giovedì 31 dicembre 2009

Vi racconto cosa c'è là fuori #3


Otto mesi fa gli operai della Radici Fil Pistoia venivano etichettati ad uno ad uno con la parola "cassintegrato". Non ne erano stati informati, e da allora hanno alzato la voce, hanno occupato e presidiato la fabbrica, hanno dato vita a manifestazioni, intessuto forti relazioni col territorio.
Ne ho incontrato nuovamente uno ieri, per caso, per strada. Come va, che succede?


Beh, siamo riusciti ad ottenere un altro anno di cassa integrazione, abbiamo un po' di tempo in più per guardarci intorno cercare un nuovo lavoro o capire come far ripartire l'azienda. Poi mi sorride, con ironia mista ad amicizia, che è un po' che ci conosciamo, mi mette una mano sulla spalla e continua: perlomeno, per ora, si galleggia.



Visto che siamo a fine anno tiriamo le somme.
Nel solo 2009 a Pistoia 9000 persone hanno perso il posto di lavoro, altre 4000 sono state cassintegrate. (da Ansa: "Sono i dati dell'anno orribile 2009 resi noti stamani dalla Cgil di Pistoia la quale segnala un +94% nelle indennità di disoccupazione ordinaria, +29,30% nel numero delle indennità di mobilità e +55,49% nel totale dei licenziati , saliti nel periodo gennaio-settembre a 9356. ").

Pistoia conta quasi 100.000 abitanti, fate voi.


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venerdì 25 dicembre 2009

Di qui Babbo Natale non è passato






Gli stranieri non trovano casa a Firenze.
Lo dimostrava una inchiesta recente finita su L'Unità regionale: se sei straniero molte agenzie, se non tutte, declinano più o meno garbatamente la richiesta. Altre confessano di aver ricevuto l'ordine preciso di non affittare ad immigrati.
La matematica ci suggerisce come logica consequenziale che questa gente, sottolineo per i meno tolleranti, con regolare permesso di soggiorno, alcuni con richiesta d'asilo politico accettata, da qualche parte deve pur dormire. In molti sono finiti nella struttura dell'ex ospedale Meyer. Le foto riportate da una squadra medica in ispezione per verificare le condizioni di vita degli occupanti, sono devastanti. Devastanti perchè portano sotto gli occhi problemi e condizioni di vita che molti credono proprie del terzo mondo.
E invece eccole, vicino casa nostra, scene di vita senza diritti.







Alcune di queste persone, con tanto di richiesta d'asilo politico accettata, sottolineo di nuovo, non hanno visto alcuna accoglienza.
Il bello è che è iniziato lo sgombero dell'edificio.
Sotto la neve di tre giorni fa.

Non sono riuscito a trovare molte notizie a riguardo, e non so dirvi quale soluzione abbia pensato Firenze a riguardo. Il fatto stesso di non aver trovato niente di scritto sul sito del comune lascia molto perplessi.


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mercoledì 23 dicembre 2009

Merry XMas (che non sta per decima Mas come vorrebbe La Russa)



Che voi siate adoranti del dio dell'amore,
che voi siate o meno discepoli del bambin berlù, colui che perdona e rimette i peccati,
che voi siate seguaci di quella strada, che amore e amore fa straripare da qualsiasi poro,
o che voi siate, come me, fomentatori di odio,

Riciard's vi augura buon natale.

E non solo.
Riciard's vi augura un Natale senza indigestione di pasto natalizio,
un Natale senza rompimenti di coglioni di parenti che si risvegliano dal nulla e che vi dicono "Oh come sei diventato alto!"


un Natale senza tacchini e polli, che son vegetariano,
un Natale con poche persone, ma buone,
un Natale dove non si pensa tanto al bambin Berlù, alla religione o a Babbo Natale,
tantomeno alla tradizione che non si deve toccare,
un Natale senza tanti crocifissi sopra la porta e tanti migranti messi alla porta,
diciamo che vi faccio gli auguri per un giorno che dovrebbe essere come gli altri:

un giorno da trascorrere insieme a poche persone, ma buone.
Un giorno, una volta tanto, senza istinti omicidi o suicidi.

Un giorno che, una volta tanto, sappia di umanità.

E se non basta vi invio anche la benedizione del bambin Berlù, cresciuto e diventato Babbo Berluscale.
Ma per quella dovete essere iscritti al feed, che altrimenti non vale.
Potete sempre rimediare cliccando qui.

Riciard


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Regalo di Natale

Stefano Disegni dimostra ancora una volta la sua proverbiale cordialità, e mi spedisce un augurio di buone feste vignettato. Tema, ovvio, manco a dirlo, l'amore ;)
Che Riciard Natale sarei se non lo condividessi con voi?






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lunedì 21 dicembre 2009

il bambin Berlù


Ormai è deciso. Gesù non nasce, e Babbo Natale quest'anno non porterà doni, non almeno in Italia, dove viene accusato di assoggettare le menti delle persone poco intelligenti per alimentare il clima di odio e rancore.
Al posto loro, a fare i regali, ci penserà il profeta dell'amore, il bambin Berlù.
Nascerà in una casetta prefabbricata a L'Aquila, con gli applausi registrati.
"Sono il miglior Berlù bambino da 150 anni ad oggi" ha dichiarato sorridendo.

Già pronta una piattaforma pubblicitaria in internet gestita dalla Brambilla, dal nome Bambinberlù.it, mentre i re Magi, coi loro suv, sono stati fermati alla frontiera perchè sprovvisti di visto di soggiorno, e condotti in un centro di identificazione.
Gesù ha fatto sapere su facebook che "non gli piace questo elemento", prontamente sono arrivate le risposte dal Pdl: Gesù alimenta il clima di odio.
Feltri ha aggiunto: Gesù lasci stare il lambrusco.

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La fine, una merda. Corrida #56 ultimo episodio (?)


L'unico racconto pubblicato a puntate sulla rete che è un po' come la vita: si sa quando e come inizia, ma non si sa mai bene dove vada a finire.


.56

Non sono un grande scrittore, voglio dire, lo avrete notato. Non costruisco scatole cinesi su misura per il mio racconto, e tantomeno ho il potere di un lessico preciso e appuntito. Non dico abbastanza volte "merda" o "troia bocchinara" o roba del genere per riuscire a tenervi incollati alle vicende fino alla fine.


E invece è così che si finisce.
Tutti, uno dopo l'altro, finiamo nel cesso, uno stronzo dopo l'altro, e qualcuno, prima o poi, tira lo sciacquone, liberandoci dalla responsabilità tutta umana, di essere stronzi, appunto.
Che la vita è una merda, è fatta di merda.
Pensate a come siamo fatti noi, umani. Mangiamo le cose più prelibate, assaporiamo le cose più mistiche per un palato, e siamo solamente capaci di ridurle in merda.

