domenica 28 giugno 2009

Quem é você? Corrida # 38

L'unico racconto pubblicato a puntate sulla rete che è un po' come la vita: si sa quando e come inizia, ma non si sa mai bene dove vada a finire.

per chi si fosse perso qualcosa, eccovi la puntata precedente

.38

A passo lento, come di animale in fuga, a passo lento, come di sentinella, procedevamo facendoci largo nella macchia di vegetazione.
Alcuni uccelli notturni si muovevano sopra le nostre teste e facevano aumentare i nostri battiti cardiaci.
Essere scoperti è un secondo.
Basta un errore, basta un rumore di troppo, anche un piede messo nel posto sbagliato, basta una parola, una occhiata disattenta, o anche solo un pizzico di sfortuna.
L'adrenalina alle stelle, tenevamo i sensi allerta, pronti a scappare, a correre, urlando se necessario, o a batterci. A seconda di quello che la pressione sanguigna ed i neuroni avrebbero scelto in un lampo di secondo.

Una gazzella nella giungla non sa di essere osservata, conosce il vocabolario della fuga, ma pur tenendo i sensi allerta se ne sta lì buona, a bere, fino a che può. Non fa attenzione ai propri passi, si limita a scappare appena noti un pericolo.
Un uomo che sa di essere inseguito è molto più che un animale in fuga, e per questo può anche essere più pericoloso, più testardo, meno ragionevole.

Un passo.
Ancora un passo.

Un passo.
Ancora un passo.

Le mie ginocchia scricchiolavano con cadenza regolare, vittime di una costante lacerazione data dalla lentezza dei movimenti. Avevo paura che perfino quello potesse essere un rumore udibile a distanza.
Ma peggio del rumore è la puzza.
Le bestie in fuga puzzano.
Non c'è niente da fare, quando uno gioca a guardie e ladri, prima o poi viene scoperto.
E' la legge del leone che nei documentari ghermisce la gazzella.

Un passo.
E ancora un altro passo.

Alcuni cespugli scricchiolavano sotto i nostri piedi, e ad ogni scricchiolio sentivo una ferita aprirsi nella schiena, una vampata di calore e un forte aumento della sudorazione.
Tutto quello aveva un nome: paura.
Non sono mai stato un eroe, il fatto che mi ritrovassi tra i partigiani era uasi un paradosso, e lo sapete, non avevo scelto, mi ci ero ritrovato. Il che è quasi ridicolo. Ma non mi lamentavo, come al solito stavo dove il destino mi poneva, disposto a dare il mio meglio in quella situazione.
Ma questa considerazione non deve farvi pensare che sarei stato bene anche nell'esercito franchista, o in quello della guardia nazionale portoghese, visto che senza saperlo avevamo attraversato il confine, avevo i miei valori etici, come tutti. Quasi tutti.

Un passo.
Un altro passo, lentamente, silenziosi, uno dopo l'altro.

Il mare e la spiaggia di ciottoli si facevano intravedere, sembrava che la vegetazione si aprisse, come un sipario, pronto ad annunciare il mare. Da qualche passo ormai non eravamo più costretti ad usare le braccia per farsi largo tra i cespugli, ma continuavamo a tenerle in avanti, come per equilibrio, come per paura di cadere.
Ci guardammo, in un secondo di sosta, come per scrutarci le spalle, come per sondare le profondità dei nostri occhi.
Poi Felipe riprese la lenta marcia di osservazione.

Un passo.
Un altro passo.

La spiaggia era vicinissima e sorridevo dentro di me, convinto di tornare indietro a portare una buona notizia, sorridevo alla fine di questa camminata di agonia, brindavo pensando a uanto ci si senta molto più sicuri in gruppo.
Un uomo da solo non è nulla, è proprio vero. Talvolta è degno di atti eroici, certo, ma nella maggioranza dei casi vale appena come pannolino per cacarsi addosso.

Un passo.
Un passo ancora.

Un fascio di luce.
Quem é você?
Erga a parte de trás e dar, lentamente.
Não tente fazer os heróis que caso contrário os fazem saltar as tripas.


(Chi siete?
Alzate le spalle e voltatevi, lentamente.
Non cercate di fare gli eroi, che altrimenti vi faccio saltare le budella.
)

Erano portoghesi.

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