venerdì 30 maggio 2008

Un consiglio a Gianni Alemanno su via Almirante


Ognuno ha i suoi idoli, per carità.
Figurarsi che quando ero bambino ero molto più che affezionato ai Rigueira e alla loro "No tengo dinero", che ho avuto il "piacere" di riscoprire mia in questi tempi.
Ma quando si tratta di dedicare un luogo alla memoria, credo ci possa essere una scala gerarchica, di puro interesse nazionale, rappresentabile nella capitale ancor piùche nelle altre città.
Credo sia giusto rivisitare il passato, cercare di rileggerlo, limare alcune parole se necessario. Rileggersi aiuta a ricostituirsi, a capire, a crescere e maturare come popolazione. Ma onestamente non sento alcuna necessità di dedicare una via ad Almirante.
Sento un'altra necessità.

Prima di scrivere questa breve riflessione sono andato su google maps, ed ho digitato "Via Giovanni Falcone" ed ho scoperto che, purtroppo, ne esistono in Italia solamente nove. E nove sono anche le vie intitolate a Paolo Borsellino, ma a Roma, di queste, nessuna traccia.

A Roma non esiste alcuna via intitolata a Giovanni Falcone, o a Paolo Borsellino.

Certo, la capisco, caro sindaco, se fa precedere la sua rivisitazione della memoria ad una intitolazione di una via alla Toscana o alla Ligura, ma siamo davvero certi che Via Almirante debba precedere Via Giovanni Falcone a Roma?

L'Italia è quella mera espressione geografica che si priva da sola dei propri eroi.
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Fino all'ultima balena

In senso lato con il termine "balena" si intende qualsiasi cetaceo di grande taglia (Capodogli, Balenottere, Megattere, Balene vere)
Le "balene" sono i mammiferi più grandi esistenti sulla superficie terrestre, e tra queste abitano il palmares delle specie più intelligenti. Al contrario di quanto si pensasse nei primi anni cinquanta, le balene comunicano tra di loro, emettendo suoni che nelgi ultimi anni sono stati registrati e, in parte, catalogati. I suoni sono, sembra ovvio a dirlo oggi, il modo migliore per cacciare, corteggiare e quanto altro, a decine di metri di profondità, dove i raggi del sole arrivano molto attenuati.
se non sapete resistere alla curiosità e volete ascoltare i suoni emessi da alcuni esemplari, potete cliccare qui, ed ascolterete alcuni segnali, potendone leggere anche le probabili interpretazioni.

Ovviamente, dove esiste la meraviglia, dove la curiosità non finirebbe mai per spegnersi, come al solito, arriva l'uomo, portatore di distruzione ingiustificata.
(da Greenpeace): "Le statistiche parlano chiaro. Le balenottere azzurre, in Antartide, sono l'1 per cento della popolazione originaria, nonostante quaranta anni di protezione totale. Alcune popolazioni di balene si stanno espandendo, ma altre no. Si stima che solo una popolazione di balene, le balene grigie del Pacifico Orientale, abbia recuperato appieno la propria condizione originale. Le balene grigie del Pacifico Occidentale, invece, sono le più minacciate in assoluto: i circa cento esemplari rimasti sono ormai sull'orlo dell'estinzione."

La caccia alle balene è interpretata benissimo, ma non solo, dalle navi giapponesi, che rifiutano qualsiasi trattato, qualsiasi divieto. Iniziarono la caccia nel 1940, quando una compagnia comprò una baleniera norvegese, e fino ad oggi la nazione non ha fatto altro che presentare obiezioni su obiezioni sui tetti massimi degli esemplari cacciabili.
"La caccia commerciale non è l'unico pericolo che le balene devono fronteggiare. L'impatto delle attività dell'uomo sugli ecosistemi marini è profondamente cambiato negli ultimi cinquant'anni, da quando cioè si è cominciato a proteggere le balene. Il cambiamento climatico, il buco dell'ozono, l'inquinamento chimico e quello acustico, legato ai sonar e ai motori delle imbarcazioni, lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche mettono a repentaglio la sopravvivenza delle popolazioni di balene rimaste. La pesca industriale sottrae alle balene preziose risorse alimentari e le espone al rischio delle catture accidentali." (fonte: Greenpeace)

La carne di balena viene venduta come prelibata, talvolta viene contrabbandata, mentre in alcuni casi è stata addirittura segnalata nelle scatolette di cibo per cani.
E se per caso aveste voglia di provarne la carne, guardate questo video, e rifletteteci su...



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giovedì 29 maggio 2008

Pugno di ferro nello stomaco dei napoletani


(fonte Ansa): "ROMA - "Bertolaso gestirà la vicenda rifiuti per un periodo straordinario fissato fino al dicembre 2009". Lo afferma il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, nel corso di un'audizione in commissione Ambiente della Camera. Da parte del governo c'é "massima solidarietà e pieno e incondizionato sostegno a Bertolaso". (...)
Il programma che abbiamo intrapreso è un preciso impegno del governo - ha sottolineato il ministro - e dunque intendiamo riportare la normalità laddove il senso della normalità rischia di smarrirsi". Dobbiamo "fare tesoro - ha proseguito - degli errori del passato". E per questo "stavolta non esiteremo ad adottare anche scelte dolorose e difficili".
La situazione dei rifiuti in Campania é frutto del "fallimento" sulla materia "delle istituzioni locali così come delle gestioni commissariate che si sono susseguite", afferma il ministro Prestigiacomo. Per il ministro la vicenda è frutto anche della "resistenza di alcune fasce della popolazione che si sono opposte all'apertura di siti. E poi - aggiunge - sulla vicenda c'é l'ombra della malavita organizzata contro cui ci sarà l'impegno massimo dello Stato".

Pugno di ferro, insomma, si va avanti. Con i cittadini o senza.

Pugno di ferro, nello stomaco dei Napoletani.




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mercoledì 28 maggio 2008

Ciapa el camel e torna a casa



Oggi faccio concorrenza al maestro Kuros, anche se il discepolo ha ancora molto da maturare. Me lo dico da solo, per ovvia umiltà.

Alcuni mi hanno detto che devo prendere in casa tutti gli immigrati clandestini, visto che mi piacciono tanto. Il problema è che faccio fatica con un bilocale ad accettare molte persone. E poi del resto, aspettiamo con tripudio i nuovi alberghi di lusso per immigrati.

Dico io, questi si fanno un tragitto in crociera-gommone per tutto l'adriatico e non solo, approdano sul suolo italico e gli diamo alberghi di lusso. C'è l'imbarazzo della scelta, ben uno per regione, con soggiorno gratis previsto di diciotto mesi.
Il sig. Prosperini mi ha convinto, davvero.
Non gli va bene? Che prendano il cammello e se tornino a casa.

Comunque sia, vi consiglio di farvi un bel giro sul sito ufficiale di Piergianni Prosperini, meritano veramente le sue battaglie, dal titolo, ad esempio, "un presepe in ogni scuola"...
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martedì 27 maggio 2008

Hotel Immigrazione

Avevamo, un tempo, e talvolta ancora, gli "albergo autisti". Diamo il benvenuto ai nuovi residence per i diversamente uomini: gli Hotel dell'Immigrazione.

Non ci saranno più i Cpt, cioè i centri di permanenza temporanea, e saranno varati i nuovi Centri di Identificazione e di espulsione. L'inasprimento, temo, non sarà solo nelle parole.
(fonte Ansa):"Il provvedimento stabilisce infatti che il tempo di permanenza in queste strutture si allunghi dagli attuali 60 giorni a 18 mesi. Ciò - insieme all'introduzione del reato di immigrazione clandestina prevista dallo stesso ddl - comporta l'esigenza di nuovi Centri."

Un hotel per regione, così da rendere efficiente al massimo la politica di detenzione.
Gli alberghi in cui i diversamente uomini potranno risiedere ben 18 mesi saranno realizzati nelle vecchie caserme, e ne abbiamo all'attivo già dieci: ari-Palese (196 posti), Bologna (95), Caltanissetta (96), Lamezia Terme (75), Gradisca d'Isonzo (136), Milano (112), Modena (60), Roma (300), Torino (92), Trapani (57), che per adesso sono solamente Cpt.

Una riflessione semplice e talmente banale da farmi sembrare un bambino, e come tale senza preconcetti, e con una visione molto più semplice delle cose.

Guardo in alto.
Le rondini migrano da sempre, e le salutiamo sempre con un sorriso.

NESSUN UOMO è ILLEGALE



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Io se fossi Giordano, o "una vita da Giordano"

Non proprio una giornata da Giordano, ma una vita da Giordano, che se ci fate caso, assomiglia anche al titolo di una canzone...

Si, io sono Giordano. Ho bisogno di dirlo, ai quattro venti tutte le volte che vengo inquadrato. Sono un egocentrico, ebbene sì. Sono qui, oggi, per sfatare alcune calunnie che adombrano il mio bellissimo ed incensurato nome. Onorevole nome direi.

Sono in molti a dire che io debba il mio successo grazie all'industria vinicola di nome Giordano, dicono che siamo parenti, e che io ho avuto molti appoggi. Falso, tutto falso.
Ho iniziato a lavorare molto piccolo, assieme a mio padre, che vendeva biancheria da donna al mercato in piazza centrale. In pratica mio padre, da persona lungimirante quale era, mi udì una volta piangere e strillare e capì che potevo avere un futuro: un futuro da strillone.
Per cui non dovevo proprio lavorare, mi mettevo a bordo banco a urlare in faccia alle signore i prezzi e quanto ci guadagnavano. Morale della favola: mio padre faceva molti più soldi. Così iniziammo a spostarci di mercato in mercato, travolgendo le piazze, le donne iniziarono ad andare in visibilio per la nostra biancheria ed arrivammo a Roma.

