venerdì 27 febbraio 2009

Ultima chiamata, Riciard, saamaya, Rickgav, Gheartsbannato, Kitascima, Il poeta, Comicomix, Wlaverita e moltissimi altri sono già saliti...

Ultima chiamata, domani parte il treno di


Temo che ormai siate stati inondati dai miei messaggi e promemoria, per cui a voi la scelta, il treno su cui noi domani saliremo, o il tran tran quotidiano, che a buon guardare potrebbe tranquillamente essere sostituito da un "tram - tram".

E' una occasione importante per tutti noi, e per l'ambiente. Dimostriamo che da soli possiamo organizzarci, che da soli riusciamo a determinare cambiamenti... sto andando troppo oltre? Beh, godetevi una bella giornata da respirare a pieni polmoni, e se vedete sempre troppe auto in giro, beh, chiamate Saamaya e saprà convincere chi di dovere come si deve.

Sono gli ultimi richiami e da ultimi ma non per ultimi si accodano alla bicilcettata lunga tutta l'Italia, al grido di "Gonfiamo le ruote alle bici!":

Versione Beta
, con una splendida foto, che poteva tranquillamente farci da manifesto, ed un post:


(Foto: sxc.hu)

Il richiamo giunge fino alle lande di proprietà del blog "Ecologia", che aderisce e rilancia (sono terre di giocatori di poker, quelle, ma molto ecologici, garantisco):

"Colgo l'occasione per suggerirvi un'interessante alternativa all'auto che potrete sfruttare in questa giornata. Si tratta del bike sharing, un progetto che sta coinvolgendo (fortunatamente) numerosi comuni italiani, offendo ai cittadini un servizio di noleggio biciclette automatico. Basta iscriversi al circuito, prelevare la bicicletta dalla stazione più vicina a casa e godersi il viaggio all'aria aperta. Per chi volesse maggiori informazioni sull'iniziativa di Riciard's "Lascio a piedi l'auto" ecco il link al suo blog:
http://riciardendo.blogspot.com Aderiamo in tanti !!!"

Si fa vivo anche Catone, per chi credeva fosse morto, dichiarandosi stravivo e pronto a far fare un po' di giri alla sua bicicletta di pietra, con un laconico ma significativissimo "Sono con te".

Grazie Catone, con questa iniziativa siamo riusciti a coinvolgere un paio di dei e un illustre personaggio del passato; credo che finora non fosse riuscito a nessuno.

Un grazie di cuore, a tutti, tutti voi. Sicuramente qualche blog, qualche aggregatore, mi sarà sfuggito, e per questo desidero ringraziare chiunque, per un qualsiasi motivo, non sia riuscito a rintracciare.

Ciò che è importante è che domani inforcherete le vostre biciclette, o andrete a piedi o in tram - tram, fate voi, io sorriderò perchè saprò di non essere solo in questa bellissima giornata di febbraio.

Vi aspetto domani, voglio tutti i resoconti delle vostre giornate, che li scriviate sui blog o che me li inviate per mail (come al solito, riccardotronci@hotmail.it), raccontatemi tutto!

A domani, allora, con un ultimo incitamento a salire su questo splendido pendolino,

Riciard


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giovedì 26 febbraio 2009

Saamaya, Deamaltea, Alessio il ciclosofo e...chi di voi?


Mancano solamente due giorni all'appello di Lascio l'auto a piedi.

Una piccola campagna affidatasi al mio continuo martellare nei circuiti che frequento di solito e non solo, ma più che altro, afftidata al passa parola.
Non credevo di raggiungere così tante adesioni e ne sono fiero e felice, è dimostrazione che un pensiero alternativo, che parta dalle persone, dalla base, è possibile.

Alessio parla da "ciclosofo", termine per cui vi rimando alla fine del post, e aderisce in pieno all'iniziaitiva, dichiarando:

"Aderisco volentieri alla vostra campagna ma non perchè sia un ambientalista convinto (giro anche d'inverno in bici in città), ma perchè sinceramente andare a piedi, meglio in bici, è per me un antistress, mi diverte molto.. e, spesso, accorcia i tempi per lo spostamento in città. L'unica nota dolente è l'aria non proprio salubre che a volte si è costretti a respirare: per questo più saremo sabato, meglio sarà anche per la nostra salute..."

Quello che infatti sembra essere un pensiero futile, è in realtà un'idea volta a migliorare la nostra quotidianità, la nostra vita. Lo so, sono pacifico e calmo, ma solo per bilanciare l'impetuosa irruenza di una donna convinta delle proprie idee, di nome Saamaya, che dopo aver rinviato l'importante gara di go kart sotto casa, ha deciso di minacciare per tutta una intera giornata gli automobilisti, al grido di:

Che fai?
resti a guardare dal finestrino o,
e ti unisci a noi?

E devo dire che in un solo giorno ha raccolto un bel po' di consensi sparsi in tutta Italia, ed è probabile che lo debba alla sua leadership. Un comunicato Ansa suggerisce che Mediaset l'abbia chiamata come presentatrice di Amici per convincere la gente a votare, ma ha rifiutato sostenendo di non avere la voce da uomo.

E poi, di tutto mi aspettavo, dopo aver convocato il padreterno in persona, grazie all'ausilio del mio carissimo compagno di scrivania il poeta, o Massimo se preferite, ma che grazie alla sua preghiera, la nostra voce giungesse perfino a una dea!
Stiamo parlando di Deamaltea, blog che ha deciso di aderire ciclosofeggiando come Alessio, proponendosi di rispolverare le bici. Il fatto è che le dovreste anche usare, non sono soprammobili. Scherzo!

"Abbiamo pubblicato un articolo con l'iniziativa.
Noi aderiremo rispolverando le biciclette e cercando di lasciare l'auto sotto casa...
Auguri!"
E detto tra noi, al di là della pratica poco consueta di tenere le bici in bella mostra come soprammobili, vi garantisco che in fatto di ambiente, Deamaltea ed il suo olimpo, beh, hanno davvero da dire la loro. Fateci un giro se volete. Beh, è meglio se lo dice Saamaya, più convincente.

Siamo arrivato alla fine di questo che altro non è che il penultimo appello all'iniziativa, e vi avevo promesso di parlare di ciclosofia...
Vi lascio una definizione-citazione che potrebbe essere chiarificatrice...

"..Possedere una bicicletta e lasciarla languire in cantina, e' come avere la lampada di Aladino e non pensare mai a strofinarla. Invece il genio benefico che si impossessa di voi al primo giro di ruota ha piu' di un desiderio sotto il pedale.
In un quarto d'ora, grazie alla magia del colpo di manubrio ( un colpo a sinistra, un colpo a destra, a seconda dell'umore), sarete ben presto lontani dai vostri riferimenti abituali per scoprire magari , non saprete come, uno scorcio talmente soprannaturale che si potrebbe credere inventato per voi, e che poi si dissolve alle vostre spalle, come nelle fiabe. Provate a tornarci un'altra volta, non lo ritroverete piu'.
E' questa la magia. Cavalcare, senza mai domare. Sfiorare con la punta delle dita, senza mai afferrare...."


Detto tra noi, e non ditelo in giro... con due colpi ai pedali il mondo, la fatica, lo stress, sembrano già qualche metro più lontani...

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mercoledì 25 febbraio 2009

In Tv non ne parlano, quindi non esiste


E' la malattia dei nostri tempi: in Tv non ne hanno parlato, per cui non è successo.
Come del resto è vero anche tutto il contrario: se un giornalista qualsiasi, un Cucuzza tra i tanti, presenta un asino che vola ed in contemporanea sforna pizzette da un Delonghi parlando della situazione politica della Groenlandia, beh, deve essere vero, è in Tv.
In realtà le generazioni più giovani si sono distanziate, ma pericolosamente da questa tendenza: ad oggi vale l'adagio "L'ho trovato in internet, quindi è vero".
Fatto sta che i canali di internet sono infiniti, ed infinite le quantità di stupidaggini da poterci riversare; fatto sta che in generale no esiste il vero assoluto, tranne che per gli idioti, ma a loro non ditelo, tendono a prendersela a male.

