogni genere di mistificazione. Alcuni esempi: la popolazione romanì costituita da Rom, Sinti , Kalè, Manouches e Romanichals è definita dispregiativamente Zingara; è considerata nomade quando invece la mobilità è sempre stata coatta, figlia di terribili persecuzioni subite in Italia e in Europa nel corso dei secoli; i campi nomadi, emblemi della discriminazione, del razzismo e della segregazione razziale indegni di un paese che si considera civile, sono invece presentati come espressione culturale, come dire “sono loro che vogliono vivere in questo modo”; la maggioranza dei Rom e Sinti in Italia sono di antico insediamento ( i primi arrivi risalgono al XIV secolo) e cittadini italiani per il 70% eppure tutti i Rom sono presentati e percepiti come stranieri.
I Rom in realtà sono privati anche del minimo riconoscimento dei diritti civili, quei diritti che sono tutelati internazionalmente e che danno ad un essere umano la cittadinanza, ma che sembra che ai Rom, popolo d’Europa, non spetti, diritto alla casa (Maroni ha tuonato:”mai la casa ai Rom !” ), diritto al lavoro, diritto all’assistenza sanitaria, diritto alla scolarizzazione. Senza questi elementari diritti nessun essere umano può vivere serenamente con gli altri.

(continua)

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