Passava dal mercato un giovane sindacalista, di nome Fausto, un uomo per bene, con tanto di pipa e occhiali da intellettuale a montare la faccia. E mi vide.
Fu subito amore, mi prese con sè.
Era un po' intenerito dall'ultima campagna della Lav contro l'abbandono dei cani d'estate, e un po' seccato per il recente furto alla sua villa. Così mi rpese con sè. I patti erano chiari:
Io stavo fuori casa, strillavo in caso di ladri, e ci guadagnavo vitto, alloggio (più o meno) ed un piccolo vitalizio. Sempre meglio che strillare a gratis.

Tutto andava benissimo, sembrava una favola. I muri cadevano e padron Fausto scalava i gradini del palazzo. Infatti ci trasferimmo, in una villa meno modesta e meno protetta. E fu lì che accadde. I ladri arrivarono, io iniziai ad urlare ma loro mi tapparono la bocca, e mi porsero un bell'assegno di cifre che non avevo mai visto. Così finzi un malore e li feci entrare. Rubarono proprio tutto, dall'argenteria agli ideali; padron fausto era scosso. Mi guardò, capì subito che ero stato io, ma non me ne volle. Disse che aveva sbagliato tutto su di me, e mi propose di entrare in politica. Avevo un unico compito nelle file di partito: urlare.

Ed è ciò che ho sempre fatto e che meglio mi è sempre riuscito.
Solo una volta, è andata male, ma se ve la racconto è tutta da ridere.
A Vicenza un gruppo folkloristico chiamato, non ricordo, qualcosa tipo nopolaramin, cantava e protestava. Quando sento gli urli non mitrattengo, devo mostrare a tutti la mia brvaura: l'ho detto, sono egocentrico. Così salgo sul palco ed inizio ad urlare tutto quello che dicevano i nopolaramin, a squarciagola. La gente applaude, se ci fosse stato un applausometro sarebbe scoppiato.
Il giorno dopo si avvicina uno, si chiama Turatappo se ricordo bene, e mi dice: allora votiamo no a D'Alema? e io gli dico: fammi vedere la tessera... lui me la fa vedere e io la brucio accendendomi una sigaretta. Ridendo, ovviamente.

Fino ai giorni d'oggi.
Sono disoccupato. Aiutatemi.
Se cercate un urlatore di professione contattatemi. Il mio numero lo trovate al mercato centrale. di Roma

clicca qui per leggere tutti gli "io se fossi...", che poi a dire il vero ce ne sono molti altri...
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lunedì 26 maggio 2008

La mano sinistra: Resisti Napoli



Molto toccante, e purtroppo futuribile, il pensiero del gruppo del presidio permanente dei No dal Molin:

"A Napoli la crisi non riguarda più soltanto i rifiuti; riguarda la democrazia; il Sindaco di Marano ha definito «da guerra civile» le scene degli incidenti dell’altra sera. «Da una parte la forza della ragione, dall'altra la forza dei muscoli: stiamo assistendo ad un qualcosa di assurdo, surreale», ha affermato Perrotta. Ed è surreale vedere le mani di un’anziana poggiate sullo scudo di un finanziere, a tentar di fermare la “forza dei muscoli”. Come è surreale il silenzio che si leva da Montecitorio; a tre giorni dalle prime cariche, non un Parlamentare ha commentato l’accaduto: sulla repressione sono tutti d’accordo; sono tutti complici. Guardiamo Napoli e, un po’ egoisticamente, pensiamo a Vicenza. Al giorno in cui, anche qui, arriveranno le ruspe, scortate dagli scudi e dai manganelli, perché nessuno possa mettersi sulla loro strada. Fanno paura quei caschi blu, ma questa non è democrazia. E i soprusi non li vogliamo accettare, a Vicenza come a Venaus, in Campania e in qualunque altra terra. E’ anche per questo che ci battiamo: per avere ancora il diritto di parola. Resisti, Napoli: noi sappiamo da che parte stare. E il primo giugno saremo in Campania, per le strade della città che rifiuta le imposizioni, al fianco dei cittadini che lottano contro il business dei rifiuti."




Napoli è la prima trincea, è il primo campo, una prova, forse.
Le ruspe, e gli scudi antisommossa, accompagnati dai lacrimogeni, possono arrivare dovunque. Dovunque ci sia una protesta,
dovunque il cittadino non sia d'accordo con lo status quo.

Chiudo gli occhi e sogno.
Sogno un presidente, e non dico di sinistra o destra, sogno un decreto, che non parli di usare la forza, che non dica di non tollerare più, ma dica di voler dialogare.
Di voler ascoltare.

Invito tutti i blogger della mano sinistra a pubblicare la lettera riportata, perchè è simbolo di una nazione davvero senza confini, perchè è simbolo di lotta, perchè è prima del federalismo e della democrazia, ha il sapore di pace e di conforto.
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Viaggio all'inferno, vita da vacche



Un nuovo video per una nuova iniziativa targata LAV. Inutile dirvi che è molto forte, come gli altri, ma del resto è tale come spesso lo è la schietta verità.
Il video documenta la sofferenza di migliaia di bovini costretti a lunghi viaggi mortali dal Belém, uno dei porti del Brasile con maggiore traffico di navi, al Libano, dove arrivano stremati o già morti dopo un viaggio che può durare più di tre settimane.
Fino al 10% dei bovini muore durante la traversata oceanica, a causa di stress termico, traumi e malattie respiratorie; ammassati sulle navi in condizioni spaventose, senza cibo né acqua anche per quattro giorni, senza la possibilità di muoversi o di sdraiarsi, sono costretti a subire sofferenze inaudite.

video

La LAV si propone di rendere noto questo tragitto infernale, e di chiedere alle autorità competenti brasiliane di rendere effettiva e permanente la temporanea sospensione di questa tratta. Si calcola che rendendo effettivo il divieto verrebbero salvate circa centomila vite di bovini, o quantomeno a questa cifra verrebbero risparmiate le sofferenze del viaggio infernale.

Inoltre "I tassi di mortalità degli animali sono maggiori in presenza di temperatura e umidità elevate. Secondo la FAO, il trasporto su lunghe distanze di animali d’allevamento è un facile veicolo di diffusione di malattie. Tra le malattie animali legate al trasporto vi sono: l’ipertermia maligna, i colpi di calore, la sindrome da stress (PSS), una malattia grave che può portare alla morte. Durante i lunghi viaggi, gli animali sono costretti a stare sugli escrementi e il gas di ammoniaca generato dall’urina può irritare le vie respiratorie sia degli animali che degli uomini. "

Per esprimere il proprio NO al commercio degli animali vivi, si può compilare i campi previsti per l'invio, alla pagina:
http://e-activist.com/ea-campaign/clientcampaign.do?ea.client.id=24&ea.campaign.id=756
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sabato 24 maggio 2008

Probabile che per "levare la spazzatura" intendessero altro...



Probabile che quando parlavano di levare la spazzatura, avessero un'idea diversa dalla nostra.
Noi, forse terra terra, pensavamo ai cassonetti ricolmi, alle discariche, pensavamo a Napoli invasa dai rifiuti. E al futuro, per una volta, ai figli che non meritavano certo questa situazione.
Forse, loro, un po' metaforici, col vizio dei voli pindarici, pensavano ad altro.

Magari pensavano ai Rom. Visto che sono stati disposti a montare su una scenetta da teatrello di periferia in cui colpevole sarebbe stata una ragazza, che in realtà non ha fatto niente di quanto dichiarato dalla carta stampata.



Magari pensavano ai trans, davano noia, e agli stessi gay in generale.



Forse pensavano ancora più in grande.
Pensavano all'opposizione, al diritto di parola e di manifestare.
Sembrerebbe proprio così.


Sconsolato, pur non capendo a cosa ormai possa servire, vi lascio alcuni stralci di quella che un tempo chiamavamo costituzione.

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 17.

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.

Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.

Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.




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venerdì 23 maggio 2008

Se Paperino sfrutta gli operai - Guida al consumo critico atto II


E' la voce di Rampini che parla. Quindi oserei dire, abbastanza autorevole.
E' Rampini, da "Il corriere della sera" che ci rivela:

"PECHINO - Libri di Topolino, album colorati con le figure del pesciolino Nemo, agendine e giochi con i popolari personaggi dei cartoons di Walt Disney. Sono le prove a carico in un impressionante dossier sugli abusi dei diritti umani nelle fabbriche cinesi. Dietro gadget e giocattoli che vengono venduti ai bambini del mondo intero dalla multinazionale Disney ci sono migliaia di operai cinesi pagati 60 euro al mese.

Costretti a lavorare 13 ore al giorno, e vittime di una tragica serie di incidenti in fabbrica: dita e mani amputate, morti sul lavoro. Le accuse sono documentate da un gruppo di ricercatori universitari di Hong Kong che sono riusciti a raccogliere le testimonianze degli operai e rivelano le loro scoperte in un voluminoso rapporto con il titolo "In cerca della coscienza di Topolino". La denuncia esce a tre settimane dall'inaugurazione del nuovo parco divertimenti Disneyland-Hong Kong, che è già stato al centro di controversie, in un periodo critico per i vertici della Disney in America.
(...)

