"Se vuoi arrivare primo corri da solo. Se vuoi arrivare lontano cammina assieme"
(antico proverbio Kenyota)
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Dopo avervi presentato alcuni dei prodotti che potete trovare nelle Botteghe del mondo, prima di continuare con l'esposizione del catalogo, ho deciso di portarvi un pochino in giro.
Come è giusto far vedere i prodotti, altrettanto giusto è fare la conoscenza dei produttori, per cui, facciamo un salto in Kenya.
All'interno del Kenya possiamo trovare numerose attività che fanno capo ad Altromercato, e quindi al commercio equo e solidale, ho scelto di mostrarne una in particolare:
EWG - Ebuyangu Women Group
Il gruppo inizia l'attività nel 1979 e nonostante numerose peripezie riesce comunque a sopravvivere, superando totalmente la dipendenza che inizialmente le artigiane avevano con i loro precedenti intermediari.
Le donne di Ebuyangu creano cesti intrecciando foglie secche di banano. L'arte di intrecciare cesti è tradizionalmente femminile e conosciuta da tutte le donne dei villaggi, le quali trasformano così un materiale di scarto in oggetti utili per l'uso o per la vendita. Raccogliendo le foglie cadute e rinsecchite, le donne le ravvivano in acqua rendendole morbide e adatte all’intreccio. La fibra può essere raccolta solo in un determinato periodo dell'anno, perciò la lavorazione segue naturalmente il ciclo delle stagioni.
Il lavoro di intreccio di cesti rappresenta per queste donne l'unica fonte di reddito a cui hanno accesso. Soprattutto per le più anziane, il lavoro con Ebuyangu rappresenta l'unica possibilità di guadagnare qualcosa senza dover lasciare la propria casa per emigrare in aree urbane.
Ebuyangu è gemellato con la Bottega "Mondo Alegre" di Gorgonzola (MI), che visita il gruppo annualmente e lo sostiene nello sviluppo dei prodotti, oltre a rappresentare una parte importante delle vendite.
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Come detto in precedenza, troverete prodotti equi e solidali anche nelle grandi distribuzioni come Coop ed Esselunga, e senza nulla togliere a queste, vi chiedo:
siete mai entrati in una bottega del mondo?
Magari sapete che esiste, forse l'avete appena notata, alcuni di voi saranno assidui frequentatori, e tra di voi ci saranno molte persone che non sanno nemmeno dove raggiungerle. Per questo ultimo motivo vi metto a disposizione la ricerca delle botteghe del mondo che trovate anche sul sito di Altromercato:
Seleziona la tua Regione dall'elenco per trovare la Bottega del Mondo più vicina a te:
Detto questo non avete più scuse. E non vedetela con sospetto, non pensate "cosa vuoi che abbiano, due barrette di cioccolato e una bambola sciatta..." perchè non è assolutamente vero. Una volta varcato la soglia di una bottega del mondo si rimane colpiti dall'atmosfera che regna, di pace e armonia, si ha la netta percezione di essere entrati in un luogo "giusto" al di là della soggettività dell'etica.
Tutti sorridono, e anche a te viene da sorridere...
Ma giusto per tentare i più scettici, inizio con un listino che andrò a completare nei prossimi giorni. Ecco alcune delle cose che potrete trovare e acquistare il 20 settembre (ma anche domani se proprio vi tento), partendo dalla "moda bambini":
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Succede così: uno lancia un appello, scrive a destra e manca, manda per mare bottiglie colme di messaggi, sale sul tetto di casa con un megafono e comincia ad urlare. E piano piano, si forma una lenta e fornita schiera di persone contente di diffondere una idea, come tante formichine che vogliono contribuire a fare una galleria migliore. Non per la formica regina però...
Per cui inizio subito col segnalarvi che Jacopo Fo ci considera decisamente dolci, poichè ci ha inseriti tra "Il Cacao dei Lettori", rilanciando al mondo della rete l'appello, che spero avranno raccolto in molti. Intanto grazie Jacopo, anche dell'ospitare il banner, e spero in due righe di tuo stesso pugno!
Michele ci sbalordisce ancora una volta tra i suoi appunti, parlando sia del consumo equo e solidale e di quello a chilometro zero (cioè prodotti locali, senza quindi alcun impatto ambientale dovuto a trasporto o lavorazione di terzi), sostenendo che sono semplicemente complementari ed entrambi utili a costruire quel mondo dove vorremmo vivere. No, non intendevo una galleria sotterranea con una formica regina, decisamente no. il bello è che lo stesso articolo lo potete leggere anche in xomese. Che significa? Beh, andate a leggervelo...
Pare che per quel giorno avremo da fare anche un po' di regali: Ciccuzza di Che pezza... sembra esigerne con forza, specie se si tratta di tisane che, a detta sua e mia, sono le migliori del mondo. Che sia la formica regina?
