venerdì 29 febbraio 2008

Nonna Rolanda

Un po' di tempo fa stavamo cercando su youtube i video di nonne che cantavano l'internazionale, o faccetta nera, o altre cose, per farci due risatine, e trovammo Nonna Rolanda. Rimanemmo stupiti e stupefatti. Nonna Rolanda è la nonna di Joe Natta. Sembrerà una cazzata, e invece è proprio così. Prima ancora di scriverne qualcosa devo anticipare che Nonna Rolanda ci ha purtroppo lasciati il 23 agosto del 2007. Era una donna solare ed intelligente, come dice suo nipote Joe, che si divertiva ad assecondare i progetti demenziali di Joe Natta. Non è ben spiegabile di cosa si tratti, guardate il filmato che vi riporto per capire.
Joe Natta è uno delle Menti Malate, gruppo di musica demenziale, che ha collaborato con il Nido del Cuculo, e che ha creato assieme alla nonna, la fiction "Casa Rolanda" Si tratta di brevi spezzoni di vita vera e cruda (eh eh eh) di cui vi lascio qualche esempio...
Prima ancora che vediate i video, però, vi consiglio di leggere la lettera che Joe ha scritto sul suo sito, in ricordo della nonna, specificando che lei è sempre stata d'accordo a fare questi video, e che si è sempre divertita.
Un affettuoso saluto a Nonna Rolanda.



E vi invito, se non vi è bastato, a digitare su youtube "nonna Rolanda" o semplicemente ad andare sul sito ufficiale di Joe Natta.
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Propaganda Due Loggia (PdL)

Ouvertoure (che può essere saltata)

Viviamo un momento storico che talvolta appare ibernato nel tempo, cristallizzato. Passano i giorni, le giornate di lavoro si susseguono, cade un governo e ne succede un altro, cambiano i parlamentari e nascono movimenti. Ma non sembra evoluzione, non c'è il dinamismo proprio di una società viva. Casomai troviamo nell'ibernamento la peculiarità del nostro momento. Ibernate le persone, ibernati i potenti, ibernati gli ideali. Tutto uguale. E' così un fatto ordinario che io mi trovi, ancora una volta a parlare della Loggia Propoaganda Due (P2), come un fenomeno attuale, attualissimo, che non perde carisma e potere con l'avvicendarsi delle stagioni, ringiovanendo di anno in anno. Un po' come alcune piante, che di inverno sembrano morte, e che di primavera regalano sempre una gemma in più dell'anno precedente.
Questo articolo non vuole fare dietrologia, non sto a spiegarvi cosa sia stata la P2, chi non la conoscesse a fondo può leggere questo mio vecchio post, o cercare sul web, di informazioni se ne trovano molte e spesso precise. Con questo articolo voglio puntare il dito contro alcuni aspetti del mondo politico odierno.

La P2 e la politica attuale (questo andrebbe letto)

C'era una volta Licio Gelli e c'era una volta la P2. I due nomi ispirano ad ogni italiano aggettivi poco positivi, o almeno così amo sperare. Ma vediamo cosa prevedeva il programma della P2 e come oggi si sia magnificamente realizzato, o quantomeno come l'attuale classe politica ben abbia imparato la lezione del Maestro Venerabile.
Dopo alcuni capoversi leggiamo che l'organizzazione satellite che la Loggia avrebbe formato, avrebbe dovuto: "usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. "
E nel fantastico attuale panorama politico notiamo qualche piccolo gruppo e due partiti, uno equivalente alla Dc e la sinistra moderata, l'altro equivalente alla Dc e la destra moderata. E fin qui tutto sommato, mi potreste dire che funziona così un po' ovunque, per cui...

Veniamo al secondo punto, che trovo fondamentale e mirato a dimostrare la validità della mia convinzione. Si parla dei giornalisti e delle testate giornalistiche, ma non solo, anche della televisione e della radio. Si concepisce, in pratica, un monopolio dei mass media, tramite la "compravendita" di alcuni giornalisti per ogni giornale, in modo che siano vassalli del potere, tramite l'acquisto di alcune testate, e infine la dissoluzione della RAI. Si parla, in sintesi, di voler dominare l'opinione pubblica. Eccovi un estratto:
"Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di "simpatizzare" per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.
In un secondo tempo occorrerà:
a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con l'agenzia per la stampa locale;
d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit"

Importante sottolineare anche come Gelli avesse a cuore la magistratura. Sosteneva, infatti, che essa andava ricondotta al suo ruolo di equilibrio della società e non di eversione; a tal fine proponeva come primo passo la divisione delle carriere, e la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile davanti al parlamento.

Conclusione


Il programma della Loggia Propaganda Due lo potete trovare qui interamente, in questo articolo mi sono limitato a due dei quattro punti, che ritenevo fondamentali. E' chiaro che, per quanto Pdl e Pd siano sigle che non vogliono ricordare la loggia, hanno agito e stanno agendo per portare il paese verso questo tipo di "riforma". Se leggerete attentamente gli altri punti e le modalità per raggiungere gli obiettivi, capirete che se non siamo a conclusione poco ci manca, e che il tutto va verso una finta democrazia in cui l'uomo è un ebete sotto controllo dello stato.
Ora, Berlusconi era a tutti gli effetti un membro della P2, non lo scordiamo, e in compagnia di amici come Maurizio Costanzo o Cicchitto. E se avete voglia di leggere la lista di alcuni degli iscritti alla Loggia (dico alcuni perchè la sua versione integrale non è mai stata trovata/consegnata), potete andare qui. Vi basti sapere che alcuni dei principali membri di Mediaset ed alcuni esponenti di An e Fi, oggi Pdl, appunto, ne facevano parte. Volete altri esempi? eccoli:

    Massimo De Carolis (tessera n.1815): avvocato esponente di Forza Italia.

  • Massimo Donelli (tessera n. 2207): direttore di TV Sorrisi e Canzoni (Gruppo Mediaset).
  • Publio Fiori (tessera n. 1878): deputato di Alleanza Nazionale

  • Roberto Gervaso (tessera n. 1813): rubrica fissa su Rete 4 (Peste e corna) e sul Messaggero.
Questo non significa che effettivamente la Loggia P2 esista ancora, ma sicuramente che il cavaliere ha ben imparato la lezione, comprando testate, favorendo la dissoluzione della Rai, favorendo la creazione di due soli partiti, mirando alla conformità e subordinazione dell'opinione pubblica, riformando in parte la giustizia, etc etc etc.
Un'ultima cosa, che si sappia, Licio Gelli, intervistato dal giornale "Indipendente" nel 1996, disse, riguardo a Berlusconi:
"Ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto".
A voi le conclusioni.
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giovedì 28 febbraio 2008

Un giro sul sito ufficiale del Pdl


Per chi mi accusa di essere di parte, una visita attenta al sito ufficiale del Partito della Libertà. Mi scuso con chi ha preso le mie parole come sgorgate da odio, ma credevo che Berlusconi fosse un comico, davvero e lo credo tutt'ora. Ma facciamoci insieme un giretto su quel fantastico sito, fonte unica di ilarità e satira di vera e dura qualità.

Alla fine del giro sono riuscito a prendere la coda di coniglio, e mi sono fatto anche una segunda vuelta. Molto divertente. Questa idea del sito è veramente carina, degna di Camera Cafè e del miglior Chaplin.
Il miglior comico d'Italia sa affrontare con vera satira gli argomenti scottanti. Ad esempio pubblica una lettera, sicuramente finta, a volte si fa per fare due risate, di un presunto lettore, che vi riporto:

"Ho letto che il prossimo weekend ci saranno le primarie sul programma del Popolo della Libertà. Mi sembra un’idea grandiosa: non vedo l’ora di poter andare in piazza a dire la mia, a spiegare quali, secondo me, sono i temi che il governo del Pdl dovrebbe affrontare. Un argomento ormai urgentissimo è la sicurezza. Vivo in centro a Milano e, qualche sera fa, affacciandomi dalle finestre di casa mia, ho visto una sparatoria nel cuore della notte. Così non si può più andare avanti. Noi cittadini siamo stufi, chiediamo più forze dell’ordine e chiediamo che alle forze dell’ordine siano dati i mezzi per operare. Una vera democrazia ha bisogno di sicurezza."
Vedete com'è bravo? Tempismo perfetto, introduzione breve, colpo di scena e battuta finale. Perfettamente strutturata, l'abilità e l'esperienza si vedono.