Questo preambolo perchè qui, sotto i vostri piedi, in quella mera espressioncina geografica che si chiama Italia, una città che aveva conquistato i nostri cuori, che lottava, che faceva sentire la propria voce, ad oggi, non esiste più. E solo perchè non è in Tv.
Non sto parlando di Atlantide o di qualche altro mito.


Vi ricordate questo nome, voglio dire, quella ridente città scolpita nella storia dal Palladio e non solo, una piccola città incantevole. Con accanto un territorio colonizzato per volere dei vari governi che si sono succeduti, ma contro il volere dei cittadini, o quantomeno di una grossa parte di loro.


Per levarmi immediatamente di impiccio, vi dico che non mi interessa in questo articolo chiarire chi abbia ragione, quali ne siano le motivazioni o cose del genere.
Dico semplicemente che se migliaia di persone sono continuamente mobilitate, ed anche in maniera fantasiosa, se la polizia non permette le manifestazioni, se il governo blocca i provvedimenti da loro chiesti a gran voce e via dicendo, beh, bisognerà quantomeno che se ne parli.
Poi ad ognuno giudicare, ma parliamone.
Non è nemmeno politica estera, non è Africa, è la vostra nazione, che lo vogliate o meno.
D'accordo, magari vi piace di più inebetirvi davanti a Do Re Ciak Gulp ascoltando di quanto possa essere osannato Marco Carta o un nuovo piccolo imbecille che si crede pieno di talento.

Quindi, un buon articolo, e per carità, questo non lo vuole essere, ha anche un fine. Informativo di solito, o quantomeno rivelatore.
Sbagliato, ve l'ho detto, questo non è un buon articolo.
Consideratelo un invito: andate a leggervi cosa succede a Vicenza, e poi parlatene, parliamone.
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martedì 24 febbraio 2009

1000 bloggers mettono la rete sotto attacco


Fino a che scoppiano le bombe, fino a che si possono diffondere foto trucide, fino a che a parlare sono bambini sotto evidente stato di shock, la guerra, la Palestina, Israele, fanno notizia. E con loro, il nostro Vik, Vittorio Arrigoni. Peccato che in molti se ne scordino così in fretta. Molto interessante la notizia che Vik lancia dal suo blog "Guerrilla radio":

"Sono all'incirca un migliaio gli ebrei, sia residenti in Israele sia residenti all'estero e di lingua straniera, che hanno aderito come volontari alla chiamata dell'Esercito dei Bloggers creato dal Ministero per l'Integrazione e dal Ministero degli Esteri israeliani con l'obiettivo di inondare la rete di blogs che diffondano opinioni filo-Israele."

E' una notizia di cui non ho sentito parlare fino ad oggi, ma che poteva tranquillamente essere reperibile su Venerdì di Repubblica E' quantomeno una azione inedita, che serve anche a fare capire il ruolo centrale della rete nel mondo attuale. La proposta sembra avere un inaspettato successo:

"Il ministro si è detto davvero meravigliato di fronte all'enorme adesione suscitata da questa iniziativa. Più di mille candidati hanno inviato una richiesta di partecipazione, 350 di loro parlano russo, 250 inglese, 150 spagnolo, 100 francese e 50 tedesco. Ma non sono solo queste le lingue padroneggiate dai volontari, che conoscono anche: portoghese, svedese, olandese, italiano, rumeno, ungherese, polacco, greco, bulgaro e danese. Ed hanno offerto il loro aiuto anche ebrei con padronanza del persiano, del turco e dell'arabo. Il ministro ha perfino ricevuto una candidatura da un volontario con conoscenze di cinese."

L'azione non sembra essere solamente quella della diffusione di un punto di vista, che alla fine potrebbe anche sembrare giustificato se personale, ma si incentra anche nella critica forte e concentrata su tutti i blog che gettino fango sullo stato israeliano:

"Il Ministero per l'Integrazione avrà, perciò, la responsabilità del reclutamento, mentre il Ministero degli Esteri quella della gestione dei volontari online. Ogni volta che il Ministero identificherà segnali di tendenze anti-israeliane in un blog in lingua straniera, in un sito di informazione o in qualunque altro tipo di sito web, lo segnalerà immediatamente ai volontari in modo che possano inondarlo di opinioni filo israeliane."

Se vi può consolare, Lee Kaplan non sembra aver recepito il messaggio, almeno non ancora.

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lunedì 23 febbraio 2009

Gli indiani dissotterrano l'ascia di guerra





Incredibile ed indelebile la frase "Signora, vada a fare la cittadina da un'altra parte", rende bene l'idea, non credete?


Dal comunicato del presidio permanente di Vicenza:

"Proprio venerdì, infatti, il console statunitense Daniel Weygandt ha annunciato il piano definitivo per occupare un'altra fetta del territorio che i nativi abitano da molti secoli; una grande prateria verde situata a nord del villaggio indiano, al di sotto del quale scorre l'acqua della più grande falda del nord Italia. Un atto di colonizzazione che la tribù SiBlock ha ritenuto inaccettabile; per questo, lasciato il caldo focolare, gli indiani - che per due anni hanno chiesto ripetutamente che fosse rispettata la propria terra e la propria libertà - hanno occupato per alcune ore lo svincolo stradale consegnando alle prime diligenze in transito un avviso che suona da ultimatum: “il cantiere – si legge nel foglio – è illegale perché nessuna Valutazione d'Impatto Ambientale è stata realizzata”. Di conseguenza l'AltroComune – la forma di autogoverno condiviso della tribù vicentina – ha decretato il divieto al transito per questi mezzi.

Nelle settimane passate, i colonizzatori avevano già dato mostra della propria potenza militare, facendo schierare centinaia di uomini armati di tutto punto dell'esercito fiancheggiatrice ai confini dell'area che il console vuol occupare. Ma, già due anni fa, la tribù dei SiBlock aveva realizzato, a nord di questo territorio, un grande “acchiappasogni” (uno strumento spesso associato agli indigeni del Nord America, particolarmente alle tribù Cheyenne e Lacota, che serviva a scacciare i sogni cattivi e a catturare quelli buoni) chiamato Presidio Permanente. E ora la tribù dei SiBlock è determinata a difendere il proprio sogno buono – quello di realizzare un parco della pace al Dal Molin – e scacciare quello cattivo, ovvero la realizzazione della base militare statunitense. L'apparizione di ieri, con tanto di penne e canti tribali, non sarà dunque l'ultima."
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Una vignetta da Dio (vignetta de Il Poeta)... -5

Riconoscete sicuramente lo stile. Un format semplice, adatto a rappresentare la conversazione, l'ufficio, lo scambio energico e sottile di due frasi, spesso taglienti.
E' niente poco di meno che Massimo Marcantoni, conosciuto su Ok Notizie come il poeta, o per lo stupendo nome del suo blog "Le cose da salvare".

E' la sua vignetta di adesione a "Lascio l'auto a piedi", l'iniziativa per una de-automobilizzazione delle persone, un giorno, il 28 febbraio, devoluto alla nostra coscienza ambientale, ai nostri polmoni, a una scelta nostra e non imposta, prettamente ecologica.

Il fatto che Dio stesso si metta in moto per questa iniziativa mi inorgoglisce, e non solo... non vedo l'ora di fare un paio di pupazzi di neve... vado a comprare le carote...

Ah dimenticavo... non potete dire di non avere materiale sufficiente per fare una maglietta o cose del genere, tra Staino, Il poeta, Kitascima e varie frasi di adesione...
A proposito, una adesione, di Wlaverita, per la precisione, aveva fatto di una vignetta una borsa... com'è andata? ti è servita a diffondere?
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domenica 22 febbraio 2009

- 6






Mancano solo sei giorni al 28 febbraio.

Non fate quella faccia, ormai praticamente tutti sanno cosa succede il 28 febbraio.

No, non è un anno bisestile questo.

No, non ci sarà alcuna finale dei mondiali.

No, nemmeno la finale della Coppa Uefa.