Ecco alcuni passaggi della lettera scritta da un operaio: "I guardiani ci maledicono e ci trattano come criminali. Gli alloggi sono lontani, ogni giorno qualche operaio che rientra a dormire viene investito da un'auto, ferito o ucciso, e non c'è assistenza sanitaria. I nostri salari sono miserabili, 600-700 yuan al mese (60-70 euro, ndr) e solo per l'alloggio ne spendiamo 100. Dopo aver lavorato un mese cerchiamo cosa ci resta in tasca: pochi spiccioli. Onorevoli dirigenti, non potete trovare nel vostro cuore un po' di compassione?". Il rapporto elenca i più recenti infortuni sul lavoro, in certi casi documentandoli con fotografie: un operaio di 24 anni schiacciato a morte dalla macchina che fa i buchi nella carta; un altro fulminato dalla corrente di una tagliatrice; operaie con le dita amputate o la schiena spezzata. "

Quindi la Disney, nonostante il suo beatissimo volto di buona e per bene, oltre a vecchie e probabilmente irreali accuse naziste, vanta una buona esperienza nel campo dello sfruttamento umano.
L'uomo del resto, altro non è che materiale, qualcosa da poter sfruttare in segno del dio denaro.
Questa ci insegnava già ieri il signor Benetton.
Quindi abbiamo due buonisti con atteggiamenti perbenisti con un reato solo: sfruttamento.

L'articolo non è stato riportato per intero, ed è allarmante anche in altri punti, se volete leggerlo tutto, andate qui.

Io mi limito a continuare lo sforozo appena iniziato di produrre un piccolo manuale in linea di guida al consumo critico. Come detto, la libertà maggiore che il mondo capitalista ci lascia è quella del compratore. Bene, quindi, scegliano cosa comprare e muoviamo il mercato dalla nostra parte.
So che è difficile, ma in questo caso vi dico:

Non comprate Disney.





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Rumena salva la vita a quattro italiani


Pistoia: la donna rumena, donando gli organi, salva la vita a ben tre persone. Tutt'e tre italiane.
Si chiamava Rodica, ed ha donato fegato, reni e cornee, aveva 49 anni.

Rumena salva quattro italiani
Stamani questa locandina capeggiava tutta la mia città.
Come a denunciare lo schifo di propaganda che ci vuole far credere che i rumeni non sono uomini. Oppure, in ipotesi più pessimistica, con meraviglia, come se fosse qualcosa di incredibile, comse la domanda retorica mai posta fosse: anche loro sono umani?

Ora, sapete ciò che penso, non c'è bisogno che stia a ripeterlo.
O forse sì, perchè non mi stanco mai di dirlo.
Mi unisco allo striscione del corteo degli immigrati di Napoli:

Nessun uomo è illegale


Spiegate alle gente che sostiene la Lega, la gente che dice l'Italia agli italiani, spiegategli che andremo incontro alla stessa sorte di Malta, la stessa del vecchio regina Pacis: costruiremo nuovi campi di concentramento.
Ancora una volta, lo stesso filmato che vi avevo mostrato tempo fa... volete davvero che questo sia attuale?


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16 anni fa moriva Giovanni Falcone



Non commento, per mancanza di parole.
Non commento per mancanza di parole adeguate, perchè non riesco a capire.
Gli eroi lasciano le proprie impronte nella storia.
Le nostre tracce si confondono con quelle delle lucertole.
Scaldiamo un pochetto il nostro sangue al sole e ci concediamo di scappare ad ogni soffio di vento, con la sola paura di perdere la coda.
Non ho più sentito nessuno gridare.
Non ho più sentito nessuno.
Proviamo quantomeno a non dimenticare.

Proviamo a prendere esempio, che mai è troppo tardi per imparare...
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giovedì 22 maggio 2008

Guida al consumo critico atto I



La genialità di un industriale e quella di un pubblicitario e fotografo riescono perfettamente nel loro intento: far somigliare Benetton a quella marca dal volto buono, che sponsorizza cause giuste, schierata dalla parte giusta.
Chiedetelo a Riccardo Orizio se è così. Riccardo Orizio, giornalista, ha denunciato gli sfruttamenti minorili di Benetton nel 1998 in Turchia, documentando minuziosamente con un articolo su il corriere della sera la giornata di un bambino operaio, del valore di 6600 lire. L'articolo lo trovate interamente qui, io ve ne riporto l'inizio:
" Ozcan dovrebbe andare a scuola: lo dice la legge turca, lo dice la convenzione internazionale sul lavoro dei minori (che proibisce
il lavoro a chi ha meno di 14 anni), lo dice la sua faccia spaurit
a di profugo curdo scappato da un villaggio in fiamme.
Ozcan, invece, tutte le mattine alle 8 va in fabbrica. «Da un anno vengo qui a lavorare con i miei fratelli. Io sono in nero, lor
o assunti regolarmente. A me danno 22 milioni di lire turche al mese (132 mila lire italiane, 6.600 lire al giorno). Nessuna copertura assicurativa, niente contributi sociali. Mi pagano in contanti, una volta alla settimana. A me piace. Cosa faccio? Cucio pantaloni. Di che marca? Benetton. Tutti noi fabbrichiamo vestiti Benetton». Le domande insospettiscono i fratelli di Ozcan. Alla fine c'è solo il tempo di scattare qualche fotografia: poi I quattro fratelli riescono a «scappare». "


Riccardo Orizio è stato denunciato da Benetton, da dire, per chiarezza, ed accusato al risarcimento del marchio per il valore di 800 euro.


Ma Orizio non è da solo. I Mapuche la pensano come lui, riguardo a benetton.
Argentina Indymedia ha accusato Benetton di aver comprato, o per essere più chiari "espropriato", tramite il nome di "Compania de Tierras Sud Argentino SA", la popolazione Mapuche, aliena dal concetto di proprietà privata, qualcosa come 900.000 ettari di terreno per il pascolo delle proprie pecore da lana. Su youtube potrete trovare facilmente interviste alla gente comune che parla di tutto questo. ve ne riporto una, anche se, purtroppo, non è chiara, non essendo, ovviamente, in italiano.



Non è tutto. L'osservatorio Benetton, non di proprietà dell'azienda, bensì un osservatorio per il consumo, aveva denunciato il vero e proprio sfruttamento presente nei tanti laboratori del nostro centro-sud che lavorano a cottimo per questa e per le altre grandi firme della moda italiana. Si va dalle gravi carenze igieniche al vecchio fenomeno del "fuoribusta", al licenziamento delle ragazze incinte, agli incentivi prodottivi che, in pratica, costringono le lavoratrici a turni sempre più massacranti. Il tutto sotto il ricatto di quello che Luciano Benetton chiama "decentramento produttivo", ossia il trasferimento della produzione nei paesi dell’Europa orientale, dove un lavoratore costa meno, molto meno di 100 dollari al mese.

Il problema non si pone. Per non sponsorizzare tutto questo basta non comprare da Benetton.
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mercoledì 21 maggio 2008

Io pago, quindi scelgo. Europa 7 e Rete 4



Per chi non lo sapesse, Europa 7 è una emittente televisiva con regolari permessi, priva di frequenze.
Per chi non lo sapesse Rete 4 è una emittente televisiva senza regolari permessi, dotata di frequenze.

La concessione di trasmissione per europa 7 risale al lontano 1999, e a nulla sono valse le affermazioni della Ue in materia. Lo stesso 31/1/2008 è noto che la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attivita' di trasmissione radiotelevisiva e' contrario al diritto comunitario.
Tale regime - sottolineano i giudici - non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.

In pratica, il fatto che Rete 4 continui a trasmettere, privando di fatto delle proprie frequenze Europa 7, è una violazione dei criteri di trasparenza, una violazione della libertà del mercato, che una forza come il Pdl dovrebbe apprezzare, la stagnazione di un progetto per una persona che ci aveva investito tutto. Lo dico perchè Francesco Di Stefano, padrone di Europa 7, per avventurarsi nella creazione di una rete nazionale, ha dovuto cancellare le altre reti regionali di cui era proprietario. Il piano di Europa7 prevedeva 700 assunzioni, un centro di produzione a Roma di 20000 mq, composto da 8 studios e una library di programmi.

Fino a qui, almeno economicamente, la vicenda non ci tocca. Visto che non siamo un paese preoccupato dal monopolio dell'informazione, fino a che non toccano le nostre tasche tutto va bene.

La sentenza della Corte di Giustizia Europea dice che per ben 10 anni il governo italiano ha permesso a Rete 4 di trasmettere illegalmente sulle frequenze destinate a Europa 7. Non solo.
La stessa sentenza prevde un cospicuo risarcimento calcolabile, sembra, in miliardi a Francesco Di Stefano.
Che, ovviamente, pagheremo noi.

Ora, le cose sono due.
O decidete di protestare e firmate questa petizione,
Oppure, per il semplice diritto che ha vita da quando è nato il dio denaro, ovvero "io pago, quindi scelgo", vi potete ritenere piccoli azionisti di rete 4, e quindi richiedere provvedimenti.
Ad esempio potremmo chiedere la cacciata di Fede, tanto per fare un po' di folklore bulgaro anche da queste parti.
Qui potrete scrivere a rete 4, con affetto o rabbia, fate voi. Io vi suggerisco una brevissima mail da inoltrare.
Se poi volete sia firmare la petizione che inoltrare la mail, fate pure, come se foste a casa vostra...