Per chi credeva che i lupi fossero estinti, per chi credeva che viaggiassero solamente in mare, magari con una scatoletta di tonno nostromo in mano, beh, mi dispiace deludervi, ma in questa file di formiche è arrivato anche un lupo dei cieli. Grazie anche a lui per la segnalazione ;)
Su Agoravox Elisa e Pint74, l'una parlando di un mondo da recuperare, in cui la fiducia va di pari passo con l'uomo, l'altro promettendo tutto il proprio sforzo per la diffusione: Bellissima iniziativa. Farò il possibile per diffonderla dalle mie parti,dove l’equo e solidale è un pò sconosciuto... Speriamo di riuscire a sensibilizzare un pò la gente e di sottrarre il maggior numero di " consumatori" dalle grinfie delle grandi marche,responsabili di molti problemi negli Stati del terzo mondo. Complimenti per l’inziativa.
Pint in un articolo seguente rilancia (mi piace proprio questo Pint)e suggerisce di creare un gruppo Facebook (io non sono iscritto o lo fa lui, o lo fate voi, come volete), ma non solo, ci consiglia una catena svizzera che propone esclusivamente prodotti targati "equo e solidale", la Migros, che trovate qui.
C'è ancora un bel po' di tempo, e proprio per questo spero che continuino ad arrivare adesioni su adesioni, ma non solo, spero che tutte queste formichine non perdano di vista l'obiettivo e continuino a ricordare a tutti cosa succederà il 20 settembre. Come dei piccoli grilli parlanti, anche se il termine, forse, non va di moda ;)
A dire il vero non saprei dire quanto tempo sia stato a faccia in terra, privo di sensi. Forse un'ora, un giorno o una settimana, non riuscirei a dirlo; la sola cosa strana è che quel buio, quella incoscienza apatica e vegetale, mi sembrarono naturali al mio risveglio.
Mi guardai intorno, provai a decifrare immagini totalmente fuori fuoco, abbagliate da una luce bianca ed intensa, diversa da quella del posto di guardia, ma non meno insidiosa. Si dice che gli animali abbiano una cosa chiamata istinto, gli attribuiamo una capacità di agire in base a regole primordiali che permettono il prolungarsi della vita e la salvezza della specie. L'uomo è un animale, e me lo ricordai quando constatai la mia posizione, completamente rannicchiata, sulla difensiva, pronta a ricevere e subire senza muoversi un indefinito numero di colpi. Posizione presa istintivamente, senza ragionamento, con il primo bagliore di vita negli occhi.
Sentivo delle voci attorno a me, intuivo la presenza di donne ed uomini, sentivo che mi toccavano il braccio, la gamba, ma non riuscivo a sottrarmi alle loro attenzioni, qualcosa sembrava impedirmi qualsiasi movimento. Una nuova tortura, forse, pensai, oppure sono semplicemente morto e questo è l'aldilà.
Ero quasi sicuro di essere vivo per il forte sapore di sangue rappreso in bocca, che si era annidato in tutti i tagli della mia bocca, a ricordarmi una lezione ancora da apprendere. Non mi sentivo orgoglioso per non aver parlato, non mi sentivo felice, ero solo un essere immobile, adagiato in una strana luce, tocchicciato da mani gesticolanti. Sembra che l'istinto di sopravvivenza renda meno nobili tutti i sentimenti, appiattendo le sensazioni, lasciando alla mente un vuoto stabile, per dirigere tutte le forze alla soppressione del dolore, alla ricomposizione del corpo.
La luce, sì, era differente da quel posto di guardia, era bianca, e molto più forte. Riuscivo ad intuirlo anche con gli occhi socchiusi. E l'odore che si distingueva da quello di sangue ricordava bagliori di naftalina. Il marciume del posto di guardia, quell'odore chiuso era scomparso. Non mi interessava sapere dov'ero, dopotutto. Se dovevo morire, beh, sarei morto, ero troppo occupato a mantenere il vuoto mentale, pur senza accorgermene.
Il coma deve essere una cosa simile a quella che provai in quei giorni all'ospedale. Sensazioni ridotte al minimo, tutto il corpo diretto in una direzione, in un continuo sforzo di meccanico che cerca di riparare la parte rotta. Alle volte, mani gesticolanti aiutano, cambiano pezzi definitivamente rotti o intervengono più minuziosamente, aggiustando falle, valvole, o inserendo liquidi. Siamo come macchine, a volte.
Una mattina sentii un dolore forte all'occhio destro, delle piccolissime punture sulla palpebra, e all'improvviso si spalancò tutto. Vedevo tutto sfuocato e irrorato da una luce bianca, candida e smorta. Mi avevano tolto i punti dall'occhio. Girai la testa e vidi qualcuno vicino a me di letto. Capii che mi guardava, perchè appena aperto l'occhio mi parlò, in rima, citando versi conosciuti a mente, scanditi forse davanti al crepitare del fuoco, come se fossero smisurate preghiere laiche.
Quanto vive l'uomo, infine? Vive mille giorni o uno solo? Una settimana o secoli? Per quanto tempo muore l'uomo? Cosa vuol dire "Per sempre"?