Il 28 febbraio è il giorno di "Lascio l'auto a piedi!", ovvero il giorno in cui molti di noi si daranno appuntamento con i propri piedi, con gli autobus o con le biciclette.
Una giornata senza auto, non imposta ma voluta, per abbracciare a pieni polmoni le nostre città.

Oggi vi presento l'adesione di Kitascima, che per una volta ha abbandonato pennelli e tele per dedicarci un po' del suo tempo realizzando questi due disegni dal tratto particolare ed incisivo, forti di significato e significante, a metà tra la realtà onirica ed il tratto proprio dei manga.






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giovedì 19 febbraio 2009

Silvio aderisce a Lascio l'auto a piedi!




Silvio aderisce a Lascio l'auto a piedi, l'iniziativa promossa per il 28 febbraio, che chiede semplicemente di tenere la macchina parcheggiata sotto casa, usare piedi, tram, biciclette o quello che "ecologicamente" preferite.

"Aderisco molto volentieri a questa simpatica iniziativa", avrebbe detto in conferenza stampa.


Per poi smentire dopo qualche minuto.

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Senza titolo, Corrida #30

L'unico racconto pubblicato a puntate sulla rete che è un po' come la vita: si sa quando e come inizia, ma non si sa mai bene dove vada a finire.


.30

Ramon mi guardava, dal profondo dei suoi occhi, limpidi, scuri, come un pozzo di campagna di cui non sai determinare con certezza il fondo. Come per sondare questa verticalità, gettai un sassetto, una parola, giusto per sentire se cadeva sul fondo, come, se solo si poteva ascoltare un rintocco rassicurante.
Cosa c'è, cosa volevi dirmi? Sono contento di vederti.

Ramon, invece rimase serio, scuro in volto. Le sue pupille si fecero umide e capii che stava per piangere, ma che con gesto antico, ricacciava le lacrime indietro per non mostrarsi debole, per dare spazio ad una speranza che già lui considerava oggetivamente persa.

"Giovane Alex. Sei stato via cinque mesi. Non sapevamo minimamente dove potessi essere, ti credevamo a Barcellona, in compagnia di Amalia, forse. Poi, un giorno..."
Un giorno... ?
Ramon sospirò. Si comprendeva la fatica, il non voler sputare fuori le parole, e tuttavia, la coscienza del dovere, la precisa sensazione di giudizio.
"Un giorno tornò Amalia. Facemmo un falò, non avevo mai visto così felice Felipe. Amalia, invece, non era felice. Ci raccontò di te, di quel tale francese.
Era tornata indietro per te, ti cercava."
Deglutii con fatica. Mi girai di scatto e tesi i miei sensi a raccogliere ogni singolo rumore o immagine, sperai per alcuni istanti che si fosse trattenuta, che avesse deciso di aspettarmi. Ma la vita è come una trottola, gira e sembra che non si debba arrestare, e se qualcuno decide di salire sulla tua vita, non ha scelta: girerà anche lui.
"Quando capì che tu non eri tornato, quando lo capimmo anche io e Felipe, fummo presi dallo sconforto. Tu, giovane Alex, in un paese a te sconosciuto, perso, senza soldi, senza mangiare. Pensavamo che non te la saresti cavata facilmente. Come avrai capito, qui i militari non scherzano e non è difficile farli saltare su tutte le furie. Parlammo molto quella sera, e bevemmo molto. Alla fine, non trovando pace in nessuna supposizione, decidemmo di venire a cercarti. Io avrei fatto da palo, aspettandoti qui, continuando a mandare avanti questo piccolo mondo di fattoria, Felipe ed Amalia sarebbero andati sulle tue orme."
"Quindi, saranno a Barcellona, o nei dintorni, o qui vicino..."
azzardai senza troppa convinzione, il tono scuro e deciso, affranto delle parole di Ramon mi aveva messo in guardia, ma ancora non capivo dove poteva arrivare il suo resoconto.
"No, Alex, non qui, non a Barcellona. Si trovavano per la strada che porta verso il nord, e vennero accerchiati da militari in esercitazione. I giovani militari, i giovani ufficiali tengono molto a lustrare i propri gradi, tengono molto alla disciplina di chi è sotto, pensano di poter misurare qualsiasi cosa in base al potere ed al rispetto. Quel giovane ufficiale, quel giorno, per un volere del caso, riconobbe Amalia."
rimanevo sospeso, capivo che Amalia aveva potuto incrociare il giovane ufficiale in una scorribanda, se era riuscita a liberare me era possibilissimo che avesse fatto anche ben altro con la sua compagnia.
"Nei giorni successivi alla tua liberazione Barcellona fu invasa da una serie di piccoli scontri che posero la parola fine sopra la parola fiesta. Amalia venne schedata e riconosciuta come ribelle, ma non riuscirono a catturarla.
Il giovane ufficiale la riconobbe come una dei ribelli e non riflettè nemmeno un secondo"
scoppiai a piangere, capivo la direzione del racconto, ed iniziai a tremare respiando a fatica
"Hanno legato felipe perchè assistesse all'esecuzione di sua figlia, che gli fosse di insegnamento, ed improvvisando una fossa ed un battaglione di esecuzione, aprirono il fuoco."
"Amalia è..."
"Si Alex, Amalia è morta, Amalia è morta..."


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mercoledì 18 febbraio 2009

Io se fossi Walter (capitolo conclusivo)

L'ultima giornata da Walter

Avvertenza: i fatti, i personaggi descritti sono frutto di immaginazione, qualsiasi riconoscimento è dettato puramente dalle regole del caso e non da citazioni volontarie.


Finalmente è finita.
Voglio dire, questa cazzata del Partito Democratico.
E dire che quel giorno, quando avevo già in mano i biglietti per l'Africa, sembrò quasi un inizio beneaugurale. Mi trovavo fuori dal Cts, avevo comprato due biglietti d'aereo, uno per me di sinistra, uno per me di centro, e raggiante stavo per telefonare a mia moglie, giusto per comunicarle, che sì, finalmente stavo per andare in Africa.
Poi si avvicina una macchina, i vetri sono scuri, di quelli da persone importanti, che all'interno non si vede niente. Si abbassa un finestrino, e riconosco subito Massimo. Ciao, gli dico, come va? e i suoi scagnozzi mi buttano a forza in macchina. cerco di spiegare che devo andare in Africa, voglio dire, volo prenotato e tutto, avevo avvertito anche gli amici di craxi in Tunisia, voglio dire, era tutto fatto. E mi ritrovo a casa di Massimo, a bere come un folle e a schiantare un po' di molotov in giardino come ai vecchi tempi. Le rimpatriate sono sempre belle, si sa.
Poi non ricordo bene, mi ritrovo nudo e legato nello scantinato di Massimo, che mi guarda cattivo arriciandosi i baffi.
Segue breve ma intensa lezione su maggioritario, bicamerale, politica fantasiosa e roba del genere. Mi dice di avermi installato un chip dietro l'orecchio, invisibile ad occhio nudo, un po' come quello dei cani, che rileverà ovunque la mia posizione. L'unico modo per uscire da questa condizione, capisco, è candidarmi in un partito nuovo, dal nome idiota, fare la campagna elettorale, perdere, fare vincere ovunque Berlusconi e poi, libertà e Africa.
Vi chiederete perchè Massimo voglia far vincere Berlusconi, ma è ovvio, lui stesso è stato minacciato dalla Einaudi e dalla Mondadori. Niente governo a Berlusconi niente royalties, niente royalties niente barca.
Mi decido.
Non si pensi, mi decido con riluttanza.
E da quel giorno decido di combinarne di tutte. Mescolo fondamentalisti cattolici come la Binetti con ex comunisti, candido in parlamento industriali ricchi e potenti, mandando in culo gli operai, sul palco presento giovani aggraziati ma inutili, e per denotare la massima mancanza di stile copio lo slogan da un'altra campagna elettorale in corso.
Arrivo persino a dire che quando mi sono iscritto da giovane nel PCI il mio sogno era il Partito Democratico. A quel punto, penso: la gente deve essere proprio imbecille per votarmi.
Infatti vince Berlusconi.
Io a quel punto volevo andarmene via, pensavo di aver fatto il mio, e invece Massimo mi guarda in cagnesco e mi saluta con un raggiante: ecco il nostro capo dell'opposizione. Io? Ma se non riesco ad infamare nemmeno uno scarafaggio?! E per giunta mi dice: da qui in avanti infamare Di Pietro.
Pensare che io con Tonino c'andavo spesso a prendere la pizza da asporto vicino a Montecitorio, da Gennaro, pizza napoletana alta, buona come non mai.
Ed io giù a buttare merda su Tonino.
Ma non basta. Ci voleva anche la Sardegna. Voglio dire, io ero arrivato al limite, non ce la facevo più, non un'altra campagna elettorale, epr favore! E invece sì. Mi convinsero dicendomi che se Soru avesse vinto mi avrebbero sì mandato in Africa, ma con Ezio greggio a gridarmi di continuo Tiscaliii. Ho accettato, che dovevo fare?
Poi Soru perde, contro uno sconosciuto. Roba da pazzi. Siamo riusciti a fare anche questo.
A questo punto, dico, ok posso andare in Africa, si può fare? chiedo.
Ed è a quel punto che Massimo ride, mi di preleva il portafoglio di mano, sostituisce i miei documenti e mi consegna alla polizia.
Ahmed. Adesso mi chiamo Ahmed e sono in un centro di permanenza.
Mi aspettano diciotto lunghi mesi, e poi sarò rimpatriato in Africa.
Sembra una sciocchezza, ma vi garantisco, non vedo l'ora.
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lunedì 16 febbraio 2009

