mercoledì 30 aprile 2008

Sei Rumeno, non ti pago

Il video parla da solo. Inizio ad essere d'accordo sul fatto di mandarli tutti a casa loro, ma semplicemente perchè alla fine, ci starebbero molto, ma molto meglio.
E poi, pensateci... la Romania è comunità europea, non è anche questa casa loro?


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martedì 29 aprile 2008

Il lager in casa nostra: Regina Pacis a San Foca

Poco tempo fa vi avevo proposto le vicende di Malta, di come ai confini dell'Europa i migranti vengano "accolti". E' la volta della nostra terra, della nostra accoglientissima Italia.
Conoscete Regina Pcis, a San Foca, provincia di Lecce? Bene, sappiate che è un lager per migranti.
Un vero e proprio centro di detenzione in Italia.
Ecco alcune constatazioni che una delegazione ha riscontrato:
"Circa 185 "ospiti" sopravvivono ammassati in camerate ingombre di letti a castello, da dodici in su in stanze di quindici mq circa. Un metroquadro a testa in media! e con finestre scarse e in genere sprangate, tantopiù quando passano cortei. Sui lettini, materassi nuovi nuovi ignifughi e lenzuola pulite pulite: hanno cambiato gli uni e le altre ieri, ci dicono, perchè dovevate arrivare voi, in genere sono lerci. Acqua calda quindici (15) minuti al giorno per lavarsi tutti. Una scheda telefonica ogni 15 giorni, un pacchetto di sigarette ogni cinque. L'acqua, dicono, è imbevibile, e quella minerale chi può deve pagarsela. La mensa sembra povera ma decente. Ma per il resto, non ci è capitato di vedere una sola attrezzatura, un cartello, uno spazio, che potessero servire per socializzare e non per selezionare, stoccare, segregare esseri umani."



Regina Pacis è un simpatico albergo dove i politici vanno in visita a fare i garbati, mentre i "secondini", che non meritano altro nome, usano i manganelli ed impongono agli islamici di mangiare il maiale. Alcuni non hanno mai potuto chiedere asilo politico. Chi prova a fuggire viene pestato a sangue. Senza mezzi termini.
Il resoconto completo della delegazione lo trovate qui.

E adesso vi lascio un racconto, che Stefano Mencherini riporta:
Dopo circa 36 ore di navigazione a bordo dell’ennesima carretta del mare, 148 persone vengono tratte in salvo da un sicuro naufragio dalla nostra Guardia costiera. Sono curdi iracheni, sudanesi, cingalesi, marocchini, tunisini che hanno pagato una media di mille dollari a testa solo per potersi imbarcare su quel piccolo e malridotto peschereccio per raggiungere le coste italiane. Tutti vengono internati per otto giorni nel Cpt di Lampedusa e trasportati successivamente in quello di Agrigento che però in quelle settimane è stracolmo. Passano un giorno su una corriera delle forze dell’ordine e poi vengono smistati in altri centri. In 42 arrivano a San Foca. Ed è qui che inizia lo scioccante racconto di Montassar Souiden, 31 anni, musulmano praticante, uno dei più anziani del gruppo:“ Non ci hanno mostrato alcun regolamento, ci hanno solo detto che avremmo dovuto stare lì dentro due mesi e che poi saremmo stati rimpatriati.
Abbiamo visto da subito una prepotenza tremenda, una mancanza totale di democrazia. Ho visto persone che venivano schiaffeggiate dal direttore don Cesare. Ad altre prendevano la testa e gliela schiacciavano contro il muro in presenza di tutti. Io ero terrorizzato, tutti eravamo terrorizzati”. A dire di Montassar, che prima di fuggire dal suo Paese faceva il barbiere, questo è stato il benvenuto riservato al gruppo dei nuovi arrivati nel centro salentino. E sul perché di un simile trattamento, quest’uomo che ha ancora visibili sul volto e su una gamba le cicatrici di ciò che gli accadrà in seguito, ha una sua spiegazione:“In questo modo davano l’esempio di ciò che succedeva a chi tentava di scappare, a chi alzava la voce o a chi diceva cose che a loro non piacevano. Bisognava tenere la bocca chiusa e obbedire senza discutere”. La denuncia di Montassar trova in altri migranti una inequivocabile conferma.
A parlare in questo caso è Mohammed Ben Hssin, 22 anni:“Quando era ora di andare a mangiare dovevamo metterci tutti in fila fuori dalla sala mensa. Don Cesare passava e ci guardava tutti, uno a uno. Se soltanto vedeva qualcuno che rispondeva a quello sguardo per più di qualche secondo, lo tirava fuori dalla fila e gli diceva che quel giorno non avrebbe più mangiato perché lo aveva guardato male. Se poi quel qualcuno cercava di chiedergli spiegazioni, lui iniziava a prenderlo a schiaffi davanti a tutti e lo rimandava nelle camerate”. Un’altra testimonianza sul clima di terrore che il prete leccese avrebbe imposto all’interno del Regina pacis e sulle pene corporali inflitte a chi non rispettava la sua legge, lo fornisce Mohammed Abd Hadi, 24 anni:“E’ successo a un mio amico colpevole di aver detto grazie a una ragazza che lavorava nella sala mensa. Il direttore lo ha portato dentro un ufficio e dopo cinque minuti lo ha fatto uscire in lacrime con la faccia rossa di botte”

Il documentario video è dello stesso Stefano Mencherini.

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Pronti a cicaleggiare



Non in molti l'hanno davvero capita questa canzone.
Non in molti hanno capito che il cicaleggio finale siamo noi.
Il popolo. Quando finge di protestare risulta quasi credibile. Sembrano veri i gridi, la partecipazione, la rabbia, il furore. Ma quanta gente ai bordi del corteo. Tutti pronti a scommettere. Durerà meno di un'ora. O forse ancora meno. Giusto il tempo di qualche canzone e slogan di effetto.
Stritolati in piccole morse, che ancor prima di divorare l'economia, lo stipendio, prima ancora di arrivare alle ore di lavoro, alla fatica, all'ipocrisia del giorno di festa, prima ancora di arrivare agli ideali e alla ciotola del cibo, le morse arrivano alla coscienza, distruggendola.
Distruggono psicologicamente, erodono ogni piccolo barlume di resistenza, rendendoci pronti.
Pronti a cicaleggiare.
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lunedì 28 aprile 2008

I No dal Molin hanno vinto!



(fonte Tgcom):"

Al candidato Pd e civiche 50,4% voti

Il centrosinistra si aggiudica il sindaco di Vicenza. Achille Variati, candidato di Pd e liste civiche, ha ottenuto al ballottaggio il 50,4% dei voti, contro il 49,5% della sua avversaria, Lia Sartori, rappresentante dell'alleanza Pdl-Lega Nord. Da segnalare che Variati, già sindaco della città, si è schierato contro il raddoppio della base militare statunitense nell'aeroporto "Dal Molin" (a cui il governo Prodi e il Pd avevano dato il via libera)."

Il movimento No dal Molin ha appoggiato al ballottaggio Achille Variati, una volta raggiunto il patto dell'annullamento del parere favorevole della città espresso dalla scorsa giunta riguardo alla base di Vicenza. In due parole, si può dire che i No dal Molin abbiano vinto, anche se è presto per cantare vittoria, da Vicenza come da tutta Italia seguiremo le vicende, vedremo le decisioni del nuovo governo, al quale Parisi ha passato la patata bollente con poca discrezione, e come queste potranno andare a braccetto con la città stessa.

Oggi è un bel giorno per Vicenza.

Vi lascio il comunicato stampa della lista civica Vicenza libera, e dei No dal Molin:

Achille Variati è Sindaco; gli facciamo i più sentiti auguri perché sappia segnare una forte discontinuità con il passato amministrando la città nell’interesse dei cittadini.

La vicenda Dal Molin è stata determinante nel risultato delle elezioni amministrative vicentine. Ha vinto chi, in campagna elettorale, si è dichiarato contrario al progetto statunitense. Ora ci aspettiamo il rispetto del patto che Achille Variati ha fatto con la città: il nuovo consiglio comunale dovrà immediatamente annullare l’ordine del giorno che esprimeva parere favorevole all’installazione militare.

Qualcuno, nei giorni scorsi, ha voluto trasformare la scadenza amministrativa in un referendum sul Dal Molin; detto fatto, quel qualcuno non solo ha perso le elezioni, ma ha anche avuto l’ennesima prova che gran parte della città è contraria al progetto che la giunta passata ha accettato supinamente.

Presidio Permanente, Vicenza, 28 aprile 2008
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La mano sinistra: Questione meridionale = Questione nazionale

La mano sinistra inizia il suo cammino e chiede a tutti voi la piena collaborazione. Vi lascio la mia mail, per contatti o per pubblicare qualsiasi commento o post attinente su Riciard's.
Prego tutti i blogger che hanno già prelevato il banner di "La mano sinistra" di segnalarmi la loro partecipazione inviandomi il loro link, per segnalarli in questa pagina, e chiedo a tutti quelli che ancora non l'hanno fatto, di inserire nel proprio spazio il banner. Lo scopo, almeno iniziale, è quello di creare e segnalare una rete di blog e siti che partecipano attivamente a questa discussione.


Exit, programma di La7, se n'è venuto fuori con una puntata assolutamente eccezionale, una settimana fa. Ho aspettato un poco a parlarne, perchè volevo mostrarvi almeno parte della puntata su video, per cui, eccola. Si intitola "il mercato dei voti" e capite a cosa ci riferiamo.

Alcuni di voi, forse, lo sapevano. Altri lo sospettavano o ci credevano senza avere visto. Altri di voi nemmeno ci avevano pensato, probabilmente. Ma sembra proprio che funzioni così...
Vi riporto solo il filmato riguardante Napoli, o meglio, non Napoli tutta, ma un suo seggio, preso come campione. In onda era stato mandato anche un servizio sulla Sicilia, sul potere dei patronati sul voto, e di come questi siano nelle mani dei politici (!).E, di fatto, come abbia fatto a vincere Lombardo e, prima di lui, Cuffaro.
In studio Cuffaro, Giordano ed altri.
Un impostore condannato ad essere senatore, ed un cretino, che ne subisce gli attacchi senza replicare. Chi ce l'ha mandato Giordano, non si sa, forse, Berlusconi.