"Carissima Rete4,
non ti ho mai seguita, di solito i tuoi programmi assomigliano a rigurgiti di un uomo malaticcio e con ben pochi neuroni. Il tuo tg assomiglia alla rassegna stampa di Nicolino l'ortolano, che qui va tanto di moda, in via del frutteto, quando sbraita lo ascoltano tutti.
Viste le recenti vicende, visto che la mia busta paga, oltre che pensare alla pensione di tutti, oltre che finanziare guerre illegittime e stipendi parlamentari insulsi ed auto blu di quantità imprecisata, servirà anche a finanziare le tue trasmissioni, mi avvalgo del diritto vecchio quanto l'uomo del "io pago quindi scelgo".
Quindi, visto che io pago, ritenendomi un piccolo azionista di questa splendida rete, mi avvalgo della facoltà di suggerire alcuni cambiamenti utili per il miglioramento del palinsesto.
Innanzitutto cacciate Emilio Fede, al suo posto va bene anche Vanna Marchi, basta che si capisca che è un tg satirico.
Poi buttate via tutte quelle telenovele senza fine ed iniziate a fare cultura. Ma non con cecchi Paone, ho detto cultura.
Ultimo suggerimento, quando mettete la firma de "i bellissimi di rete 4" ai vostri film, assicuratevi che diano quanto meno decenti.

Cara Rete 4, ti ringrazio per l'attenzione e porgo cordiali saluti."
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La Rai mi fa schifo


Su La7, in questo stesso istante, Berlusconi ed il suo consiglio dei ministri sta facendo, in diretta, il resoconto su tutti i provvedimenti varati in questa prima sede di legislazione.
Su Rai Uno: La Vita in diretta Su Rai Due: X Factor Su Rai Tre: Il giro d'Italia.

Torno a chiedermi perchè si debba davvero a tutti i costi pagare il canone, e non è solo una questione di troppa pubblicità, ma di totale carenza di contenuti.
Già mi ero indignato sul fatto che gli internazionali tennistici di Italia andassero in onda su Italia 1, ma che il governo parli ai cittadini in diretta su La7 è veramente ridicolo.

Torno a dire: Viva Zapatero, e la sua riforma delle televisioni.

A proposito, vvediamo insieme quali sono le vere innovazioni della sua riforma ormai in vigore da tempo:
Come è stata ideata la legge: Prima ancora delle elezioni Zapatero affidò a un comitato di cinque saggi presieduto dal filosofo Emilio Lledó e formato da intellettuali e massmediologi lo studio di un piano per il riassetto del sistema radiotelevisivo pubblico. La loro proposta è stata tradotta in legge.
Come viene eletto il direttore ed il consiglio di amministrazione: Il direttore generale è eletto secondo la Riforma dal consiglio d'amministrazione, non più dal governo, con i 2/3 della maggioranza e dovrà essere scelto tra i partecipanti a un concorso pubblico. Il cda, con un mandato di sei anni per non coincidere con le scadenze delle legislature, sarà composto da 2 membri eletti dal senato e 2 dal parlamento, anche qui servono 2/3 dei volti; altri 2 componenti saranno scelti dai sindacati e altri 2 dal consiglio audiovisivo (che regola frequenze, costi, flussi pubblicitari, ndr). Il cda sarà responsabile penalmente e civilmente della propria gestione, mentre un consejo de informacion (il nostro garante per le comunicazioni, ndr) vigilerà sul pluralismo e le scelte del cda e avrà il potere di bloccare il direttore generale.
Inoltre: Per accentuare le garanzie di democrazia e pluralismo del sistema informativo pubblico, si prevede la formazione di un "Consiglio d'informazione" formato da rappresentanze dei comitati di redazione dei canali informativi pubblici e da associazioni della società civile.

Mamma Rai, io chiedo l'adozione ad un'altro genitore...
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martedì 20 maggio 2008

I bambini e i giocattoli inesplosi: cluster bombs


Ne avrete sentito sicuramente parlare, che le abbiano chiamate bombe cluster o a grappolo. In pratica le bombe cluster sono ordigni concepiti per abbattere obiettivi militari, che si dividono in aria per radere al suolo un appezzamento di terreno più vasto. In realtà circa il 20% delle bombe a grappolo sganciate atterra inesploso al suolo. Il cinismo del progetto vuole che le stesse abbiano una forma tale da incuriosire chiunque ci si avvicini, fatto che compromette irrimediabilmente la vita di molti bambini ed adulti.
Le stime vogliono ad oggi cento milioni di bombe cluster inesplose, e quindi, per quanto le mine antiuomo non siano più tollerate dai trattati Onu, cento milioni di mine antibambino inesplose.
Perchè molto spesso sono proprio i bambini le vittime della barbarie delle bombe grappolo.
Evito di pubblicare alcune foto che ho trovato, poichè sono fin troppo raccapriccianti, ma in compenso posso riportare alcuni dati:

-In Iraq agli inizi degli anni Novanta e in Kosovo nel 1999 hanno ucciso piu' civili di quanti ne abbiano ucciso tutte le altre armi impiegate in questi conflitti.

-Furono utilizzate in maniera massiccia anche nella guerra-lampo dell'estate 2006 tra Israele e le milizie sciite libanesi di Hezbollah (oltre un milione secondo le ultime stime), e trascorso un anno dalla fine di quel conflitto hanno ucciso oltre duecento tra pastori, agricoltori e bambini che le avevano scamabiate, per le loro forme e colore, per giocattoli.

-L'Italia e le cluster. Secondo la 'Coalizione italiana antimine', l'Italia e' tra i 57 Paesi che hanno negli arsenali munizioni cluster e ha partecipato a missioni internazionali in cui se ne e' fatto uso (come in Kosovo), anche se non risulta averle mai impiegate direttamente. Nel 1999 aerei Nato di ritorno da Serbia e Kosovo alla base di Aviano hanno rilasciato nell'Adriatico, in manovre di emergenza, 235 bombe (comprese alcune a grappolo). Tra gli incidenti provocati da quella manovra, il ferimento dei quattro peschatori investiti dall'esplosione di una bomba rimasta impigliata nelle reti.

Da ieri a Dublino è in corso una conferenza per redigere un trattato che metta al bando le bombe cluster, alla quale partecipano oltre 170 stati, tra i quali, però non figurano i maggiori produttori delle bombe: Stati Uniti, Cina e Russia. (Ansa)

Ieri avevo scritto del piccolo Alfredo Rampi, e mi chiedevo come si potesse continuare a fare del male davanti a un tale dolore. Come non ci si possa confrontare con il dolore, come non si possa ripensare la propria vita. E' certo che qualcuno ci riesce. Forse annegando nel suo mare di idiozie e cattiverie, forse annebbiato dalla vista del benessere e dei soldi. Fatto sta che qualcuno non firmerà nessun trattato a sfavore delle mine anti bambino.

Tibisay Ambrosini, responsabile giovani e scuole della campagna itraliana contro le mine, spiega:
"In molte nazioni gli aiuti umanitari lanciati dagli arerei avevano lo stesso colore giallo degli ordigni e questo confondeva i ragazzini che li raccoglievano, trovandosi poi tra le mani pericolosi ordigni. L´Italia è tra i 32 Paesi al mondo che produce cluster bomb. Ci proponiamo di raggiungere la soglia di 200mila firme da presentare al Presidente Giorgio Napolitano con la speranza che, a breve, in Italia venga promulgata una legge nazionale per la messa la bando delle cluster bomb»

Qui potrete trovare la petizione per chiedere al governo di mettere al bando le cluster bomb.


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Il ritorno dei supereroi

(fonte Ansa): STRASBURGO - La commissione Ue "condanna vivamente qualsiasi tipo di violenza nei confronti dei rom e gli Stati Ue devono garantire la sicurezza delle persone sul loro territorio". E' quanto ha detto il commissario Ue all'occupazione, Vladimir Spidla, durante il dibattito sullo stato dei rom in Italia e in Europa all'Europarlamento.

Il dibattito sui rom a Strasburgo non e' una iniziativa contro l'Italia: lo afferma, in un comunicato, il ministro degli esteri Franco Frattini, al termine di un colloquio telefonico con il presidente del gruppo socialista all' assemblea europea Martin Schulz, dal quale ha avuto rassicurazioni in proposito. Schulz ha ribadito che l'intento di tale iniziativa è quello di porre un forte accento sull'esigenza che la questione dei Rom e della loro integrazione, nel rispetto dei diritti umani e della legalità, diventi un tema di rilevanza centrale per l'Unione Europea.

Nessun processo in corso per le molotov lanciate che hanno provocato il rogo, e nessuno nemmeno a carico della giovane roma accusata di aver tentato di rapire un bambino.
Questo significa che chi ha il potere ha tolto la museruola a una certa parte di popolo, adesso libera di ringhiare senza alcun problema.

L'inquisizione è tornata, e questo mette i brividi.
Ma una cosa rassicura: con l'inquisizione tornano anche i supereroi.
Sto parlando di Martin Shulz, che qualche anno fa si prese del fascista da Berlusconi in parlamento europeo facendo calare un ridicolo sipario da carosello, ricolmo di risate ed infamate per ciò che l'Italia rappresentava. Shulz era praticamente scomparso, ma, come Batman o Spiderman, si sa, i supereroi si mettono in mostra solamente quando c'è davvero bisogno di loro.
Ben tornato Shulz.