Obama parla di fonti rinnovabili, Berlusconi ci lascia a piedi


La ripresa dalla crisi economica inizia, come ormai tutti sapete, negli Usa, dalle fonti rinnovabili. Nel pacchetto anti crisi varato dalla presidenza di Obama, le fonti rinnovabili e il loro incentivo si guadagnano una fetta di torta corrispondente a 30 miliardi di dollari.

Berlusconi ed il suo governo, attraverso il decreto milleproroghe di fatto salutano con un fazzoletto bianco la nave ecologica di Obama, sopprimendo l'idea del precedente governo Prodi di incentivare la produzione di onti rinnovabili ogniqualvolta si presentasse un progetto di una nuova costruzione:

"Nella finanziaria del 2008 il Governo Prodi aveva introdotto, a decorrere dal 10 gennaio 2009, l’obbligo per gli edifici di nuova costruzione, ai fini del rilascio del permesso di costruire, di installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento." (da Marcella Zappaterra)

In sordina, mentre gli Usa cambiano rotta e decidono per la sostenibilità ecologica, l'Italia, da sola, pensa al nucleare, blocca le strade di investimento ecologiche e affronta la crisi sostenendo quasi esclusivamente il mondo dell'auto.

E tutto questo dopo aver miseramente tentato di cancellare le detrazioni del 55% a chi modificasse precedenti costruzioni con particolare attenzione all'ambiente ed alle fonti rinnovabili.

Con questo post Riciard's aderisce al richiamo di Marcella Zappaterra, precedentemente de Il kuda, ma non solo, ne approfitta per ricordarvi, visto che siamo in tema, di Lasciare l'auto a piedi il 28 febbraio.

Berlusconi vuole lasciare a piedi l'ambiente. Noi, come primo passo, lasciamoci le macchine.

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sabato 14 febbraio 2009

Il mio post contro lo sfruttamento sessuale


Su invito scrivo finalmente il mio articolo contro il turismo sessuale. L'iniziativa è partita da arteggiando, sono stato invitato da ghearts e rispondo ben volentieri.

"I dati forniti da studi specifici hanno prodotto stime agghiaccianti, forse addirittura da valutare per difetto: i minori sfruttati assommano in Brasile a 500.000, Thailandia 300.000, Filippine 100.000, Nepal 150.000, Cina 600.000, India 575.000, Repubblica Dominicana 30.000, Pakistan 40.000, Russia 50.000, Sri Lanka 30.000, Taiwan 60.000, Vietnam 40.000, Kenya 15.000, ma anche nel cuore dell'Unione Europea prende piede il fenomeno e ne è un paradigma la città bulgara di Sandansky, dove su 30.000 abitanti vi è una concentrazione di duemila baby prostitute."

Detto questo, un piccolo racconto. In Brasile si vede di tutto, in qualsiasi senso si voglia girare la parola. Gli italiani li riconosci a prima vista, istintivamente, per quel loro look che non cambia, per la smania di farsi riconoscere come superiori e riusciti, davanti ad una popolazione che è sfruttata in quanto inferiore. Non tutti sono così, ovvio, ma quel tipo di italiani si riconosce lontano qualche chilometro. Non è nemmeno difficile da trovare; l'italiano di cui parliamo anche se residente all'estero, cerca un bar dove poter mangiare la pasta e parlare della juventus con gli altri italiani. Forma una specie di ghetto, ma ai suoi occhi esclusivo. E' lì che naturalmente, ognuno di loro, ammette con naturalezza le proprie nefandezze. Io ho conosciuto Gianni, per sbaglio, perchè vago conoscente di chi mi ospitava, ci invitò a cena. Per cucinare, cucinava bene, è da ammettere. Così, davanti a pietanze davvero gustose, riuniti un piccolo gruppo di italiani, che commentavano a turno, qualcuno escluso, l'abbondanza di donne belle e "facili" in Brasile. Uno di loro, con la faccia da prete (e giuro, aveva la faccia da prete), ha abbandonato una quotidianità da monastero, la sua vita quasi completamente ecclesiastica e tutto il resto, che aveva in Italia, per adagiarsi sulla facile vita (per un italiano con le spalle coperte) brasiliana. Ma ritorniamo al primo. Aveva tre ragazzine che giravano per casa, capii dopo, che facevano un po' di tutto: stiravano, pulivano, cucinavano. E tutto il resto, ovvio. Pagate profumatamente, diceva lui. Una avrà avuto diciassette anni. Le altre due erano sicuramente più piccole. Non è difficile capire il perchè queste bambine, o ragazzine, o ragazze, si prestino al gioco brutale dei vari "Gianni" o "Mr faccia da prete", girando gli isolati può capitare di vedere anche bambini sniffare la colla per non sentire la fame. E la cosa incredibile, soffocante, che mi provoca anche solo a raccontare un forte senso di nausea, è la naturalezza di questi bastardi nei confronti delle ragazzine. E' naturale, una operazione economica: io pago e tu ti presti. In una sola parola: frustrati. Persone che qui, nella loro ridente penisola non avrebbero vita, magari non saprebbero nemmeno come rivolgere la parola ad una donna, e lì è tutto più facile. Sei italiano. Puoi garantire qualche mese di benessere. Il Brasile non è il terzo mondo che si crede, il ceto medio è in ampia e forte espansione, nei centri grandi come piccoli. L'italiano medio, invece, è il terzo mondo mentale che si crede, invece.

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giovedì 12 febbraio 2009

E domani tutti i blog spenti

Oggi è il dodici febbraio, quindi con un rapido calcolo, grazie alle mie notissime capacità algebriche, nonchè la mia domesticità, anch'essa nota, con gli algoritmi e con la trigonometria, posso con una certa sicurezza affermare che domani sarà il 13 febbraio.

Tutto qui?

No certo che no.
Il 13 febbraio è da cinque anni la giornata di "Mi illumino di meno":



"Per il quinto anno consecutivo Caterpillar, il noto programma di Radio2 in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, lancia per il 13 febbraio 2009 M'illumino di meno, una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. (...) Dopo il successo europeo dell'edizione 2008, per il 2009 vorremmo dar spazio non solo alle istituzioni ma soprattutto ai cittadini d'Europa, invitando tutti, insegnanti, sportivi, professionisti, associazioni, a creare gemellaggi inediti tra categorie o tra singoli individui diffondendo la campagna di sensibilizzazione oltre confine."