Continuiamo il giro. Bellissima ed esilarante l'idea del sondaggio dal titolo: "Pensi che Veltroni abbia copiato in gran parte il programma di Silvio Berlusconi e della Casa delle libertà?". Bellissimo. Sono stato molto tentato di votare e votare sì, anche perchè probabilmente avrei detto il vero a sostenere che i due dicono le stesse cose. Poi ho pensato attentamente. Qui, in questo sondaggio si nasconde la profonda e satirica critica alla situazione attuale del paese: il capocomico ci vuole fare riflettere dicendo basta ai sondaggi stupidi, ci vuole concretezza. E ancora una volta ho applaudito al mio comico spirito guida.

Ma continuiamo, andiamo avanti.
Tra i file in formto Pdf da poter scaricare il primo ha catturato la mia attenzione, si intitola: Con me avete solo da guadagnare. Che maestria, che gioco di parole! Poi continuano i voli pindarici, le iperbole satiriche. C'è un sottotilo del file scaricato in cui si leggono i tre capisaldi dell'ipotetico programma (ipotetico? certo, mica si candidano i comici, e voi che ci credevate quasi!):

"Abolirò l'ICI sulla prima casa, rivedrò il sistema pensioni, diminuerò le tasse". Poi, subito, all'inizio dello pseudo articolo, la frase "Non dice meno tasse per tutti, promette solo di non aumentarle". Che maestria, la padronanza della lingua e dei suoi significati fanno di un comico un fuoriclasse.

Vi sono poi svariati video, in cui potete vedere gli ultimi spettacoli del capocomico. Il primo inizia con una pregiata arringa sulla libertà, che riesce davvero a scuotere le coscienze: è un pari e patta con l'arringa di Chaplin ne "Il grande dittatore".

...Per fortuna che Silvio c'è... come dice la bellissima canzone.
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mercoledì 27 febbraio 2008

Se odi Berlusconi, suona








Parte la campagna elettorale, e partono i manifesti. Visto che una legge comunista, gli impedisce di spadroneggiare su tutte le reti con tutti gli spot possibili, ci ritroveremo come minimo la città invasa dai suoi cartelloni. Si scatenerà nuovamente e per fortuna la corsa alle deturpazioni più geniali.
Mi sono esercitato pe run po' di minuti a vedere se è possibile cambiare il senso del nuovo slogan "Italia rialzati" semplicemente cancellando una lettera quà ed una là, ma non ho trovato niente di efficace. L'unica con una qualche parvenza di senso sarebbe "iTalIa RI ALZATI" cioè tiri alzati, ma fatico io stesso a trovarci un vero e proprio senso. se avete una soluzione geniale, sono tutt'orecchi per voi. Mi aspetto da Comicomix una delle sue genialate, vediamo se ci sorprenderà.

Per il resto, desistendo per la troppa stanchezza da lavoro ai voli pindarici dell'enigmistica, vi concedo uno spazio. Avete in mente quando si fanno le proteste, sulla strada, e si scrivono i cartelli del tipo: "Suona!". Io vi chiedo di "suonare" qui.
Chi odia Berlusconi suoni, e scriva qualcosa su questo muro immaginario, di fianco al suo cartellone. Se credevate che imbrattare i muri sia un'attività illegale, vi rispondo con un "Si può fare" ;)
A voi lo spazio...
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martedì 26 febbraio 2008

I giornalisti e la spesa


Forse non sono solo, o forse sì.
E' solo che ho bisogno di dirlo: ho piene le palle dei servizi dei telegiornali sulla spesa.
Quelli dei giornalisti che seguono massaie e vecchine fare la spesa e gli chiedono come faranno ad arrivare a fine mese, cosa comprano in quale quantità e se i prezzi sono rincarati dal giorno prima.
Ma ci prendono per il culo?
Voglio dire, che i prezzi aumentano di giorno in giorno lo sappiamo, che è sempre più difficile arrivare indenni a fine mese lo sappiamo e lo proviamo sulla nostra amata pelle.
Cosa c'è, allora da fare ventimila servizi al giorno inseguendo, non si sa perchè, sempre e solo, vecchiette e massaie?
Ma non lo sanno i giornalisti che i prezzi degli alimenti salgono a ritmi vertiginosi?
E perchè non parte da loro una vera critica, un'analisi approfondita del perchè si è arrivati a questo e di cosa è possibile fare per rimediare. Riterrei più utili addirittura servizi su come e dove risparmiare. Non ce l'ho con le vecchiette, nemmeno con le massaie, ma non è possibile un minimo di serietà in più?

Con un briciolo ancora di rancore in gola, il vostro

Riciard
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Vicenza, Presidio No dal Molin abusivo (!)


Il sindaco si era dimesso, lasciando alla guida del suo vice e all'amministrazione le decisioni popolari ed impopolari. L'attuale giunta arriva al suo ultimo giorno, e pensa bene di lasciare un bel ricordo: l'ordinanza di sgombero per il presidio permanente.
Il presidio permanente è il fulcro attorno al quale Vicenza ha scoperto una nuova primavera. E' un tendone, a vederlo, e nient'altro. Un tendone in mezzo al territorio destinato alla base americana in territorio vicentino. Dal tendone, dal Presidio permanente, sono partite nei giorni subito dopo il sì del governo Prodi alla base numerose iniziative, tra cui la bonifica del territorio tramite il piantare numerosi alberi per creare il nuovo Parco Dal Molin, e le raccolte firme. Vicenza la base non la vuole, lo manifesta e si stringe attorno alle persone accusate per l'occupazione della prefettura. Vicenza chiamata a firmare raccoglie oltre seimila firme in un giorno.

Ma non basta.

L'assessore all'edilizia di Vicenza sostiene così l'iniziativa: "era un impegno che ci eravamo presi nei confronti della città e oggi, con la notifica dell'ordinanza, abbiamo mantenuto la promessa. È un regalo a tutti i cittadini che credono nella legalità, nel confronto civile e pacifico e nella presenza e nella garanzia di sicurezza che ci offrono gli americani."

Il presidio risponde: "Ma l'assessore Dalla Negra dice una gran verità; quest'oggi un grande regalo è stato fatto ai vicentini: una Giunta che ha agito nell'illegalità su molti temi, calpestando il confronto civile e pacifico e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini, ha finalmente finito il proprio mandato. Ora che sono disoccupati, in molti potrebbero fare domanda di assunzione alla Ederle: viste le credenziali maturate, potrebbero essere assunti come lustrascarpe.

La Giunta se ne è andata, ma il Presidio Permanente è ben saldo a Ponte Marchese; le bandiere del No Dal Molin che continuano a sventolare sopra ai tendoni dove ogni settimana si riuniscono centinaia di persone sono la miglior risposta a chi vorrebbe demolire la democrazia per permettere la costruzione di una nuova base di guerra."
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lunedì 25 febbraio 2008

Avere rispetto, prima ancora di essere vegetariani.






"No,...preferisco credere che la vita organica sia una malattia speciale del nostro brutto pianeta. sarebbe intollerabile pensare che nell'universo infinito non si facesse altro che mangiare ed essere mangiati." Anatole France

A seguito di questo post pubblicato ieri su Ok notizie, e di alcuni relativi commenti, ho pensato giusto, sacrosanto e logico argomentare l'astio di chi prende posizioni animaliste. Il che è molto diverso dall'essere vegetariani.
Mi spiego meglio: il mondo attuale, come bene sapete, ha messo al suo centro il dio denaro, che è risultato vincitore su qualsiasi Cristo, Allah o Buddha, ed ha creato da un paio di secoli a questa parte una infinita serie di tecniche e strutture al fine di implementare sempre di più il guadagno (secondo nome del dio detto sopra).
Il risultato di tale movimento, di capitali, idee e sforzi, è descrivibile con una sola parola: sfruttamento. sfruttamento dell'uomo e della sua vita, ma non solo, detto più genericmente, sfruttamento dell'ambiente e della natura. Non voglio parlare qui dei pesticidi e delle coltivazioni biologiche, nemmeno dell'effetto serra o della manipolazione genetica, ma di un altro argomento: lo sfruttamento degli animali. Il ragionamento è molto semplice: le derrate alimentari di cui necessita un qualsiasi supermercato sui propri scaffali e banchi devono corrispondere quantomeno alla domanda che i clienti ne fanno. Ovvio che l'offerta deve superare la domanda e questo comporta a una continua e forte richiesta di produzione. Piccolo problema: la natura non riesce a produrre da sola tutto quello che le persone riuscirebbero a consumare. Soluzione: l'uomo "aiuta" la natura ad essere capitalista, rivoluzionando i suoi stessi meccanismi, creando veri e propri lager per animali, dove riuscire ad ottenere il più possibile da loro, senza nemmeno dare in cambio una vita dignitosa.