P.S. per chi non avesse mai visto l'esibizione del maligno prof. Berlusken contro l'amato supereroe Shulz, eccovi un pregiatissimo filmato di repertorio.




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Trans-azione domino



Nel breve, ma giustissimo articolo di ieri di Lameduck, colpirne uno per diseducarne cento, potreste già trovare le mie ragioni e le ragioni di questo post. In realtà, sarò maniacale, ma non riesco proprio ad esimermi dal dire la mia.

Se era stato qualche anno fa Gabry Ponte, saggio filosofo e preziosissimo musicista (sta lampeggiando il cartello: ridere!), a dirci che le streghe erano tornate, nulla sapevamo di certo riguardo al ritorno dell'inquisizione.
Fino a pochi giorni fa, fino a Ponticelli e al primo rogo, il più significativo.
Immaginatevi tutte quelle pedine allineate, una davanti all'altra, tutte quelle bellissime tessere colorate. Poi, spezzando la quiete, un dito sfiora la prima tessera, ed ecco che tutte, con decisione, cominciano a cadere, una dietro all'altra.
Prima i roma, adesso sta ai trans. E' finito il tempo dei gay pride, è iniziato quello del gay fight.

Non ho niente da dire contro i civili cittadini che abitano a pochi metri da quel baracchino, non avrei nemmeno niente da rispondergli se mi chiedessero cosa rispondere al proprio figlio quando domanda cosa ci accada.
Però la gioia, i cori, le urla, che precedono e seguono la cattura, sono i simboli della nuova inquisizione. Un'Italia piena di spazzatura che ha intenzione di ripulirsi, questo sembrerebbe. peccato che la spazzatura, per ora almeno rimanga dov'è.
A Napoli.
E in parlamento.

Iniziamo tutti a dire le nostre preghiere, perchè non si sa mai a chi possa rivolgersi l'Inquisizione, un giorno forseai "terroni", quello dopo magari ai comunisti, per poi estendersi a tutta la sinistra (col beneplacito del Pd, ovvio).

Amen.
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lunedì 19 maggio 2008

Il meme colpisce ancora

Free Image Hosting at www.ImageShack.us



Ieri Manuele di Manublog con parole adulatorie che ringrazio all'infinito (perchè è uno dei blogger più intelligenti che abbi mai letto) mi ha onorato del suo premio, il Meme [R]evolution.
Con questo premio si vogliono premiare i blog che si ritengono essere i migliori tra quelli letti o visitati.
Non ho una grande passione per i meme, credo che questo si sappia in giro, specie nei dintorni della penna che graffia, visto che di solito le sue nomination le faccio cadere nel silenzio per pura pigrizia (che ci vuoi fare Riccardo, perdonami), ma quando si tratta di essere premiato, divento tutto un brodo di giuggiole. E se questa è una espressione che da voi non si usa, beh, cominciate ad usarla ;)
Le regole prevedono altre cinque nomination, per cui, pur avendo più che cinque nomi sulla lingua, procedo:
La penna che graffia (perchè mi tira sempre dentro i meme, per amicizia, e soprattutto perchè è davvero uno dei più interessanti, di quelli che parlano di notizie che i giornalisti ignorano)
Comicomix (per la sua intelligenza, per l'acume dei suoi articoli, per la ricerca continua, per un monte di altre cose...)
Rino, di La storia in un blog (sempre molto interessante, accurato, e acculturato ;) )
Macfeller (per la bellezza delle foto che mostra, per l'interesse che sempre suscita nelle mie riflessioni)
Giusnico (per la quantità incredibile di spunti che offre)

A presto, e buon meme a tutti voi...
Riciard
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Alfredo Rampi e l'Italia nel pozzo



Alfredo Rampi nacque a Roma l'11 aprile 1975, per morire tragicamente il 13 giugno 1981. Il giorno mercoledì 10 scivolò in un pozzo artesiano, dove morì due giorni dopo nonostante gli sforzi di due giorni consecutivi per riportarlo in superficie.

Sul luogo si portò anche l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Un coraggioso volontario, Angelo Licheri, (di professione fotografo) si fece calare nel pozzo, perché piccolo di statura e molto magro. Riuscì ad avvicinarsi al bambino, tentò di allacciargli l'imbragatura per tirarlo fuori dal pozzo, ma per ben tre volte l'imbragatura si aprì; tentò quindi di prenderlo per le braccia, ma purtroppo il bambino scivolò ancora più in profondità. In tutto, Licheri rimase a testa in giù 45 minuti. Man mano che passavano le ore la voce del bambino, raggiunto da un microfono, giungeva sempre più flebile. Il bambino, probabilmente ferito dalle cadute, morì verso le ore 6:30 del 13 giugno dopo che un altro volontario, Donato Caruso, provò come Licheri ad imbragare il bambino e fu in quel momento che quest'ultimo si accorse che Alfredino era ormai spirato. Il corpo fu recuperato l'11 Luglio, ben 28 giorni dopo la sua morte. (da Wikipedia)

La canzone è del gruppo Baustelle, tratta dall'ultimo album "Amen" e si volge a ricordare l'evento drammatico criticando la posizione dei media, che seguirono il tentato recupero in diretta per due giorni consecutivi a reti unificate. L'Italia era bloccata davanti al televisore.
Era la prima volta che si trasmetteva in diretta la tensione, il dolore, probabilmente perchè si credeva che la vicenda potesse risolversi in breve e con lieto fine. Ed è da lì che i media non avrebbero più smesso di fare a gara a mostrare tutto il dolore possibile, ricorrendo ad immagini di repertorio se impossibilitati a farlo.


Tuttavia credo che quella reazione degli italiani, che io non posso ricordare perchè avevo un anno, ma che vive nei ricordi di tutti intidamente, sia stata una reazione di pietà e di commozione, un vero e sincero abbraccio che voleva avvolgere il piccolo Alfredo ed i suoi cari.
Forse perchè ancora non eravamo abituati al dolore in diretta, forse perchè ancora non erano salpati i programmi della De Filippi e roba del genere, forse semplicemente per cuore aperto e sincero.

Le immagini strazianti arrivarono a tutti, davvero a tutti. E mi chiedo davanti al dolore, ad una vita stroncata prematuramente, ad una voglia di corre e giocare immobilizzata in un pozzo largo trenta centimetri e fondo trenta metri, come possa non fermarsi il mondo. Come non si possa davvero misurarsi con il vuoto interiore che una cosa del genere crea. Ma non solo in quell'istante, mi chiedo come non si possa pensare alla vanità della vita, alla stupidità di sprecarla facendo del male.
Penso alla P2, ad Andreotti, alle Br, e non capisco.
Penso alla nostra vita quotidiana, nervosa, stressata, passata a correre per permettersi di galleggiare, e non capisco.
La vita è una e così veloce che sprecarla a fare del male è davvero stupido, prima ancora che malvagio.

Centro Alfredo Rampi Onlus


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domenica 18 maggio 2008

Odio i clacson ed oggi pure l'Inter


Domenica.
Non basta il consueto svegliarsi più tardi e rimbambiti, stanchi da tutta la settimana, avidi di un poco di riposo.
Non basta il consueto lauto pranzo che dà la botta finale al cervello, al quale l'ossigeno ed i neuroni stentano ad arrivare. Anche i neuroni, se non lo sapevate, riposano di domenica.
Non basta la consueta gara di Valentino Rossi, e dopo pranzo tutte le radioline accese degli uomini a giro col cane o famiglia, che di domenica per loro fa poca differenza.
Mi riaddormento leggendo un libro, anche questa quasi consuetudine, quasi come se la domenica fosse un giorno da passare il più veloce possibile, per quanto attualmente non ami il lunedì.
Non è mai piacevole essere svegliati, si dice sia un trauma, cadere improvvisamente dal sonno alla realtà. Ed io, di solito, impiego qualche secondo prima di capire effettivamente chi io sia, dove mi trovi e per quale cazzo di motivo mi sia svegliato. Anche se non amo dormire, anzi.
E se non è piacevole... essere svegliato da un clacson e dalle urla "siamo noi i più forti d'Italia siamo noi" è raccapricciante.
Innanzitutto un cittadino di Pistoia mi dovrebbe spiegare per quale motivo tifi una squadra di Milano.
In secondo luogo mi dovrebbe dare un paio di motivi buoni per non sparargli. Il terzo ce lo metto io, sono contro le armi, solitamente.
Ma il primo motivo a favore di una esecuzione di massa lo trovo senza difficoltà: io ODIO i clacson. Odio quel suono, odio quando in una coda la gente si mette a suonare e urlare, e in sostanza odio la fine del campionato perchè c'è sempre un corteo. Altri buoni motivi seguono a ruota, ad esempio non ci sarebbero più domeniche calcistiche, il tg non parlerebbe prima del Milan che del governo, e magari riuscirebbe anche a fare un po' di giornalismo, e meno gente muorirebbe per cause stupide. Certo, magari poi si riverserebbero nelle strade a gonfiare dai cazzotti chi non ti vuol dare una sigaretta, ma almeno non suonerebbero il clacson di domenica.
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Il ritorno del meme

Riccardo Gavioso, de "La penna che graffia", mi ha graffiato un'altra volta, affidandomi un regalo, di quelli che gelosamente custodivo nel cassetto ;) : un meme, tra l'altro, più carino del solito.
Si tratta di questo:

Regole:
· indicare motivando di quale personaggio letterario vi innamorereste (donna se uomo, uomo se donna, ovviamente anche altro)
· indicare di quale personaggio cinematografico (non l'attore o l'attrice ma il personaggio da questi interpretato)

· nominare sei blogger (possibilmente tre donne e tre uomini) e comunicarglielo. Questi ovviamente dovranno indicare da chi sono stati nominati

Per cui mi avvio a indicare le mie scelte:



Personaggio letterario:
La scelta non è semplice, ma è probabile che ricadrebbe su Tess del romanzo "Tess of the D'Urberville", per come è descritta la sua bellezza, e per la sua inconscia forza e determinazione. Un fiore di loto nato in mezzo al fango, in poche parole.