Preoccupato da questo tema mi dedicai a chiarire le cose.
Cercai i saggi sacerdoti, li attesi dopo il rito, li spiai quando uscivano a visitar Dio o il Diavolo.
Si annoiarono con le mie domande. Neppure essi sapevano molto, eran solo amministratori.
I medici mi ricevettero, tra una consulta e l'altra, con un bisturi in ogni mano, saturi di aureomicina, sempre più occupati ogni giorno. Da quando appresi per ciò che dicevano Il problema era il seguente: mai eran morti tanti microbi, tonnellate di essi cadevano, ma i pochi che rimanevano si rivelavano perversi.
Mi lasciaron così spaventato che cercai gli affossatori. Andai ai fiumi dove bruciano grandi cadaveri dipinti, piccoli morti ossuti, imperatori ricoperti di squame terrificanti, donne schiacciate d'improvviso da una raffica di collera. Erano rive di defunti e specialisti cinerei.
Quando arrivò la mia occasione rivolsi loro qualche domanda, essi mi offrirono di bruciarmi: era tutto ciò che sapevano.
Nel mio paesi gli affossatori mi risposero, tra bicchieri: -"cercati una ragazza robusta, e lascia stare queste sciocchezze". Mai vidi persone più allegre.
Cantavano levando in alto il vino alla salute e alla morte, erano grandi fornicatori.
Tornai a casa più vecchio dopo aver percorso il mondo.
Non chiedo nulla a nessuno.
Ma so ogni giorno meno.
(poesia di Pablo Neruda, tratta da "Estravagario", del 1958)
"Storie di Grilli appartengono da sempre al folklore cinese, e quella del bambino che si uccide per potersi reincarnare in un Grillo e salvare così dalla disgrazia il padre che aveva perso un preziosissimo Grillo di un alto magistrato è stata raccontata di generazione in generazione come esempio classico di pietà filiale.Si dice che furono le dame di corte le prime a tenere dei Grilli nascosti sotto i loro cuscini, in alcune piccole gabbie d'oro. Le notti nel palazzo imperiale, sotto il controllo degli eunuchi, erano spesso lunghe e solitarie, e il cantare così intimo dei Grilli era inteso a tener compagnia alle giovani donne e a dar loro un qualche piacere. Si racconta anche che nei tempi antichi catturare Grilli da mandare a corte era una delle corveè che i mandarini di provincia imponevano ai contadini. (...) Col passare del tempo l'abitudine delle dame fu imitata dalla gente comune e, fino alla Rivoluzione culturale, quasi ogni famiglia aveva una piccola cesta di vimini imbottita con dentro una bottiglia di acqua calda, attorno alla quale venivano tenuti i Grilli di inverno, e tante piccole gabbie di bambù dalle forme più varie: un tempio, una barca, una torre, per tenerli in estate. L'abitudine è ripresa nello scorso luglio (ndr 1984), dopo tanti anni si è sentito di nuovo per le strade di Pechino il grido "Guo... guorrr... guo .... guorrr" vociato dai contadini venuti in città con le biciclette cariche di piccole gabbie di bambù, ognuna con un bel Grillo canterino in vendita. (...) Tenere un Grillo significa regalarsi la grande, vecchia, raffinata gioia di sentire in mezzo all'inverno quella sorprendente, calda voce di primavera mentre tutto attorno è freddo, mentre fuori tira vento o nevica. (...)"
da Tiziano Terzani, "La porta proibita", 1984, Tea
Il maiuscolo e il neretto non sono di Terzani, ma miei, ovviamente. Mi sono ritrovato a leggere queste righe poetiche e le pagine che ne seguono in vista del mio prossimo viaggio in Cina, ed ho pensato sorridendo a quale malizia si può nascondere nelle parole, anche se non voluta, come in questo caso.
Qualsiasi cosa ne pensiate di quel Grillo, della vicenda Pd, e via dicendo, chissà se anche noi possiamo regalarci la grande, vecchia, raffinata gioia di sentire ancora un grillo cantare in inverno, quando tutto sarà freddo, tirerà vento, le foglie saranno secche, gli alberi spogli.
P.S. Colgo l'occasione per cantare un pochino anch'io anche se è estate, e vi ricordo di prepararvi al 20 settembre, di diffondere l'iniziativa Altr@giornata!