Il punto è: se le cose stanno così, ci saranno dei motivi, delle cause, e vanno sviscerate, fino in fondo. Non possiamo appartenere ad un paese dove le logiche di vita cambiano da regione a regione, da provincia a provincia, dove a qualche centinaio di chilometri da casa mia, non riesco a capire il "modus vivendi". E la sinistra in Sicilia, in Campania, cosa ha fatto per tutto questo?

Chiedo ai blogger ed ai lettori del meridione di partecipare più attivamente possibile a "La mano sinistra", di cercare di parlare, esporre ed esporsi, rendendoci consapevoli, rendendoci più maturi, facendo in modo che la questione meridionale, così chiamata, diventi questione nazionale.
Voglio semplicemente dire: basta a questo confine, a questo silenzio che passato il Lazio ci separa, se c'è da combattere, dovremo farlo insieme. Basta con il sud visto come serbatoio di voti, cbasta con il sud che considera il proprio voto uno scambio economico.
Dobbiamo ripartire.
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La mano sinistra: Niente di nuovo sul fronte occidentale

La mano sinistra inizia il suo cammino e chiede a tutti voi la piena collaborazione. Vi lascio la mia mail, per contatti o per pubblicare qualsiasi commento o post attinente su Riciard's.
Prego tutti i blogger che hanno già prelevato il banner di "La mano sinistra" di segnalarmi la loro partecipazione inviandomi il loro link, per segnalarli in questa pagina, e chiedo a tutti quelli che ancora non l'hanno fatto, di inserire nel proprio spazio il banner. Lo scopo, almeno iniziale, è quello di creare e segnalare una rete di blog e siti che partecipano attivamente a questa discussione.


Appena passato il 25 aprile. In prossimità del primo di maggio. Un periodo denso di emozioni e ricordi, un papabile momento per seminare, e, forse, raccogliere quando la terra porta con sè i suoi frutti.
La sinistra italiana si accontenta della manifestazione, della piazza. Dei bei ricordi.
La sinistra italiana è come un pensionato, che avendo fatto quello che ha fatto, si rilassa in tempo di bilanci e partite di carte al bar con gli amici.
Non scorgo tensione nella sinistra, non scorgo rielaborazione, non vedo.

Sentinella... che vedi?
Niente, non vedo niente.

Semplicemente stanno lì, al bar a giocare a carte, in attesa che qualcuno gli offra un cicchetto di vino, che con un po' di rosso in corpo si vive meglio.
Bertinotti è scomparso.
Giordano si mostra, come al solito, solo per dire cazzate.
Ferrero parla. E basta, sembrerebbe, ma sono pronto a ricredermi, per lui.
Niki Vendola, molto probabilmente lo stanno tenendo segregato in una stanza impedendogli di parlare.
Diliberto, forse, è emigrato a Cuba, o forse è andato finalmente a prendersi la salma di Lenin per portarsela a casa.
E noi?



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giovedì 24 aprile 2008

Finalmente un BARLUME


Un Barlume di speranza
Un Barlume di arte
Un Barlume in senso lato, diciamo.

Il Barlume è la rivista on-line, scaricabile gratuitamente, di narrativa e non solo. Sempre molto interessante, dai suoi spunti narrativi fino alle bellissime foto che risaltano tra scritto e scritto.
E' a decorrenza mensile e proprio in questo numero, anche una penna di dimensioni importanti: Luca Sofri.

Ebbene sì, inutile negarlo, ho partecipato a più riprese alla rivista, e figuro, onore ed onere, tra i "barlumisti"...

Perchè il Barlume è un'occasione di leggere ed essere letti, una occasione di aprire gli occhi su di un mondo sempre più piccolo ma sempre più difficile da capire.
E farlo tra storie, appunti, ricordi e favole, è certamente il migliore dei modi...

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Lettera di un partigiano condannato a morte

Con un giorno di anticipo, anche perchè forse domani sarò assente, vi lascio un mio post sul 25 aprile. Se sia giusto storicamente chiamarla "liberazione", visti i bombardamenti degli alleati, visto il loro ingresso in Sicilia dovuto in gran parte all'azione dei capi mafia liberati oltreoceano, visto lo stesso fatto che alcuni, persino comunisti, credevano che l'Italia fosse ancora quella di Salò, non ne sono del tutto convinto.
Sono persuasissimo della giustezza che c'è nell'enfatizzare le gesta partigiane, dei veri partigiani, escludendo dalla celebrazione tutti quelli che si sono finti tali a guerra finita, giusto per ricevere un po' di stima e un pacco di cibo.
Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta soltanto, diceva Borsellino, ed aveva pienamente ragione.
Anche perchè non siamo più a glorificare la storia e le loro gesta, non più soltanto. Non parlo della classe politica attuale, di destra centro o sinistra, parlo per il rafforzamento che i movimenti neofascisti stanno adempiendo, giorno dopo giorno.
E' importante ricordare, e lottare per evitare alla storia un circolo ripetitivo, vizioso e dannoso.
Io voglio ricordare con questa lettera, scritta al fronte da un partigiano condannato a morte. Una lettera di amore, di passione e di lotta, di un padre ad una figlia, che è riuscita a strapparmi le lacrime.
Nel caso in cui ne vogliate leggere altre, il sito da cui l'ho ripresa è questo: resistenzaitaliana.it
Resistere, resistere, resistere.


Paolo Braccini

Di anni 36 - docente universitario - nato a Canepina (Víterbo) il 16 maggio 1907 -- Incaricato della cattedra di zootecnia generale e speciale all'università di Torino, specializzato nelle ricerche sulla fecondazione artificiale degli animali presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte e della Liguria - nel 1931 allontanato dal corso allievi ufficiali per professione di idee antifasciste - all'indomani dell'8 settembre 1943 abbandona ogni attività privata ed entra nel movimento clandestino di Torino - è designato a far parte del I° Comitato Militare Regionale Piemontese quale rappresentante dei Partito d'Azione - pur essendo braccato dalla polizia fascista, per quattro mesi dirige l'organizzazione delle formazioni GL -. Arrestato il 31 marzo 1944 da elementi della Federazione dei Fasci Repubblicani di Torino, mentre partecipa ad una riunione del CMRP nella sacrestia di San Giovanni in Torino -. Processato nei giorni 2-3 aprile 1944, insieme ai membri del CMRP, dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato -. Fucilato il 5 aprile 1944 al Poligono Nazionale del Martinetto in Torino, da plotone di militi della GNR, Con Franco Baibís ed altri sei membri del cmrp. - Medaglia d'Oro al Valor Militare.

"3 aprile 1944

Gianna, figlia mia adorata,

è la prima ed ultima lettera che ti scrivo e scrivo a te per prima, in queste ultime ore, perché so che seguito a vivere in te.

Sarò fucilato all'alba per un ideale, per una fede che tu, mia figlia, un giorno capirai appieno.

Non piangere mai per la mia mancanza, come non ho mai pianto io: il tuo Babbo non morrà mai. Egli ti guarderà, ti proteggerà ugualmente: ti vorrà sempre tutto l'infinito bene che ti vuole ora e che ti ha sempre voluto fin da quando ti sentì vivere nelle viscere di tua Madre. So di non morire, anche perché la tua Mamma sarà per te anche il tuo Babbo: quel tuo Babbo al quale vuoi tanto bene, quel tuo Babbo che vuoi tutto tuo, solo per te e del quale sei tanto gelosa.

Riversa su tua Madre tutto il bene che vuoi a lui: ella ti vorrà anche tutto il mio bene, ti curerà anche per me, ti coprirà dei miei baci e delle mie tenerezze. Sapessi quante cose vorrei dirti ma mentre scrivo il mio pensiero corre, galoppa nel tempo futuro che per te sarà, deve essere felice. Ma non importa che io ti dica tutto ora, te lo dirò sempre, di volta in volta, colla bocca di tua Madre nel cui cuore entrerà la mia anima intera, quando lascierà il mio cuore.

Tua Madre resti sempre per te al di sopra di tutto.

Vai sempre a fronte alta per la morte di tuo Padre."


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mercoledì 23 aprile 2008

Lettera ai contadini sulla povertà e la pace


Vi riporto un passaggio di Jean Giono, scrittore che adoro, dal libro, finalmente edito anche in Italia, "Lettera ai contadini sulla povertà e la pace", scritto nel 1939.
Jean Giono è uno scrittore puro, di narrativa ed idee, bucolico, ma in questo testo si lascia andare la mano, scrive una lettera, e ne viene fuori un'analisi della società che io condivido in pieno.
A voi la lettura di un semplice paragrafetto...