Personaggio cinematografico:
Anche questa scelta non è semplice e su due piedi direi Ophelia, interpretata stupendamente da Kate Winslet sotto la regia di Kenneth Branagh... Ho un debole per i personaggi dalla storia travagliata, belli di animo e di fattezza, che cadono miseramente schiacciati dalla vita stessa.

Per quanto riguarda i blogger, affido questo curioso meme a:
MtMura, Makmik, Uyulala, Rossaura, Ciuchino, Kuros, You and Us... sorprendetemi ;)

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sabato 17 maggio 2008

Un post(accio)


L'Italia è un postaccio perchè è l'unico luogo dove si lascia che le città d'arte vengano sommerse dalla spazzatura.
L'Italia è un postaccio perchè prima si manifesta e si fa dimettere un governatore condannato in primo grado a cinque anni. Poi quando questo viene eletto in parlamento non si alza nemmeno la mano per parlare.
L'Italia è un postaccio perchè a Predappio vendono i calendari di uno dei dittatori più famosi nella storia.
L'Italia è un postaccio perchè si urla di gioia quando alcuni, diversi, perdono la casa.
L'Italia è un postaccio perchè ci stiamo scordando dell'ultima volta che siamo usciti a folleggiare dicendo vabbeh, chi se ne frega, stasera questi soldi li spendo, bisogna pur goderseli.
L'Italia è un postaccio perchè ha esordito nelle guerre usando per prima le armi chimiche e non ha più smesso di portare a zonzo la democrazia per il mondo.
L'Italia è un postaccio perchè un uomo assolto in un solo caso su diciannove, e nel resto in attesa di giudizio o prescritto, può guidare il paese.
L'Italia è un postaccio perchè ogni giorno che passa perdiamo tutti i legami con la nostra terra.
L'Italia è un postaccio perchè rifiuta l'asilo politico a chi proviene da un paese in guerra.
L'Italia è un postaccio perchè ogni domenica qualcuno rischia di morire allo stadio.
L'Italia è un postaccio perchè altro non è che un bel paese posticcio.
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Sono un nostalgico



E' solo che il buonismo di questi giorni, in cui non si capisce nemmeno più chi sia all'opposizione e chi al governo,
o meglio, si capisce benissimo che lo sono tutti, al governo,
in questo clima di per benismo, in cui si dice che si alza la voce solo in campagna elettorale,
in questo clima finalmente bipolare e bipartisan,
in questo clima riformista di nuova aria di governo e di ombra,
sono anch'io per una volta nostalgico.
No, non capite male, il ventennio non c'entra proprio nulla.

Lo so, lo avevo detto in prima persona, lo sbandieravo ai quattro venti, lo dicevo che non pagava. Anzi, che era un'arma controproducente.
Ma capitemi, se vi dico che non ce la faccio proprio, che è più forte di me.

Sono nostalgico dell'antiberlusconismo.

Ecco, adesso che l'ho detto crocifiggetemi, scrivete quello che vi pare, infamatemi, ma resta che quello che dice Paolo Rossi qua sopra è vero, era davvero quello che diceva Pericle agli albori della democrazia.
Traete le vostre debite conclusioni.
E, avendo imparato dal Silvio, ad ogni infamata corrisponderà una denuncia.
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In risposta a NONSOLOPANE



Riprendo da dove avevo lasciato, dalla caccia alle streghe.
Voglio chiarire punto per punto, per cui mi scuso se lo faccio colloquialmente, alla rinfusa, senza ordine, diciamo a braccio.
Innanzitutto non sono buonista, non mi piace, amo le scelte radicali e talvolta il cinismo. Ma questo vale anche quando dico di stare dalla parte del più debole. Che è la parte che più mi si addice.
Quando parlo di ipocrisia nella gente, ho i miei buoni motivi per farlo. Risalgo al detto, che molti italiani prendono per loro "italiani brava gente": il popolo italico si sente tollerante, buono, animato da principi etici e morali, nonchè profondamente cristiani. Fatto sta che appena un diverso mette piede in Italia viene discriminato, almeno fino a che non si adegua agli standard estetici e di vita italiani. Infatti torna precisa la regola dell'italiano: "A casa mia fai come dico io".
In parole povere l'italiano medio non vuole una società multietnica, pensa di non poter imparare nulla da un rumeno o da un rom o da un albanese e, tranne i vicini di casa "che si fanno un mazzo tanto", li manderebbe tutti via.
Questa coscienza comune credo sia insita nel nostro popolo, e i giornali e la politica entrano in gioco quando soffiano sul fuoco. Facilmente dimostrabile come tra un furto fatto da un italiano e uno fatto da un extracomunitario qualsiasi sia più di notizia il secondo.
Il fatto che i Rom, tutti, proprio tutti, per tradizione ed usanza, rubino per sopravvivere rimane, a mio avviso, da dimostrare. Ciò che è sotto la luce del sole è che sono una popolazione, venuta in antichità dall'India, che sin dal suo ingresso è stata discriminata. Perchè? Perchè ballavano, cantavano, facevano feste e prendevano la vita dell'uomo sulla terra come un passaggio, come un ingranaggio di un meccanismo. Erano effettivamente nomadi, perchè avevano lo spirito del viaggio nel sangue, e perchè, in un certo modo, seguivano effettivamente lla natura ed i suoi ritmi. Non a caso la parola "Rom" significa, con buona probabilità, "L'essere umano".
Sottolineo una cosa: nessuno li chiama Rom, essi sono zingari (etimologicamente uguale a bislacco, diverso, probabilmente derivato da "cantante"), o "nomadi" (etimologicamente derivato dal significato positivista negativo di "essere senza patria" e quindi inferiore).
inoltre, con la seconda guerra mondiale c'è chi ha guadagnato uno stato e un giorno della memoria, mentre ai Rom, massacrati da Hitler in proporzioni e modi abominevoli, non è toccato nulla. Solo la stanzialità in un campo, cosa che va contro la loro cultura.
Ultima cosa: si stima che circa l'80% della popolazione Rom residente in Italia sia a tutti gli effetti cittadino italiano. Il che significa che il restante 20%, e non sono io a supporlo, non ha mai dato la sua etnia in un censimento per la paura di discriminazione; e non solo, significa che ci sono migliaia e migliaia di cittadini italiani trattati come cani.

Detto tutto questo rimango saldo ad alcuni principi. Ovvero: chi sbaglia, per me, paga. Chiunque.
Italiano, Americano, Argentino, Francese o Rom.
Non faccio alcuna distinzione, per cui, se rubi, paghi. Stessa cosa riguarda i figli dei rom: dovrebbero essere costretti a mandarli a scuola, indubbiamente.


D'altro canto, quel mio sentimento che viene scambiato per buonismo da predica, non è altro che la famosa pietàs cristiana, per quanto io sia ateissimo, ovvero non il perdono, non la compassione, ma la pietà intesa come voglia di comprendere.
Credo che a questa società manchi totalmente la voglia di comprendere. E lo dimostrano i fuochi. Dare alle fiamme un villaggio è tanto barbaro da essere sconvolgente. E' da fascismo, da dittatura. E la cosa incredibile, è che nessun Rom ha osato dire nulla, semplicemente si sono diretti dai parenti, ed intervistati, hanno detto resteremo per un po' qui.

"Non c'è volontà di comprendere e questo corrompe la società cui riesce più semplice credere che i buoni son qua e i cattivi là" (Marlene Kuntz)

Non pretendo che le mie parole cambino qualcosa, che riescano addirittura a cambiare un po' la vostra opinione. Tuttavia, fatemi un piacere. La prossima volta che per fare un po' di atmosfera in casa, o per riflettere nella penombra, o semplicemente per festeggiare, fate girare sul vostro stereo Django Reinhardt, ricordatevi che era Rom. E che in altra vita ed altro contesto, gli avreste appena bruciato la casa.


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venerdì 16 maggio 2008

Un sincero in bocca al lupo a Oscar Pistorius

Dicevano che era avvantaggiato perchè senza gambe.
Dicevano che non poteva partecipare ai giochi olimpici perchè non sarebbe stato regolare.
E invece, dopo polemiche e dinieghi, la notizia confortante:
Pistorius parteciperà alle olimpiadi di Pechino, un raggio di sole in un gioco olimpico ombroso.

(Ansa): "Non ci sono prove che le protesi con cui gareggia Oscar Pistorius diano effettivamente all'atleta sudafricano un vantaggio sugli avversari.
Questa in sintesi la motivazione con cui il Tribunale arbitrale dello sport ha ribaltato la decisione della Iaaf." (...) "Ora posso rincorrere il sogno di partecipare alle Olimpiadi e, se non sarà a Pechino, sarà a Londra nel 2012. Non è solo il giorno più bello della mia vita, ma anche un giorno meraviglioso per lo sport"



Oscar ha dichiarato la sua soddisfazione con volto raggiante. Certo, ha speso buona parte del suo tempo dietro a processi e pratiche, per cui i suoi allenamenti ne hanno sofferto, e potrebbe, ha detto, rischiare di non qualificarsi per i giochi olimpici. Ma come lui stesso ha detto, è una vittoria dello sport, una porta che si è aperta, per lui e per molti altri.
Un sincerissimo in bocca al lupo ad Oscar.