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Inizia a circolare in rete una strana notizia: ci sarebbero dei blogger pronti a promuovere per il 20 settembre la giornata dell'acquisto equo e solidale. I primissimi temerari meritano un piedistallo d'onore, per quanto solo uno di loro abbia deciso di ospitare il banner della manifestazione (c'è a chi piace e a chi no ;)
Il primissimo ai blocchi di partenza è stato il carissimo Emidio, che nel suo blog "Base popolare per il Partito Democratico" sottolinea come "un'altra lodevole iniziativa"... grazie di cuore, Emidio ;)
Avrebbe meritato un foto finish l'arrivo di Cronache Marziane per il suo tempismo a rincorrere l'Emidio di cui sopra, grazie a Massimo sempre pronto ad appoggiare le mie idee malsane, ospitando anche i banner, carini o grotteschi che siano ;)
Il cielo sembra spaccato a metà, ma da una parte campeggia una idea: non sputiamoci più in faccia allo specchio quando ci alziamo la mattina (senza per questo sentirsi in pace con noi stessi), lo dice Rossaura di L'altra metà del cielo, che premurosamente diffonde e trova adesioni. Un grazie grande quanto la metà del cielo anche a lei...
Altri ancora, come Saamaya e Massimo detto anche il poeta, promettono di pubblicare ed aderire, quantomeno nominativamente, mentre Manu mette a disposizione tutta la sua bottega equa e solidale...
Inizio con una piccola lamentela: purtroppo non è possibile presentarvi l'intero assortimento dei prodotti disponibili per il semplice fatto che non viene riportato sul sito dell'Esselunga stessa.
Fidatevi di me quando vi dico che Esselunga ha da anni una collaborazione stretta con Altromercato, il principe del mercato equo e solidale in Italia. Questo il suo simbolo:
Inpratica non avete altro da fare che cercare questo simbolo all'interno del supermercato, e state sicuri troverete delle barrette di cioccolato incredibili, degli ananas succulenti e succhi di frutta rigeneranti.
Spero di potervi in futuro mostrare i prodotti nel dettaglio, per adesso... un invito a farci un salto da voi!
Dopo avervi illustrato alcune delle ragioni per cui è necessario volgere lo sguardo alla produzione equa e solidale, mi avvio a dimostrarvi come possa essere semplice aderire a questa campagna e, magari anche in futuro, contribuire allo sviluppo delle comunità dei paesi del terzo mondo osteggiando lo schiavismo che si spande a macchia d'olio.
Inizio da quella che è una delle più grandi catene della rivendita alimentare italiana, la Coop. Coop propone una propria linea equa e solidale, denominata per l'appunto "solidal", che noterete tra gli scaffali con questo simbolo:
A quelli che già iniziano a borbottare su "chi mi garantisce che effettivamente i produttori siano aderenti al progetto fair trade, che abbiano la garanzia di prezzi equi, e stabili nel tempo?" Rispondo che a vigilare su queste scelte c'è proprio lo stesso consorzio Fairtrade, nella sua rappresentanza italiana.
Eccovi un listino di ciò che la Coop vi offre garantendo l'acquisto equo e solidale:
CAFFÈ, CACAO E TEA TENGONO SVEGLIA LA SPERANZA.
Caffè 100% arabica e miscela classica. Preparato solubile al cacao. Tea 20 filtri. Provenienza: Nicaragua, Repubblica del Congo, Repubblica Dominicana, Costa Rica, India.
CIOCCOLATO PER TE, PANE PER LORO.
Crema spalmabile, tavolette di cioccolato da agricoltura biologica, cioccolatini, uova di Pasqua, cacao in polvere. Provenienza: Repubblica Dominicana, Ecuador, Belize, Costa Rica, Panama, Costa d'Avorio, Paraguay.
Sorpresa. Provenienza: Sri-Lanka, Indonesia, India.
ZUCCHERO DI CANNA DA AGRICOLTURA BIOLOGICA E MIELE. DOLCE FAR BENE.
Provenienza: Messico/Chiapas, Guatemala, Perù.
FRUTTA SOLIDALE. IL TEMPO DELLA SOLIDARIETÀ È MATURO.
Banane e noci da agricoltura biologica, ananas, succo d'arancia. Provenienza: Ecuador, Ghana, Brasile, Costa Rica, Bolivia, Perù.
BUON RISO A CATTIVO GIOGO.
Riso Thai profumato. Provenienza: Thailandia.
PALLONI SOLIDAL. I MIGLIORI NEL CAMPO DELLA SOLIDARIETÀ.
Palloni solidal. Provenienza: Pakistan.
ABBIGLIAMENTO UOMO DONNA. 100% COTONE, 100% SOLIDARIETÀ. La collezione solidal, è composta da diversi capi d'abbigliamento per uomo e per donna, per l'autunno-inverno e per la primavera-estate: polo, maglie, camicie, t-shirt, pantaloni, intimo e calzetteria.. I progetti che, in diverse zone del mondo, hanno dato vita all’abbigliamento solidal 2008
India: cotone sostenibile dal progetto bioRe® e camicie confezionate dal progetto Tuscany Kerala Garment; Africa (Cameroun, Sénégal, Mali e Burkina Faso): cotone equo e solidale certificato Faitrade; Nepal: Maheela, cooperativa di donne che producono artigianalmente sciarpe in seta e cachemire; Romania: laboratorio di sartoria promosso dalla Comunità internazionale di Capodarco e dalla Caritas di Campulung.