Passo agli esempi:
I conigli degli "allevamenti", quelli che comprate nei banchi frigo, solitamente vivono la propria vita in gabbie strette, che non reiscono nemmeno a contenerli, senza la libertà di muoversi nemmeno di un millimetro. Vivono illuminati da fonti di luce artificiale ventiquattro ore su ventiquattro, per dare l'illusione di un giorno perpetuo, in modo che non si addormentino e mangino il più possibile. La casa offre sul menù una deliziosa portata, chiamata "ingrassamento per conigli", di cui è difficile stabilire origine e composizione.
Altro esempio. Le galline producono le uova, questo lo sapete. Sulle confezioni delle uova potete trovare la scritta "da allevamento a terra", che è l'unica certificazione che attesta che quelle galline vivono a terra, cioè libere di muoversi e vivere. Solitamente costano poco di più, ma vale la pena comprarle, ve lo garantisco e ve lo motivo. Tutte le uova che comprate senza questa scritta provengono da allevamenti dove in gabbie di ampia metratura e ridicola altezza, decine e decine di galline vivono stipate l'una accanto all'altra, come prima, senza potersi muovere. la produzione è anche qui incentivata con vari meccanismi, ma la cosa più carina è il rito di iniziazione che questo splendido albergo per animali offre: alle nuove arrivate si taglia il becco su di una lama rovente, affinchè non possano beccare le altre e distoglierle dalla produzione. Non basta. Succede che nascano dei pulcini. Ora, siete liberi di crederlo o meno, io ho visto con i miei occhi i filmati della LAV, e vi riporto qui sotto una immagine esplicita: i pulcini, da vivi, vengono semplicemente gettati in nella spazzatura o in un tritacarne, che darà origine a una qualche sorta di mangime. economia perfetta, non si butta via niente.
A questi esempi ne potrei aggiungere moltissimi altri, e vi invito a leggere la mia battaglia contro la vivisezione, altro bell'esempio di come l'uomo viva in armonia con il contesto che lo ha generato.
E tutto questo non vuole portare alla scelta del vegetarianesimo, bensì convincervi che è necessario vivere nel rispetto della natura, degli animali. Per loro, ma anche per noi. I piccoli dei nostri sciagurati tempi non sono più in grado di disegnare una mucca, per il semplice motivo che non l'hanno mai vista. Si trovano davanti cartelli con scritto "non calpestare le aiuole", quando tutte le città hanno ormai coperto di cemento tutto il verde possibile. E' un problema di etica e di salvaguardia, anche di noi stessi. Siamo onnivori, chi lo nega? Il problema è cosa mangiamo, lo dobbiamo sapere. Il contadino del secolo scorso lo sapeva benissimo, quando mangiava un animale di cosa si stava nutrendo: lo aveva appena ammazzato dopo averlo allevato per mesi o anni. Vi dice nulla il fatto che fino a pochi decenni fa fosse una vera festa mangiare il pollo?

Poi, partendo da qui o da altri percorsi, uno può diventare vegetariano. E' un passo successivo, o forse nemmeno da considerarsi in evoluzione rispetto al precedente, semplicemente è una scelta di vita. Di chi non riesce ad ascoltare le grida degli animali al macello, di chi non riesce a pensare di mangiare un cadavere. Viviamo davvero per ingrassarci di cadaveri? Avete mai pensato proprio mentre assaporavate il vostro panino, che quella fetta di prosciutto altro non è che la zampa di un maiale? E per averla vista nelle aule di anatomia nella facoltà di medicina, vi assicuro che una gamba umana secca è identica, solo che non è speziata. E' una scelta di chi non riesce a provare altro che affetto per ogni forma di vita, questo sì, un passo ulteriore da quello sopra descritto, del rispetto.

Questo post non vuole convincere nessuno ad essere vegetariano, anche il non esserlo è una scelta rispettabile ed inconfutabile. Quello che esigo da chiunque mi si pari davanti chiedendomi perchè sono vegetariano, e vi assicuro che sono molti e impreparati alle risposte, è il rispetto per la vita e la coscienza dei propri atti. Nient'altro. Informatevi, farà bene anche a voi e alla vostra salute sapere cosa mangiate, ed evitare di comprare hamgurger di vacche macellate già morte o macellate imbottite di farmaci per mascherare lo stato di salute gravoso. Se non volete il rispetto degli animali, quantomeno cercate il vostro. E se non chiedo troppo, cercate di liberarvi della visione antropocentrica, per cui l'uomo è il re e tutto è a sua disposizione: non è vero. L'uomo è una delle creature più giovani sulla terra, vi dice nulla questo?
E se ancora non volete proprio sentrne, almeno guardate il filmato qua sotto.


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Siamo tutti No dal Molin

Come già detto nell'apposita rubrica "il paese dei polveroni", spesso e volentieri si sollevano questioni e indignazione, si combatte contro le cause e, molto spesso, si molla nel giro di pochi giorni, facendosi prendere l'attenzione da nuove ed eventuali notizie di cronaca, trattae come gialli nei programmi spazzatura come quello di Vespa.
Il movimento No dal Molin resiste al polverone, lo attacca inesorabilmente giorno per giorno.
Vi ricordate la fiaccolata per dimostrare l'amore per la propria città nel giorno di S.Valentino? Parteciparono in 1500.
Se vi sembrano pochi sappiate che nei giorni scorsi era partita l'operazione 1000 firme: alcuni gazebo, divisi nella città e nella sua provincia, si erano dati il compito di raccogliere almeno mille firme in un giorno per verificare l'interesse alla base della questione. Ebbene, in un solo giorno sono state raccolte ben 6178 firme, a fronte delle critiche di giornalisti o autorità locali e non che volevano il movimento ridotto a cento anime dedite all'occupazione del tendone all'interno dell'area generosamente donata agli Usa.

"Ventotto i gazebo allestiti in città; altri nei comuni di tutta la provincia; scopo della petizione ribadire che "siamo tutti No Dal Molin" e che "se il reato è sognare un mondo migliore e difendere la nostra città, anche io sono colpevole". Una risposta, dunque, agli avvisi di garanzia che hanno raggiunto alcune/i donne e uomini del Presidio Permanente a causa delle azioni e delle iniziative di opposizione alla realizzazione della nuova base militare statunitense. Ma anche una promessa per il futuro: continueremo a batterci contro il progetto statunitense nel solco tracciato in questi mesi."

La petizione da fimare aveva il seguente testo:

"Il 2 dicembre 2006, il 17 febbraio 2007 e il 15 dicembre 2007 in decine di migliaia sfilammo in corteo contro la nuova base Usa al Dal Molin; tre grandi cortei - recita la petizione - per dire No alla nuova base militare, per rivendicare il diritto a decidere del nostro futuro". "Ma la nostra opposizione - continua il testo sottoscritto da tanti vicentini - non è soltanto una testimonianza: vogliamo bloccare la militarizzazione di Vicenza. E' per raggiungere questo obiettivo che, in questi mesi, è stata occupata la Basilica Palladiana, sono stati tagliati i cavidotti funzionali alla nuova base, sono stati piantati 150 alberi all'interno del Dal Molin e bloccati gli ingressi dell'aeroporto impedendo il proseguimento delle bonifiche propedeutiche all'apertura dei cantieri. Ed è per dimostrare la nostra determinazione a raggiungere questo obiettivo che, il 16 gennaio scorso, è stata occupata la Prefettura vicentina". Opporsi, nelle forme e nei modi decisi collettivamente, è legittimo. Tanto che, conclude la petizione, "se il reato è sognare un mondo migliore e difendere la nostra città, anche io sono colpevole; anche se non ero presente a tutte le iniziative, ne condivido i fini e le pratiche: difendere la nostra terra, la nostra città e il futuro dei nostri figli è un diritto"
E adesso ditemi se anche voi non siete un po' tutti No dal Molin.
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domenica 24 febbraio 2008