Per cui, come anno scorso, cena a lume di candela, con acceso solamente il computer, sintonizzato su Radio 2, per seguire la diretta di Caterpillar.

Per segnalare la vostra adesione, basta cliccare qui e compilare il modulo, se invece volete vedere chi ha aderito, cliccate qui.
Io, ovviamente, ho aderito, e non solo perchè, come avrete capito, ho a cuore queste iniziative di sensibilizzazione verso l'ambiente, ma anche perchè dopotutto una serata come quella dell'anno scorso è stata davvero indimenticabile. Passata parlando, ascoltando la radio, a luci soffuse e ritmo lento.

Per cui, domani, spegnete i blog e godetevi la serata.
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C'è un'aria, ma un'aria, ma un'aria... che manca l'aria









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Un giorno senza la macchina, e cosa sarà mai? Voglio dire, cosa credi di poter cambiare con un solo giorno?

Niente, forse. Semplicemente incentivare le persone a lasciare l'auto per preferire altri mezzi, che siano pubblici, che sia la bicicletta o i piedi.

Provate a leggere cosa respiriamo, cosa
Make your own banner at MyBannerMaker.com!producono le nostre carissime auto, e forse un pizzico di riflessione la farete anche voi. Come dire, può darsi che vi arrivi diretto quello che un alcolizzato chiamerebbe "attimo di lucidità".

In generale, i motori a combustione interna producono monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (monossido NO e biossido NO2, globalmente indicati come NOx), idrocarburi derivati dalla parziale combustione del combustibile (genericamente indicati come HC), particelle solide portate in sospensione dai gas (dette particolato, e prodotte soprattutto dai motori Diesel) e prodotti derivanti dall'ossidazione di impurità contenute nel combustibile (quali, ad esempio, lo zolfo).

Puntiamo il dito contro il Monossido di carbonio, di cui in alcuni casi, come la provincia di Grosseto, ricerche hanno evidenziato che le auto ne sarebbero le maggiori produttrici (66%).

Monossido di carbonio (CO):

Il CO si forma molto rapidamente nella zona "di reazione" (ovvero in prossimità della candela, nei motori ad accensione comandata) come prodotto della combustione degli idrocarburi presenti nel combustibile; a sua volta, il CO è poi ossidato e diventa biossido di carbonio (CO2, ovvero anidride carbonica). La reazione di ossidazione da CO a CO2 è però sensibilmente più lenta di quella che genera il CO, ed inoltre è ostacolata dalla rapida diminuzione della temperatura nella fase di espansione. Il risultato è che non tutto il CO prodotto viene trasformato in CO2.


Le emissioni di monossido di carbonio sono state lentamente diminuite nel tempo, grazie all'utilizzo di veicoli diesel e alla produzione di marmitte catalitiche. Ma ugualmente nelle città trafficate, specie in prossimità di semafori, le concentrazioni sono molto alte.

Punto il dito contro il monosido di carbonio per i suoi effetti e per il semplice fatto che è incolore, e, quindi, "inavvertibile".

Una volta respirato, il CO si lega all’emoglobina con una affinità che è 220 volte superiore a quella dell’ossigeno e formando un composto inattivo fisiologicamente che viene chiamato carbossiemoglobina. Questa sostanza, al contrario dell’emoglobina, non è in grado di garantire l’ossigenazione ai tessuti, in particolare al cervello ed al cuore. (da non solo aria)

credo possa essere già una buona ragione per lasciare un giorno la macchina a casa. Magari anche due. Magari imparare ad andare in bici o a piedi.




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mercoledì 11 febbraio 2009

Mi dispiace, ma io sò io, e voi non siete un c***o. Ovvero il Csm boccia il decreto anti-intercettazioni




"Determinerà "un grave pregiudizio per le attività di indagine anche in settori particolarmente delicati e sensibili" la nuova disciplina sulle intercettazioni che la maggioranza vuole introdurre con il ddl in discussione alla Camera. E di fatto porterà all' "impossibilità" di investigare "proficuamente" anche su reati "gravissimi", dall'omicidio alla violenza sessuale, e di "individuarne i responsabili"." (da Ansa)

Immediatamente dalla maggioranza la smentita e l'accusa di ritorno, il csm vuole fare politica secondo capezzone, instaurare una sorta di terza camera, mentre l'opposizione, con in testa Antonio Di Pietro conferma la razionalità dell'obiezione.

Al contrario del detto comune, si tratta, ovviamente, di un "salvarne mille per salvarne uno", mostrando una faccia della medaglia che non esiste, la terza, forse.

Davvero non riesco a capire come mai chiunque osi opporsi a un qualsiasi disegno di legge o decreto dell'attuale governo può tranquillamente essere accusato di "voler fare il politico" o "di essere comunista" o cafonate del genere.

Yan Pei ming ha fatto "morire" la Gioconda con la sua ultima opera. Viene da chiedersi se non sarebbe stato più attuale e centrato far "morire" la magistratura.

Ancora una volta vi ripropongo quella carta straccia che da qualche decennio regola la vita del nostro paese, e non parlo dei rotoloni di carta paglia fox, ma della costituzione:

Art. 101.

La giustizia è amministrata in nome del popolo.
I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

Art. 104.

La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

Art. 107.

I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.


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martedì 10 febbraio 2009

Margherita Hack per Lascio l'auto a piedi!

"Qui a Trieste opera da parecchi anni l'associazione Coped -Cammina Trieste, che invita a andare a piedi a anche opera in difesa dei pedoni; fa molta attività anche presso le scuole. E' stata fondata e presieduta da Sergio Tremul, e di cui sono presidente onorario, un presidente ormai indegno perchè ormai duro fatica anche a fare 200 metri a piedi, io che camminavo per ore e ore.
Ma a parte i miei problemi, giustificati dai miei 87 anni,
Naturalmente aderisco all'iniziativa perchè so bene quanto sia bello camminare e quante bellezze nascoste si scoprono che è impossibile apprezzare girando in macchina.
Cordiali saluti
Margherita Hack
"


E' con queste cordialissime parole, pregne della sua simpatia e perspicacia, che Margherita Hack comunica la sua adesione a "Lascio l'auto a piedi".
E' un onore anche solo aver ricevuto una risposta, poi densa di auto ironia e sentimento...
Ed è proprio quello lo spirito, il cercare di vedere oltre il finestrino, misurarsi su orizzonti diversi, respirare linee che dal parabrezza si intravedono a
ppena. Siamo parte del mondo, e non vale poi così tanto la pena di chiudersi continuamente in una scatola con lo stereo al massimo.

Senza fare troppe domande, sono sicuro che Giuseppe, di WebLogin sia concorde, e lo dico in base al suo avatar (un ciclista) e per il semplice fatto che ha espressamente dichiarato la sua adesione:
"
La giornata senza auto è un'iniziativa importante per capire quanto il traffico urbano incide sulla qualità della nostra vita, su quanto il tema ambientale ci riguardi ed è anche un modo per riscoprire le nostre città. Mi raccomando, aderite!"

E se questo fosse un telegiornale, che so il Tg lasciato a piedi, sarebbe il momento della moda. Sì, perchè una piccola stilista ha lanciato una nuova idea, ai miei occhi molto originale... trattasi di una borsa, molto particolare:Trattasi di borsa-sponsor per Lascio l'auto a piedi, l'idea è di Donatella, conosciuta nel magico mondo del web anche come wlaverita, ma credo che non si offenderà se la copierete. Dopotutto è un modo molto ingegnoso di diffondere un messaggio: uno vede, osserva e chiede: di cosa si tratta? e giù via con spiegazioni ;)
Questo è lo spirito, aderire e partecipare!

Vi lascio con una domanda: avete mai pensato di tenere sotto osservazione la respirabilità dell'aria della vostra città? Gli stessi comuni, sui propri siti, dovrebbero disporre della pubblicazione giornaliera di quanto registrato dalle stazioni, dando un "giudizio" sulla qualità dell'aria (buona, accettabile, scadente, pessima). Ho notato spesso come in inverno l'aria sia quasi sempre accettabile, almeno a Pistoia, mentre in estate la parola scadente compaia un po' troppo spesso. Provate a cercare, e ditemi della vostra città...