Io sono finito a Cuba. Insieme a El Cabesa prendemmo ancora una nave di fortuna, ed è lì che vivo a tutt'oggi. Fino a che qualcuno non si deciderà a tirare il mio sciacquone.

Che per quanto profondi ricordi si possa lasciare, per quanto nobili siano le impronte di un uomo su questa terra, ci sarà sempre qualcuno pronto con uno scovolino a cancellarle.
E via, anche loro nello sciacquone, nella cloaca massima della memoria collettiva.

Prima o poi finisce.
Come questa piccola avventura.
Non siete soddisfatti, avete speso troppo tempo per leggerla, beh cosa vi aspettavate? La vita non ha mai la trama dei romanzi. Ma è più intensa, e in fondo puoi sempre ascoltare un brano di Dylan James vantandoti di averne parlato per primo in una lurida provincia provinciale dove sei solito abitare.
La fregatura sta tutta nel fatto che non puoi mettere una pagina finale con i ringraziamenti.
Ma hai tutto il tempo per stare a lamentarti di come le cose potrebbero o dovrebbero andare.

Il bene, il male, una parte o l'altra, finisce tutto in merda.

Alcuni dicono che la vita sia troppo breve.
Stronzate.
La vita è troppo lunga, è lunga e permette sempre ai sensi di colpa di tenerti compagnia. Fai uno sbaglio e te lo porti dietro tutta la vita, è matematica.
Il bello è che ci penserai anche nell'ultimo istante della tua vita, penserai a quel fottutissimo errore che hai cercato di cancellare con gli anni seguenti.
Non ci saranno scovolini a salvarti dalla tua coscienza.

Altri dicono che c'è qualcosa dopo la vita.
Stronzate.
Lo dico semplicemente perchè io non lo so, e se non lo so io non vedo perchè lo dovrebbero sapere loro. Dopotutto sono merda come me, riducono ogni giorno i loro brandelli di cibo in merda, magari anche di colore più schifoso, che so, un verde-saputello.

Ma non è che la vita faccia schifo, sa essere anche bella, bellissima.
E' semplicemente inutile, come un prodotto di scarto. Merda, appunto.

Vi aspettavate di aver trovato un libro con una morale, con una storia che finisse lasciando qualcosa da scrivere sui diari come fanno le quindicenni sbarbate che amano fare le complesse in attesa che qualcuno le sciupi.
Volevate avere un campionario di frasi da poter scrivere coi vostri cellulari del cazzo.
Bene, avete letto un libro di merda.
Ma sia chiaro e nitido che lo avete fatto solo e solamente perchè la vita è una merda.

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domenica 20 dicembre 2009

Silvio: Babbo Natale è comunista


Appena saputo del rifiuto di Gesù di nascere, Silvio ne ha approfittato per attaccare il sistema parassitario dei regali di Natale:
"Babbo Natale è comunista.
E' un ciccione con la barba hippie e i capelli lunghi.
Adora i bambini, e questo la dice lunga.
Si veste sempre e solamente di rosso, come i giudici e i comunisti.


Sconvolge il concetto di proprietà privata solcando tutti i cieli senza avvisare manco una torre di controllo o uno stato.
Non gliene frega un benemerito dei soldi, visto che regala tutto ciò che trova.
E per di più ha sostituito Gesù bambino nella distribuzione dei regali di Natale. Ebbene è ora che questi immigrati che salgono sui nostri tetti tornino a casa loro
"

I Re Magi sempre più perplessi hanno venduto oro incenso e mirra, per comprare un paio di Suv e fare le sgommate sulle dune. "Così se per caso Gesù ci ripensasse arriviamo prima" hanno dichiarato alla stampa.
Al Kaeda ha già fatto sapere che farà saltare in aria entrambi i Suv, convinti che nei tre Re magi ci sia il germe di chi si inchina all'infedele occidentale.
Pannella è entrato in sciopero della fame.
Il Renato, quello delle robe pubbliche, ha dichiarato: "E' un fannullone. Gesù è un dipendente pubblico " e in quanto tale riceverà la visita fiscale a casa. Ma ha tenuto a precisare che Babbo Natale non è comunista: "E' un panzone, quindi è un poliziotto"

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sabato 19 dicembre 2009

Gesù: "Quest'anno non nasco. Ma puoi seguirmi tramite il feed"


Gesù quest'anno non nascerà.
Lo ha comunicato tramite la sua bacheca di facebook, dove dopo il suo annuncio si sono riuniti a milioni chiedendo spiegazioni.
I primi sono stati i Re Magi, che hanno semplicemente affermato: "diccelo con anticipo che stiamo per partire, e abbiamo già fatto bere i cammelli".


Gesù ha fatto silenzio ed è uscito allo scoperto solo dopo che si erano creati innumerevoli gruppi su facebook pro e contro il suo gesto.
Tra questi ricordiamo quello nominato "Graviano sconfessa Gesù".

Ha scritto poche righe ed ha atteso i link dai blog di tutto il mondo:

"In verità, in verità vi dico che

Quest'anno non nasco perchè c'avete già uno che parla di amore in continuazione.
Quest'anno non nasco perchè lui si dice l'unto del signore e la gente gli crede.
Quest'anno non nasco perchè è la volta di questo tizio, a nascere in una capannina informe, nudo, con un bue dall'alito di cattivo auspicio.


Esatto, me ne resto qui.
Ma potete sempre seguirmi tramite il feed."


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Vi racconto cosa c'è là fuori #2

Joe Strummer: cosa dovrei scrivere nei testi?
Bernie: semplice. Scrivi quello che vedi fuori.

Lo sa quanti anni ho io?
76.
Non sono pochissimi.
La mia pensione arriva a 580 euro al mese, ed ho tutta la fortuna di avere un affitto basso, che questa è una casa vecchia.
Ce la faccio, per un pelo.
Berlusconi aveva detto che avrebbe portato le pensioni minime a mille euro.
E qualcosa in più me l'hanno dato per davvero.
Prima prendevo 572 euro.



In questo caso so cosa rispondere.
Mi auguro che almeno lei non ci abbia creduto.

Aggiungo a mente fredda anche un: si faccia forza, che l'amore vince sempre su tutto.


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giovedì 17 dicembre 2009

Vi racconto cosa c'è là fuori


Tra un mese saremo tutti a casa.
Ci licenziano tutti. Sono sei mesi che ci fanno lavorare un giorno sì e uno no.
Lo sa quanto ho preso di stipendio questo mese? 480 euro.
E lo sa perchè ho dovuto chiedere il dilazionamento della bolletta del gas?
Perchè mi hanno chiesto 450 euro.