"COSTITUZIONE DELLA SCHIAVITU' DELLE MASSE
Egli è dunque come lo Stato lo vuole. Il fine dello Stato moderno non è dare la gioia; la gioia libera, mentre esso deve controllare costantemente l'esistenza degli uomini. Il fine dello Stato moderno non è l'uomo, è lo Stato. Quando si lavora per il denaro, non si lavora più per se stessi. Vale a dire che la gioia del lavoro non è più lo scopo essenziale. Si lavora per lo Stato. Non si vive più, si fa vivere lo Stato. L'individuo è ciò che lo Stato moderno teme maggiormente; lo Stato moderno ha potenti strumenti di controllo di massa; in effetti, ne fa quel che vuole. Quando i ditattori canalizzano gigantesche masse d'uomini nelle pubbliche piazze o negli stadi, non abbisognano di apparati di protezione per parlare loro. Eppure ogni volta hanno davanti a sè migliaia di oppositori segreti convenuti lì per forza. Gli stessi dittatori, però, non osano andare a passeggiare da soli nei boschi oltre le mura delle città; se ci vanno viaggiano in automobile a tutta velocità, e circondati da poliziotti in motocicletta, perchè potrebbero trovarsi di fronte ad un solo oppositore; ed è costui che temono. Lo Stato non può far niente contro l'individuo. Non può nè afferrarlo nè costringerlo. L'individuo è libero di preparare tutto dentro di sè, di scegliere il momento dell'azione e di esercitarla ineluttabilmente nel preciso istante desiderato; lo Stato non può sottoporlo ad alcun controllo. Contate quante volte sono riusciti ad aggirare la massa in un quarto di secolo, dal 1914 al 1939. E' di un'estrema facilità. Essa non ha mai reagito, eppure, ogni volta che è stata istigata all'azione, infervorata dalla menzogna, quell'azione era sempre contro di lei. Negli ultimi venticinque anni le masse del mondo intero, nelle mani degli Stati, hanno fatto dodici guerre e quattro rivoluzioni, e la sorte dell'uomo è sempre più triste. E se egli non lo è altrettanto, è perchè ci sono state reazioni individuali. Ogni volta che se ne trova una, vi si vede un dinamismo ben superiore a quello della massa.
(...)
Lo scopo dello Stato moderno è di comporre un formicaio: una massa di formiche. negli stati democratici come la Francia, o all'incirca simili, l'organizzazione sociale prevede l'esistenza di grosse formiche con la pancia bianca, ovvero di regine che vengono nutrite ed accudite. Negli stati autoritari fascisti: Russia, Germania, Italia, l'ordine sociale ammette soltanto un numero molto esiguo di quelle grosse regine e tende ad avere un'unica regina dal ventre enorme. Tutta la differenza tra i due sistemi è qui. Dall'uno all'altro, non c'è alcun progresso."
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martedì 22 aprile 2008

Siamo tutti puntini sperduti nell'universo, intervista al camino con Comicomix



Eccovi l'intervista al camino con

per chi se la fosse persa... e domando scusa se qualcosa, qualche commento è andato perso... ho fatto del mio meglio come piccolo amanuense ;)




Riciard: una domanda giusto per scaldarci e cominciare: Chi è Comicomix?
Comicomix: vi piacciono le domande dirette eh?
Riciard: inizi con una citazione di Gaber... ;)
Comicomix: Comicomix è un piccolo uomo come tanti. Comicomix è una piccola donna come tante... che ha scelto di vivere e non di sopravvivere, nonostante tutto, e che giorno dopo giorno ci prova nella vita reale e virtuale, a interagire con il suo prossimo, e quando ci riesce, a fare un pizzico di buono.
Riciard: come dice Kuros, un "angioletto della rete"
Comicomix: a parte gli scherzi, non sono un angioletto, non mi sento tale, ho i miei limiti...
Riciard: non ne dubitavo... limiti come... volare... aureola... non mi viene altro...
MT: limiti temporali non direi
Lisa72: teletrasporto
Comicomix: perchè limiti temporali?
MT: perchè fai mille cose...
Comicomix: magari riuscissi a fare tutto quello che voglio... l'importante è provarci...
Riciard: Come nasce Comicomix, l'idea del sito, etc?
Comicomix: il nome lo ha inventato JollyViola, la mia bambina, assieme ad Alex... l'idea è sua in verità. Eros, il ragazzo di Alice, è un disegnatore di fumetti e gli è venuta l'idea di fare un sito con quel nome...
Però nel frattempo è successa una cosa che, diciamo, ha cambiato l'agenda, per cui il sito è nato in ritardo rispetto al programma, ed è diverso in qualcosa... Perchè ci sono i fumetti, ma c'è anche altro. ...Quello che abbiamo dovuto fare per non restare con le mani in mano ed onorare colui che ci aveva dato tanto, e per dare il nostro riconoscimento, perchè un giorno si possa dire: MAI PIU'.
Poi a me è venuta l'idea dello scarabocchio, sfruttando la mia inclinazione a non fare niente, a prendere in giro e prendermi in giro. Ma nessuno di noi si sarebbe aspettato che andasse così... è stato bello.
Riciard: successo meritatissimo direi
Comicomix: ci ha rafforzato nella convinzione che l'essere umano ha molto di buono da dare
Riciard: Parlaci delle iniziative che avete sostenuto sul web
Comicomix: Regala un sorriso nasce dal fatto che Alex amava tantissimo disegnare, come un po' tutti i bambini, come un po' tutti in famiglia. La casa è tappezzata dei suoi disegni, e allora, nel pensare a cosa fare in favore della lotta a quella malattia ci è sembrato naturale chiedere a chiunque volesse un disegno, un semplice disegno. Ma siccome non vogliamo soldi, quelli ce li mettiamo noi. Semplice no?
Riciard: semplicemente etico e geniale
Comicomix: pensavamo che non ci avrebbe filato nessuno
Lisa72: e invece...
Comicomix: e invece è successo l'incredibile...
MT: e se ti arrivasse un milione di disegni?
Comicomix: ... scuole, bambini e disegni... con molti è stato un dialogo a distanza

RickGav: e il libro è pronto, Carlo?
Riciard: Riccardo mi ha appena rubato la domanda...
Comicomix: no, ma si sono sparse voci false che lo danno per stampato
Riciard: parlaci del libro, cos'è, com'è...
Comicomix: il libro è una conseguenza ed è tutto merito di Marina Bellini, la più responsabile del blog, che ha avuto un'idea a partire dai disegni (io faccio parte di più blog), e da lì si è scoperta una specie di gara di solidarietà a cui hanno aderito in molti. Tra cui la Sinnos editrice, che fa tutto questo gratis, come tutti.
Il ricavato delle vendite del libro andrà all'associazione...
Luca: bravissimo
Riciard: almeno un po' angioletto...
Comicomix: no no, sono un uomo come voi...
Riciard: e giornalettismo?
Comicomix: allora... l'ho conosciuto da lettore. Poi mi hanno chiesto di scambiare il link, poi qualche mail (la prima fu perchè mi avvertirono che un mio post era stato pubblicato su Panorama). Ma ho conosciuto Gregory e Loska dopo la chiusura, anzi esattamente quel giorno a Roma. Lì per lì non è successo nulla, poi ci siamo sentiti, di tanto in tanto, ed è venuta l'idea di andare oltre al blog individuale puro, e fare qualcosa in più se ci riesce. Non amo la competizione in solitaria, voglio dire, uno splendido solista può farti innamorare del violino...
RickGav: C'è futuro per un giornalismo individuale in internet e in cosa deve essere diverso da quello tradizionale?
Comicomix: secondo me c'è un futuro, anzi, c'è un presente
Riciard: concordo, un presente in evoluzione
Comicomix: ci sono siti che seguo che mi informano più di un quotidiano, ma il problema è che tutti lo fanno come hobby, a tempo perso.
RickGav:... certi numeri inziano ad essere importanti...
Comicomix: lo fanno a tempo perso... per cui sopperiscono con la loro capacità di spiegare i fatti
Luca: io non ci credo
Comicomix: perchè?
Luca: credo nella libertà di scrivere ciò che si sente e di interpretare
Comicomix: giusto
Luca: credo che chi merita verrà apprezzato, e non tollero il giornalismo dallo stile "i soliti noti"
Riciard: ricordi il tuo primo post, il tuo primo Scarabocchio?
Comicomix: si, certo che lo ricordo, è stato un perfetto manifesto... il mio primo post voleva dire che "sono solo canzonette"...

Interruzione di utente da identificare... trattasi del maestro Kuros o di Panattoni?
Qui, questo Kurottoni ha iniziato a parlare da solo di macchine e f**a, ma riprendiamo...

Riciard: Comicomix... è anche stato ufficialmente investito della candidatura al parlamento dalle elezioni svoltesi su Riciard's... quindi... come cambieresti la politica...
RickGav: reclamo una poltrona
MT: io uno sgabello
Luca: "un po' di leggerezza e di stupidità"...
Lisa72: io anche un posto in piedi
RickGav: cedo la poltrona per cavalleria
Comicomix: bravissimo ;)
Rossaura: qualcosa da bere?
Luca: insomma, che cambi?
(meno male che qualcuno ha messo fine alla disputa sulle poltrone virtuali ;) ...)
Comicomix: soprattutto l'idea che la politica è un appropriarsi di qualcosa o di qualcuno, anzichè il luogo virtuale dove si scelgono le soluzioni migliori per tutti; e non perchè dobbiamo "volerci bene", ma perchè non dobbiamo mai perdere di vista che il fine ultimo delle nostre azioni è la ricerca della serenità. individuale, ovvio...ma non può prescindere dal bene comune. Lo spirito comune è un po' sparito dall'orizzonte...
MT: fai politica attiva?
Comicomix: dipende da cosa intendi, non sono iscritto a nessun partito
MT: nel senso che per una persona che fa tanto, potrebbe essere utile riuscire ad entrare nella stanza dei bottoni
Comicomix: è una stanza in cuinon mi sento proprio a mio agio...

(un po' di commenti che non sono riuscito a trascrivere, scusatemi...)