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lunedì 9 febbraio 2009

La mia intervista da dieci secondi a Roberto Maroni



Mi piacerebbe incontrare Roberto Maroni, per una specie di intervista.
Mettersi a sedere e sfruttare quei pochi minuti concessi per parlare.
Inizierei emozionato, ma forte e sicuro di ciò che sto per dire.

"Ministro Maroni, conosce le berte? Sono uccelli, che vivono nel mediterraneo e nell'atlantico, piuttosto simili ai gabbiani, pesi appena 400 grammi.
Ogni anno compiono un tragitto di 20.000 chilometri, che dalle coste della Gran Bretagna, le porta a sfiorare l'Africa occidentale per poi scendere fino alle coste estreme del Sud America e ritornare alla Gran Bretagna dopo aver attraversato una parte dell'America Meridionale e aver costeggiato molto al largo gli Stati Uniti.
Non credo portino documenti con sè, e temo che non lavorino, in nessuno di questi paesi.
Questo fa di loro, come molti uccelli, dei migranti, tuttavia non mi risulta che vengano tenuti chiusi per mesi senza motivo in un centro di permanenza.
Solo i pettirossi, i passerotti ed i piccioni rimangono in Italia ad affrontare l'inverno. Gli altri migrano"


Assaporerei per un secondo o due il volto visibilmente esterrefatto e perplesso del ministro, gli stringerei la mano e me ne andrei.


Se ci pensate un attimo, la migrazione dei volatili è semplicemente un cambiare aria in cerca del luogo migliore durante la stagione migliore. E' la natura stessa che gli ha insegnato ad emigrare in cerca della migliore condizione di vita.
Fa riflettere, credo.
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domenica 8 febbraio 2009

Piccoli fascisti crescono



"un attacco frontale e a tutto campo alla Carta costituzionale italiana, i cui vincoli - secondo il presidente del consiglio - limitano l'attività di governo. Con un giudizio di merito sul Carta fondamentale della Repubblica: "Filosovietica, fatta sotto l'influsso di una dittatura (...)
Ma in serata il premier ha voluto alzare ancora il tono dello scontro, affermando che una riforma della Carta
costituzionale "è necessaria perché è una legge fatta molti anni fa sotto l'influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello". Serve un chiarimento sulla lettura della Costituzione, ha proseguito, ma non per andare verso una riforma presidenziale, "casomai è l'inverso, e dall'altra parte che si vogliono attribuire dei poteri che secondo l'interpretazione mia e del governo non sono del capo dello Stato ma semmai spettano al governo" (da Repubblica)


Al di là dello schifo che f provo davanti alla totale strumentalizzazione della vita di una persona, trovo assolutamente infondati e privi di qualsiasi senso i ragionamenti del premier.
Essere il leader eletto di una DEMOcrazia non significa dire "comando io", per quanto spesso la vittoria elettorale sia stata interpretata così.
Il presidente della repubblica fa il suo dovere rimandando indietro disegni di legge e decreti che gli appaiono incostituzionali, ed è messo lì proprio a garanzia del popolo, nostra.

Che poi la costituzione sia stata scritta dai sovietici è una barzelletta che fa ridere a crepapelle. Sappiamo benissimo quanto, invece, siano stati entranti nella nostra politica gli Stati uniti d'America, ma come ad ogni modo la costituzione sia stata scritta a più mani da persone di uno spessore ineguagliato in Italia, da sinistra a destra.
Che Benedetto croce fosse un comunista, ad esempio, mi è nuova.
Che lo fossero Andreotti, Scalfaro e Cossiga, mi è nuova.

Inoltre, basta leggere i discorsi, e ricordare le azioni degli allora membri del PCI, che pur sognando la rivoluzione, lottarono per la democrazia, da creare insieme alle altre forze.


Cambio discorso, per un'ultima riflessione, e forse non lo cambio affatto.
ieri sera, all'escita di un circolo, serata passata in compagnia di tortelloni di patate e pizze.
All'uscita un gruppetto di ragazzi si gasa a vicenda cantanto "faccetta nera". Altri rispondono ridendo e urlando "Heil Hitler!" e vanno avanti così per un po'.


Non è che questo governo stia legittimando la totale perdita di fiducia nele cariche statali, nella costituzione, in tutto ciò che è, in virtù (si fa per dire) di ciò che potrebbe essere?
Non è che questo governo sta uccidendo quotidianamente il rispetto reciproco, la democrazia, il sentimento di uguaglianza e fratellanza?
Non è che Berlusconi quando si chiede chi comandi, se lui o Napolitano, mostra progetti un po' diversi da quelli della comunità?
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venerdì 6 febbraio 2009

Un medico, un giuramento, una etica


L'Italia, il belpaese. Pizza, spaghetti, mandolino e brava gente. Così brava da non volere nemmeno che tocchino il suolo italico le persone che non dispongono di una ingente somma di denaro, da spendere, ovviamente, in giro per rilanciare l'economia.
Così brava gente che un uomo, arrivato qui per sbaglio o per intenzione, per carità, senza documenti, risulta così illegale da poter essere denunciato se sta male.
L'Italia sancisce di fatto la mancanza di diritto ad essere uomo in Italia se non si è comunitari o residenti da alcuni anni.
L'Italia sancisce di fatto che alcuni uomini sono legali, altri no.
Per fortuna non tutta la gente italica è così brava, e se c'è chi non aspettava altro che di poter legalmente organizzare la sua ronda, senza armi, per carità, ma se ci scappa un bello schiaffo o un pugno che nessuno si lamenti, c'è anche qualcuno che manifesta apertamente il suo dissenso.

Carlo Olivieri, medico, lo avevamo già intervistato a riguardo, quando se ne uscì con la sua prima dichiarazione di disobbedienza, alle porte della prima stesura di questa legge.
A legge approvata, salvo qualche modifica, torna giustamente sull'argomento, e ricorda quale sia il dovere dei medici, quale sia lo scopo, la funzione della loro opera, forse spesso accantonato in favore del lustro del potere del camice.
Nessuno meglio di un medico dovrebbe sapere che nessun uomo è illegale.
E mi unisco al suo grido, lanciandone un altro, perchè quando la battaglia sembra persa, è proprio lì che molti riscoprono l'ardore, il significato: Oggi è un buon giorno per essere medico.


"La discriminazione ormai è all’ordine del giorno e nulla sembra più fermare questi barbari col fazzoletto verde. La Costituzione, che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini, e la Dichiarazione dei diritti dell’Uomo, che celebra l’uguaglianza di tutti gli esseri umani, sono documenti senza alcun significato per questi razzisti colmi d’odio e di paura, che ogni giorno siedono con le loro grasse natiche e le loro pance piene sui seggi del Parlamento italiano. Ormai è diventato totalmente inutile anche lo stesso spiegare l’assurdità di proposte sempre più offensive per il genere umano e sempre più adatte ad un vero e proprio regime dittatoriale. Ormai è giunto il momento della nonviolenza attiva; ormai è arrivato il momento della disobbedienza civile. Io, in qualità di medico, disobbedirò, se verrà approvato anche alla Camera dei Deputati, al provvedimento che dovrebbe spingermi a segnalare i migranti irregolari che avranno eventualmente bisogno delle mie cure. In qualità di medico rivendico la mia fedeltà al giuramento di Ippocrate che, tra l’altro, recita: Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro: - di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; - di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; - di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; - di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato. Infine, essendo, oltre che medico, umanista, m’impegno a lottare con tutti i mezzi nonviolenti a mia disposizione affinché venga cancellato questo vergognoso “pacchetto sicurezza” e tutti gli emendamenti dall’inconfondibile sapore razzista ad esso collegati, nonché tutte le leggi razziste a partire dalla legge Bossi-Fini."