Mi ritrovo silenzioso, guardo un po' in basso, un po' guardo il suo viso, allargarsi in sorriso consapevoli di chi sa bene di starsi sfogando con uno sconosciuto.

Mi ritrovo senza parole, e mi sembra il colmo.
Ma è così, la disperazione lascia senza parole, perchè è stupido ridere per non piangere.
Rigiro nella testa il solito pensiero, contenendo la mia espressione: non c'è niente da dire, non c'è nessun fottutissimo posto di lavoro che aspetta lei. Nè lei nè tantomeno altri, non c'è nessun fottutissimo posto di lavoro che vi aspetta. E' buio pesto, punto e basta.

Mi ritrovo a dire Signora, si faccia coraggio, non so cos'altro dirle. E' semplicemente merda.

Quando è merda, è merda.
E' tutto quello che sono riuscito a dire.


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martedì 15 dicembre 2009

Bloggo dello scrittore


Capita a tutti prima o poi.
Ci si ritrova a fissare lo schermo con la voglia di dire qualcosa e la consapevolezza di averne già dette tante.
Prepuzio, al secolo Ganglio, esordì con un "non mi diverto più" e riuscì a stare lontano dal mondo dei blogghi per un paio di settimane. Forse.
Poi cambiò blog e nome.


A me succede quando sono stanco. Intendo sia fisicamente che stanco della solita minestra tra le pagine dell'Ansa o tra i servizi dei tg.


Non mi diverto più.

di Profilo GanglioGanglio 63 il 11 nov 08, 14:59:19 segnala abuso
Un grazie a tutti quelli che mi hanno supportato e sopportato. Addio.


Mentre leggevo "lettere dalla Kirghisia" mi sono ritrovato a pensare: e se il mondo fosse così, se esistesse questo posto? Beh non bloggherei più, certo, non ne sentirei il bisogno.
Lascerei una pagina fissa con un inno alla gioia, e fine. Festa. Chiuso. Kaput.

Invece ogni giorno, la delusione si siede su una spalla e sull'altra l'esigenza di comunicare.
A volte, invece, ci si sente soli, con le spalle scoperte.
Ma non sono giorni così bui, perchè sono quelli in cui ci si interroga e ci si chiede perchè si faccia una cosa.

Perchè ho il bloggo dello scrittore? E perchè bloggo?

Scrivo Riciard's perchè il mondo che vivo ogni giorno non mi piace, o non del tutto almeno.
Scrivo Riciard's perchè adoro scrivere, comunicare e confrontarmi.
Scrivo Riciard's perchè ho davvero voglia di un punto di incontro da cui partire per cambiare le carte in tavola.
Scrivo Riciard's perchè ho tempo a sufficienza, certo, anche se non sono un fannullone.
Scrivo Riciard's perchè viviamo nell'unico paese in cui è più facile trovare una informazione o una opinione motivata su di un blog che su una pagina di giornale.
Scrivo Riciard's perchè mi ci sono affezionato, ma non credo ammalato.
Scrivo Riciard's perchè mi scappa. Come la cacca.
Scrivo Riciard's perchè scrivo Riciard's.

Voglio dire, è capitolo dopo capitolo lo zibaldone delle mie riflessioni. Se mai esiste una persona che mi ha seguito dall'inizio deve averne viste di diversi colori.
E forse questo è il bello.
Esplorare, conoscere, imparare, parlare.

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lunedì 14 dicembre 2009

Te lo faccio vedere chi sono io


La voce di Piero Ciampi riempie lo stretto spazio tra il computer dai tasti lenti e rigidi e il bicchiere di vino dolce.
Filtrano le luci di Natale che tutto il condominio ha appeso per i balconi.
Astraendo un poco sembra di essere nella Las Vegas dei poveri.



Twitter segnala un bel po' di messaggi da gente che non ho mai visto né conosciuto e che sinceramente non mi interessano.
Il contatore delle visite del blog è fermo alla ultima ricerca su google, che dice "chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola".
Quanto sono strette le frasi dei grandi uomini per le persone comuni.
Anelli che non entrano al dito.
Squarci di consapevolezza tra la voce di Piero Ciampi e il bicchiere di vino dolce.
Te lo faccio vedere chi sono io.



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domenica 13 dicembre 2009

Vita di stenti, 4 chiacchiere con Sauro Ciantini



L'intervista in diretta con Sauro Ciantini è stata come un viaggio nell'iperspazio, una iperbole di romanticismo e baccanali. Complice il suo spirito ed i compagni di viaggio Lele Corvi e Tot.
Diciamo che quello qua sotto è il succo dell'intervista, escluse le battute di Tot e Lele, che altrimenti mi ci voleva un libro e un delirio...


La più classica delle domande. Come nasce Palmiro?
Palmiro nasce come nascono tute le cose più belle: ci si mette a pensare e ponza ponza qualcosa esce. Le cose naturali sono le migliori.
Poi Palmiro s'è preso la scena da solo, come ogni vero personaggio alla fine comanda al suo autore ( e padre)...



Perchè lo vediamo sempre aprire lettere di ragazze lontane? Non ne poteva trovare una (dico una) vicina?
Quella lontana era perfetta, e valeva il sacrificio.
Si narra nelle leggende che i fumettisti si nascondano dietro i personaggi. tu sei Palmiro?
Il privato dell'autore è molto più vario e complesso, ma ho avuto anch'io una fidanzata lontana, alla quale ho scritto tante lettere, e così lei, ma meno stronze.
Il pregio della fidanzata lontana è che sei single il venerdì.

Quante lettere ha ricevuto Palmiro, è vero che sta dietro alla privatizzazione delle Poste Italiane?
Ho calcolato una media di tre lettere a settimana...

Palmiro è la versione fantozziana di paperino?
Direi che Palmiro è il paperello che c'è in ognuno di noi, in tutti color che hanno un cuore... Paperino ha un altro carattere.
Fantozzi è un grande personaggio, quando uscì il libro lo lessi tre volte senza mai smettere di ridere, ma Palmiro non è succube come lui. E' uno che decide di essere succube per restare in gioco senza uscire e sbattere la porta.

Possiamo dire che è romantico, o semplicemente "a quel tempo non c'erano i telefoni"?
I telefoni c'erano ed anch'io avevo le tasche piene di gettoni, ma scrivere era più bello...