Riciard: adesso un giochetto, un botta e risposta...
Comicomix: ok...
Riciard: chi preferiresti essere tra Leo Ortolani e Jack Kirby?
Comicomix: oddio... Jack Kirby...magari... ma anche Leo è bravissimo, ci siamo anche conosciuti...
Riciard: beh, allora racconta, sono curiosissimo...
Comicomix: No, niente di che, ci ha mandato un disegno, allora noi gli abbiamo scritto. Poi lui ci ha dato consigli e suggerimenti.. ci siamo visti un paio di volte...Era quello che dicevo prima, immagina l'emozione di ricevere una mail da Bruno Bozzetto!
Riciard: tra Andy Capp e Capitan America?
Comicomix: Andy Capp
Riciard: Uomo Ragno o Nathan Never?
Comicomix: Nathan Never, mi piace moltissimoù
MT: Sì!
Riciard: e tra Pinguin e Joker? difficile...
Comicomix: mmm Joker...
Rossaura: :/
Uyulala: anch'io avrei scelto Joker ;)
Rossaura: ti piace il trucco verde?
Comicomix: è che ha un suo lato comico, e poi, per redimerlo... ;)
Riciard: altro giochetto... adesso voglio un aggettivo per ogni nome che ti faccio. Uno ed uno solo... e veloce... sei pronto?
Comicomix: pronto...
Riciard: Berlusconi
Luca: olè!
Comicomix: impresario...
Riciard: molto, molto fine...
Uyulala: è quello che è alla fine...
Riciard: Bertinotti
Comicomix: elegantissimo, e non è un complimento

(iniziano a volare i tavolini, la gente applaude senza sosta, il barista dimentica il caffè che inizia a strabordare dalla macchinetta. nel frattempo Comicomix ne approfitta per fare pubblicità negativa a "Nespresso what else?" e mostrare la sua macchina automatica, ma senza cialde... è successo tutto davvero)

Riciard: Veltroni
Comicomix: .........
RickGav: senza parole!
Riciard: geniale... ;) .... Cuffaro!
Comicomix: pasticciere
Riciard: Ferrara...
Comicomix: bella città...

(la gente continua imperterrita ad applaudire, MT propone anche di ballare sui tavoli, ma qualcuno la ferma)

RickGav: meglio la parola, l'immagine o il disegno?
Comicomix: tutt'e tre
Riciard: bella forza un po' facilino così...
Comicomix: in una scena di un film sono tutt'e tre insieme: Ma se devo scegliere: l'immagine, quando è quella giusta.
RickGav: l'immagine è molto più suggestiva e memorizzabile
Comicomix: posso aggiungere una cosa?... l'immagine è importante, ma una vignetta muta da sola non vale nulla, ci aggiungi un titolo giusto ed è un capolavoro. Nella pluralità c'è l'armonia del particolare (questa me la scrivo)

(tripudio e standing ovation...)

Riciard: è consuetudine finire queste interviste con una massima, un aforisma che ritieni tuo, personale, che scriveresti ovunque...
Comicomix: facile...
Siamo tutti dei puntini sperduti nell'universo senza meta e senza risorse, eppure camminando si può trovare un piccolo filo... che diventa un gomitolo e che ti fa andare nella direzione che senti giusta per te.
Se solo hai la pazienza di cercare gli occhi per guardare e il cuore per volare non è difficile...
si può fare...

(l'ovazione riprende con un apice mai visto al caffè. Temo che dovrò mettermi a restaurarlo di buzzo buono, ma è stato un piacere... ma tutto questo caffè per terra... cambierò barista -applausi-applausi-applausi)
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Oggi, 17.30, intervista al camino con Comicomix

Oggi alle ore 17,30 , fuso orario pistoiesissimo, il piccolo caffè letterario intervista niente poco di meno che:
La signoria vostra è invitata a partecipare e attivamente... o se preferisce, silenziosamente... o se proprio non volete, non partecipate neppure ed io e il comico mix ci prenderemo un the in santa pace discorrendo di flussi migratori degli aironi. Ma di aironi non ne so nulla, per cui...
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lunedì 21 aprile 2008

Intervista al camino con Comicomix. Potete mancare?!












Un appuntamento caldo. Comicomix, chi più chi meno lo conoscete tutti. Domani alle 17.30 il piccolo caffè letterario riaprirà le porte, dopo un piccolo periodo di assenza, dovuto a molte cause che non sto ad elencare. E, molto sinceramente, non potevo immaginare ospite più gradito.

Parleremo insieme, Carlo ci parlerà di sè, delle sue iniziative, e di tutto quello che avrete voglia di chiedergli: come sempre, sarà una intervista-chiacchierata accanto al caldo tepore di un camino.

Chiaro che se per altre volte potevo dire "chi non c'è domani scrive sulla sabbia", stavolta posso tranquillamente dire senza tante metafore "don't you dare to miss it!" ovvero, non potete proprio mancare.
A domani (22 aprile) allora, intervista al camino con Comicomix, ore 17.30... vi aspettiamo!

Vi lascio una breve spiegazione, per chi non lo sapesse, di cosa siano le interviste al camino, nonchè una breve scheda di Comicomix, così come lui stesso si definisce sul suo sito...

Le interviste al camino sono interviste-chiacchierata interattive in diretta. Mi spiego meglio: in occasioni come domani, ad esempio, una chat sarà allestita sul blog riciard's. Appena entrerete nel sito avrete già accesso automatico alla chat, e questo vi permetterà di partecipare all'intervista. Come si svolge... io, ovviamente, ho delle domande (non concordate, per carità!), ma ognuno dei presenti può tranquillamente commentare o sollevare domande nuove, rendendo il tutto molto più piacevole e scorrevole.

Mister X- Comicomix, detto anche, al secolo, Carlo:

Età: incognita
Residenza: incognita
Cosa fai nella vita: incognito
Tecnica utilizzata: leggere quanto basta, far finta di pensare (finché i neuroni non saranno definitivamente spariti), non prendersi mai sul serio
Fumetti preferiti: i Disney, i Marvel (Silver Surfer soprattutto!), quelli di Jean Van Hamme Disegnatori preferiti: Don Rosa, John Buscema, Jack Kirby, Gabriele dell'Otto



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La mano sinistra: le riflessioni di Ferrero al congresso di Prc

La mano sinistra inizia il suo cammino e chiede a tutti voi la piena collaborazione. Vi lascio la mia mail, per contatti o per pubblicare qualsiasi commento o post attinente su Riciard's.
Prego tutti i blogger che hanno già prelevato il banner di "La mano sinistra" di segnalarmi la loro partecipazione inviandomi il loro link, per segnalarli in questa pagina, e chiedo a tutti quelli che ancora non l'hanno fatto, di inserire nel proprio spazio il banner. Lo scopo, almeno iniziale, è quello di creare e segnalare una rete di blog e siti che partecipano attivamente a questa discussione.


Paolo Ferrero rende noto il "Documento approvato dal comitato politico nazionale del partito della rifondazione comunista" dove, finalmente, possiamo leggere parole confortanti riguardo alle nostre opinioni sulla sconfitta elettorale: "Le cause della nostra sconfitta vanno indagate a fondo perché riguardano l’essenziale, cioè il nostro rapporto con la società, con i mutamenti sociali di fondo. Non si esce dalla situazione in cui siamo senza un approfondito lavoro di inchiesta, di lettura partecipata delle dinamiche sociali.". Finalmente.
Secondo il documento, occorre ripartire da percorsi concreti, che vedano lo spiegarsi di due punti fondamentali. Il primo è, secondo Ferrero ed i firmatari, il rilancio di Rifondazione Comunista, seguendo le linee di pensiero care alla sinistra, rilanciando l'etica, le donne, la gente.
Il secondo parla dell'unità della sinistra: è indispensabile aggregare le varie forme che la sinistra va prendendo lungo tutta la penisola, dai partiti ai movimenti come i No dal Molin. "Occorre partire subito con un percorso di riaggregazione, le cui forme e modalità saranno riconsegnate alla libera discussione di tutte e di tutti nel percorso congressuale, che non commetta gli errori di politicismo e di verticismo che abbiamo avuto nella fase precedente. La sinistra può nascere solo come strumento di partecipazione, solo se le sue organizzazioni sono guidate dai principi democratici e dalla trasparenza, senza il predominio degli apparati, con le loro logiche di cooptazione. Per questo indichiamo la costruzione di una discussione, sia interna al partito che coinvolgente tutta l’area della sinistra arcobaleno, come priorità politica delle prossime settimane. Occorre riprendere la discussione."

Ecco, le parole ci sono. Ma quelle, a onor del vero, ci sono sempre state.
Ho invitato personalmente per tre volte Ferrero a partecipare anche solo con un intervento, che avrebbe significato molto, a "La mano sinistra", ma per adesso el sue risposte latitano. Per carità, molto dipende sicuramente dai suoi numerosi impegni giornalieri del post sconfitta, ma probabilmente anche nel negare rispetto ad un'iniziativa nuova come la nostra.
Spero che Paolo Ferrero interverrà, spero che le sue parole non cadano invano, ma aspetto i fatti.

Tutto questo solo allo scopo di informarvi e di rilanciare qui, alla mano sinistra, il tema della partecipazione. Come intendiamo partecipare attivamente alla cosa pubblica? Come vogliamo organizzarci per far udire la nostra voce? Quali le nostre idee di partecipazione?

Come sempre, a voi la parola,

Riciard
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domenica 20 aprile 2008

La paura del diverso


Prima erano "terroni".
Poi fu la volta dei "negri" o "vucumprà", che tuttosommato qualche simpatia la riscuotevano da qualcuno.
Poi venne il turno degli "albanesi" e sembra che tale fase stia lentamente passando
Oggi è il giorno radioso che teme i "Rumeni".


I fatti che i telegiornali non si stancano di elencare, morti qui, donne stuprate là, etc. colpiscono. In primo luogo per il semplice fatto che ad ogni singolo evento di cronaca che veda come protagonista "il rumeno", è data la primissima pagina.

"Il rumeno", a ben guardare, non ha una provenienza se non "casa sua", è famoso per essere criminale dall'infanzia ("che vuoi, loro crescono così"), non è adatto al lavoro (ed in questo assomiglia molto all'albanese) e non è incline alla civiltà. Sì, insomma, al "Rumeno" gli va proprio detto: "A casa mia devi fare come dico io".

Questa la coscienza comune e diffusa, che per scrupolo di precisione definisco con una sola parola: razzista.