La fine del mondo

Erano ormai mesi e mesi che se ne parlava. I telegiornali trasmettevano a reti unificate la notizia, i giornali scrivevano e riscrivevano, chiamando in causa le più importanti celebrità ed i più noti scienziati dotti in materia.
Mi ricordo la prima volta che ascoltai un giornalista dare la notizia. Me ne stavo appiattito contro la finestra a guardare il mondo passeggiare ad un insolito ritmo lento, peculiare delle domeniche ecologiche come quella. Le biciclette ronzavano velocemente sulla discesa asfaltata e la mia pigrizia mi impediva di trascinarmi verso la televisione e metterla in stand by. Quando il suono inaspettato a quell'ora di un telegiornale irruppe nel silenzio della mia testa, concentrata sui mutamenti autunnali.
L'umanità scomparirà dalla terra entro pochi mesi, disse.
Le cause sembravano essere infinite e molteplici, alcuni addossavano la colpa all'effetto serra, altri alle ultime guerre dense di bombardamenti chimici, altri ancora parlavano dei gas di scarico, altri ancora...parlavano. Le calotte polari si sarebbero sciolte, questa era, in fondo, la notizia, e la questione poneva una serie di corollari interminabili. Uno dei risultati era chiaro e limpido: l'umanità e tutta la sua faticosa opera nell'andare dei tempi, sarebbe stata cancellata, sommersa da chissà quanti litri cubi di acqua. Non un'isola, non una secca, il giornalista parlava chiaro nella sua foga e trepidazione. Sembrava pensare che nessuno aveva mai avuto l'onore di dare una notizia del genere, si capiva che era quasi felice di essere al centro dell'attenzione, di sentirsi uno dei giornalisti più celebri al mondo.
Mi ricordo che pensai Bene, ce lo siamo proprio meritati, e senza seguire ulteriormente tornai alla mia finestra.
Nei mesi successivi decisi che se non valeva la pena fare progetti a lungo termine, tanto valeva rimanere alla finestra, a guardare e registrare l'affanno, le gesta eroiche o improbe dei miei concittadini. Il mondo non era mai sembrato così diviso in caste. Mentre il signor Renzoni, umile operaio della Giusti e Del Serra si era licenziato ed aveva cominciato con le sue mani la costruzione di una barca, osservavo in televisione i ricchi buttarsi in imprese che parlavano di lussuosi e comodi transatlantici. In particolare vidi il progetto di una grossa imbarcazione, che assomigliava a una immensa e lussuosissima chiatta. Progettata da i migliori ingegneri, finanziata dai dieci uomini più ricchi al mondo. Si chiamava Nautilus 2012. Non ce l'avrebbe fatta nemmeno quella, per una volta, ricchi, poveri, operai, padroni, usurai e debitori sarebbero stati tutti uguali, tutti livellati.
Presto il legname cominciò a scarseggiare, e nonostante le guardie forestali avessero avvertito che proprio gli alberi sarebbero state le uniche risorse in grado, forse, di arginare e contenere le violente ondate d'acqua, i saccheggi ai boschi cominciarono, per finire solamente in pochi giorni, lasciandosi alle spalle una superficie arida e desolata.
Ero forse l'unica persona che non si era preoccupata di costruirsi una barca, forse perchè capivo che era inutile salvarsi, anche solo momentaneamente, da quella fine che, in un modo o nell'altro, sarebbe arrivata.
Ebbene questo giorno, era il giorno della fine del mondo.
O meglio, della fine dell'umanità, che la natura, la voglia, la pazienza di ricostruire ce l'ha sempre avuta, magari oscurata dalla mano umana, ma non l'hai mai tenuta nascosta.
Accesi la televisione, per vedere se anche in questo giorno riusciva ad innervosirmi oltre ogni limite, per vedere se c'era ancora qualcuno che era disposto al patetico spettacolo della morte in diretta più che a salvare cara la pelle.
Con poca sorpresa vidi un coro di repliche e trasmissioni, che non si sa per quale motivo andavano in onda; voglio dire, se mai più nessuno guarderà la televisione, che senso hanno i programmi e gli spot, e il guadagno derivante? Alcuni canali trasmettevano telegiornali in diretta, gente che come me aveva deciso di non abbandonare la nave, improvvisava collegamenti in tutta la superficie terrestre, tesi a capire quando sarebbe iniziato il conto alla rovescia.
Le voci della televisione iniziarono ad essere tremolanti, isteriche, il conto alla rovescia era iniziato.
I miei vicini si apprestarono alle loro imbarcazioni, qualcuno mi fece anche cenno di salire, ma risposi di no garbatamente con la mano ed un sorriso sulla bocca. Poi si sentì. Dapprima un lieve rumore, come un tremito di passi, poi, lentamente, il suono compì la sua evoluzione, i passi sembrarono decine, centinaia, migliaia, i fonemi si intrecciarono creando un suono pieno e costante, l'antitesi del silenzio, probabilmente.
Mi colse di sorpresa l'irruenza con cui l'onda arrivò, non mi aspettavo così tanta forza, così tanta paura, così tanta...acqua. Le imbarcazioni vennero rovesciate all'istante, ed io stesso fui sbalzato in poco tempo dall'altra parte della stanza con la violenza della corrente, che aveva appena rotto i vetri della finestra. Arrancando, riuscii a sfruttare alcuni appigli e guadagnai l'apertura: volevo morire danzando con l'acqua, in armonia con la natura, come ero sempre stato. Mi abbandonai alla corrente, scivolai rapidamente, sbattendo dappertutto e in nessun posto, non fu più definibile cosa fosse cosa e presto, per la mancanza di ossigeno e per l'ebbrezza persi i sensi.
Feci giusto in tempo a girare la testa, e guardare in alto. Nel vorticoso danzare dell'immenso fiume si spingevano i cadaveri delle imbarcazioni di legno, i corpi di chi era già passato a miglior vita, e poi tutto un mare di oggetti di qualsiasi tipo ed origine. Fu con la coda degli occhi, prima di chiuderli definitivamente, che percepii una presenza anomala in quel paesaggio di quieta distruzione. Un'ombra lentamente resisteva e lentamente si muoveva. I miei orecchi cedettero poco dopo gli occhi, riuscirono giusto in tempo a fermare quello che sarebbe stato il mio ultimo ricordo: la Nautilus 2012 ce l'aveva fatta.
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C'è chi è già partecipe: un'idea alla democrazia#3




Ritorno a parlare del comune di Grottammare. Per chi non lo conosce, per chi si chieda dove si trovi, ho messo sotto una cartina, che evidenzia la sua appartenenza alla regione delle Marche.
Torno a parlarne per un semplicissimo motivo, e sembrerà che io proprio non sappia parlare d'altro, per la democrazia partecipativa.
Alcuni credno che sia un miraggio, altri credono sia una strada non perseguibile; bene, chiedete ad un cittadino di Grottammare e capirete che dalle sue parti la partecipazione è garantita e stabile da circa quattordici anni.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta, di come un cittadino della fortunata e caparbia Grottammare vive la dimensione sociale.
La partecipazione diretta del cittadino alle questioni pubbliche è regolamentata da due "organismi": le assemblee di quartiere e i comitati di quartiere.
Riporto dal sito stesso del comune le definizioni, le spiegazioni di ciò che sono e come funzionano:

Assemblee di Quartiere
Esse si configurano come vere e proprie arene all’interno delle quali i singoli cittadini esprimono segnalazioni, interventi, discutono il bilancio, fanno proposte, individuano i problemi e ne trovano le soluzioni. Il tutto è regolarmente verbalizzato e portato in Giunta.
Sono convocate prima della redazione del Bilancio di previsione annuale, una in ognuno dei sei quartieri per due cicli (totale 12 Assemblee), e hanno lo scopo di arrivare ad un approvazione condivisa e generalizzata di questo documento contabile così importante per la comunità di riferimento. Esse regalano al processo partecipativo la dimensione della collettività e del dibattito pubblico, caratteristica determinante proprio perché è solo all’interno di esso che l’interesse privatistico soccombe alla dimensione collettiva; è solo attraverso il confronto e la discussione tra i cittadini che un problema individuale può diventare una battaglia comune. Inoltre la trasparenza garantita dal momento Assembleare è il miglior anticorpo a eventuali processi corruttivi o collusivi tra interessi economici e corpo Amministrativo.

Comitati di Quartiere
Se le Assemblee rappresentano la dimensione collettiva della partecipazione popolare, i Comitati rappresentano quella permanente; ossia essi permettono di non relegare il processo a singoli ed isolati incontri tra cittadini e amministratori. Infatti hanno il compito di seguire lo stato di attuazione delle richieste fatte dai cittadini ed, eventualmente, riferire; sono portatori di nuove richieste, preparano il dibattito Assembleare, possono richiedere Assemblee tematiche e allo stesso tempo sollecitare l’apparato amministrativo su questioni delicate. Inoltre avvisano i cittadini su eventuali questioni da discutere, concordano date e modalità dello svolgimento delle Assemblee con il Comune e, non da ultimo, svolgono un ruolo informativo per la collettività.
In altri termini dei veri e propri corpi intermedi che si pongono come strumenti in mano alla cittadinanza per raggiungere più agevolmente l’apparato amministrativo e viceversa. Il tutto senza pretese di rappresentanza né in seno alla base popolare da parte della Giunta né dei cittadini nei confronti dell’amministrazione. Sono altresì facilitatori e garanti del processo in grado di mantenere costante e viva la partecipazione popolare.