Dicevi dell'essere single il venerdì... Palmiro tiene i piedi in due staffe?
Quando c'è amore vero il piede deve stare in una staffa sola. Sono un disegnatore samurai

Ho indagato un poco, e ho scoperto che sei un amante dell'orto. Un fumettista contadino?
E' vero, sì, sono un fumettista contadino... si fa quando è il tempo di fare, si pensa quando la stagione non è buona, si aspetta, si patisce e si raccoglie ciò che si può. Zappo, e il cervello pensa cosa farne di Palmiro.

Come è stato accolto a Lucca Comix Palmiro?
A Lucca dovevo riabituare la gente a Palmiro. Far sapere che era tornato. Cosa che sto facendo anche adesso. Devo "spargere il verbo per ritrovare chi s'è perso..." e grazie anche a facebook ho ritrovato lettori che leggevano Palmiro sull'agenda di comix e quella di Palmiro.

Mi diventi profeta all'improvviso?
Per carattere e fuoco, se facessi il profeta rischierei davvero di fare come Grillo... vedo e sento i casini in cui si è infilato...


Il mondo palmiriano sta preparando per il 2010 una serie di iniziative, tutte segrete per adesso... iniziative in vari campi, anche insospettabili come il fashion...


Se non erro c'è un libro nuovo, appena uscito, fresco fresco...
Per Natale compratelo e la casa si riscalderà!

Perchè, fa una buona fiamma nel camino?

Beh, è la bellezza dei libri, se non ti piacciono o li bruci o li rivendi.

Tralasciamo il bruciare i libri e per un attimo solo Palmiro. Come si è incontrato con Bolivar il cactus?
Bolivar mi è stato regalato, era una piantina di appena 3 cm di altezza. Il quarto dei libri che usciranno su Palmiro, avrà per protagonista Bolivar, sarà una bella saga di respiro centro e sud Americano. Ci sarà il passato di Bolivar, storielle vietate con la compagnia di Maria e Isa B la cubana de Cuba.

Maria?
Sì, una piccola piantina a cinque punte ;)

...Ehm...Palmiro sarà un eterno single?
Sì...

Mi chiedo se ci sarà mai una Palmira, e se mai riceverà una lettera gradita...
No non la riceverà... e non ci sarà Palmira. Adesso ho intenzione di ritornare al Palmiro young, di studiare bene quel periodo importante per ognuno di noi.

Sauro disegna di notte col silenzio?
Amo disegnare di notte, ma da quando ho una famiglia va bene se riesco a disegnare dalle 8,30 alle 16,00. Come tutti i disegnatori ho radio e lettore cd (o web) accesi ogni giorno per circa 12 ore.

Palmiro è rock?

Palmiro è rock, ma solo perchè ha le idee chiare sul bene e sul male. Poi, oggi ascolta poco rock, e molto piano...

E' usanza da queste parti lasciarci con una massima che identifichi l'intervistato:
"Vita di stenti"


Come vedete nell'immagine, è partita la campagna adotta un Palmiro! L'invito ad acquistare una copia del libro non vale solo per Natale (anche se potrebbe essere un regalo geniale ed invidiabile), vale per tutte le volte che vi troviate a pensare ad un regalo per una persona romantica, che come Palmiro non abbia perso la voglia di innamorarsi, la voglia di vivere e sperare.
Se ve lo state chiedendo, Sauro Ciantini non mi ha pagato.
E' semplicemente dietro alle mie spalle con un coltello poco rassicurante.
Aveva promesso di abbassarlo appena finito il post... adesso piano piano mi alzo, lentamente...
e scappo!
alla prossima, palmirini & riciardini


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Di nuovo al confine, Corrida # 55


L'unico racconto pubblicato a puntate sulla rete che è un po' come la vita: si sa quando e come inizia, ma non si sa mai bene dove vada a finire.


.55

Non ci fu bisogno di alcuna parola, entrambi ci mettemmo a correre, svegliando tutti, urtano i mobili e spalancando le porte, non importava, ormai, quanto rumore potessero fare due persone in fuga, erano determinanti i metri tra noi e le guardie.


Ci furono addosso entro un minuto o due.
Felipe non riusciva a correre velocemente, gli mancava il fiato e in quei pochi secondi di corsa la tosse aveva spesso preso il sopravvento sul respiro.
Mi sentii cadere, spinto da un brusco spintone alle spalle, e mi ritrovai a fianco di Felipe, dovevamo sembrare due animali braccati chiusi in un angolo.
Tentai una reazione, il tutto per tutto, alzandomi di scatto, ma non li colsi di sorpresa.
Erano due, ma sembravano dieci, cento.
Bastarono poche frazioni di tempo, e fu tutto buio, mi ritrovai solo con il pensiero di come se la stesse cavando Felipe. Ogni tanto lo sentivo tossire, e sputare, sangue, intuivo dall'odore, e mi sentivo rassicurato: era ancora vivo.
Durò una eternità, o forse pochi minuti.
Poi, d'improvviso finì.
Sentii vicino a me cadere rumorosamente, vittima di tutto il suo peso, qualcosa, che ragionevolmente credetti essere una guardia. E subito dopo un altro tonfo sordo sulla terra.
Mi sforzai di aprire gli occhi, e vidi davanti a me, un qualcosa che si agitava avanti e indietro, a destra e sinistra. Una mano, intuii.
Questo è vivo sentii dire.
Era El Cabesa. Ci aveva salvato la vita.
Chiusi nuovamente gli occhi, mi lasciai trasportare dagli eventi.
Ogni tanto avvertivo il prurito di una mosca che camminava sulle mie croste e ferite aperte, ma non avevo la forza necessaria a scacciarla.
Di nuovo nel confine.
Dove non sai se ci sarà un domani, e nemmeno ti chiedi cosa e come sarà.
Semplicemente non ti interessa.


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sabato 12 dicembre 2009

Il Palmiro della sera # 2




Beh è sabato.
Ma la mia logica matematica a cui si affidano anche al Cern di Ginevra mi dice che domani sarà domenica.
La stessa inoppugnabile alchimia di pensiero razionale e introspezione investigativa, mi dice che la domenica è noiosa.
Per cui, che abbiate di meglio da fare o meno, passate di qui domani, alle 18,00 e mi troverete alle prese con una strana intervista ad un papero.
Non uno qualunque, Palmiro...
E sarà una intervista in diretta, tramite chat, in cui potrete intervenire tutti voi. Anche quello laggiù col maglione rosso, anche lui, sì.


A dire il vero intervisterò il suo autore, ma non glielo fate notare, dico, che non è un papero lui stesso, potrebbe rimanerci male...

La logica matematica mi dice che siete già andati via da queste pagine.
Peccato.
Ed io che volevo raccontarvi il segreto della vita, avrei voluto darvi le risposte a tutte le vostre domande.