Ci tengo a precisare che, come la Coop stessa sottolinea, tutti i prodotti a marchio Coop sono realizzati senza sfruttamento sul lavoro e all'interno di quello che è il codice etico della cooperativa.
E a chi storge la bocca dicendo che sono un comunista e che c'era da aspettarselo, che volevi che facesse se non la pubblicità ai rossi? Beh, la prossima volta parlerò di coem acquistare equo e solidale presso l'Esselunga, per cui...
Invito tutti voi ad aderire e a mandare la vostra adesione a: riccardotronci@hotmail.it, oppure lasciate qui sul blog un commento, verrete ugualmente contati ;)
Per quanto riguarda i blogger, vi invito ad adottare il bannerino che campeggia in cima al post. Un salutone a tutti voi e ci si vede all'Esselunga.
P.S. Sono già arrivate le prime adesioni, ma non vi svelo ancora nulla...
Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.Gandhi
Oggi, 20 luglio, lancio un sassolino lungo due mesi, per arrivare fino al 20 settembre. Due mesi che serviranno ad informare e trovare consensi per una nuova campagna di Riciard's:
Altr@giornata
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Ad oggi più di 920 milioni di persone vivono ogni giorno con una cifra equivalente a un dollaro, o meno, senza avere alcun apporto sufficiente a garantire la propria alimentazione e sopravvivenza.
Ciò non è dovuto solamente al fatto che il cibo possa essere carente, in larghe parti del mondo la fame viene provocata da un costo troppo alto per una buona fetta della popolazione.
Si crea un paradosso: a soffrire la fame sono spesso le popolazioni di paesi produttori di alimenti che finiscono sulle nostre tavole; si parla di alimenti quotidiani non solo di cacao o cibi "esotici".
Il 20 settembre sarà una giornata improntata al consumo civile, al consumo equo e solidale, sostenendo tutti i prodotti che dimostrano e certificano l'applicazione di prezzi stabili ed equi alle aziende produttrici.
La proposta è molto semplice: il 20 settembre ognuno di noi, ogni persona che dichiarerà la propria adesione a questa campagna, dovrà comprare almeno un alimento contrassegnato dalla dicitura "equo e solidale". Nei due mesi che ci accompagneranno, segnaleremo i punti vendita, le catene, tutto ciò che, forse, non sapete, e che è addirittura di facile accesso.
Il mondo odierno ci ha imposto un ruolo che non è umano, quello del compratore, dell'acquirente, del cliente. Noi dei paesi industrializzati siamo monete viaggianti per una economia che deve a tutti i costi farci comprare ciò che vuole, creando oggetti e stimolando il nostro desiderio di comprarli rendendolo vicino al compulsivo. La scelta di altri prodotti, che certifichino il non sfruttamento dell'uomo, del lavoro minorile, adeguate paghe e prezzi, nonchè adeguati investimenti, deve essere il futuro: noi possiamo smuovere il mercato. Basta imparare, basta volerlo.
Pensateci, stasera, davanti al vostro piatto di pasta, e se vi va, mandatemi la vostra adesione, la vostra firma. Che sia per mail (riccardotronci@hotmail.it) o con un commento qui, sul blog. E, ovvio, chi ha un blog può tranquillamente diffondere il banner. Buon appettito a tutti noi...
“Grazie al commercio equo e solidale, in primo luogo riesco a sopravvivere come agricoltore.
Non soffro più la fame, i prezzi che mi vengono garantiti sono stabili ed equi - una cosa checon la maggior parte delle altre aziende non accade - e le esigenze qualitative sono superiori.
Ho servizi adeguati, pozzi per l’acqua potabile, stabilimenti puliti.
Ho cambiato molte cose e posso vivere più serenamente.”
Ad ogni angolo acciottolato un suono, un volto, una emozione. Ad ogni viottolo sprigionato in mille sorrisi il sogno.
Viene da pensare che godendo della vita, ridendo, ballando, suonando, scherzando, e perchè no, bevendo, l'uomo possa essere anche una creatura accettabile. Viene da pensare che ci sia qualcosa di buono nell'uomo, per le strade di Certaldo, per le strade di Mercantia. Viene da pensare che se tutti potessimo ogni giorno ballare all'unisono dei nostri sorrisi, non esisterebbe il dolore, o sarebbe comunque più sopportabile.
Come ha scritto Saamaya tra i commenti:
Recita l'UNESCO:
"Poichè le guerre nascono nella mente delle persone, è nella mente delle persone che devono essere realizzate le difese della pace"
Saper ascoltare la musica, apprezzare l'arte e i sorrisi, sarebbe già una parte di sogno. Continua a leggere
Non so voi, ma io ho sentito un po' di puzzo. Chi di voi non ha sentito niente, si sa, "chi non l'ha sentita, dal ... gli è uscita". Vecchio adagio vecchia saggezza.
