
Riprendo da dove avevo lasciato, dalla caccia alle streghe.
Voglio chiarire punto per punto, per cui mi scuso se lo faccio colloquialmente, alla rinfusa, senza ordine, diciamo a braccio.
Innanzitutto non sono buonista, non mi piace, amo le scelte radicali e talvolta il cinismo. Ma questo vale anche quando dico di stare dalla parte del più debole. Che è la parte che più mi si addice.
Quando parlo di ipocrisia nella gente, ho i miei buoni motivi per farlo. Risalgo al detto, che molti italiani prendono per loro "italiani brava gente": il popolo italico si sente tollerante, buono, animato da principi etici e morali, nonchè profondamente cristiani. Fatto sta che appena un diverso mette piede in Italia viene discriminato, almeno fino a che non si adegua agli standard estetici e di vita italiani. Infatti torna precisa la regola dell'italiano: "A casa mia fai come dico io".
In parole povere l'italiano medio non vuole una società multietnica, pensa di non poter imparare nulla da un rumeno o da un rom o da un albanese e, tranne i vicini di casa "che si fanno un mazzo tanto", li manderebbe tutti via.
Questa coscienza comune credo sia insita nel nostro popolo, e i giornali e la politica entrano in gioco quando soffiano sul fuoco. Facilmente dimostrabile come tra un furto fatto da un italiano e uno fatto da un extracomunitario qualsiasi sia più di notizia il secondo.
Il fatto che i Rom, tutti, proprio tutti, per tradizione ed usanza, rubino per sopravvivere rimane, a mio avviso, da dimostrare. Ciò che è sotto la luce del sole è che sono una popolazione, venuta in antichità dall'India, che sin dal suo ingresso è stata discriminata. Perchè? Perchè ballavano, cantavano, facevano feste e prendevano la vita dell'uomo sulla terra come un passaggio, come un ingranaggio di un meccanismo. Erano effettivamente nomadi, perchè avevano lo spirito del viaggio nel sangue, e perchè, in un certo modo, seguivano effettivamente lla natura ed i suoi ritmi. Non a caso la parola "Rom" significa, con buona probabilità, "L'essere umano".
Sottolineo una cosa: nessuno li chiama Rom, essi sono zingari (etimologicamente uguale a bislacco, diverso, probabilmente derivato da "cantante"), o "nomadi" (etimologicamente derivato dal significato positivista negativo di "essere senza patria" e quindi inferiore).
inoltre, con la seconda guerra mondiale c'è chi ha guadagnato uno stato e un giorno della memoria, mentre ai Rom, massacrati da Hitler in proporzioni e modi abominevoli, non è toccato nulla. Solo la stanzialità in un campo, cosa che va contro la loro cultura.
Ultima cosa: si stima che circa l'80% della popolazione Rom residente in Italia sia a tutti gli effetti cittadino italiano. Il che significa che il restante 20%, e non sono io a supporlo, non ha mai dato la sua etnia in un censimento per la paura di discriminazione; e non solo, significa che ci sono migliaia e migliaia di cittadini italiani trattati come cani.
Detto tutto questo rimango saldo ad alcuni principi. Ovvero: chi sbaglia, per me, paga. Chiunque.
Italiano, Americano, Argentino, Francese o Rom.
Non faccio alcuna distinzione, per cui, se rubi, paghi. Stessa cosa riguarda i figli dei rom: dovrebbero essere costretti a mandarli a scuola, indubbiamente.

D'altro canto, quel mio sentimento che viene scambiato per buonismo da predica, non è altro che la famosa pietàs cristiana, per quanto io sia ateissimo, ovvero non il perdono, non la compassione, ma la pietà intesa come voglia di comprendere.
Credo che a questa società manchi totalmente la voglia di comprendere. E lo dimostrano i fuochi. Dare alle fiamme un villaggio è tanto barbaro da essere sconvolgente. E' da fascismo, da dittatura. E la cosa incredibile, è che nessun Rom ha osato dire nulla, semplicemente si sono diretti dai parenti, ed intervistati, hanno detto
resteremo per un po' qui.
"Non c'è volontà di comprendere e questo corrompe la società cui riesce più semplice credere che i buoni son qua e i cattivi là" (Marlene Kuntz)
Non pretendo che le mie parole cambino qualcosa, che riescano addirittura a cambiare un po' la vostra opinione. Tuttavia, fatemi un piacere. La prossima volta che per fare un po' di atmosfera in casa, o per riflettere nella penombra, o semplicemente per festeggiare, fate girare sul vostro stereo Django Reinhardt, ricordatevi che era Rom. E che in altra vita ed altro contesto, gli avreste appena bruciato la casa.
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