Sarà per un'altra volta, a domani...


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venerdì 11 dicembre 2009

Un paese a Sesso Unico


Viviamo in un paese che pensa a sesso unico, non c'è miglior modo di dirlo.
Viviamo in un paese dove forse non basta essere "bone" per avere successo, ma sicuramente aiuta.
Viviamo in un paese dove si affidano i ministeri alle veline.
Ogni tanto sembra di essere nel film di Benigni "Il piccolo diavolo" (E te chi sei? Io, la moglie del ministro. E facci vedere il tuo ministero!)
Viviamo in un paese dove nell'immaginario collettivo la donna è un'Icona. Staller.


Tuttavia non sono così forti ancora le coscienze per chiedere un ribaltamento di ruoli, o quantomeno un minimo di decenza che garantisca alle donne meritevoli un posto in prima fila, davanti al loggione delle veline conturbanti.
Lo dico pensando alla lettera che vi ho proposto, la lettera indirizzata a Bersani, che ha avuto un buon successo se pensiamo al movimento di mail che ha creato, ma ha in realtà ottenuto una vera penuria di firme a sostenerla.
Nella lettera si chiedevano due semplici cose:

inserire all'interno del regolamento del PD quote rosa ed azzurre per i quadri dirigenziali, espresse entrambe nella percentuale del 50%,
e nel caso di vittoria delle prossime elezioni da parte del Pd, una equa distribuzione dei ministeri, attribuendone rispettivamente il 50% a politici di sesso maschile ed il 50% a politici di sesso femminile.

Ho appena inviato questa forse ingenua missiva a Bersani, sperando che quantomeno gli arrivi, ma non intendo fermarmi qui.
Vi chiedo di aiutarmi a raggiungere il maggior numero di firme possibile, che siate uomini o donne, concordi sul semplicissimo fatto che il futuro deve essere ispirato da una profonda condivisione di intenti.
Non un futuro a sesso unico.

Vi chiedo per cui di diffondere più che potete e firmare la petizione che troverete qui:
http://firmiamo.it/letteraabersanisullepariopportunita


Più saremo e più forte sarà la nostra voce. E, come mi ha suggerito per mail un quadro dirigente del Pd "non dobbiamo mollare nemmeno di un millimetro".

Riciard


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mercoledì 9 dicembre 2009

Anche gli immigrati nel loro piccolo si incazzano


Quanti immigrati ci sono in Italia?
Tralasciando quei poveri di intelletto che rispondono con un "troppi", vi riporto le statistiche pubblicate da Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) aggiornate al primo gennaio 2008:
Al primo gennaio del 2008 gli immigrati hanno superato la soglia dei quattro milioni (4.328mila), 346mila in più rispetto al 2007. I regolari sono 3.677mila di cui il 93% è iscritto all’anagrafe. Nel 2008 c’è stato un boom di residenti stranieri che sono aumentati del 16,8%. Il dato è un segnale di cambiamento: gli immigrati stanno passando da mera forza lavoro a popolazione vera e propria in senso demografico.
Roberto Cota, capogruppo della Lega Nord alla camera, fa sapere oggi che il suo partito pensa ad una legge molto più severa dell'attuale per far ottenere la cittadinanza ad un immigrato.
"L'esponente del Carroccio non anticipa per ora altri particolari. Aggiunge solo: "Sicuramente i tempi per la cittadinanza non possono essere inferiori ai 10 anni"." cito direttamente dal sito.

Non vi ho detto niente di nuovo, almeno fino a qui.
La novità è che prima o poi, anche gli immigrati nel loro piccolo si incazzano, e decidono per uno sciopero internazionale, al fine di mostrare quanto sia viva, importante e presente la loro partecipazione alla società civile.

Una iniziativa è partita dalla Francia (culla della democrazia, sottolineo), precisamente da Facebook e da Nadia Lamarkbi, giornalista francese,che ha pensato alla domanda più semplice: cosa succederebbe se il nostro Paese si svegliasse domani senza di noi? Senza di noi immigrati?

Da uno sfogo apparente, una iniziativa concreta, lo sciopero di 24 ore, in tutta la Francia di tutti gli immigrati e di tutti coloro che non ne possono più di sentire parlare delle "radici francesi" e della preziosità dell'identità francese. La giornata ricorre a tre anni precisi dall'entrata in vigore del "Codice di ingresso e soggiorno degli stranieri" francese, contestatissimo poichè mira a dare una prospettiva esclusivamente utilitaristica dell'immigrazione.

Dalla Francia l'iniziativa arriva in Italia, e cambia solamente di logo, che è quello che vedete in alto a sinistra, aprendo una propria pagina su facebook qui.
Vi segnalo anche il blog dell'iniziativa: http://primomarzo2010.blogspot.com/ che inserirò ovviamente tra i miei preferiti.

Riciard's aderisce allo sciopero, (pur non essendo presente su facebook), aderisce all'idea che tutti gli uomini sono uguali, dovunque siano nati, che non esiste una radice così profonda da poter giustificare una qualsiasi discriminazione.
La nostra società è multietnica, dobbiamo imparare a crescere e svilupparla in multiculturale.
E' tempo che dal villaggio globale si passi al globo e basta.


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lunedì 7 dicembre 2009

Il call center di Babbo Natale


Era il 1955, i bambini si affacciavano alla tradizione cocacolistica di Babbo Natale, e Sears Roebuck & Co pubblicò un annuncio per incoraggiare i piccoli a telefonare a Babbo Natale, con tanto di numero preciso. Immaginate: tutto pronto, gli addetti accanto alle cornette, pronti a ricevere e rispondere, un call center ante litteram, anzi, di più, il call center di Babbo Natale.
Ma i telefoni non squillano...

Da un'altra parte, inaspettatamente, il colonnello Harry Soup, di turno al Conad (non era cassiere al supermercato, bensì ufficiale del Continental Air Defense Command), inizia a ricevere strane telefonate di bambini che chiedono di Babbo Natale, e con una formidabile prontezza di riflessi chiese al proprio staff davanti ai radar, di controllare i radar alla ricerca di segnali dello spostamento di Babbo Natale dal Polo Nord verso sud, per poi dare precise indicazioni ai bambini in fibrillazione sul viaggio di Babbo Natale.
Il grande magazzino Sears Roebuck & co aveva sbagliato a stampare l'ultima cifra del numero...
Il Conad (non il supermercato) si è poi traformato in Norad e, udite udite, non ha mai smesso di segnalare ogni anno il tragitto di Babbo Natale intorno al mondo.
Quest'anno hanno addirittura deciso di fare di più e mostrare cosa sta succedendo nei preparativi al grande evento, potete vederlo qui (anche in italiano, strano caso).
Detto questo si può dichiarare che Babbo Natale esiste e non solo, è comunista. Infatti non solo si veste di rosso, ma gli americani lo tengono d'occhio ben bene coi radar e google earth.