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giovedì 15 maggio 2008

Dalla parte delle streghe



Molti di voi non saranno concordi con me stavolta. Molti di voi preferiranno pensare a quello che abbiamo sempre sentito dire, frasi del tipo "gli zingari rubano", oppure, "sono più ricchi di noi" e cose del genere.
E' paura, semplicemente paura. Del diverso, di ciò che non si conosce.

E' un sentimento radicato nella nostra civiltà da sempre, dal primo contatto: noi eravamo già agricoltori, loro suonatori di violino e nomadi. E fummo noi, subito, a pensare che la terra fosse fin troppo piccola per tutt'e due.

Poi anche loro sono diventati stanziali, a modo loro. E siccome violentano le nostre donne (eppure l'Istat ci dice che il 75% delle violenze sulle donne in Italia vinene fatto nelle mura di casa), siccome rubano in tutte le nostre case, siccome non c'è più verso di vivere tranquilli (si stava meglio quando si stava peggio, a casa mia fai come dico io etc), visto tutto questo, non resta che una frase da dire:

BENTORNATA INQUISIZIONE

A voi la scelta. Certo, mettersi in disparte, non accendere altri fuochi, cercare di parlare con la gente senza unirsi ai cori di morte contro le streghe attirerà le ire di molti.
Ma del resto sono e sarò dalla parte delle streghe.

In fondo, provate a rispondere: se domani un italiano vi ruba in casa, o vi sfila il portafoglio di tasca, o cose del genere... quante possibilità ci sono che andiate ad incendiargli la casa? E quante altre che nessuno vi dica nulla e che la folla plauda alla vostra azione?

Io resto qui, nel mio cantuccio, dalla parte delle streghe.

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Babe maialino da trapianto


(fonte Ansa):
"ROMA - Si chiamano Apollo e Circe i mini-maiali geneticamente modificati perche' i loro organi siano compatibili con l'organismo umano in vista dei trapianti da animale a uomo. Sono i primi di questo tipo ottenuti in Europa e sono stati clonati in Italia, nel laboratorio di Tecnologia della riproduzione del Consorzio per l'incremento zootecnico di Cremona, diretto da cesare Galli. (...) ''E' solo il primo passo'', ha detto Galli. Nel suo laboratorio sono gia' in corso altre gravidanze della stessa linea di maiali, nei quali sono stati aggiunti due geni (Daf e Cd39) che controllano coagulazione del sangue e infiammazioni."

Chi non ci trova niente di strano, a mio umilissimo avviso ha un problema. Innanzitutto, non si capisce il perchè, dopo aver appeso al chiodo da millenni la caccia e aver forgiato campi lager per animali, al solo fine di soddisfare la bramosia di carne, non si capisce perchè, dopo tutte le strocità che l'uomo commette nei confronti degli animali, questi debbano addirittura nascere per salvarci la vita.

Ancora una volta concordo nettamente con la linea presa nettamente dalla LAV:

"Il ricorso agli animali come fabbriche di organi per l’uomo è da condannare sotto l’aspetto etico e scientifico. Gli xenotrapianti, cioè trapianti di organi tra specie diverse, in questo caso maiale-uomo sono un errore metodologico che comporta notevoli rischi per la salute umana, oltre ad una crudeltà sugli animali. I pericoli principali sono da imputare al rischio di rigetto; da più di 20 anni la ricerca cerca di ovviare a questo problema senza risultati apprezzabili. Inoltre, basterà inserire nel maiale geni umani per far sì che l'organismo ricevente riconosca come "suo" l'organo e che quindi non lo attacchi per difendersi? (...) La clonazione rimane una pratica con troppe lacune ed inefficiente dove l’animale non può essere preso come bacino di organi, le omissioni sugli insuccessi fanno trapelare la debolezza della metodologia scientifica: il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e comunque il 25% nasce morto o con deformità incompatibili con la vita, infatti, da 100 cellule di partenze mediamente una sola diverrà un animale adulto. La clonazione è un discutibile business che crea false speranze e fonda sulla crudeltà una ricerca inutile e immorale. "
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mercoledì 14 maggio 2008

Fascio e Martello

Il governo ottiene la fiducia del parlamento, come era ovvio e ci aspettavamo, senza un minimo inciampo, senza alcun tentennamento. Questo governo sarà forte, ed ha tutte le capacità di mettere in pratica ciò che dice: gli ostacoli sono davvero pochi.

Anche perchè, come possiamo ben vedere, l'opposizione con questa legislatura cessa di esistere.
Cari signori che, ingenuamente, avete votato Pd, noi non ci eravamo sbracciati inutilmente, lo potete vedere anche voi, cristallina questa verità.




Veltroni: "L'Italia deve voltare pagina - ha aggiunto Veltroni - e ognuno deve dare il suo contributo. Noi da subito siamo pronti a votare il pacchetto di riforme istituzionali così come riteniamo necessaria l'indipendenza del servizio pubblico"

Non mi piacciono le guerre, intendiamoci. Ma non mi piace nemmeno l'unilateralità.
Due partiti che differiscono, davvero adesso è limpido, per una sola lettera.
Due miserie in un parlamento solo.

Ferrero, dal suo blog, dice: "Che Berlusconi dopo aver vinto le elezioni provi a realizzare il suo programma senza conflitti mi pare normale. E´ l´obiettivo di ogni governo. Il problema è la reazione del PD che invece di contrastare i contenuti di questo progetto pare intenzionato al dialogo emendativo. Si ha addirittura l´impressione che il PD cerchi di trarre la propria legittimazione proprio dal riconoscimento che gli viene da Berlusconi. (...) Per questo rivolgo un appello a tutta la sinistra per costruire nel paese quella opposizione che il PD pare non voler costruire in Parlamento. Il 2 giugno, già proposto dalla redazione della rivista Carta, potrebbe essere una data buona per una prima assemblea di massa"

Ferrero ha ragione. Ma non mi piacciono i suoi toni. Non usa parole nuove, ci ripropina il vecchio modo di fare politica degli anni '70. La piazza. Importantissima, la piazza, per carità. Ma in piazza si ascolta chi parla, non si contribuisce che con la presenza. Noi, invece, visto che loro non sono capaci di agire, vorremmo partecipare. Caro Ferrero, credi che sia possibile? Quando inizierete a parlare di primarie vere, quando legittimerete il vostro leader con una votazione dal basso? Quando ci parlerete di Grottammare, della partecipazione, della COSA PUBBLICA? Quando vedremo abbastanza donne nei ruoli chiave della sinistra?
Siete una forza stanca, ammettetelo. Il primo passo per ritornare è quello. Il secondo, sempre che ne abbiate davvero voglia, è ascoltare la gente. Parlare e riparlare dall'alto di un piedistallo servirà a poco.
Riporto da un post segnalatomi da Zegsur:

Analizzando l'andamento del voto e cercando di capire in quale bacino elettorale la sinistra pesca il proprio, emerge che il profilo dell'elettore che vota a sinistra sia il seguente:

Intellettuale, operatore dell'informazione, lavoratore del servizio pubblico, pensionato. Altro dato significativo è l'età media che si aggira attorno ai 50 anni. ... non dice niente questa statistica?

La mano sinistra vi invita a segnalare tutti gli articoli di interesse per il dialogo interno alla sinistra, di scrivere a riccardotronci@hotmail.it per qualsiasi proposta inerente, e vi chiede di invitare tutte le persone che ritenete utili per la discussione. Io ho invitato, tra i tanti, anche lo stesso Ferrero, come Bertinotti e Rossi, ma le risposte latitano un po', almeno per adesso.

Grazie agli sforzi di Davide tra non molto dovremmo avere il sito della mano sinistra, fornito di blog e forum, in modo da agevolare le discussioni ed aprire maggiori spazi alle collaborazioni.

Un grazie a Zegsur per avermi segnalato due post del blog "Cronache Marziane", che vi riporto di seguito: questo e questo.


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martedì 13 maggio 2008

Il silenzio degli incoscienti: avvertenza - video molto forte



Il video è stato realizzato sotto copertura da Mark Rissi della Swiss Animal Protection.
Il fatto che accada in Cina non significa che non ci riguardi, dimentichiamo la nostra ingenuità per un attimo, e ricordiamoci che viviamo nel tempo della globalizzazione.
Il fatto è che questi animali vengono ammazzati, massacrati, scuoiati vivi, talvolta lasciati in preda ai terribili ultimi istanti di vita senza alcuna pietà per le nostre pellicce.

Ci risiamo.

Da una parte i consumatori, ingenui ed incoscienti, a cui basta comprare, magari al prezzo minore, senza ascoltare la storia dietro l'oggetto ambito.
Dall'altra il produttore, che deve seguire le leggi di mercato e procurarsi il prezzo minore, tramite qualsiasi mezzo ed atrocità, non importa.

Il mercato ingoia tutto, coscienza compresa.