Sì, ho sentito alcuni di voi chiedere: e allora dimmi come e cosa ne pensi tu! e rispondo subito.
Inizio da lontano, ma sarò breve, come dicono di solito i politici:

- L'Italia è un paese di frontiera, visto non solo come miraggio dalle popolazioni meno abbienti per il suo fascino da capitalismo moderno: alcuni lo vedono come lingua di terra di passaggio per raggiungere paradisi migliori quali Francia o Germania. Per questo, come dite voi, "tutti vengono qui".

- Se le popolazioni meno abbienti fanno di tutto, compreso indebitarsi nel profondo del loro corpo, pur di arrivare a camminare su questa immonda striscia di terra, questo dovrebbe farvi riflettere e capire che sicuramente noi siamo sempre stati meglio di loro, anche in zona re(tro)cessione, che abbiamo un tenore di vita migliore perchè li abbiamo sempre sfruttati con el nostre fabbriche come manovalanza a basso costo (dicesi "capitalismo"), e che ad oggi sono in molti a reclamare di poter mangiare ogni giorno e magari avere un tetto.

- Le statistiche della delinquenza (è aumentata in Italia, questo è vero), dovrebbero farvi riflettere altrettanto. In qualsiasi caso di delinquenza voi guardiate (stupro, rapina, scippo o altro), a primeggiare siamo sempre noi, e di gran lunga. Gli italiani dovrebbero sicuramente iniziare a guardarsi da loro stessi, prima di paventare la paura del diverso.

- I giornali marciano sopra i temi caldi che la gente sente personali, e i politici fanno uguale. Questo significa che i giornali, di rimando, aumentano la paura e le angoscie delle persone, assoggettandole a richieste improbabili di sicurezza totale; i politici poi rispondono.

- Piccola previsione: se è vero che il governo precedente nulla ha fatto in materia di sicurezza, è vero che questo farà anche troppo. Innanzitutto la legge Bossi-Fini è razzista e studiata male (vedi ad esempio questo post), e ci hanno già garnatito che verrà inasprita. Questo teorema ha due corollari: il primo è che si inaspriranno i controlli verso tutti, voi compresi, e che si diffonderanno telecamere ed intercettazioni ad ampio raggio (non vi dà noia non avere vita privata?); in secondo luogo, l'Italia sarà forse l'unico paese a non garantire l'accoglienza primaria e asilo politico (come già fa Malta, pare con la stima di Frattini), e non solo... sparando a caso nel calderone, quante vittime innocenti perpetreremo?

Bene, adesso potete pure riaprire il giornale o guardare il tg1 e convincervi che "il Rumeno" è pericoloso, che non bisogna dargli lavoro perchè è scansafatiche, che fondamentalmente è un testa di cazzo di natura, che non volete che i vostri figli giochino con i loro, che se vengono ad abitare nel vostro palazzo dovete andare via che la casa diminuisce il suo valore e cose del genere. Se proprio volete farvi un favore, investitene qualcuno, tanto reclameranno in pochi.
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venerdì 18 aprile 2008

La mano Sinistra: Lettera ai blogger di sinistra

La mano sinistra inizia il suo cammino e chiede a tutti voi la piena collaborazione. Vi lascio la mia mail, per contatti o per pubblicare qualsiasi commento o post attinente su Riciard's.
Prego tutti i blogger che hanno già prelevato il banner di "La mano sinistra" di segnalarmi la loro partecipazione inviandomi il loro link, per segnalarli in questa pagina, e chiedo a tutti quelli che ancora non l'hanno fatto, di inserire nel proprio spazio il banner. Lo scopo, almeno iniziale, è quello di creare e segnalare una rete di blog e siti che partecipano attivamente a questa discussione.


Cari amici blogger,
sono passati quattro giorni dal varo dell'iniziativa "La mano sinistra", alcuni hanno aderito all'istante, altri di voi si sono uniti con una significativa, ma silenziosa presenza.
Ci siamo contati, e non siamo tantissimi.
Lo sapete quanto me, il momento non è dei più facili, ma proprio per questo dei migliori per confrontarsi costruttivamente.
Ieri vi ho chiesto un attivo confronto sul tema della partecipazione, e nessuno ha alzato la mano per intervenire, come se fosse un campo scontato, come se io avessi detto già tutto, oppure come se questa iniziativa non valesse un fico secco (cosa che non escludo, certo).
Vedete, in questi pochissimi giorni sto tentando di coinvolgere giornalisti, politici, intellettuali dell'area di sinistra, e l'unico che si sia degnato di una risposta, in cui prometteva di intervenire non appena metabolizzate le elezioni, è stato l'ex senatore Rossi.
Questo porterebbe a dire che "La mano sinistra" non valga un fico secco veramente, con il massimo rispetto per Fernando Rossi, e tutta la stima che ho di lui.
A voi la risposta.
Vedete, onestamente io la penso con Sartori, quando sostiene che "i partiti sono organizzazioni private che occupano uno spazio pubblico", e proprio per questo "approfitto" di questa occasione di non-potere per richiamarle a noi, confrontarsi con noi. Noi siamo il popolo, gli elettori, il potere della loro legittimazione sta nelle nostre mani, e di conseguenza, nelle nostre idee, nelle nostre speranze.
Le ultime elezioni hanno parlato chiaro, e "La mano sinistra" si propone addirittura di andare incontro alla classe politica, al fine di indicare la strada.
Per questo vi invito alla partecipazione, a discuterne, a informarci l'un l'altro per arrivare a una democrazia nostra.
Forse ingenuo, forse sognatore, sono sicuramente una persona determinata.
A voi la risposta.

Un salutone a tutti voi, sincero e caldo,

Riciard
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giovedì 17 aprile 2008

La mano sinistra: la partecipazione

La mano sinistra inizia il suo cammino e chiede a tutti voi la piena collaborazione. Vi lascio la mia mail, per contatti o per pubblicare qualsiasi commento o post attinente su Riciard's.
Prego tutti i blogger che hanno già prelevato il banner di "La mano sinistra" di segnalarmi la loro partecipazione inviandomi il loro link, per segnalarli in questa pagina, e chiedo a tutti quelli che ancora non l'hanno fatto, di inserire nel proprio spazio il banner. Lo scopo, almeno iniziale, è quello di creare e segnalare una rete di blog e siti che partecipano attivamente a questa discussione.



La mano sinistra inzia la discussione da quello che è il capitolo più importante, in quanto base generale e presupposto di tutte le discussioni tra noi e quella che avrebbe dovuto essere e sarà la nostra rappresentanza: la partecipazione.
L'immagine di questo articolo è una foto di Paul Ginsborg, professore di storia dell'Europa contemporanea presso l'ateneo fiorentino, inglese, e forte studioso e critico della situazione italiana nel suo percorso evolutivo. E non solo: Paul Ginsborg è un forte attivista, salito alla ribalta grazie alle sue opere ( tra cui ricordiamo "La democrazia che non c'è" e "Il tempo di cambiare") e al suo sensibile impegno per il recupero e la salvaguardia della democrazia, in ambiente cittadino come nazionale. Per dirla in breve: sono anni che si sbraccia parlando di partecipazione. Ho personalmente invitato Paul Ginsborg ad intervenire in questa sede, e spero vivamente che ci possa regalare il suo preziosissimo contributo.

La partecipazione in Italia è stata interpretata fino ad oggi come sinonimo della parola "primarie". Ma non basta. In primo luogo perchè le primarie che i partiti hanno prodotto fino ad oggi sono prese di giro e farse, in secondo luogo perchè la vita politica deve produrre cittadini attivi e contributivi, mai stanchi della ricerca di miglioramento della società in cui vivono: il voto di preferenza non è che un capitolo finale.
In pratica, per poter veramente attenuare il distacco tra noi cittadini e la classe politica inviamo un messaggio per posta prioritaria: ci siamo e vogliamo partecipare. Non contiamo solo al momento del voto, contiamo ogni giorno, ogni singolo istante in cui potremmo contribuire al miglioramento della nostra vita e di quella degli altri.
In molti dicono che la partecipazione sia un'illusione, una chimera, che no sia possibile da realizzare. E se a questi non basta pronunciare il nome della città di "Porto Alegre", svelo un nome più vicino: Grottammare. Il comune di Grottammare vive di partecipazione, e vi prego di rileggere con attenzione questo mio post precedente, in cui spiego come e cosa succeda in quella città. Molto brevemente, per chi non avesse tempo di leggere l'articolo precedente, il comune di grottammare si struttura in assemblee di quartiere, alle quali tutti i cittadini sono invitati a partecipare e comunicare esigenze di sviluppo ed ipotesi di realizzazioni. La giunta comunale ascolta, valuta, rielabora seguendo il budget disponibile e mette le proposte al voto dei cittadini, assemblea per assemblea. Detto così risulta riduttivo, per cui vi chiedo di leggere l'articolo di cui sopra.
Adesso, vi chiedo come sia possibile trasportare quella realtà all'interno delle nostre amministrazioni, cosa proporre alla classe politica e come farlo.

Mai come in questo momento la partecipazione è un tema scottante e pressante, dimostriamo che vogliamo essere partecipi, che siamo parte della società, che non siamo solo macchine di voto che ascoltano le arringhe ed incassano i colpi: la partecipazione è la cartina di tornasole per indicare un cammino di responsabilità alla classe politica.
A voi la parola e gli spunti di riflessione...

Riciard
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Dalla parte dei bambini







Non ne sapevo l'esistenza, ma appena scoperta, grazie alla segnalazione della mia dolce metà, non ho potuto fare a meno di parlarvene. Comicomix avrà un sorriso e qualche lacrimuccia nello scoprire cosa sia il Dynamo Camp.
Innanzitutto appartiene alla fondazione Hole in the Wall, creata da Paul Newman (proprio lui), che vive per creare spazi dove i bambini affetti da malattie gravi, nel periodo della terapia o post terapia, possano vivere la propria infanzia, senza tralasciare alcuna esperienza creativa, senza lasciar correre il tempo tra un letto ed un altro. Lascio alle stesse parole che ho trovato sul sito web la spiegazione.