Il fatto è molto semplice. Primo sciopero dei blogger della storia: le cause sono giuste, si discute se sia giusto o meno come azione il non parlare, ma in molti aderiscono, io compreso. L'idea è di un giornalista, che detto per inciso stimo, che insieme a pochi altri eletti mette su un sito dove convogliare tutte le idee e gli sforzi per una manifestazione. I blogger si iscrivono e vengono accatastati nomi in un angolo, come se in realtà non contassero i partecipanti, i siti, mentre i "creatori" troneggiano sopra la lista con tanto di foto. Io sono importante, tu no, tiè tiè.
Tra parentesi, Riciard's ha aderito tra i primi, ma non è stato nemmeno nominato nel listone schiacciato, strano modo di essere democratici, dico io. Ma non scrivo per ripicca, è solo che ho sentito un po' di puzzo. Ad un tratto mi son detto che forse forse andare a giro con dei fazzoletti sulla bocca non fosse proprio la cosa più urgente e totalizzante da fare. Mi sapeva tanto di scena felliniana, o al massimo di un girotondo morettiano.
Ed io i girotondini li odiavo.
In tutto questo mare magnum in cui anch'io mi sono perso, Marco Travaglio ci ha regalato una perla: a Serravalle, a Cgil Incontri, sostenne che lo sciopero dei giornali, e quindi anche dei blog, era inutile, poichè non si doveva stare zitti, bensì parlare, fino ad essere denunciati! Sconforto nell'apprendere pochi giorni dopo che come una banderuola al vento il Marco giornalista eroico nazionale aveva aderito con somma sofferenza, ma virtuosa devozione, allo sciopero dei blogger.
Inizio oggi a capire quella canzone di Vasco Rossi, voglio trovare un senso etc etc etc.
Comunque sia dormiamo sogni tranquilli, che un eroico presidente della repubblica veglia su di noi. Un uomo talmente etico che firma e poi dice "non si fa così". Uno che tira uno schiaffo e nasconde la mano. Lo stesso che da piccolo al campino dell'oratorio provocava le risse e scappava via.
"MILANO (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato oggi la legge sulla sicurezza, esprimendo però in una lettera all'esecutivo le proprie perplessità e preoccupazioni sul provvedimento, in particolare in materia di ronde e clandestini." (Reuters)
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Un giorno mi scrive un certo Amedeo d'Amore, una mail con oggetto "Al Gore's next film". Il caso vuole che non abbia direttamente cestinato insieme alla gra parte dei mesaggi quotidiani anche questo, e che mi ritrovi a parlarvene.
Chi mi scrive è l'external reletion assistance (Amedeo di cui sopra) dell'associazione Action Against Hunger, che lancia una nuovissima campagna per combattere la fame nel mondo. (action against hunger significa proprio azione contro la denutrizione).
Sappiamo tutti come Al Gore abbia avuto un successo planetario per il suo documentario sui cambiamenti climatici, e proprio da lì parte A G H chiedendo all'ex presidente di fare un film sulla fame nel mondo. La teoria è che oggi ci sia la possibilità, con la volontà, di debellare la fame nel mondo, e si chiede ad Al Gore, di mostrare cosa succede nel mondo, come si vive, e soprattutto, come si muore.
Come noterete il trailer è già stato realizzato, manca il film.
There should be no place for a tragedy like this in the 21st century. And that's why we are asking Al Gore - 2007 Nobel Peace Prize Laureate, former Vice President of the United States and a leader in the movement to address global warming and climate change - to take up the problem of child hunger.
The fate of these children depends on all of us working together to end hunger.
Ask Al Gore to make NO HUNGER his next film. In this century, no child should die of hunger.
Non vi resta che compilare il form sottostante per aderire. Per ulteriori informazioni, andate sul sito di Action Against Hunger o direttamente sul sito della campagna AskAlGore
"Penso che si potrebbe costruire e che sarebbe tempo di cominciare a farlo, non una impossibile pace, ma almeno un clima più civile, corretto e costruttivo nei rapporti tra governo e opposizione", ha detto oggi Napolitano in un'intervista al Corriere della Sera. (da Reuters)
E' più o meno quello che vorrei sentir dire da quello che politicamente dovrebbe essere la mia "figura paterna", il protettore della democrazia, il baluardo della giustizia e legalità. Abbiamo un premier delinquente che si fa le leggi per non farsi processare, che ha subito diverse prescrizioni, che organizza feste con minorenni, che fa prendere voli di stato a cantanti, che non riesce ad agire in politica estera con un minimo di decoro, e "mio padre" dice: "non attaccatelo".
Deve essere una giornata strana. Ne ho la conferma dal fatto che Beppe Grillo decide per candidarsi al vertice del Pd. Non la considero una cosa seria, credo piuttosto sia un piano per riuscire a portare alcuni temi all'interno del dialogo tra i candidati, una messinscena con finale annunciato, ma non è detto.
"Io mi candido, sarò il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un'alternativa al Nulla."
