
Una frase che sembra calzare a pennello a questo momento storico, o forse, a tutti i momenti che compongono la storia. Penso a come sia facile per chi ci governa esclamare in virata veloce il ritorno al nucleare, contro il voto del suo stesso popolo, piuttosto che capire, cercare di comprendere le possibili modalità di uno sviluppo differente.
Il pregiudizio che voglio spezzare oggi è: "Tanto non cambia niente".
Molte persone, di molte estrazioni sociali, acculturate o meno, basse, alte, magre, grasse, giovani o vecchie, pensano che nel mondo, per davvero, non ci sia verso di fare niente. Vedono il mondo e il sistema in cui l'uomo l'ha rinchiuso, come una scatola di vetro, da ossevare e forse comprendere. Una scatola impermeabile, chiusa, con la quale non si può davvero interagire.
Quei pochi che osservano la scatola con curiosità si accorgono, invece, di quanto tutto sia in precipitosa evoluzione, nei modi, nei costumi, nei tempi, nelle esigenze, nella geografia, nella vita. La vita è stata talmente stravolta in un solo secolo che è davvero stupido continuare a dire che non cambia nulla. Poichè tutto è cambiato.
L'azione umana, di gruppi di uomini, ha modellato la terra, l'ha resa differente, ha creato differenti tipi di rapporti sociali, ha fatto esplodere città, ha sfidato le impervie vette della medicina e del ridicolo. In pochi millenni l'uomo è stato capace di molteplici rivoluzioni totalizzanti.
Tuttavia aleggia sempre nell'uomo un'ombra che gli dice che la sua azione è inutile, se non negativa, che deve semplicemente accettare, passivamente, quanto gli è dato.
Come un martire nell'arena, con la colpevolezza, se appartenente a questa chiazza di mondo, di sfruttare a proprio favore un sistema che martiri rende altre persone in altre parti del mondo.
Oggi vi dico che qualcosa si può fare.
Guardatevi. Tutta la vostra, la nostra, vita è schiava del denaro, una delle tante meravigliose idee dell'uomo. Giochiamo quotidianamente un pericoloso calcolo finanziario sulle nostre stesse vite: siamo monete viaggianti.
Questo è disdicevole, sconfortante, ma appena ci se ne renda conto è quanto meno logico cercare di trarre vantaggio da una posizione amorfa.
L'uomo è un cliente, un compratore e come tale indispensabile al sistema.
L'uomo-cliente è l'alunno che legittima il maestro.
L'uomo cliente che va dietro alla pubblicità legittima i marchi e dietro di essi molto altro.
L'uomo cliente può con un solo coerente gesto rovesciare il sistema.
Vi chiedo questo gesto minimo, ma molto influente, il 19 settembre andate a comprare qualcosa di equo e solidale, godetevelo anche il 20, assieme a tutta la famiglia, lasciate che entri un'aria diversa in casa vostra, che sia una Altr@giornata.
Al limite, se il 20 settembre non sarete numerosi, apprezzerete la mia furia.
Ma potrete rifarvi anche il 9-10-11 ottobre a Osnago, alla fiera del commercio equo e solidale: TUTTAUNALTRACOSA ;)
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PESCARA - Tra le domande per la sistemazione in alloggi provvisori presentate dai terremotati aquilani, ve n'é una che indica come destinazione villa Certosa o palazzo Grazioli, residenze del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La richiesta - inviata alla protezione civile e al Comune dell'Aquila - è di Antonio Bernardini, la cui casa, nella zona rossa del centro storico dell'Aquila, è inagibile. Nel tipo di sistemazione preferita, alla voce "alloggi in affitto" a penna é stato aggiunto "se possibile, a villa Certosa oppure a palazzo Grazioli".