Non solo, sappiate che se scriverete una lettera a Babbo Natale, che specifichiate l'indirizzo o meno (via delle renne o circolo polare artico?) i postini di Babbo Natale anche quest'anno risponderanno... Si tratta di un servizio di Poste Italiane: voi fate scrivere una lettera al vostro bambino, la imbucate e loro risponderanno a mano, non con un prestampato!
Le letterine più tenere degli anni precedenti sono state raccolte in un libro, che troverete in vendita nelle filiali, iniziativa a sostegno ai "Amici dei Bambini".

Nel caso in cui chi sta leggendo sia Silvio da Arcore, il giovanotto più pimpante d'Italia, urge un chiarimento: quando si dice "inviare una letterina a Babbo Natale", non si intendono le soubrette di Passaparola.
Babbo Natale non è un pappone, sorry.

E a proposito di lettere e letterine, io sto per inviarne una a Bersani, se ancora non l'avete letta, cliccate qui, e dategli un occhio. E se volete, firmatela, basterà lasciare un commento col proprio nome, cognome e cap...
Ma non aspettatevi che Bersani Natale passi dal vostro camino...

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domenica 6 dicembre 2009

Hanno arrestato un altro Boss della mafia. Ancora.



Non so come la vedete voi. Io sono abituato a tenere le mani avanti per non cadere nei confronti del mondo politico, e al massimo sbucciarmi un po' le mani.
E' solo che mi piacerebbe vivere a Gotham City, dove i pipistrelli solcano il cielo assieme a dubbie figure di eroi omosessuali col mantello giallo, e lottano sempre con i soliti tre o quattro cattivi.
C'è il bene, e c'è il male.
Sembra quasi che Cosa nostra funzioni come un piccolo condominio anarchico di memoria bakuniana in cui comandano un po' tutti.

Ieri hanno arrestato un altro boss di Cosa Nostra, l'ennesimo.
E' da quando sono piccolo che non fanno altro che arrestare Boss mafiosi, e ad ogni arresto si ripete che Cosa Nostra è in ginocchio.

Berlusconi commenta contento: "Posso dire che abbiamo messo a segno due colpi rilevanti che danno alla mafia molta preoccupazione. Abbiamo assicurato alla giustizia il numero due Nicchi e il numero tre Fidanzati" (Reuters), ma manca sempre il numero uno, aggiungo io.
E non è poi così una baggianata, perchè i "numeri uno" sono stati arrestati innumerevoli volte.
Voglio essere chiaro, non metto in dubbio l'importanza di questi arresti, non sono Piero Grasso, non faccio parte di alcun pool, non ho motivi per dubitare.


In questa foto Batman affronta il presidente operaio mentre inaugura la variante di valico per la diciassettesima volta


Però, che vengano arrestati due boss immediatamente dopo le dichiarazioni di un pentito contro il numero uno del Governo in Italia, è una cosa alquanto strana. I paradossi esistono, si verificano, per carità, ma questa sembra proprio una contromossa studiata a tavolino.
Che vengano arrestati due boss mafiosi nel momento in cui la gente è per le strade a protestare contro il governo, anzi contro il premier, e che il Minestrone degli Interni ne approfitti per bollare la manifestazione come "mafiosa" non sembra un caso, o quantomeno è definibile come un caso disperato.

Ammettiamo pure che le due cose non abbiamo correlazione tra di loro, ammettiamo che i due arrestati siano veramente il numero due e tre di Cosa Nostra, cose che mi farebbero gioire, dimostrando l'indipendenza della magistratura e delle forze dell'ordine dal governo (di qualsiasi colore sia) quando si parla di mafia e delinquenza organizzata, mi chiedo: perchè due arresti di boss mafiosi dovrebbero sbugiardare le dichiarazioni di un pentito riferite a un periodo iniziato quindici anni fa?

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venerdì 4 dicembre 2009

Game Over




Game Over.
Come potete vedere nella foto qui accanto i magistrati rossi che, dopo aver annesso nella cospirazione le forze mafiose, cominciano ad abbattere il regno della libertà.
E' il pentito mafioso Spatuzza, che comincia la sua deposizione scrivendo pesantissimi passi della storia italiana: "Dopo le stragi di Capaci e Via d'Amelio abbiamo gioito, perché Falcone e Borsellino erano nostri nemici; mentre i morti di Firenze e Milano non ci appartenevano. Lo dissi a Giuseppe Graviano, quando lo incontrai a Campofelice di Roccella nel '93 (...) 'Quando rappresentai a Giuseppe Graviano - ha aggiunto -, che mi aveva incontrato per parlare di un altro attentato ai danni dei Carabinieri, questa mia debolezza, lui mi rispose: 'E' bene che ci portiamo un po' di morti dietro, così chi si deve muovere si dia una 'smossa'"

Quelli che si dovevano muovere erano niente poco di meno, stando a Spatuzza, che le cariche statali, e visto che siamo nel 1994, la principale parte in causa sarebbe proprio Silvio Berlusconi: "Spatuzza si incontra, in quella occasione, con Giuseppe Graviano, che "aveva un atteggiamento gioioso, come chi ha vinto all'enalotto o ha avuto un figlio". "Ci siamo seduti - dice Spatuzza - e disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo e questo grazie alla serietà di quelle persone che avevano portato avanti questa storia, che non erano come quei quattro 'crasti' socialisti che avevano preso i voti dell'88 e '89 e poi ci avevano fatto la guerra. Mi vengono fatti i nomi di due soggetti: di Berlusconi..., Graviano mi disse che era quello del Canale 5, aggiungendo che di mezzo c'é un nostro compaesano, Dell'Utri. Grazie alla serietà di queste persone - prosegue Spatuzza, citando Graviano - ci avevano messo praticamente il Paese nelle mani".

Dell'Utri si scatena, si dice "non sorpreso" dalle dichiarazioni, dice che si aspettava qualcosa del genere, poichè Cosa Nostra, la mafia, vuole fare cadere il governo. Questo sarebbe secondo lui il governo che ha fatto di più contro la mafia.
E' utile ricordare, per capire quanto sia ridicolo il senatore Dell'Utri, che egli è stato condannato, oltre che per tentata estorsione, frode fiscale, falsa fatturazione, anche per concorso esterno in associazione mafiosa l'11 dicembre 2004. Nella sentenza si legge:

" La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici"

E ancora: "Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle file dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale."


