lunedì 20 settembre 2010

La prima cosa che si dice degli "altri" è che sono sporchi


Abbiamo un giorno della memoria, il 27 gennaio, in cui commemoriamo le vittime dell'olocausto. Incredibile come, condannando il nazismo e con esso le sue teorie razziste, si continui la discriminazione etnica.
Viene ricordata la shoa, viene ricordato il crudele genocidio degli ebrei, ma non si parla del Porajmos. Poche voci accennano al genocidio dei Rom pianificato dai nazisti.

Non abbiamo memoria. Non riconosciamo ufficialmente la sofferenza.
Anzi.
La perseguitiamo, continuando a dire: devono andare a casa loro. Senza nemmeno voler capire che questa è casa loro, visto che l'80% dei Sinti e Rom che vivono in Italia sono lontani parenti di emigranti del 1400, stanziali da sei secoli in Italia.
Per cui quando gli viene chiesto di andare a casa loro, se rimangono dove si trovano hanno già esaudito la richiesta.

Quello che è accaduto, quello sta accadendo in Italia, come in Francia non ha definizioni. E' incredibile come ancora oggi non siamo in grado come popolo europeo di capire che non è l'etnia a fare il delinquente, ma la società. E che un uomo non è delinquente in quanto italiano o tedesco, ma in quanto tale e basta.
E' incredibile come pur non sapendo niente, e dimostrandolo (ma quanti di noi credono davvero che i Rom siano rumeni?!) apertamente, discriminiamo.

Siamo ancora ai tempi del nazismo.
Eva Justin era una laurenda nazista che stava costruendo una tesi il cui argomento era: possono gli zingari essere riformati attraverso la convivenza con gli ariani? Dopo aver studiato il comportamento dei bambini all'interno dei campi di concentramento, dopo aver dato loro alcune prove con cui poter mostrare la propria abilità, Eva Justin arrivò a queste conclusioni: lo zingaro primitivo non sarà mai in grado di indebolire la cultura ariana come ha cercato di fare l'intelligenza ebraica. Ciò nonostante si raccomanda vivamente la sterilizzazione di tutti gli zingari, la maggior parte di loro, infatti, tende ad avere un comportamento criminale o asociale.
I bambini, dopo l'esperimento, vennero deportati definitivamente ad Auschwitz.
Però, loro, non meritano memoria.

Anche in Italia erano stati istituiti campi di concentramento per Rom: ad Agnone, Berra, Bojano, Bolzano, Ferramonti ed altri ancora. Coloro che riuscivano a fuggire si univano spesso alle truppe partigiane, sostenendo la resistenza, sostenendo il futuro che per loro doveva avere questa terra. E la difendevano perchè stanziali.
Il fatto che vengano definiti nomadi non dipende da loro stessi, che come detto per l'80% sono stanziali da 600 anni in Italia, ma dalle istituzioni, che continuando ad attribuire questa definizione al popolo Rom può non riconoscergli lo status di minoranza etnica.
Già, contrariamente a quanto si pensa, i Rom non sono considerati in Italia minoranza etnica, vedere per credere la legge 482 del 1999. Vi si citano tedeschi, greci, albanesi, ladini, ma rom no.

Bene, siamo pronti per capirci qualcosa di più.



3 commenti:

Stefania ha detto...

Parole sante....

Anonimo ha detto...

Sì, sono 600 anni che vivono da parassiti. Ne hanno avuto di tempo per integrarsi ma la loro cultura è delinquere, rubare, accattonaggio con e senza minori.
Comodo vivere da parassiti e non lavorare, vero? e tu li difendi pure!! vergognati, qui non è questione di razzismo, ma di delinquenza. Ho sentito perfino che "rubare" è la loro tradizione, sono addestrati a questo. E' giusto questo? Portatene qualcuno a casa tua, se ci tieni tanto, troppo comodo farli mantenere dagli altri...ti senti tanto buono vero? vai a cagare..
marco

Riccardo ha detto...

@ Marco: il problema di fondo a tutto il tuo commento è che non sai, "hai sentito".