Ho volutamente riportato le definizioni del comune stesso, non per pigrizia, bensì perchè credo che siano oltremodo interessanti in ogni parola.
C'è un risultato da sottolineare, come spesso ho sentito anche su porto Alegre: una volta che si è arrivati a una tale trasformazione della socialità, è impossibile tornare indietro, per qualsiasi tipo di amministrazione, che sia nera, rossa o bianca. Per lo stesso principio per cui un popolo che assaggia la libertà non accetta dominatori.

Conosco le spigolature critiche e le domande che sorgeranno da questo post. O meglio, per rispondervi subito, ne faccio una e mi rispondo con la mia testa, con il Riciard-pensiero:

Quanti abitanti ha Grottammare? E' possibile immaginare una cosa del genere, non dico a Milano, ma ad esempio a Firenze?
Bene, verissimo, Grottamamre è piccola, consta di solamente 14000 abitanti, persino la mia Pistoia ne conta almeno sei volte tanto. Ma quanto alla possibilità di creare su scala cittadina una organizzazione del genere, rispondo sì, è possibile. A patto di due condizioni: che sia disponibile e determinata nel chiederlo la popolazione e che l'amministrazione sia condotta da persone rette che non cercano finte primarie per dar fumo negli occhi. Basta una sola giunta, un solo mandato di questo tipo, con una volontà determinata, a mio avviso almeno, per far passare tutte le voluttà peculiari della casta cittadina.

Se intravedete altri problemi, altre problematiche, vi invito a leggervi i documenti del comune stesso, e vi chiederei di postarli qua, in modo da alimentare una discussione.



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sabato 23 febbraio 2008

Inno alla vita di una cellula

Sono rimasto a bocca aperta. Forse ero rimasto con nel cuore "siamo fatti così", il cartone che ogni tanto guardavo da piccolo, quello che mi spiegò per la prima volta cosa fosse un globulo bianco e uno rosso. Ma ad Harvard sono riusciti davvero a stupire. In pratica alcuni geni hanno sviluppato "L'inno alla vita" di una cellula, un filmato di animazione che mostra come siamo fatti dentro, quale incredile vita scorra dentro ad ognuno di noi. Il pensiero che tutto questo accada, che sia la sintesi di ciò che siamo, è sconcertante, commovente oserei. Il filmato parte con i globuli rossi, con la loro velocità accostata a quella dei leucociti, e non mi spingo oltre viste le mie inadeguate competenze in materia. Se vi va di tradurre dall'inglese, qui potrete trovare una spiegazione al filmato.
Buona visione di voi stessi.


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Berlusconi a Matrix. Rimane il capocomico indiscusso.

Berlusconi a Matrix, nello studio per lui confortevolissimo di Mentana, che come un servo ride alle battute idiote e scherza come tra compagni di scuola. Quello che ne viene fuori è diabolico.

1) Berlusconi non ha MAI fatto le corna nelle foto
2) Berlusconi non ha MAI avuto condanne (nè prescrizioni), per cui concorda con il non coinvolgere nessun uomo che abbia gravi pendenze penali
3) Berlusconi è NUOVO
4) Se il centrodestra andrà al governo abbasserà notevolemente le tasse ed abolirà l'ICI sulla prima casa
5) la pubblica amministrazione verrà digitalizzata, e questo significherà spostamento del personale all'esterno (cioè, tra le righe esuberi, tagli, anche se ha negato, e a questo ci credo)
6) i politici pensano al potere ed al proprio benestare, gli uomini imprenditoriali come Berlusconi, rinunciano alla qualità della vita per aiutare lo stato e la nazione
7) Gli Usa sono la più grande democrazia del mondo, dovremmo imitarla nello svolgere tutta la vita politica tramite televisione (spot etc)
8) i voti dati ai piccoli partiti sono inutili, dobbiamo arrivare ad un sistema bipartitico
9) Berlusconi su Mediaset non gioca in casa, cosa assolutamente da smentire, la televisione pagata dagli italiani, la Rai, attacca continuamente il centrodestra, mentre Mediaset non ha mai fatto trasmissioni contro la sinistra
(le cose riportate sopra sono state tutte dette da Berlusconi, non sono frasi riportate testualmente, ma pur sempre senza alcuna corruzione di senso, nè interpretazione)

E mi fermo qui, anche perchè dopo sono andato a letto. Pensando alla facilità con cui si può mistificare, stravolgere, creare nuove identità alle cose.
Il capocomico ha dato anche stasera il suo meglio, indubbiamente.
Ed il suo largo pubblico è pronto a ridere ed applaudire con lui.
Io mi limiterò a ridere di lui e a piangere per me.
Buonanotte a tutti voi.
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venerdì 22 febbraio 2008

Se Mike fosse il vostro insegnante

Mattina. Alla seconda ora compito di matematica. Trafelatissimo fai colazione, ti vesti e ti metti ala scrivania a completare l'operazione di "bigliettinaggio" che probabilmente riuscirà a salvarti.
Formule su formule, nemmeno sai cosa ti sarà utile e cosa no, l'importante è solamente farli e nasconderli bene. C'è chi li mette nell'astuccio, chi scrive sul braccio, chi... ce ne sono di tutte le fattispecie di tattiche. Ma... se fosse Mike Bongiorno il vostro insegnante? Cosa succederebbe? Guardate il video e ditemi, vi svenireste anche voi?

Dopo tutta questa seretà giusto un post da risate assicurate, tanto per smorzare un attimo prima di riprendere le fatiche bloggeriane quotidiane :D


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giovedì 21 febbraio 2008

Qualcosa si muove. Un'idea alla democrazia #2




Qualcosa sembra muoversi. Andando con ordine, vedo il primissimo punto di una piccola svolta con il Social Forum di Firenze, dove si incominciò ad analizzare il tema della Democrazia Partecipativa; il seminario dallo stesso titolo, fu la prima esperienza con una buona eco in cui si sia parlato di come esercitare la propria sovranità, in ambito nazionale come locale. Da quel dibattito, se non già prima, fu proprio Firenze a vedere la nascita del laboratorio sulla democrazia, in cui svettavano nomi noti a livello universitario e deuropeo come Paul Ginsborg e "Pancho" Pardi.
La sinistra parlamentare, prima della destra, si accorse che qualcosa andava modificato, che se l'unico parlamentare italiano accettato a Porto Alegre al centro del social forum era Bertinotti, un motivo c'era. L'Unione doveva contrastare gli inutili girotondi e le forti spinte partecipative che iniziarono a venire da molte piccole organizzazioni. Così creò le primarie, con cui poi candidò Romano Prodi. Cosa ne penso di quelle primarie, di come sono state fatte, di ciò che hanno significato, ho già parlato e non voglio ritornare sull'argomento se non descrivendole con un semplice: fumo negli occhi.
Un risultato chiaro, comunque, c'è stato, ovvero che il mondo politico si è accorto che andava impresso un cambiamento di rotta, seppur solo apparente.
Poi il governo Prodi, il malcontento diffuso e Grillo. Beppe Grillo ha avuto il merito di scoperchiare un apentola, di dare voce a una moltitudine che non aveva il megafono, di manifestare pubblicamente la delusione e l'amarezza del cittadino al pensiero dei suoi delegati eletti. Ha avuto un altro grande merito: di far capire alle persone che si sentivano impotenti, che il vero potere era nelle loro mani, che Grillo o non Grillo ci si doveva arricciare le maniche ed incominciare, con o senza l'assenso del mondo politico.
Da qui in poi ho visto nascere numerose iniziative. La prima, di cui sono stato continuamente aggiornato, è stata la svolta impressa dal sen.Rossi, quello del No a D'Alema per intenderci, che, dimostrando grande coerenza di fondo, almeno a mio avviso, ha cominciato a lavorare per creare liste di candidati al parlamento che facessero capo al Bene Comune. E' stato tra i primi a parlare di casta, a lanciare nuovi propositi e e nuove proposte, con marcatamente un occhio di riguardo all'ultimo e non al primo, ponendosi in netto contrasto con i due principali schieramenti attuali in parlamento. Il problema è che non è stato ascoltato, che per adesso la sua voce non è arrivata a molti.