Niente di così ridicolo, quindi.

Silvio Berlusconi era stato indagato assieme a Marcello Dell'Utri, ma il suo procedimento era stato archiviato al termine delle indagini preliminari, che erano state prorogate per la massima durata prevista dalla legge.
Certo non mancano dal curriculum del premier i procedimenti per i reati di corruzione, traffico di droga, falsa testimonianza, falso in bilancio, tangenti, appropriazione indebita e chi ne ha più ne metta, ma di mafia se ne è parlato una volta sola in maniera netta.
Tralasciando tutto ciò che riguarda il suo rapporto con lo "stalliere" Mangano, e non è cosa di poco conto.
Un capitolo che si riapre oggi, con la testimonianza del pentito Spatuzza.
Fatto sta che l'implicazione di Berlusconi è una diretta conseguenza dell'implicazione di Dell'Utri, come per il caso Mills un corrotto presume un corruttore.

Secondo Spatuzza Dell'Utri sarebbe stato l'uomo di fiducia, il filo diretto tra Cosa nostra e il governo, impersonificato in questo caso, in Berlusconi.
Berlusconi, al contrario di Dell'Utri non replica, non parla. Lascia appena una dichiarazione sostenendo la follia di ciò che emerge, ma è come se la sua voce apparisse lontana, vanificata dal brusio di fondo. Come inghiottita da un meccanismo per una volta più grosso di lui: Andkronos pubblicà già i dati del superamento di Fini su Berlusconi nel gradimento degli italiani di centro destra ("a svettare è Fini con un 60% circa di gradimento, superiore a Berlusconi (49%)")



(Nota: Nelle tre foto potete vedere il premier battersi contro le occulte forze del male capitanate dai magistrati comunisti, perdere e scappare fingendosi barbone, per poi essere acciuffato ed essere giustiziato sulla pubblica piazza con metodi medievali)

Rita Borsellino, intervistata dalle telecamere di Sky è apparsa emozionata: "Ho provato una grande emozione, mi è sembrato di tornare indietro a quando Buscetta deponeva nell'aula bunker di Palermo. Un momento importante per la giustizia (...) Ascolteremo con attenzione, ho molta fiducia nella corte d'Appello, che deve verificare le testimonianze di Spatuzza..."

Si risvegliano in tutti noi, emozioni sopite.
Credo lo abbiate visto tutti questo video. Se non lo conoscete, se non avete mai avuto occasione di vederlo, e sarebbe cosa strana, ascoltate la voce di Paolo Borsellino.




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giovedì 3 dicembre 2009

Flu Attack, come un virus invade il tuo corpo


Fate finta di essere a giro in centro, di sabato, insieme a voi la solita folla dedita al cazzeggio, al ritrovo, all'aperitivo o allo shopping. All'improvviso si stagliano all'orizzonte quattro persone che gridando all'impazzata corrono nella direzione opposta alla vostra.
Un secondo o meno, per decidere se: non me ne frega nulla del perchè stanno correndo, saranno matti oppure non so da cosa stiano scappando ma è sicuro che è bene scappare!



Ecco, l'uomo, solitamente, quando vede quattro persone che scappano, si unisce alla corsa, senza troppi pensieri in testa.
Lo ha dimostrato l'influenza A o H1N1 o suina che dir si voglia: bastano un bel po' di megafoni all'unisono e la gente corre, senza chiedersi da cosa scappi.
Cito da Psiche e Soma: Ora da qualche mese si sono messi a contare bene anche i morti per influenza stagionale e si è visto che nell’emisfero australe (dove è appena finito l’inverno) i morti di stagionale sono 13 su 100.000 persone mentre i morti di influenza A H1N1 sono 1 su 100.000. 13 volte di meno!

Non è il solo esempio del fatto che quando c'è da correre l'uomo si trasforma seduta stante in Mennea, poichè non solo di virus entità viventi si vuole parlare.
L'uomo è così geniale che si costruisce da solo le gabbie in cui abitare in cattività, e non mi riferisco alle case con mutuo-strozzacollo allegato.
Anni e anni di studio, analisi dei comportamenti, prima animali e poi umani, hanno permesso la creazione di incredibili tagliole anti uomo come il marketing virale, i video virali, l'informazione virale.

Iniziò Pavlov, studiando i cani e la possibilità di indurre loro dei riflessi condizionati, in modo che ad uno stimolo preciso questi reagissero con una reazione prestabilita.
Poi i pubblicitari, i così detti creativi, hanno ben pensato che se funzionava sui cani funzionava anche per gli umani, ed hanno iniziato a reclamizzare marchi, idee, non prodotti.
E tutti in massa a comprare le stesse identiche cose, vestire le stesse identiche cose, leggere le stesse identiche cose.
Dan Brown è riuscito nell'impresa di portare frotte di gente a guardare la Gioconda come un piano finanziario berlusconiano, dove p2, massoneria, mafia, economia, esoterismo si fondono in un tutt'uno.



E' ciò che fanno i virus, in generale: attaccano il sistema ospite, ne sfruttano le peculiarità, e si riproducono generando cloni, arrivando a comandare il sistema ospite per poi colonizzarne altri e così via, fino a creare colonie e colonie di cloni.
Il video sopra è una animazione di David Bolinsky, che segue un virus da uno starnuto fino all'infezione; è in inglese, ma si rivela ugualmente interessante. Alla fine penserete, con qualche connessione logica, che chi ha inventato la pubblicità sia un biologo.
Fini ha dimostrato come basta tenere un microfono acceso e fare finta che lo si fa per errore, per scatenare un intero sistema mediatico, far riversare tonnellate di commenti in rete ed analisi storiografiche e sociologiche dell'accaduto.
Comprensibile, c'è di mezzo una possibile crisi di governo.
Forse.
Il punto è che non conta ciò che si fa, ciò che si dice, conta come si fa. Volete la prova? Eccola: uno dei video più visti di internet da tre anni a questa parte è questo:


Non credo sia ricco di contenuto, ecco.
Quello che volevo semplicemente dirvi è che siete infetti. Che lo vogliate o meno.
Ma nessuno verrà a regalarci il vaccino.




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mercoledì 2 dicembre 2009

C'è un cretino che va a giro per il mondo


C'è un cretino che va a giro per il mondo.
E questa non è una novità, ne concordo.
Johan Norberg si è preso la briga di andare a giro per il mondo e filmare quanto buone siano le multinazionali. In pratica va a giro, mostra il campo da gioco del dopolavoro dei dipendenti Nike in Vietnam e dice: guardate com'è cattiva la Nike, fa giocare i suoi dipendenti!
La cosa più ridicola è che intervista i vari capi delle aziende, che all'unisono ripetono come sia importante far stare bene i dipendenti, affinchè lavorino meglio.