Sarebbe una buona notizia, perchè tutto ciò che ostacola gli inciuci di partito e fa sì che la gente si infervori per la politica e riprenda le redini del proprio destino, lo considero positivo. Anche se non mi piacerebbe l'idea di far guidare un paese a un giullare. Per quanto serio e bravo possa essere. La gente è già ammattita, basta leggere i commenti che gli hanno lasciato sul blog:
ho letto bene?... beppe si candida?... non svegliatemi è un sogno bellissimo...
Non so che dire per esprimere la mia FELICITA'.....Beppe ti candidi a segretario del PD? Ma è vero? O è un sogno.....Ma lo accetteranno i vecchi bacucchi del PD?.....
siiiiiiiiiiiiiiiiiii ma beppe siii prudente mi raccomando non sudare,non ti affaticare ,ricordati che hai il nostro appoggio .quindi ora basta o si fa la democrazia o si muore
ci hai già fatto sognare...prego che non sia uno scherzo perchè abbiamo davvero bisogno della speranza che ci puoi dare. un precaria della scuola....
e via dicendo. La blogosfera è impazzita letteralmente e fioccano molti messaggi, e tra i tanti, un video che vuole dimostrare come sia impossibile la candidatura del comico:
Tuttavia è proprio queso video a far capire, senza dirlo, anche se con grande supponenza, che Grillo ha interesse a portare alla ribalta le vicende penali dei politici. Se lo attaccano lui può attaccare liberamente.
Io mi trovo nelle parole di Adinolfi, quando dice:
Se lo fa con serietà, se non è una boutade estiva, se conosce e accetta le regole e si sottopone al vaglio degli iscritti al Pd iscrivendosi lui stesso entro i termini stabiliti, a me viene da dire solo una cosa a Beppe Grillo: benvenuto tra noi. (...) La candidatura di Beppe Grillo è una grande occasione per accogliere all'interno del nostro partito migliaia di persone che, sbagliando, in passato abbiamo confinato nel segmento della cosiddetta 'antipolitica'.
Il fatto stesso che io mi ritrovi nelle parole di Adinolfi, mi fa pensare che questa giornata sia davvero strana. Che forse sia un momento di cambiamento, o forse la deriva sempre meno felice verso la follia. Quando vedo i giornalisti che fanno solo domande buone al premier durante il g8, quando di rimando vedo i mass media celebrare un summit internazionale che era di "basse aspettative" secondo tutta la stampa internazionale, e quando in seguito ascolto il presidente della repubblica invitare al dialogo, a toni bassi, capisco di essere rincorso da una onda anomala di follia. E allora non resta nient'altro da fare che correre.
Il video risale al 1994, quando tutte le persone adulte e democratiche, dopo la candidatura al premierato di Silvio Berlusconi, iniziarono a correre per varcare la frontiera. Da allora sono passati 15 anni. E' il momento di andare a correre.
Benissimo, i grandi del mondo si impegnano a donare all'Africa 20 miliardi di dollari. Innanzitutto bisogna vedere cosa significa "Africa". Non è proprio come dire "Italia" o "Svizzera".
In secondo luogo bisogna vedere quanto davvero si impegnino concretamente e coerentemente gli stati in questione, che se fanno come l'Italia berlusconiana, che promette e non mantiene, tanto per citare una vecchia canzone di Ambra, i paesi del terzo mondo potranno mandare anche venti Bob Geldof a chiedere dove siano quei contributi promessi che non cambierà nulla.
20 miliardi di dollari diviso 759 milioni di persone (tale è la popolazione che si stima per il 2030), fa 26 dollari e qualcosa. Tanto per far capire che si fa presto a dire "Africa" e sentirsi bravi.
E' molto probabile che il governo cinese sia tutto contento di questa scelta, poichè già da tempo ha messo le mani sull'Africa facendone un suo personalissimo serbatoio. Promettendo riduzione del debito pubblico e costruzione di infrasttrutture, la Cina colonizza i territori presi "a noleggio" per un secolo, e schiavizza di fatto gli abitanti. Succede in Congo, succede in Zambia ed in altre regioni. La Cina esporta i suoi manager, il suo know how, talvolta la propria manodopera e sfrutta quella africana a bassissimo costo, aggiudicandosi di fatto le riserve di rame e di petrolio del continente nero.
Gli africani non hanno scelta, devono lavorare per tre dollari l'ora, a ritmi che ricordano la rivoluzione industriale, con la sola differenza del caldo infernale. "Out of desperation, much of the continent is selling itself into a new era of corruption and virtual slavery as China seeks to buy up all the metals, minerals and oil she can lay her hands on: copper for electric and telephone cables, cobalt for mobile phones and jet engines - the basic raw materials of modern life." scrive Peter Hitchens (servizio dal quale sono state riprese anche le foto).
Nei cantieri gli incidenti sul lavoro sono all'ordine del giorno: i controlli sulla sicurezza vengono evitati con una buona mancia e il giro di corruzione si sta moltiplicando. La vita dei lavoratori locali vale meno di niente. Chi chiede spiegazioni si sente rispondere così dai nuovi padroni: “In Cina muoiono 5000 persone e non succede niente. Nello Zambia ne muoiono 50 e tutto piangono”.