Carlo Olivieri
(da Carlo Olivieri, Posizioni Umaniste, Seconda Dichiarazione di disobbedienza)
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Slow Foot (cantate, cantate, cantate)



Note leggere che scivolano, parole ironiche come sempre nello stile di Betto Balon.
Proprio quello che ci voleva, un bellissimo jingle da canticchiare per il 28 febbraio.

Non fatevi ingannare dalla lineare semplicità del binomio chitarra-voce, vi garantisco che vi rimarrà in testa, e del resto, come potrebbe essere altrimenti visto che ne va della vostra libertà?

"...via per un bel giro in tutta libertà,
sai è proprio bello il vento tra i capelli,
e quel buon aroma di gasolina,
poi quando ad un tratto trovi coda,
non apprezzi più la libertà..."


Vedete, la differenza tra questa occasione e una manifestazione qualsiasi contro, che ne so, un decreto del governo, una manovra politica, o quello che volete, è proprio contenuta nel sapore di questa canzone: sarà un giorno di calma, felicità, non importerà urlare nessun slogan, sarà una presa di coscienza più che una marcia incazzata contro qualcosa.

E' lo stesso motivo che spinge a sostenere "Lascio l'auto a piedi" anche Blogeko:
"Trovo orribili le sedicenti domeniche ecologiche. Una foglia di fico che le amministrazioni comunali sono solite collocare periodicamente davanti alla loro incapacità di limitare il traffico privato e di organizzare trasporti pubblici decenti.

Però “Lascio l’auto a piedi” è un’altra cosa. Non un divieto di circolazione imposto dall’alto ma un’iniziativa partita dal basso, da Riciard’s blog per la precisione, che si diffonde sul web."

Ed ancora: "Di mio, aggiungo un pensiero ai gas serra prodotti dalle auto - non soltanto polveri, benzene e quant’altro - e al fatto che, dopo Slow Food, ci vorrebbe proprio Slow Foot: un baluardo a difesa della vita rilassata contro la fretta che spinge ad essere perennemente in auto nel timore di perdere minuti preziosi."

Che dire, quindi?! Siate Slow Foot

(Se vuoi leggere una intervista fatta un po' di tempo fa a Betto Balon, clicca qui)

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giovedì 5 febbraio 2009

Se fossimo un paese normale, Marco Spitella su Eluana Englaro

Pubblicamente non mi sono ancora espresso per quanto riguarda la vicenda di Eluana Englaro, e non l'ho fatto perchè credo che non si possa prendere posizioni così ferme, esprimere giudizi con la convinzione più totale. credo che siano tematiche personali e profonde in cui nessuno dovrebbe permettersi di entrare, credo nell'arbitrio personale, se non totale, quasi.
Credo che ognuno di noi debba farsi una opinione, senza però marcare giudizi così forti.

Ad ogni modo il carissimo Marco Spitella ha scritto un pensiero profondo a riguardo, e non ho nulla in contrario al pubblicarlo:

Se fossimo un Paese normale...

Se fossimo un Paese normale, un ministro della Repubblica non cercherebbe di aggirare una sentenza della magistratura.
Se fossimo un Paese normale, il succitato ministro dovrebbe essere costretto alle dimissioni.
Se fossimo un Paese normale, chi amministra la "cosa pubblica" non sarebbe succube di chi amministra la "cosa sacra".
Se fossimo un Paese normale, non si userebbero due pesi e due misure nei confronti della scienza, decidendo senza alcuna base scientifica quando è etico e legale ricorrervi e quando non lo è.
Se fossimo un Paese normale, il primo ministro non emanerebbe un decreto "ad personam" che viola la libertà di un cittadino.
Se fossimo un Paese normale, chi ha fede pregherebbe perché il Creatore accolga presso di Sé l'anima di Eluana.
Se fossimo un Paese normale, chi ha fede smetterebbe di pretendere di lasciarla imprigionata in un corpo che è ormai "inutile".
Se fossimo un Paese normale, chi ha fede avrebbe pietà per il dolore di un padre e di una madre, e cercherebbe di consolarli.

Invece ci troviamo in un teatrino nel quale chiunque abbia voglia di ribalta si fa avanti senza alcuno scrupolo e, anche a dispetto della semplice logica e della coerenza, pontifica e pretende.

Nel nostro Paese non si può ricorre alla scienza per far nascere un bambino sano, ma "si deve" ricorrervi per mantenere in vita un corpo che, se lasciato a se stesso, morirebbe in breve tempo.

E si cerca di nobilitare questo abuso ricorrendo alle categorie dello Spirito, alla fede in un Creatore che è il vero padrone delle nostre vite.
Io non sono credente, ma ho profondo rispetto (e anche un po' di invidia, lo ammetto) per chi crede, ma in questa vicenda c'è qualcosa di sbagliato.

Senza il ricorso alla scienza medica, il corpo di Eluana Englaro si sarebbe fermato da tempo obbedendo, forse, al volere del Creatore. Sarebbe finalmente in pace, ed i suoi genitori potrebbero consolare, almeno in parte, la loro pena piangendo il suo ricordo invece di rinnovare la sofferenza vedendola consumarsi lentamente in un letto di ospedale.


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Lascio l'auto a piedi si spande a macchia d'olio...



Succede più o meno così: uno si sveglia una mattina e mentre lavora pensa e ripensa, passando la patata bollente da un emisfero cerebrale all'altro. Decide di conseguenza di provare a comunicare un messaggio, provare a passare all'azione, per vedere quanto può essere diffusa una voce, per vedere quante persone credono nel messaggio anche se chi lo porta è sconosciuto.
E succede che l'iniziativa "Lascio l'auto a piedi" comincia a girare, di sito in sito, di parola in parola.
L'adesione di Sergio Staino mi ha quasi folgorato sulla via di Damasco, voglio dire, uno apre la mail e non si aspetta di trovare una sua risposta con una vignetta, una vera risposta alla richiesta.
Ma quella che gratifica più di tutto è l'adesione lenta ma a macchia d'olio, di blog in blog, di voce in voce, il solo sapere che molti di voi il 28 febbraio lasceranno l'auto a casa, a godersi un meritato giorno di riposo.

Per cui, aggiorno la lista dei blog e siti che continuano a lanciare il messaggio un po' più in là, spingendolo dove uno da solo non arriverebbe:

Inizio con il carissimo Riccardo Gavioso, di La penna che graffia. Ora, con la sua adesione crede forse di rendere all'ambiente tutto quello che prende ogni giorno. Voglio dire, se non lo sapete Riccardo ha un grande problema: parcheggiare. E non perchè non sappia, è solo che un cingolato degli Usa della seconda guerra mondiale si guida male a Torino.
Eh eh he scherzi a parte, grazie Riccardo della tua partecipazione e del banner ;) E comunque credo che abbia deciso di rottamarlo con i nuovi incentivi per prendere definitivamente un mezzo anfibio euro 4.
(Nella foto, Riccardo al concessionario indeciso osserva un mezzo aereo, ma stando alle utlime notizie, dovrebbe aver deciso per un mezzo anfibio. Al mare fa comodo)

Marcella Zappaterra, dal blog omonimo, rilancia, con una piccola e condivisibilissima modifica del banner e con l'idea di fare una catena di blog (cosa di cui non avevo ben chiaro il concetto, ma che ho capito in fretta). Per cui, sappiate che se scrivete, non sarò il solo a parlare di voi, saremo quantomeno in due, io e Marcella.

Davanti a un caffè si ragiona sempre meglio, indiscutibilmente. E sarà per questo che Caffèblog ha raccolto l'idea, o quantomeno credo che il suo commento di ringraziamento alla mia segnalazione valga come una adesione ;). Ma di certo un buon caffè non vi farà male, per cui il gioco vale la candela, o comunque la navigazione un caffè. Sapete una cosa? Vado a farmi un caffè.

Ahhh, delizioso. E poi ci voleva, ho la testa intorpidita dall'umidità. Non che funzioni bene il resto dei giorni, però...
Funziona sicuramente bene, invece, la testa dei Grilli ferraresi, che divulgano tramite la propria bacheca la'iniziativa. Che bello sapere che anche voi lascerete l'auto dove gli compete. No, non intendevo in mezzo alla superstrada, intendevo in garage.