In contemporanea ho iniziato a ricercare ed ho visto nascere le liste di Grillo, che poi di Grillo non sono ma dei cittadini, ho visto partire l'idea di "Se io fossi parlamentare", ho scovato grazie a segnalazioni il sito dei Democratici Diretti, e adesso la Lista Partecipata per la provincia di Roma.

Qualcosa si muove, è chiaro.

Si pone un problema, però. Questa lotta contro i vertici risulta ai miei occhi troppo frammentata e frammentaria, il cittadino medio, il classico indeciso che determina le sorti dell'intero paese, non avrà mai il coraggio di votare una lista civica o un movimento appena nato che propone la partecipazione. Si affiderà all'istinto probabilmente e porrà una croce dove crede più opportuno a seconda di cosa ha mangiato a colazione e di quale telegiornale ha visto il giorno prima.
Tanti sforzi risulterebbero vani, e così non deve essere.
Continuando con il dibattito sulla democrazia, mi piacerebbe proprio per questo motivo, chiedervi di postare come commenti tutte le iniziative di cui siete al corrente, in modo da informare chiunque raggiunga questo spazio. Forse nons arà molto, ma anche solo per noi rappresenterebbe una forte occasione di crescita.

Inoltre, se qualcuno di voi attualmente è impegnato in una di queste liste, se qualcuno di voi fa parte di uno di questi movimenti, lo invito a scrivermi alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it) per concordare un'intervista interattiva qui sul blog, in modo da chiarire molte idee.
Vi ringrazio.
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mercoledì 20 febbraio 2008

Un'idea alla democrazia


Firenze, per quanto mi riguarda almeno, ha parlato chiaro. La città mobilitata da tempo, tutta la città, contro o a favore della tramvia, contro o a favore dello smog attuale o futuro in centro, contro o a favore lo sradicamento degli alberi sui viali che compongono la circonvallazione della città. Una città viva e pronta ad esprimersi, sembrava. Poi viene indetto il referendum, e si guardi bene, non vincolante, cosa che è già di suo una presa di giro. E non si raggiunge il quorum.
Firenze ha parlato chiaro, come parlò chiaro la penisola tutta riguardo alla fecondazione assistita: la voglia, la lealtà, la dignità della partecipazione attiva alla cosa pubblica sono nascoste in un cantuccio, non dei più bui, sicuramente dei più polverosi.

La gente è stanca, mi direte. E io vi dico che gente stanca produce una democrazia stanca, questa stessa, dedita al fare casta, dedita ai soli interessi personali, lontana alcuni viaggi interstellari dal popolo, oramai suddito.
Capisco lo sconforto, capisco anche il disinteresse, ma essi stessi rappresentano la base di questo sistema, lo alimentano. Il disinteresse, l'abitudine, la convinzione che "tanto non cambia nulla" pongono i requisiti saldi per bloccare ogni nuova idea di democrazia, ogni piccolo seme rischia di non riuscire nemmeno a germinare, a sottostare alle imposizioni dell'inverno della delusione.
Se lo capisco, lo sconforto, non lo giustifico. Perchè da sempre la legge che governa ogni evento della cosa pubblica, negativo o positivo che sia è da vedersi nel "Per quanto voi vi crediate assolti siete lo stesso coinvolti" di Deandreiana memoria.

Noi siamo gli artefici, noi il boia della democrazia.

Proprio per questo lancio una piccola idea, mi piacerebbe che ognuno di voi scrivesse tra i commenti cosa rappresenta la democrazia, cosa vorrebbe che fosse, dove veda la chiave di volta per una soluzione alla situazione attuale. Un piccolo laboratorio democratico, una piccola idea di democrazia. Lasciate un commento, scrivete un post (e se lo fate ditemelo, che avrò il piacere di linkarlo), fate sì che in molti passino di qui, leggano e lascino la propria impressione, o fate ciò che volete, ma pur sempre in questa direzione, quella dell'interesse.
Ricordatevi che il fare politica non è solo materia dei deputati. Ogni giorno, ongi volta che parlate dei vari Berlusconi o Prodi, ogni volta che date un parere su una legge o vi esprimete socialmente, state facendo politica. Ed è il tesoro collettivo più importante che possiate avere tra le mani.

Quindi, cos'è per voi la democrazia?


(la discussione dell'articolo su Oknotizie si trova qui)
Lascio in fondo al post un commento apparso su ok notizie (e che ho inserito anche nei commenti), scritto da Gianni Crestani, visto che i link che fornisce sono molto utili:
Con
Sefossiparlamentare [sefossiparlamentare.oknotizie.alice.it]
si sta tentando di raggruppare gli utenti di oknotizie
ad una idea comune di democrazia.

Poi, qualche settimana fa ho scoperto questo interessantissimo sito:
[www.democraticidiretti.org]
Secondo me è sulla buona strada :-)
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martedì 19 febbraio 2008

Premio D eci e lode

Premio D eci e lode

Ho ricevuto nei giorni scorsi il premio D eci e lode da Marisa, mi ha nominato sul blog "lettere al futuro" assieme ad altri e la cosa mi ha fatto davvero piacere, anche perchè inaspetatta, davvero.
Sapere che qualcuno segue spesso quello che scrivi sul tuo spazio, è confortante, oltre che stimolante.
Le regole riguardo al premio sarebbero queste:
  • Esporre il logo del “Premio D eci e Lode, che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E’ un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore;
  • Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
  • Se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina;
  • Inserire il regolamento;
  • Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.

Per cui ringrazio di nuovo, e passo alle mie nomination:

1) La penna che graffia, di Riccardo Gavioso, per il suo modo di proporre le notizie, per i suoi graffi che spesso e volentieri condivido, per la gentilezza ed in ultimo per amicizia

2) Comicomix, per la grande capcità di fare ironia, per l'analisi spesso concretamente profonda che riesce a fare, ed in ultimo per le poesie ;)

3) Oloap, per il continuo impegno nello scovare stralci di inciviltà e per la voglia di combattere, che ci accomuna

4) Prostata, per le numerosissime volte che mi sono trovato concorde e per la varietà che riesce a proporre

5) anecoico, anche solo l'url del blog basterebbe per il premio

6) abagnomaria, per i commenti e le discussioni costruttive che non mancano mai, diciamo per la voglia di confrontarsi, che spesso manca

7) Uyulala perchè anche se troppo poco spesso commento il suo blog, lo trovo sempre interessante, come del resto i suoi commenti

8) Audrey perchè è onnipresente ed ha sempre una parola misurata e giusta, o quantomeno che mi trova concorde, am che stimola a riflettere.

Per i tre a cui non ho inserito il link, mi scuso ma proprio non ho capito dove potevo linkarvi, fatemelo sapere e provvederò a correggere il post...

Grazie di nuovo a marisa1!

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Non fermatevi di fronte a nulla, creare ed esporre un sogno sono l'unica cosa che ci rende migliori. Intervista al camino con Roberto Bernocco


Per chi non avesse partecipato, eccovi la trascrizione dell'intervista al camino con Roberto Bernocco. E voi vi sentite vuoti, vecchi, diversamente alti o diversamente vecchi?