La LAV si è mossa per contrastare questo uso sconsiderato e criminoso della superiorità tecnologica dell'uomo sull'animale, e chiede al governo, al fine di fermare questa mostruosità, di non permettere l'importazione di tali capi.
La trovate qui, se volete, prendetevi un minuto di riflessione e firmatela.
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lunedì 12 maggio 2008

L'anno del topo


L'antichità del pensiero cinese si dimostra sempre utile per capire il mondo e la modernità.
Bastava pensarci prima, guardare il calendario di suddetto stato e capire.
Ma, talvolta, abbiamo la testa da altre parti, e non riusciamo a renderci conto di quanto sia già stato tutto detto e stabilito dal destino.

Arriviamo al nocciolo.

Il 2008, per il calendario cinese è l'anno del TOPO.

Gironzolando su internet capisco trovo una spiegazione sui caratteri del topo e del suo anno:

"Il Topo è il primo segno dello zodiaco cinese, quindi i “topi” sono leader, pionieri e conquistatori; sono inoltre appassionati, affascinanti, carismatici, persone pragmatiche e lavoratrici. I topi sono ambiziosi e determinati. La loro determinazione li porta ad avere un incredibile controllo di se stessi e delle proprie emozioni, il che li rende capaci di esercitare un certo controllo sulle altre persone."
E non solo:
"Secondo la tradizione, le persone nate sotto il segno del topo tendono ad un certo punto della loro vita a cadere in crisi di identità . Si dice che coloro che appartengono al segno del “topo” debbano lavorare molto duro per ottenere qualsiasi obbiettivo si propongano nella vita."
(tratto da Taiwan... Taipei in italiano)

Tanto per concludere... voi direte: "Beh, ma non bisogna vedere di che segno sia questo anno, casomai l'anno di nascita del Silvio!"... ebbene, il Silvio è nato nel 1936... anno del topo...

Cito un illustre personaggio del teleschermo: "E allora ditelo!"
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Berlusconi e il sesso virtuale


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domenica 11 maggio 2008

Qualcosa è cambiato

Si, credo che la questione di Napoli, della spazzatura, sia stata definitivamente risolta, visto che nessuno ne parla.

Per carità, siamo in piena emergenza "rumena", è chiaro che lo spazio vada dato a ciò che è più importante, ed inoltre la Sicilia inizierà presto i lavori per il proprio ponte.

Travaglio, come non parlarne, un nuovo obbiettivo da eliminare, magari con un editto intelligente, visto che fa un uso criminoso della propria libertà di parola.
Tutte cose molto importanti.

Poi, del resto, pochi mesi fa, un governo fa, le scuole minacciavano di chiudere, le mamme di non mandare i loro figli a scuola; adesso no.

E se proprio vogliamo esagerare, sembra che gli operai non muoiano più sul lavoro. Si vede che gli industriali, dopo il voto, hanno preso insieme ed allegramente tutte le misure necessarie alla tutela del lavoratore.

Qualcosa è cambiato.

Questa è una cosa importante.


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Teoria del rullo per jogging

"Prometti un croccantino ad un gatto in campagna elettorale e lui correrà"



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sabato 10 maggio 2008

Olimpiadi: Italia favorita per il salto sul carro del vincitore

Questo articolo nasce da un commento lasciato su Ok Notizie da Fiammifero ad un post di ieri (Il fascio è Fascion), che vi riporto:
"Diceva Wiston Churchill: <<Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti...>>"



Ho bisogno di poco spazio e poche cifre per dimostrarlo.
Prendiamo il primissimo dopoguerra (cioè il periodo seguente alla prima guerra mondiale): in Russia la rivoluzione comunista aveva trionfato, nonostante la guerra, nonostante la conseguente offensiva alleata post-guerra. In Italia questa manifestazione venne vissuta come un albore di rivoluzione: alcuyne fabbriche vennero occupate, ed in molti pensarono ad un focolaio di rivoluzione pronto ad esplodere: gli italiani erano comunisti ed il partito comunista più grande d'Europa era proprio nella penisola.
Passano pochi anni, arriva il ventennio ed il fascismo. Vittorio Foa, creatopre del Partito d'Azione, partigiano in prima linea, ci racconta questo periodo nel suo "Questo novecento". Il popolo inizialmente era scontento, ed erano in molti ad organizzare la resistenza, specie dopo l'omicidio Matteotti. Tuttavia l'apparato di regime e di propaganda coimpì il miracolo, giungendo nel 1936, anno in cui venne dichiarato l'Impero, a portare dalla propria parte la quasi totalità degli italiani. Cifre riportate nel libro spiegano che i fascisti ammontavano a circa il 96% della popolazione, e lo stesso Foa dichiara di non averne bisgono, delle cifre, poichè in quell'anno in molti gli tolsero il saluto, tantissimi presero la tessera fino ad allora osteggiata e lui si ritrovò solo.
Passa la guerra, che per noi inizia la parabola discendente tre anni dopo la nostra entrata, nel 1943: non solo il re firmerà un accordo di cobelligeranza con gli alleati, ma gli italiani, nel giro di due anni, si dichiareranno in massa partigiani, sminuendo il valore dei pochi.
Quindi, in meno di cinquanta anni il nostro popolo è stato a corrente alterna: comunista, fascista e partigiano.
Poi è diventato DC. Un minimo di coerenza, lo è stato per almeno quaranta anni, fino a Tangentopoli, quando tutti ci siamo indignati, tantochè siamo riusciti a rimandare le stesse persone al governo sotto un altro nome: FI.

Che l'italiano medio sia diventato coerente?
La paura spesso mal celata, la vergogna nel dire di aver votato Berlusconi, mi direbbe il contrario...

Per cui, prepariamoci, la squadra per il salto sul carro del vincitore verrà assegnata alle cure sportive di Ferrara (noto saltatore e saltimbanco di partito), con l'ausilio del suo vice coach neo ministro Bondi (un uomo che da comunista diventa del Pdl sarà un ottimo vice).
Questa medaglia non ci sfuggirà state tranquilli.
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venerdì 9 maggio 2008

Ricordo di Peppino Impastato


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Il fascio è FASCION

Molti senza nemmeno cercare di interrogarsi sui perchè e sui come, inizierebbero a dirci che i giovani sono diventati maleducati, che non ci sono più i valori di una volta etc etc.
Non mi piace fare questo tipo di discorsi.


Ma c'è una sensazione, forte, che qualcosa stia cambiando. La mia generazione, io sono nato nel 1980, è stata forse l'ultima a poter vedere ed ascoltare i nonni, chi partigiano, chi militare, chi fuggito e sopravvissuto con mezzi fortunosi alla seconda guerra mondiale ed al regime. Le tracce della loro memoria, hanno tracciato solchi in molti di noi, e da queste parti, appena sotto la linea gotica, si può parlare di un solo tipo di solco: antifascista.
Non voglio analizzare sotto i profili di costume, etica o studio le nuove generazioni, quello che mi interessa è l'emergere dilagante di simboli, slogan e altro ancora di chiara matrice fascista.
Onestamente, non ho idea se queste persone abbiano mai aperto un libro di storia o se siano molto più acculturate di tutti noi messi insieme, ma temo di propendere per la prima ipotesi. Anche perchè la stessa destra parlamentare li accusa di usare linguaggio, slogan e simboli impropri, come se fossero offesi dall'uso fuori luogo di parole care.
Alla base vi è certamente l'instabilità adolescenziale, ma questa si colora a tratti di violenza, razzismo, malessere sociale.
Questi episodi ci sono sempre stati, ed isolati per fortuna. Ad oggi le consulte scolastiche degli studenti, a Roma, sono presiedute da "giovani fascisti" (lo scrive repubblica, non io), youtube è stracolmo di discorsi del Duce, che fino a qualche anno fa stagnavano nelle cassette in offerta all'autogrill, e qualcuno si permette di aprire un sito, che ha già sette anni di vita, chiamato "il duce". Senza dimenticare il repertorio di materiale in vendita su e-bay.



Come vedete non parlo di Berlusconi, nè di Fini, anche se potrei mettermi a suonare sinfonie di infamate per Forza Nuova, che in questo discorso c'entra molto di più, per la sua richiesta di ritorno alle corporazioni e di rimpatrio totale degli immigrati.
Parlo solamente di un profilo tragico, che se non fosse violento sembrerebbe quasi comico, uscito da un grottesco e squallido film di Vanzina, e invece, eccolo, è sotto i nostri occhi, è lì.
Nelle scuole, sui muri della città. La mia Pistoia, pur essendo per un buon 70% elettorato di sinistra, è piena di scritte del tipo: "me ne frego" e cose del genere, e non era mai stato così.
Il fascismo sta tornando ad essere un fenomeno di cui essere nostalgici.
Fino a poco tutti o quasi lo vedevano come macchia, come argomento di cui non parlare per vergogna. Poi, la scarsa cultura forse, miti di grandezza, magari un periodo economico particolarmente gramo, e forse anche la moda, riescono a riportarlo in auge.
Se fossi saggio vi lascerei con le parole di Vittorio Foa, che sosteneva che la delusione maggiore, dopo aver creato il partito d'azione, la repubblica, la democrazia, essere stato partigiano della prima ora e solo ad organizzare la resistenza, era il vedere la scarsa volontà di rileggere il passato e rileggersi, sia a destra che a sinistra.
Ma non sono saggio, e penso solo a berci un po' su.



P.S. per chi non lo sapesse queste bottiglie sono realmente in vendita. Erano state confiscate dal tribunale di sorveglianza di Bolzano, per poi far cadere il provvedimento dopo un solo mese.
Questo post di un anno fa, lo spiega nei dettagli.
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