"Ogni anno in Italia più di 10.000 minori sono affetti da patologie gravi e croniche.
Questi bambini devono sottoporsi a terapie spesso invasive e di lunga durata che li costringono a trascorrere molto tempo in ospedale. La condizione della malattia li porta non solo ad affrontare la paura, la stanchezza e tutti gli effetti correlati alle terapie, ma spesso vincola anche la loro socializzazione con i coetanei e compromette la loro spensieratezza ed allegria.
Dynamo Camp rappresenta quindi l'opportunità, per questi bambini, di trascorrere un periodo di svago in un ambiente protetto in cui la massima sicurezza sarà sempre garantita da un'assistenza medica di eccellenza e dalla costante supervisione di personale qualificato.
missionAl Camp i ragazzi possono sviluppare le proprie capacità sperimentando numerose attività sia creative, sia a contatto con la natura, beneficiando dell'Oasi affiliata WWF in cui il Camp è inserito. Possono inoltre condividere momenti indimenticabili con tanti ragazzi che hanno vissuto esperienze simili alle loro e trarre grande supporto l'uno dall'altro collaborando e divertendosi insieme.

Dynamo Camp è un Campo estivo, primo in Italia, appositamente strutturato per bambini affetti da patologie gravi o croniche in terapia e nel periodo di post ospedalizzazione. Il Campo è rivolto gratuitamente a bambini da 7 ai 16 anni.

Dynamo Camp intende offrire a centinaia di bambini la possibilità di riappropriarsi della propria infanzia attraverso un programma che in totale sicurezza e allegria li porti a ritrovare e acquisire fiducia in loro stessi e nelle proprie potenzialità.
Il Camp prevede anche programmi specifici rivolti ai genitori e ai fratellini sani di questi bambini, coinvolgendo così tutta la famiglia che ha dovuto affrontare la delicata situazione della malattia."

Di questa bellissima iniziativa, sorta proprio a pochi chilometri dalla mia piccola Pistoia, vi lascio il link del sito web:
Dynamo Camp
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mercoledì 16 aprile 2008

Niki Vendola mi fa tirare un sospiro di sollievo

La mano sinistra inizia il suo cammino e chiede a tutti voi la piena collaborazione. Vi lascio la mia mail, per contatti o per pubblicare qualsiasi commento o post attinente su Riciard's.
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Niki Vendola: "Il voto è la dimostrazione che non riusciamo più a capire la nostra gente"

Finalmente qualcuno che dà una lettura ragionevole e di sostanza all'avvenuto. Non è l'antipolitica, non il nome, non il simbolo, ma il distacco, la mancanza di comprensione.
"Bisogna riprendere dalla passione, rintanarci dietro a falce e martello, dietro posti sicuri sarebbe sbagliato. Dobbiamo ripartire dalla capacità della sinistra di non essere solo una bandiera, ma anche uno strumento che cambia la vita, che dà risposte. Io credo che la sinistra debba indagare le ragioni di una egemonia culturale forte; le elezioni danno un dato di trasformazione del paese nei suoi valori". E ancora: "Dobbiamo partire dai nostri partiti, senza capro espiatorio, ma prendendoci per mano: abbiamo bisogno di una funzione collegiale per ciò che è accaduto andando alle radici della sconfitta; le sconfitte analizzate seriamente hanno dentro il seme della ripresa".
Ho invitato Niki Vendola a "La mano sinistra", spero che risponda, e che l'indirizzo e-mail che sono riuscito a reperire non sia vecchio.
Semplicemente, c'è bisogno di uomini come lui.
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Lettera a Diliberto

Carissimo Oliviero Diliberto,

guardandola ieri sera a Ballarò sono rimasto di stucco. A bocca aperta.
Gli italiani hanno fatto l'impossibile in questa tornata elettorale, sono riusciti a far qudrare una legge "porcellum", a far vincere con un margine impensabile Berlusconi, e soprattutto, hanno mandato a casa letteralmente la sinistra arcobaleno.
Il mio rammarico, che è di molti, si ferma con il suo intervento ieri sera a Ballarò.
E' davvero possibile che l'unica cosa che lei sia riuscito a dire sia stata dobbiamo ritornare al simbolo della falce e martello?
Vecchi insegnamenti, vecchie saggezze, insegnano che dalle cadute ci si deve rialzare, con nuovo slancio, con nuovo entusiasmo, ma soprattutto, con spirito di riflessione.
Ciò che deduco dal suo ragionamento è: gli italiani sono talmente idioti che non hanno votato a sinistra perchè mancava il simbolo comunista. Come se gli italiani non sapessero chi c'era dietro alla coalizione. Corollario della sua frase è: non c'è molto da riflettere, basta un simbolo e la poltrona torna, forse anche più comoda di prima.

La riflessione è appena iniziata, non deve certo finire con l'idolatria di un simbolo, per quanto rappresenti molto di storico e culturale. Proprio per questo la invito a partecipare alla riflessione, al laboratorio per la sinistra che sta avviando i suoi primi passi: "La mano sinistra".
In calce le lascio il link a cui può trovare la discussione.

La invito a rispondermi, ad instaurare finalmente un dialogo con quello che credeva essere il suo elettorato, per iniziare a colmare la distanza tra il ceto politico ed i cittadini che queste elezioni hanno drammaticamente sottolineato.
In attesa di una sua risposta, le invio i miei saluti,

Riccardo Tronci

P.S. questa lettera è stata veramente inviata a Oliviero Diliberto, ma non credo che mai mi risponderà... nel caso in cui sottoscriviate quanto detto, sentitevi pure liberi di inviarla a vostro nome, l'indirizzo mail dell'ex parlamentare è questo: DILIBERTO_O@camera.it (sperando che sia sempre il suo indirizzo mail)
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La mano sinistra: preambolo di discussione

Dopo la conta, iniziata ieri, di quanti siamo a voler ricostruire, inizia il momento più difficile, preambolo della nuova sinistra: l'autocritica, il confronto. L'ammissione degli sbagli è il primo punto focale attorno al quale si deve svolgere la discussione. Per cui vi invito tutti a partecipare all'inizio del lavoro di questo piccolo laboratorio per la sinistra. La mano sinistra inizia il suo cammino e chiede a tutti voi la piena collaborazione. Io inizio discutendo alcuni punti secondo me fondamentali, tra gli errori commessi, chi ha qualcosa da aggiungere non deve far altro che commentare o proporre nuovi temi alla mia mail: riccardotronci@hotmail.it. Qualsiasi cosa mi spediate che abbia attinenza a questo laboratorio verrà pubblicata a vostro nome.
Prego tutti i blogger che hanno già prelevato il banner di "La mano sinistra" di segnalarmi la loro partecipazione inviandomi il loro link, per segnalarli in questa pagina, e chiedo a tutti quelli che ancora non l'hanno fatto, di inserire nel proprio spazio il banner. Lo scopo è quello di creare e segnalare una rete di blog e siti che partecipano attivamente a questa discussione.


Preambolo di discussione
La sinistra ha compiuto in questi anni molti errori, a mio avviso, portando i propri elettori al disagio, o nei peggiori dei casi a votare per la Lega.
In generale il primo errore credo sia quello di una totale mancanza di dialogo con la base dell'elettorato: la sinistra dovrebbe promuovere la partecipazione, farsi vedere parte attiva ed integrante dello strato sociale che intende rappresentare, per prima cosa. Il distacco tra un elettore ed un politico di sinistra non è più accettabile.
La sinistra ha campato per qualche anno sugli allori, credendo che la sua base l'avrebbe votata ugualmente per non incappare in Berlusconi, per non lasciargli le redini del paese. Evidentemente nella logica del "tanto mi votano perchè sono il meno peggio" c'è molto di sbagliato.
Una parte di sinistra ha cominciato il suo cammino accentrandosi sempre di più, e non è a quella parte che ci rivolgiamo, l'altra si è dimostrata stanca ed improduttiva, incapace di riforme, incapace di dissenso. Quando parlo di dissenso penso al rifinanziamento delle missioni di guerra, penso ad una politica estera aggressiva, penso ad una politica interna che non lascia intravedere uno stralcio di speranza.
In due parole, la sinistra ha dimenticato l'aspetto che più la deve contraddistinguere: il riformismo, la capacità di lettura diversa rispetto agli altri movimenti.

Un altro tema sicuramente importante è quello della sicurezza. Io vivo in Toscana, e credo che per questa che molti definiscono emergenza, di abitare in un'isola felice. Ma se anche in Emilia in molti hanno votato Lega, ciò significa che il problema c'è, e che la sinistra non è stato in grado di risolverlo. Non mi piace la politica della Bossi-Fini, sinceramente la disapprovo in toto, ma è chiaro che i cittadini che hanno votato per il carroccio, la leggono quantomeno come una risposta. La sinistra non è riuscita a dare una risposta alla questione sicurezza, e per l'elettorato sembra essere un nodo focale. Quindi, quale può essere una lettura diversa del fenomeno, magari più aperta verso una inevitabile cultura e società multietnica?

La sinistra non è riuscita a garantire a noi, classe media, medio bassa, e bassa, un regolare stipendio che faccia intravedere qualcosa di più che bollette e spesa. E che spesa. Qui il problema si fa difficile, visto il cavalcare della recessione, ma la capacità di lettura dei fenomeni di cui parlavo prima, si vede proprio in queste situazioni.

In ultimo, e lascio a voi lo spazio, i vari capi e capetti di partito hanno iniziato a darsi le colpe a vicenda, hanno iniziato a fare retrofront dal progetto de "La sinistra l'arcobaleno" sostenendo un impellente bisogno di ritornare al simbolo della falce e martello. Ci devono aver preso per imbecilli. Credono di non aver preso sufficienti voti per la mancanza di un simbolo? Guardateli, e ditemi se non provate un minimo di commiserazione, così attaccati alle vecchie potrone da essere disposti solo a cambiare simbolo. Grande innovazione, non c'è che dire, proprio la risposta che aspettavamo.