Riciard: Prima, classicissima domanda, chi è Roberto Bernocco?
R.Bernocco: Sono un informatico e lavoro presso un ente locale, mi occupo ti tematiche fiscali e contabili. Ho quaranta anni sono papà di Luca, che ha sei anni.
Riciard: ...giusto per il lavoro hai cercato un po' di creatività nella scrittura? ;)
R.Bernocco: Non solo per quello. Da quando ero piccolo, più o meno l'età di mio figlio, fantasticavo storie, ispirate da quello che mi circondava e dai generi che amavo leggere e guardare nella TV in bianco e nero. Poi ho provato a scrivere trame per altri, ma non è mai arrivato nulla alla pubblicazione.
Riciard: così mi hai sciupato la mia domanda sugli esordi... ;)
R.Bernocco: In realtà non ho mai esordito ;)
Riciard: allora diciamo... la prima cosa che hai scritto?
R.Bernocco: "Compagni di viaggio" è di fatto il primo romanzo che ho scritto interamente io.
Matteo: Certo che esordire in Italia con un romanzo di fantascienza è un'esperienza donchisciottesca...
R.Bernocco: questo è certo, ma sai, con le poche informazioni e il pochissimo tempo a disposizione non è facile introdursi in un altro genere letterario... Le spy story, che ad esempio amo molto, richiedono una mole enorme di informazioni e dettagli che le conoscenze su internet non bastano
Riciard: un gran bell'esordio... come lo hai ideato?
R.Bernocco: Tutto parte dall'ambientazione di un gioco di ruolo di cui ho ideato l'ambientazione e da dove partono molte trame che in questo periodo sto sviluppando, nel gioco, come nei romanzi e in fumetto. Faith Empire si chiamerà ed uscirà il manuale base a fine mese, il 29 febbraio 2008
Riciard: Faith Empire, cioè l'impero della fede. Parlaci del Concilio e di cosa è successo nel tuo futuro...
R.Bernocco: In breve le multinazionali nei secoli cominceranno a colonizzare la galassia e per meglio sfruttarla produrranno cloni umani con l'intento di aumentare il loro potere ed il loro profitto. Col passare del tempo sevre qualcosa per placare le folle sempre più oppresse e le Galaxicorp inzieranno a riesumare le religioni. Queste cominceranno a fomaentare le folle contro le Galaxicorps e a creare un vero e proprio potere politico e militare che sfocerà nel Concilio delle Fedi. Nel mentre i cloni verranno banditi e poi perseguitati, così che inizieranno un loro percorso verso l'autodeterminazione e la lotta armata. Quindi il periodo che descrivo, il ventisettesimo secolo, vede la galassia devastata da molte guerre civili...
Riciard: nella tua introduzione parli anche di un altro futuro... quale futuro sogni per tuo figlio, Luca?
R.Bernocco: sicuramente un futuro dove la pace e la fratellanza siano più presenti. Il periodo storico attuale non mi sembra dei più sereni...
Riciard: come ti sei avvicinato a Lulù (www.Lulù.com/it)?
R.Bernocco: Per caso, con il passaparola di un amico che aveva provato a pubblicare un suo lavoro e mi ci sono buttato a capofitto. Senza Lulù, probabilmente, non avrei cominciato a scrivere.
Riciard: E Lulù ti ha portato un po' di successo e un mucchio di interviste... giusto?
R.Bernocco: diciamo che tutto è cominciato con la Fiera del libro di Torino
Riciard: Dicci una domanda delle interviste che ti ha spiazzato
R.Bernocco: mai capitate
Riciard: proveremo a provvedere a colamre la lacuna ;)
R.Bernocco: Il fatto è che faccio tutto questo per passione e ci dedico tutto il mio tempo, persino quello che sembra perso. Lo scrivere con il cellulare nasce proprio da questo. La vita e il tempo sono cose preziose visogna cercare di usarle in modo costruttivo.
Riciard:nfatti, il tuo libro è stato scritto con un cellulare...ma come hai fatto, voglio dire, come si fa?
R.Bernocco: Si comincia col creare una trama per poi scomporla in paragrafi, cioè piccole frasi che ricordino come si deve sviluppare. Poi si inserisce tramite i programmi in dotazione sul cellulare, nelle note e si comincia a sviluppare i paragrafi. Infine si "monta" ogni paragrafo nel word processor e il gioco è fatto.
Riciard: quante parti riuscivi a scrivere al giorno?
R.Bernocco: 4/5 paragrafi al giorno... "Compagni di Viaggio" e altri romanzi del ciclo ne contengono circa 140
Riciard: e il t9?
R.Bernocco: ti permette di andare veloce quasi quanto con la tastiera a due dita
Riciard: Se tu oggi, nel 2008, scrivi con il cellulare, tuo figlio Luca, nel 2018, come o con cosa scriverà?
R.Bernocco: Parlerà direttamente al computer, dettando il testo, come ho tentato di fare io con scarso successo, con i programmi di riconoscimento di carattere ...e se ci sarò ancora lo farò anch'io, ho ancora tante storie da raccontare...
Riciard: se ci saremo dipenderà, forse, dal Concilio... ;)
Matteo: io che sono uno che scrive ancora con la matita, mi sto spaventando...
R.Bernocco: e perchè mai, l'importante è trovarsi a proprio agio nella creazione e usare quello che ti fa stare comodo
Eleonora: allora faremo un altro giro di interviste internazionali, Roberto!
Matteo: In effetti sì, scrivere un libro come quello di Roberto con la matita deve essere un'impresa titanica ;)
Riciard: Ma vogliamo sapere qualcos'altro su Roberto Bernocco, non solo Roberto Bernocco scrittore... se io ti dico la parola "elezioni"?
R.Bernocco: le nostre o quelle americane?
Riciard: facciamo un cionco e diciamo tutt'e due...
R.Bernocco: per la prima vorrei tanto un po' più di serietà da entrambi gli schieramenti, mentre sulla seconda, sono curioso di capire Obama, e che cosa farà, soprattutto pensando che adesso ha l'appoggio dei Kennedy... Il problema è che l'unica vera ideologia del nostro tempo è e resta il proprio tornaconto...Nessuno ragiona più in ottica di società e benessere comune, ma solo pensando a se stesso.
Riciard: e la scrittura di cosa deve parlare in questo momento? voglio dire, non sei soddisfatto di questa società e spesso la scrittra può aiutare il cambiamento...
R.Bernocco: Forse, come nel mio caso, deve mostrare cosa capiterebbe se il "trend" rimanesse quello attuale...Ecco perchè la fantascienza in Italia piace poco, ti porta a pensare come sarebbe il futuro se...
Riciard: vedi quindi il tuo futuro come futuribile?
R.Bernocco: sì, come 1984, anche se spero vivamente di no, come da introduzione...
Riciard: 1984 ormai è presente...
R.Bernocco: Ma se tu guardi i giornali, noti le posizioni intransigenti, le sperequazioni pin nome del profitto... magari il Concilio delle Fedi no, ma le Galaxycorp... se ci fosse la tecnologia per clonare e colonizzare mondi qualcuno penserebbe alla globalizzazione galattica...
Riciard:...unico appunto... non riesco a vedere i buddhisti come guerrafondai...
R.Bernocco: Loro lo diventano per due motivi: disprezzano i cloni e li uccidono proprio perchè senz'anima, e poi perchè hanno assassinato il Dalai Lama XXX
Riciard: Facciamo una specie di gioco che mi è venuto in mente leggendo il tuo libro. Io ti dico un nome e tu mi dici un aggettivo, può essere molto carino con te...
R.Bernocco: Ok...
Riciard: cominciamo con il primo.... Benedetto XVI
R.Bernocco: Medioevo, non è un aggettivo, ma spiega un sacco di cose...
Riciard: bene, bene, lo accettiamo... secondo nome... Tengin Gyatzso, attuale Dalai Lama...
R.Bernocco: direi impaurito...
Riciard: impaurito da...
R.Bernocco: è arrivato a fare delle affermazioni sulla sua successione, per paura che i cinesi influenzassero il passaggio. Poi c'è la storia del bambino scomparso che tutti cominciavano a credere come sua reincarnazione...insomma, politica e religione nella sua terra si confondono e si mescolano moltissimo
Riciard... Bill Gates...uno delle Galaxycorps...
Riccardo Gavioso: bloccato in tangenziale, ciao Riccardo, ciao Roberto, buonasera a tutti...
Matteo: il dio delle tangenziali non è sempre clemente... ;)
R.Bernocco: direi un classico esempio di businessman che ha preso in rpestito le idee degli altri e le ha rese appetibili al mercato
Riciard: Ultimi due nomi... a bruciapelo, le prime cose che ti vengono in mente...Berlusconi e Veltroni
R.Bernocco: vuoto e vecchio... più veloce di così...
Riccardo Gavioso: Diversamente alto e diversamente vuoto
Riciard: come dire giustamente che basano la propria campagna elettorale su concetti che si riesce a confutare con due soli aggettivi... bravissimo
R.Bernocco: ;)
Riciard: vorrei che ci lasciassi con una tua frase... la frase famosa da tramandare ai posteri, un aforisma...
R.Bernocco: ci provo... "Non fermatevi di fronte a nulla, creare ed esporre un sogno sono l'unica cosa che ci rende migliori"
Riciard: in ultima cosa vorrei ricordarvi il sito su cui potrete trovare tutto, ma proprio tutto su Roberto, www.faithempire.com
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Intervista con Roberto Bernocco

Manca pochissimo alle 17.30, ora in cui Roberto Bernocco varcherà la porta del Riciard's caffè e si siederà nel solito posto che ha ospitato Riccardo Gavioso e Betto Balon. Il caffè sta iniziando a riempirsi, servitevi da bere e sedetevi, tra non molto inizierà l'intervista... ;)

Chi è Roberto Bernocco
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lunedì 18 febbraio 2008

L'intervista con Roberto Bernocco


Volevo ricordarvi l'appuntamento di domani con Roberto Bernocco, per la sua Intervista al Camino.
Si svolgerà alle ore 17.30, tra tazze di the fumante, qualche birra e sigaretta accesa, visto che ognuno resterà a casa propria, in barba ai giustissimi divieti.