Fatta anche questa specificazione, a voi la linea, aggiornatemi se mi è sfuggito qualcosa dalla rete, dite la vostra e, per chi non lo avesse ancora fatto: aderite! ;)
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mercoledì 4 febbraio 2009

Sergio Staino per "Lascio l'auto a piedi"!


Sergio Staino ha deciso di aderire a "Lascio l'auto a piedi", la giornata senza auto, o dell'auto parcheggiata, prevista per il 28 di febbraio.

Sono molto onorato della sua adesione, della sua vignetta, che a onor del vero era già stata utilizzata per la maratona vivincittà di Firenze, ma lui stesso me l'ha inviata via mail per "Lascio l'auto a piedi". Diffondetela, se volete, copiatela ed incollatela nei blog, stampatela, fatene un volantino o quello che volete ;)

Non solo aria, sito e forum sulle problematiche ecologiche, mi ha offerto il proprio spazio per divulgare l'iniziativa, che dire, intervenite anche lì se volete e contribuite al dibattito.

Lo stesso blog "Base popolare per il Partito democratico" aderisce, con le parole "Che faccio? Aderisco? Direi di sì visto che vado a piedi o in bicicletta ogni volta che posso".

Qualcosa inizia a muoversi, l'iniziativa registra adesioni ogni giorno, segno che è possibile intavolare un discorso serio anche tramite blog, e che più persone di quanto si creda sono sensibili a tematiche ambientali e non solo.
Credo che i risultati iniziali siano incoraggianti, cerchiamo di coinvolgere il più possibile la società, le persone, anche chi è lontano da internet per abitudine o altro.
Più saremo il 28 febbraio più potremo dire che è stato un successo.


Se volete aderire all'iniziativa proponetevi con un commento o con una mail a riccardotronci@hotmail.it, inventate, scatenatevi, pubblicate foto, segnalate video, diffondete l'idea e fate del 28 febbraio una vostra iniziativa, una vostra giornata!
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martedì 3 febbraio 2009

Le cose non vanno? Beh, vediamo di organizzarci per cambiarle.


Sapete una cosa, sono stufo. Stufo della mentalità che ci pervade, stufo del "tanto non ci si può fare niente", stanco della solita lamentela, dell'ipocrisia che spesso circonda queste parole.
Molte cose non vanno, è cosa saputa, fatto assodato.
E continuano a non andare, anche questa cosa saputa, fatto assodato.
O meglio, continuano ad andare sempre nella stessa direzione, quella sbagliata.

Il 29 gennaio questo piccolo blog di ampie pretese ha lanciato l'idea di una giornata senza auto, a un mese di distanza dal compleanno del primo brevetto della stessa.
L'idea, per carità nemmeno troppo originale, ma lanciata col cuore, ha il nome di:


Le reazioni sono state numerose e spontanee, dagli amici blogger e non solo, e devono essere ancora di più. Vedo questa iniziativa come un test: quanto la rete, una iniziativa presa da un blog, un piccolo blog, può essere diffusa, accettata dalla gente e presa come seria?
Voglio dire, senza tg1, senza Riotta, senza teleschermi, senza Emilio Fede che critica, senza Ricca che infama ad alta voce qualcuno, quanto può valere una iniziativa?

Io credo ancora nella gente, credo che la voce di una persona possa davvero muovere qualcosa, meglio ancora la voce di molte persone.
E' come un seme, buttato al vento con la speranza che germini, con la speranza di poter condurre o partecipare a numerose altre idee, prese di posizione, corali e forti.

A voi la scelta.
In questo caso si tratta semplicemente di non usare la macchina per un giorno, non un grande sforzo, credo.
E magari di segnalare la vostra partecipazione a riccardotronci@hotmail.it

Alcuni hanno giustamente segnalato l'idea di partecipare scrivendo qualcosa sui propri blog, ed anche per questo vi chiedo di scrivermi e segnalare quando lo farete.
Chiunque abbia un'idea per partecipare, che so, una foto, una canzone, un filmato, una frase, fatelo pervenire qui, testiamo quanto possa valere una inziativa di piccolo sforzo, quanta risonanza possa avere.
E se volete, diffondete, tramite mail segnalazione su siti, copiando il banner, come volete.
Non è un grande sforzo, dovete ammetterlo.
Non stavolta almeno.
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domenica 1 febbraio 2009

Finchè c'è guerra c'è audience.


Come succede sempre in Italia. Finchè un po' di persone muoiono, c'è audience, c'è la notizia, quando a morire sono pochi, quando sembra possa profilarsi una pace sul filo del rasoio, l'audience scema. Molto meglio tornare a parlare di cronaca, di morti ammazzati, di incidenti del sabato sera o dei nuovi amori tra veline e calciatori. Questo fa audience.
Mi spiace doverlo dire, ma i media italiani, per quanto Riotta dica il contrario, non sono in grado di informare, di uniformare semmai.

A Gaza la situazione è tesa, tesissima. Dal cessate il fuoco del 18 gennaio abbiamo i primi tre civili feriti, israeliani, senza alcuna rivendicazione da parte di alcun gruppo. Si tratta di un ordigno esploso, ed immediata la risposta di Olmert:
"La risposta potrebbe non essere proporzionata"

Ovvero, ad ordigno corrisponde bombardamento, piazza pulita. Viene da chiedresi: e quando mai è stata proporzionata la sua risposta signor Olmert?

A far capire quanto sia instabile il cessate il fuoco sono gli stessi dirigenti israeliani, che affossano di domande la tregua, di dubbi, come: Come farà Israele a controllare il traffico di armi di Hamas; questa tra un anno potrebbe addirittura colpire Tel Aviv senza problemi.
Meglio, allora, fare un po' di guerra preventiva come la dottrina Bush ci ha insegnato.

""Alle minacce di Olmert di rispondere agli ultimi lanci di razzi palestinesi non sono seguiti fatti", ha notato Zwi Fogel, un ufficiale della riserva che vive nel Neghev occidentale. "Inoltre non abbiamo ancora capito come Israele saprà impedire il traffico di armi di verso Hamas, che tra un anno sarà prevedibilmente in grado di colpire Tel Aviv. Infine nessun progresso sembra essere stato compiuto per la liberazione di Ghilad Shalit", il caporale tenuto in ostaggio da Hamas dal giugno 2006. Nella imminenza delle elezioni politiche questo malumore potrebbe penalizzare i partiti di governo e rafforzare i partiti della destra nazionalista, che già sono dati in netto vantaggio negli ultimi sondaggi." (da rainews24, che sul sito internet un po' di informazioni, ogni tanto, le da)

Vik, Vittorio Arrigoni pubblica oggi una lettera in risposta a Giulietto Chiesa, che è anche una missiva indirizzata a Frattini. C'è paura, paura che veramente i cretini discepoli di Lee Kaplan continuino nella loro opera, che davvero facciano ciò che hanno promesso.
"Le reiterate e costanti minacce di morte rivolte a me e ai miei compagni dell'International Solidarity Movement se non destassero reale preoccupazione, le avremmo considerate trofei. Evidentemente a chi olia gli ingranaggi della macchina della morte israeliana dà estremamente fastidio chi da questa parte si impegna così estenuamente per la pace e i diritti umani." (da guerrilla blog, il blog di Vik)

La guerra non è finita, non lo crediate. Si potrebbe forse dire che non è mai finita, in tutti questi anni. E l'Italia, così prodiga a mandare i militari nelle città, così veloce a promettere estromissioni di civili extracomunitari, così blanda nel mandare forti contingenti in false missioni di pace, così istintiva nell'imparare la dottrina della guerra preventiva di Bush, cosa ha fatto per un suo civile a cui hanno sparato, che è stato rapito, incarcerato, e solo per essersi impegnato per la pace? Nulla. Il mio vuole essere un messaggio a tutti voi. Restiamo umani anche da questa parte di mondo e facciamolo quantomeno informandoci, leggendo tra le righe, cercando, scavando in seno alla verità. Restiamo Umani.

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