Nel prossimo post inizierò proprio con questo argomento, vorrei che aggiungeste a questi temi che io ho nominato quelli che ritenete basilari per la discussione.

Riciard
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martedì 15 aprile 2008

Good morning Italia


Ecco come si è svegliato stamani l'ermellino... chi sia l'ermellino lo scoprirete entro breve, spero, su questo blog. Una cosa è certa, la sua voce vi terrà compagnia...
Ha scelto questo momento delicato per presentarvi a voi, e lo ha fatto indubbiamente a modo suo, raccontandoci il suo risveglio...
Ah, una cosa, giusto per non subire accuse come già successo in passato di spam e roba del genere: non sono io con un nome diverso... è semplicemente un Ermellino fantasma...


GOOD MORNING ITALIA!

di Ermellinofantasma

Non ha suonato la sveglia stamattina, è stata la luce malata alla finestra a farmi aprire pesantemente le palpebre.
Fuori c’era lo stesso cielo malato e senza speranza di questa inverno/primavera tropicale che si è volentieri adeguata allo standard italiano in fatto di stranezze e disincanto.
Sembra che questa luce fuori dica sommessamente: - Lascia stare. –
Un po’ come fanno tutti gli spettatori dello stivale da troppo tempo.
Perché non siamo altro che questo: spettatori.

Mi sono alzato dopo un sonno inquieto, per niente ristoratore con un sapore amaro in bocca e lo stomaco in subbuglio.

Inizialmente ho pensato dipendesse dal porcello arrosto con le patate al forno trangugiato in ora a rischio di “trasformazione Gremlins” e poteva anche essere plausibile come cosa, ma la sensazione che mi cresceva dentro era qualcosa di più intimo e spirituale di una gastrite: era una sensazione strana, un presagio.
Mi sono alzato sbandando contro lo stipite della porta e franando giù dalle scale riuscendo maldestramente a controllare l’equilibrio.

In casa solo silenzio.
Quel silenzio che ti dice che tu sei ancora uno studente del cazzo da troppo tempo ormai e il resto del mondo si è già attivato e rimboccato le maniche per portare a casa qualcosa che assomigli a uno stipendio decoroso per farti mangiare.
Ma questa è la sensazione che mi prende a morsi tutte le mattine, qualcosa di conosciuto e controllato.

Non era questo il problema.
“C’è qualcosa che non va”, mi sono detto.
Ma nella temporanea amnesia del risveglio non sono riuscito immediatamente a capire.
Poi qualcosa mi ha scosso accendendo il PC: fondamentalmente erano le stesse due facce che mi hanno tormentato negli ultimi due mesi ovunque, anche al cesso, solo che una era odiosamente sorridente, quasi a rischio di strappo del "tiraggio chirurgico".

Un sorriso che proprio non riesce a darmi la sensazione rinfrescante della felicità, ma che nasconde dietro l'ombra minacciosa dei panzoni montanari armati di bastone e della schiera di avvocati-pipistrello chiusi nelle loro tane e pronti a uscire e succhiare linfa vitale nelle sere mediatiche italiane, dove le intime tragedie e la pazzia celata diventano show, motivo di dibattito e business.
Ho sorseggiato un caffè senza zucchero che serve a ricordarmi di quanto la vita sia difficile in certi giorni e ho continuato a fissare ipnotizzato quella risata: è incredibile sembra un Luciotto incravattato e ancora meno rassicurante della versione originale in gomma e plastica.
Mi hanno sempre fatto paura da bambino i “luciotti”, avevano qualcosa di sinistro, come questo ometto sorridente in silicone e ciccia che se la ride su tutte le pagine del web.

Il Presidente.
Con la “P” maiuscola.
Profuma di Orwell tutto questo e anche un po’ del gioco degli scacchi.

I grassi PEDONI impolentati che scendono dalle montagne armati di bastoni robusti e nodosi, pronti a spaccare crani nella peggiore tradizione italiana e i vampiri-alfieri, vampiri-torri, vampiri-cavalli da sacrificare solo in caso di pericolo.
Ma questo pericolo lungo lo stivale non c’è.
Siamo lobotomizzati e inebetiti da giovani danzerini o canterini pieni di ego; da manichini plasticosi adagiati con malagrazia su un trono e circondati da una corte di altri manichini adoranti, e imploranti un po’ di quelle sacre telecamere a profanarli; da cavie umane chiuse in una prigione di vetro con tutti i confort e sottoposte alla nostra attenzione malata, bisognosi che qualcuno li guardi, li osservi, li ascolti.

E mentre l’Italia balla, canta, e vive la vita degli altri in televisione, invece di vivere la propria, il mondo sotterraneo delle strette di mano, dei favori, dei segreti irraggiungibili si muove come un magma lento ma inarrestabile.

Non esiste proprio il pericolo di dover sacrificare i pezzi più importanti della scacchiera, i grassi pedoni con il loro incedere pachidermico basteranno sicuramente.

Dio ha parlato.
Il DADO è tratto.
Ho un leggero trambusto intestinale, mi alzo e raggiungo la tazza del water.
Sento una rivoluzione dentro di me, probabilmente il porcello con le patate ha fatto la sua parte.
Questo è ciò che l’Italia vuole.

Non parlo del porcello con le patate, ovviamente.

Finalmente mi libero, il mio stomaco si contorce, fino a togliermi il fiato.

Questo è quello che l’Italia merita.

La TV di là è rimasta accesa: sento la voce di Rita dalla Chiesa, sicuramente è l’ora di FORUM del placido Santi Licheri e mi pare di capire che stiano dibattendo sul fatto che una tenera anziana signora ha chiesto un risarcimento al tizio che ha cercato di fermare i di lei scippatori, perché appena raggiunti non li ha gonfiati di botte come zampogne. Ma sto estirpando il male dal mio intestino, potrei pure sbagliarmi.
Cerco di tendere l’orecchio e riesco a carpire un’altra voce conosciuta: l’allora Bruno Sacchi della immortale Terza C, messo a nuovo dall’asportazione di una buona parte dello stomaco, sta pontificando sulla pericolosità di questi scippatori messi in libertà dopo due giorni dall’arresto.
Un tripudio e un tanfo infernale annunciano che il mio corpo si sta liberando dal male, almeno in parte.

Cerco di ascoltare meglio: l’allora Bruno Sacchi sta parlando veramente della pericolosità di chi ruba…una borsetta.

Certo, ha ragione, chi ruba non deve restare impunito.

Onore a te BRUNO SACCHI.

Certi mali non li puoi estirpare completamente.

Resto seduto sopra una montagna di merda con un’espressione imbecille, senza sapere cosa fare. Dall’altra stanza la voce di Dio, dopo avermi illustrato nuove offerte della “Tim Tribù” mi annuncia: -Elezioni 2008, vittoria Berlusconi sia alla Camera che al Senato.-

Buongiorno Italia!


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Facciamo la conta

Il giorno dopo, un brusco risveglio, una colazione controvoglia, stessa innegabile attitudine al lavoro eun piccolo mal di testa dato dal pensiero negativo.
Ecco le ceneri, pensavamo fosse sempre possibile risorgerne come l'araba fenice, ed invece, ecco le ceneri.
Adesso ci vuole strategia.
Innanzitutto dobbiamo fare la conta, esporci, confrontarci, ma prima di tutto, fare la conta. Capire quanti davvero siamo, e stare uniti. Sembra un discorso strappalacrime, ma credo lo sappiate anche voi: c'è un immenso bisogno di noi. La sinistra di governo ha fallito, la sinistra di opposizione ha fallito, la sinistra di Giordano, di Bertinotti, di Diliberto, ha fallito. Solo chi la pensa un poco più centralmente può dirsi, tutto sommato, soddisfatto. Ma non è quello il nostro interlocutore, non il mio almeno. E' un possibile cugino con cui confrontarsi ed agire insieme, ma adesso... adesso è il momento della conta.
Per questo vi invito a seguirmi, e ad appiccicare, se credete che questa riflessione vi appartenga, quel piccolo banner "La mano Sinistra" che capeggia all'inizio di questo blog. Giusto come riconoscimento.

Nel mio caso linka direttamente a tutti i post che scriverò con la tag "mano sinistra", voi potreste fare uguale. Mi piacerebbe che divenisse il simbolo di blogger in transizione, di blogger di sinistra che credono nella forte possibilità di creare una nuova, più solida sinistra. Mi piacerebbe che fosse il simbolo di ogni blog che vuole discutere, informarsi e contribuire. Non so quanti di voi lo faranno, non ho idea di quanti di voi hanno la mia stessa percezione, quel che so è che è necessaria la nostra partecipazione. Guardatela la nostra sinistra. Dal 1989, dal dopo muro, crollata ogni giorno verso passi centristi, governi guerrafondai e troppo dediti al compromesso.
Dobbiamo iniziare da un semplicissimo fatto: l'antiberlusconismo, se possibile, aiuta addirittura Berlusconi. Non è quella la strategia da adottare, non quella. Non dico che dobbiamo smettere di mostrare chi e cosa secondo noi (ed alcuni fatti) è Berlusconi, dobbiamo semplicemente cambiare strategia. Criticare ciò che fa, ad esempio, magari costruttivamente dove possibile, ma comunque sia criticare e confrontare il suo operato con ciò che vorremmo. Ed iniziare a parlare di cosa vorremmo per il nostro paese.
Il compito della sinistra è duro, ma la nostra partecipazione, le nostre analisi, possono essere davvero utili.
L'idea del banner nasce proprio per dare un simbolo ad una riflessione comune, ad un dibattito, che da adesso, almeno su questo blog non si interromperà mai. Quale sinistra vogliamo? Vorrei fosse un punto di incontro con quanti di voi useranno questo banner.
Adesso... facciamo la conta.