Bene, allora, cosa intendete con il termine "Africa"?
Oltre un quarto di tutti i bambini sotto i 5 anni dei paesi in via di sviluppo - esattamente il 27% e cioè 146 milioni - è sottopeso. Circa i tre quarti di questi bambini sono concentrati in dieci paesi.
Ogni anno oltre 5,6 milioni di bambini muoiono a causa della denutrizione, il che significa la metà di tutte le morti sotto i 5 anni.
Silvio Berlusconi presenta ai giornalisti il prossimo G8 a L'Aquila ed esprime la sua fiducia nella preparazione del summit curata fino nei minimi particolari, "come mai era successo le altre volte che l'Italia è stata paese ospite". Presenta i lavori, sostiene che si parlerà di crisi, e non solo, e che, tempo permettendo, si parlerà di come stare vicino alle popolazioni che sono in via di sviluppo, che soffrono la fame, aiutandole con investimenti economici e non solo, poichè "troppo spesso i soldi dei poveri dei paesi ricchi vanno a finire nelle tasche dei ricchi dei paesi poveri".
C'è da immaginarselo che ci sarà qualcosa di più pressante di cui parlare, almeno stando ai precendeti ritrovi del premier con i colleghi stranieri, tuttavia l'eliminazione della povertà e della fame nel mondo è il primo degli obiettivi posti dalle Nazioni Unite, che però, si sa, sono solamente un luogo di ritrovo per scambiare due chiacchiere. Una specie di bar multietnico.
In molti in questi anni (dal 2005 ad oggi) hanno gridato al miracolo, alla pozione magica, quando hanno capit cosa mai fosse il Plumpy'nut. Per chi non lo conoscesse, ecco la spiegazione fidatissima di Medici Senza Frontiere:
Un nome programmatico: "arachide che ingrassa" o "nocciolina grassoccia", con un rimando al potere nutritivo che sta anche nel suffisso "nut".
Ebbene: il nome mantiene le promesse! Se i bambini gravemente malnutriti ne mangiano da 2 a 4 sacchetti al giorno, regolarmente, dopo una settimana possono addirittura guadagnare tra i 500gr e il chilo di peso. E dopo 40 giorni e un centinaio di sacchetti possono dirsi fuori pericolo di morte, grazie alle 500 calorie contenute in un sacchetto morbido di carta argentata del peso di meno di 100 grammi, pieno di una pasta dolce e burrosa di arachidi arricchita con olio vegetale, latte in polvere, vitamine e minerali.
Bene, benissimo. Qualcuno, come dicevo, ha gioito e gridato alla sconfitta della fame nel mondo, ma le cose stanno diversamente. Innanzitutto non occorre una laurea in sociologia per chiedersi il perchè se da una parte del mondo si può mangiare di tutto, dall'altra si debba solo mangiare pasta burrosa di arachidi. In secondo luogo, come confermato sempre da Medici Senza Frontiere, il Plumpy'nut è un alimento per bambini gravemente sotto peso:
Il "Plumpy-Nut" costituisce infatti una risposta estrema alla domanda di salvare vite in breve tempo. La questione è che all'utilizzo di cibi ipercalorici, arricchiti, supplementari appunto, non ci si dovrebbe arrivare. E' alla malnutrizione diffusa che non si dovrebbe arrivare, e prima ancora all'insicurezza alimentare di intere popolazioni. Ma qui il problema non è medico, è politico, e investe la logica di politiche di sviluppo che proteggono i mercati ma che vacillano ogni volta che sulla fragilità dei sistemi vengono a gravare turbative climatiche o biologiche, come la siccità e l'invasione delle cavallette, indicate come cause della crisi nutrizionale del 2005 in Sahel.
Ve ne parlo semplicemente per dare uno sguardo un minimo più ampio, per far capire che potremmo davvero avere a disposizione le risorse per cominciare un cammino differente. Ogni giorno, stando alle ricerche, viene prodotto cibo sufficiente a sfamare il doppio della popolazione mondiale. Temo non ci sia bisogno di dire altro. Auguri, presidente, spero trovi il tempo di parlarne.
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Dicono che l'era berlusconiana sia finita, sia prossima a crollare. Io non ci credo, e sono convinto che se anche l'imperatore cascasse dal trono, il modello e le sue impalcature resisterebbero all'urto. Tuttavia fa bene al cuore cestinarli a colpi di clic destro.
Per cui questo è un libro dedicato a Pinocchio.
Perchè dopo tantissimi mastriciliegia e mangiafuoco (e pochissimi Geppetto in realtà), questo libercolo si sforza di fare da grillo parlante ai tanti italiani testadilegno che ancora non hanno ben chiaro come diventare cittadini veri.
http://riciardengo.blogspot.com/2010/11/un-libro-dedicato-pinocchio.html
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