La tesi che Norberg porta avanti è molto semplice, già ascoltata un miliardo di volte almeno: la globalizzazione porta grandi aziende dove non c'è lavoro e crea occupazione. L'occupazione crea la possibilità di un ceto medio, e quindi, la possibilità che le persone si emancipino, trovino la via per la democrazia.
Inoltre la presenza su suolo straniero di grandi società, crea una sana competizione con le aziende locali che si trovano a dover trattare meglio i dipendenti per poterli mantenere, adeguando i prezzi dei salari e la vita lavorativa ai nuovi standard.
La domanda di fondo è: perchè non vogliamo che anche loro (le persone del terzo mondo) arrivino ai nostri standard di vita?

Smontare questa tesi è semplicissimo, poichè fa acqua da tutti i pori.
La globalizzazione porta grandi aziende dove non c'è produzione, dove non c'è lavoro, verissimo, tuttavia impone salari bassissimi, talvolta prende in affitto intere città, e non appena subodora la possibile futura nascita di un ceto medio, emigra in paesi dove il costo della manodopera è minore.

La globalizzazione viene spesso esportata assieme alla democrazia, a suon di bombe cluster e guerre civili senza fine e scampo, come dimostrano Afghanistan ed Iraq; tuttavia a volte le multinazionali semplicemente "affittano" interi stati per un secolo schiavizzandone la popolazione. E' ciò che succede in alcuni paesi dell'Africa o in Patagonia, dove stati come la Cina, e multinazionali come Benetton, firmano con i potenti del luogo contratti di affitto secolari, se non addirittura l'esproprio delle terre. Agli abitanti indigeni non rimane che sottostare ai nuovi padroni e lasciarsi schiavizzare. Alcuni provano a scappare, ma se trovano sulla propria strada la Libia o la guardia costiera italiana, ritornano al loro inferno.

Spesso e volentieri le multinazionali arrivano e calpestano le produzioni precedenti, monopolizzando di fatto il territorio e la tiopologia di produzione: esistono miliardi di esempi, come i gamberi in Bangladesh o la produzione di soia in Amazzonia.

Infine: non è che non vogliamo che gli abitanti del così detto terzo mondo arrivino ai nostri standard di vita, è che è indispensabile per poter arrivare a questo standard di vita che ci sia un popolo intero che fa la fame producendo oggetti che altrimenti non sarebbero a basso costo!
Non solo: è da dimostrare, per quanto io non sia pessimista a riguardo, che anche gli interventi di stampo equo e solidale siano "sostenibili". I rappresentanti della decrescita, ad esempio sostengono di no, che sarebbe ben preferibile lasciare ai popoli le proprie tradizioni ed economie, magari rilocalizzando il nostro terreno.

Chiudo come Brunetta: Tutto chiaro?
Qua sotto vi lascio il documentario del cretinetti a spasso per il mondo, purtroppo è in inglese, ma potrete gustarvelo anche su Sky, canale current.





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martedì 1 dicembre 2009

Chi va con lo zoppo... sicuramente arriva tardi



"ROMA - Berlusconi "confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, corte dei conti, cassazione, capo dello Stato, Parlamento. Siccome è eletto dal popolo...". E' quanto detto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un 'fuori onda', rilanciato dal sito Repubblica.it, mentre parla con il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, seduto accanto a lui, in occasione della giornata conclusivo del Premio Borsellino, il 6 novembre scorso a Pescara, non sospettando che i microfoni del tavolo della presidenza fossero aperti e registrassero la conversazione privata." (fonte: Ansa)


Quindi Gianfranco Fini sarebbe uno sprovveduto, un uomo che parla sbadatamente a microfoni accesi di un caso così importante. E guardate bene, sono in due a non notare il microfono rimasto acceso per errore, lui e il procuratore Nicola Trifuoggi.


In anni e anni, in mezzo a un migliaio di fuorionda di Berlusconi non si era mai visto un fuorionda di Fini, uno sgarro, un errore, tranne una temporanea perdita di calma in una discoteca, qualche millennio fa, merito di Le Iene.
Eppure, nel preciso momento in cui sembra volersi distaccare dal premier, per puro caso, parla ai microfoni di collusioni del presidente del consiglio e del vice presidente del Csm con la Mafia.
Mi sorprende come nel panorama italiano dell'informazione, dai giornali ai blog, siano praticamente tutti convinti che si sia trattato di un caso. Come se la politica, uno come Fini, la lasciasse al caso, andando dove lo porta il cuore. Quello è Silvio, semmai.

Se adesso mi chiedete come mai lo abbia detto volontariamente, le cose da prendere in considerazione sono molte.
In primis, una è che volesse fare finta di parlarne in amicizia con un procuratore proprio per prendersi poche responsabilità (erano solo chiacchiere) ma lanciare ugualmente il sasso.
E' il modo di fare di Berlusconi: uno tira il sasso e poi nasconde la mano, solo che lo ha fatto con molto più stile.
Altro punto da tenere presente è proprio che Fini vuole smarcarsi da Berlusconi, ma lo vuole fare senza perdere il suo ruolo e la sua dignità. Non può scagliarsi contro di lui da presidente della camera, deve mantenere un contegno, lanciare frecciatine ed aspettare che facciano effetto.

Mi piace ancora di più, tuttavia, soffermarmi su di un altro aspetto.

Fini parla della collusione mafiosa del presidente del consiglio come un dato di fatto, come una cosa che verrà prima o poi tirata in ballo da un pentito, e si augura che venga detta a bassa voce, come il suo tono nella conversazione amichevole.
Questo significa che, ammettendo che Fini dica il vero, il presidente della camera è a conoscenza di fatti incresciosi e nonostante questo legittima un mafioso a governare. Lo appoggia, fanno parte dello stesso schieramento, che ha corso alle precedenti elezioni con un "Berlusconi presidente" scritto ovunque.
Non è quella sorta di uomo duro e puro, degno erede di Almirante in questo senso, che non ammette le scorrettezze, la corruzione, la pattumiera dell'inciucio.

Quindi Fini, pur di avere una poltrona, è capace di legittimare e avallare il governo di chiunque.
Oggi Berlusconi, anche se mafioso.
Domani potrebbe essere la volta di Marisa Laurito come di Totò Riina.

Ah, dimenticavo: gli chiedete voi come mai dice "Bravo" alla fine di un discorso che non ha ascoltato?


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