Riciard
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lunedì 14 aprile 2008

Cala il sipario. Punto e a capo


E' vedendo Fausto Bertinotti, la sua espressione a "Porta a Porta" di Vespa che lo capisco: è finita davvero. La sinistra, quella pura, abbandona il parlamento, non c'è niente da fare. Questo sarà il primo parlamento senza sinistra, il primo nella nostra storia, forse il primo in Europa dal dopoguerra. L'opposizione è lasciata nelle mani di Veltroni (devo ridere?) e Casini (devo piangere?). Punto e a capo.

La situazione internazionale ci porterà brevemente a una crisi, già iniziata in maniera sommessa, papabile di recessione, e a tentare di domarla ci sarà Berlusconi, e il suo liberismo.
C'è da augurarsi che sia veramente liberismo, e magari di stile roosveltiano da new deal del '29, perchè se anche solo assomiglierà alla sua falsa riga del 2001, saranno drammi.
Serve a poco che sia Vespa e Casini si sbraccino dicendo che è un male per la democrazia il non avere una opposizione estrema di sinistra, i fatti rimangono quelli.
Mi interrogo sul perchè la sinistra arcobaleno sia stata un fallimento su tutti i fronti, ed è probabile che abbia ragione Bertinotti nel parlare di approcci sbagliati, di politiche sbagliate sul voto utile che lo hanno osteggiato, ed ha ragione a dire che bisogna ripartire. Dalle strade. Dalle piazze. Dalla società civile.
Davvero ci penso e non capisco come possa non esserci in un paese il bisogno di sinistra. A chi può fare capo un operaio? A chi un pacifista? Non parlatemi di Veltroni per favore, e, ovvio, nemmeno di Berlusconi. Punto e a capo.

Bertinotti sostiene anche che nel proprio insuccesso c'è anche la disillusione riguardo al governo Prodi. Ma credetemi, non capisco. Quando Bertinotti e la sua Rifondazione Comunista che da sola prendeva molti più voti della sinistra arcobaleno, fece cascare un governo per il semplice fatto che la politica che metteva in atto era tutt'altro che di sinistra, venne tacciato di traditore. Si riparte, Bertinotti impara la lezione e sostiene il vicino governo Prodi in tutto, spesso tappandosi naso e bocca. E cosa ottiene? Che la gente si chiede cosa abbia fatto. Quindi: una sinistra che più del 7% non riesce a prendere, o sostiene un governo o lo fa cadere, ma in entrambi i casi è perdente. Quindi la sinistra in Italia, è destinata a perdere. Punto e a capo.

La sinistra deve cambiare, questo è chiaro, deve modernizzarsi, probabilmente, ed in tutto, dimostrando concretezza, nelle proposte e nei fatti, dimostrandosi vicina al suo elettorato, ed è la volta buona, visto che di poltrone non ne avrà. Ma gli stessi elettori di sinistra evono chiedersi che tipo di sinistra volere nel palazzo. Perchè se basta essere antiberlusconisti basta Veltroni, se si vuole qualcosa di più... no.
Punto e a capo.
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Un'idea alla democrazia, la voce dei blogger


Un'idea, qualsiasi cosa succeda. Una proposta, qualsiasi cosa avvenga.
L'idea parte da una constatazione semplice semplice: sappiamo bene tutti, elettori di sinistra e di destra, che questa classe politica, nè morigerata, nè dotata di autocontrollo, farà di tutto per non rispettare gli accordi presi con gli elettori in campagna elettorale. Sappiamo tutti che quello che ne verrà fuori sarà un malcontento diffuso, fino a nuove elezioni, un breve respiro di sollievo, e nuovamente malcontento.
E allora, e lo propongo a voi, perchè è innegabile che appartenete a quella parte della nazione che è politicizzata ed ha le idee piuttosto chiare, considerando che non è possibile chiedere l'instaurazione di una commisione che vigili sull'operato degli eletti, mi piacerebbe creare assieme a voi un clima di "sorveglianza" sui politici.
Questo significa, in partenza, azioni comuni su fronti comuni, ovvero post vigili ed attenti, e, magari, quando se ne presenti il caso, bombardamenti di mail agli interessati.
Direte, non è nulla, e probabilmente non varrebbe nulla davvero, ma credo che internet, il web, i blog, possano veramente renderci un poco di quel potere partecipativo che dovremmo avere.
Per adesso almeno, internet rimane l'ultimo spazio davvero libero, un drappelo di libertà che possiamo rivendicare e che non dobbiamo assolutamente lasciar perdere. Ricordiamocelo, quando verà messa in dubbio la nostra attività in rete, quando i blog verranno davvero tassati come giornali etc. Facciamo valere la nostra voce, non dobbiamo mai mollare all'idea del malcontento, all'idea che nulla possa cambiare. Non verrà Zapatero a salvarci, non ci sarà un politico illuminato che inizierà a rispettarvi senza che voi abbiate fatto nulla tranne che votare.
"A memoria futura: la libertà che abbiamo ce la siamo presa... "(S.Guzzanti)
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Considerazioni sul voto

Parto dal primo dato che sembra lampante: un forte calo dell'affluenza. In molti, quindi, hanno raccolto l'appello lanciato da Grillo e non solo sul non voto. Se fosse stato ancora più ampio ilo margine dei non votanti sarebbe stata indubbiamente una forte lezione a questa classe politica, ma, temo, avrebbe legittimato un governo sorretto da meno dell'80% degli italiani, fatto che si avvicina all'assurdo e al vero.
Le precentuali di voto dei partiti conferma la tendenza dell'Italia verso il maggioritario, anche se sono convinto che, almeno per quanto riguarda la sinistra, sia una reazione alla paura del nuovo governo Berlusconi.
Rammarica questo dato, insensibile alle forze riformiste, che innegabilmente legittima le spinte centriste dei due grandi partiti. In poche parole, una nuova democrazia cristiana vestita di nuovi panni, ma con dietro apparati e persone molto simili.
Una cosa lampante è che la campagna di veltroni ha dato frutti quasi dorati, poichè anche se ci si attestasse alle percentuali del primo spoglio del senato, o ai primi exit pool, va ricordato che il Pd partiva in netto svantaggio. La stessa cosa, ma al contrario, si può dire di Berlusconi e del Pdl, che nonstante abbia fatto una campagna elettorale a ribasso, con pochi comizi, uno slogan povero e poco gridato, ha perso parte dei consensi lungo la strada.
Speravo in una sorpresa per quanto riguarda il Movimento per il bene comune, che ha fatto la campagna elettorlae che gli è stata concessa, con pochi spazi, ma molte idee. Che queste idee, queste spinte davvero nuove, che l'entusiasmo di una classe che sarebbe stata davevro nuova, ed informata, vista la larga partecipazione in tutti gli strati del movimento, vengano lasciate a terra, dispiace e non poco.
E' ancora presto per capire cosa succederà, ma sembra dalle primissime proiezioni, nemmeno molto affidabili, che il paese abbia decretato per un cambio di governo, orientandosi verso il centro destra. Attenderò la mattina, fino a sapere il risultato. Poi invierò le pratiche a Parigi per richiedere asilo politico...
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venerdì 11 aprile 2008

Vi presento un "amico" di e-mail


Ho conosciuto il senatore Fernando Rossi a causa della sua sincera lealtà agli elettori. Che non lo avevano votato per rifinanziare la missione in Afghanistan, per comprare nuovi e fiammanti caccia bombardieri o per incrementare le spese belliche italiane. E' stato lì, quando votò contro a un Massimo D'Alema sempre meno convincente e sempre più presuntuoso ("ma che volevano di più?"), con la sola compagnia di Turigliatto, che decisi di scrivergli. E lui rispose prontamente, con gentilezza, garbo e una sola richiesta: "Chiamami Nando".
Tutto questo sarebbe ben poco, anche le sue mail successive, tutte le volte che mi ha informato dei suoi interventi, tutte le sacrosante volte che mi ha informato dei movimenti in parlamento, delle strategie da osteggiare, sarebbe solo una bella "amicizia" on line, se non fosse che "Nando" è capolista al senato di un movimento: il Movimento per il Bene Comune.
Il candidato premier è Stefano Montanari, da noi conosciuto grazie alla sua fama ottenuta grazie alla complicità con Beppe Grillo, grazie ai numerosi "spettacoli-congressi" che ha presenziato dando il suo utilissimo apporto rivelatore di ricercatore ed uomo di scienza quale è.

Il movimento nasce dall'idea di riportare nelle nostre mani, quelle degli elettori, lo stesso potere che dovremmo avere da sempre. Inizia con un "fuori tutti" gli altri, potere al popolo.
Sembra demagogico, forse, paternalista, forse. Ma sono convinto della leltà di queste persone e della loro volontà, forte come le idee che portano avanti.
Il movimento nasce grazie all'aggregazione di molti comitati, non è un partito, e forse per questo, ha le idee molto chiare, e, stranamente, provenienti anche dal basso.
Vi lascio due righe scritte da Stefano Montanari, ed un video che riporta Rossi su Rai 2.

"La nostra campagna elettorale si è svolta in condizioni di povertà francescana, senza un singolo sponsor (che non avremmo comunque accettato per non dovergli essere “riconoscenti”), siamo nei fatti largamente ignorati dai mezzi di comunicazione e, quando ce n’è la possibilità, quei pochi attimi disponibili sono occhiutamente rubati (mi riferisco a Vespa) perché il messaggio non deve passare. E allora chiedo a tutti di usare il passa-parola e Internet, i soli strumenti che permettano la diffusione delle idee senza censure. Parlate a chiunque possiate parlare della possibilità di saltare fuori dalla scatola (vedi post “I cani fessi e l’impronta sulla Luna” del 3 dicembre scorso). E dite anche che metà del rimborso elettorale di PER IL BENE COMUNE andrà a beneficio di chi è stato abbandonato vigliaccamente dallo stato che, facendosi beffe dell’articolo 32 della Costituzione, non si cura di chi si è ammalato di malattie da inquinamento."


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Povera Patria


Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare

(Franco Battiato)



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