Per chi non sapesse cos'è l'intervista al camino rispondo che è una tipologia di intervista interattiva, in cui, tramite una chat, tutti i partecipanti potranno interloquire con l'intervistato, commentando le sue risposte o ponendo nuove domande.

L'interviste precedenti hanno visto una buona partecipazione, e speroc he anche domani non mancherete all'appello...
Per cui, vi aspetto.
Riciard

Chi è Roberto Bernocco.
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In direzione ostinata e contraria. Il compleanno di Fabrizio De Andrè


Qualche minuto fa. Il mio cellulare segna un messaggio. Lo leggo. Il mio caro amico Federico (Klein), si dice indignato se su Riciard's non apparirà un articolo sul compleanno del grande Faber. Per cui penso... cosa di meglio di far parlare le sue stesse parole?

"La musica? mi sedusse un po' alla volta, come una troia prudente. Cominciò con qualche mormorio fioco, poi divenne balbuzie e piano piano acquistò la franchezza di un linguaggio che, per quanto elementare, era comunque il mio. Ma la musica f anche una necessità. In famiglia tutti si esprimevano in modo non truccato, in assoluta coerenza con le scelte di ciascuno: l'avvocatura, il management, la politica, l'insegnamento. Io non ero capace di esprimermi a quei livelli, con quel misto di vocazione genuina e, si dice oggi, professionalità. E così scelsi la prestidigitazione. Scoprii che, se prendevo una chitarra, la suonavo meglio di tutti, e stupivo gli altri più che con un tema in classe. Ed ero esonerato dai loro cerimoniali, perchè a un musicista nessuno rimprovera di essere un tipo ruvido, chiuso in se stesso, o di mangiare con le mani. A un avvocato o a un insegnante sì."

"Se posso permettermi il lusso del termine, da un punto di vista ideologico sono sicuramente anarchico. Sono uno che pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio e, con fiducia, attribuisce agli altri le sue stesse capacità. Credo che l'esperienza libertaria possa diventare concreta in piccole isole felici. Ma è molto difficile, perchè una specializzazione maledetta porta gli uomini a considerare se stesi delle macchine con una determinata e specifica funzione. La storia poi ci insegna che, una volta preso il potere, i rivoluzionari cessano di essere tali, per diventare amministratori."

(Sul rapimento)"Dori e io abbiamo passato quattro mesi come cani, o peggio. Il cappuccio ce lo mettevano subito, appena schiariva, un solo buco all'altezza della bocca per respirare, e ce lo toglievano per farci mangiare. E qualche volta il pomeriggio, per pochi minuti, che passavamo inventando giochi di carte con i fiammiferi. Non ci hanno mai separati. Forse questo è stato uno dei motivi che mi ha aiutato a resistere, oltre alla vicinanza di Dori che si è dimostrata, alla distanza, più forte. Ma momenti critici ce ne sono stati parecchi, e non nego che spesso ho pensato al suicidio. Mi ero tenuto una scatoletta di tonno, nel caso, disperato, in cui non ce l'avessi più fatta. Dori mi incitava a pensare a nostra figlia Luvi, a Cristiano, ma quella scatoletta nascosta mi dava l'impressione di poter ancora contare sulla mia volontà. Col cappuccio era difficile parlare. (...) A parte la sgradevolezza della situazione, non mi facevano paura: ci imboccavano, condividevano con noi lunghe partite a carte, ci raccontavano barzellette per farci sentire meno i disagi. Mi raccontarono storie che poi avrei trasformato in canzoni, ebbi da loro un'attenzione che non avevo mai avuto. E poi si sa, i perdenti mi hanno sempre attratto. Pensai che i veri sequestrati, in fondo, erano loro. Pensai che considerarli carnefici sarebbe stato sbagliato: erano vittime, come noi. Per questo, una volta liberati, io e Dori li perdonammo, e anche perchè, avendo la possibilità di trattarci male, avevano deciso di trattarci bene. (...) Non serbo rancore anche perchè erano undici e undici lettere di scuse ho ricevuto. Le conservo ancora e sono belle dove dicono che praticamente hanno sbagliato persona. Questo fatto mi ha anche inorgoglito."

"Sono convinto che anarchia e misticismo nascano insieme. Cristo filosofo è stato il più grande anarhico di tutti i tempi: le radici di cristianesimo e anarchia sono comuni. Le strade si divisero quando il cristianeimo si confinò in un meccanismo autoritario. Per quanto riguarda le mie canzoni a questi due elementi aggiungerei la solitudine e la libertà. Il primo grande disagio l'uomo lo prova la momento della nascita, quando passa dall'acqua all'aria. Il secondo lo vive quando si rende conto che il suo destino è la morte. Alcuni poi ne avvertono un terzo: il disagio dell'isolamento. L'uomo che supera questi tre disagi non può che maturare spiritualmente."

"E' tempo di nomadismo. Hanno ragione gli zingari, un popolo che potrebbe scrivere davvero un capitolo importante della storia dell'uomo. Vivono su questo pianeta da migliaia di anni senza nazione, nè esercito o proprietà. Custodiscono una tradizione che rappresenta la cultura più vera e semplice dell'uomo, quella più vicina alle leggi di natura. Può sembrare una visione parziale o romantica? Cerco solo di farne una lettura meno superficiale di quanto normalmente ci fa comodo. Gli zingari vanno verso l'abolizione del denaro, adottano lo scambio come nelle società primitive. L'uomo, spogliatosi delle sue pulsioni economiche, tornerà verso un mondo inevitabilmente più arcaico, ma andrà incontro a sicura guarigione. Poi ripartirà di nuovo. Perchè la vita non è così difficile da vivere, basterebbe non complicarla e riconnettersi con noi stessi. Non è fantasia, non è esoterismo, è saggezza."


Dire cosa sia per me Fabrizio De Andrè, come già detto altre volte, è troppo difficile. Posso dire che sia maestro, di vita parole e musica, che sia un pioniere, teso a tracciare rotte che in pochi hanno avuto l'aride di condividere. Un aspetto che lo ha sempre elevato rispetto alla massa, e non solo dei cantanti, è proprio l'innata curiosità, la ricerca del vero, il non accettare i preconcetti come fondamenta di un ragionamento. Il mettere in dubbio proprio i luoghi comuni, il cercarne le radici, è simbolo di volontà di comprendere, è simbol di saggezza.
De Andrè era un uomo, uno come altri. Una persona che potevi incontrare e che, magari ti offriva un caffè, oppure digrignava i denti perchè non aveva voglia di rotture di scatole. Io lo immagino così, non avendo avuto la fortuna di conoscerlo.
Una delle più belle frasi che io abbia mai sentito su Faber, era la semplice testimonianza di lutto di un ragazzo, mio coetaneo all'incirca, a cui era morta la madre. Non sorrideva, ma tuttavia con tranquillità, disse che era tranquillo per sua madre, perchè sapeva che Fabrizio De Andrè avrebbe continuato a farle compagnia anche lassù.
E' questo che è stato e che è De Andrè. Un uomo che ha cantato gli ultimi, che ha fatto compagnia e da spalla agli ultimi, alle sue anime salve. Nella campagna brulla sarda, nei bar di periferia, per le strade dei quartieri un poco desolati non risuona la voce di Celentano, non dubitate. I destini si intrecciano talvolta, e il destino degli ultimi è intrecciato a quello di Faber, innegabilmente.

Se c'è un'ultima cosa che voglio dire, è che, putroppo, nei giorni odierni, in cui manca del tutto la capacità del "ruminare", come diceva Nietzsche, figure cardine come De Andrè farebbero comomdo, e purtroppo non riescono ad emergere. O forse nemmeno esistono. Ugualmente le sue parole rimangono uno spirito guida, come la sua voce, e spesso gli affreschi di ideali che le sue immagini provocano, resistono e sono ancora avanguardisti. Di una avanguardia di direzione ostinata e contraria.
Buon compleanno, Fabrizio.


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domenica 17 febbraio 2008

Non testato su animali

Fate molta attenzione da ora in avanti al simbolo riportato qui sopra. Lo avrete già visto molte volte, e vi sarà capitato di chiedervi cosa significa. E' molto semplice: il cosmetico, il sapone, bagnoschiuma, shampo, o quello che sia, che tenete in mano, non è stato testato su animali.
Attenzione a non cadere in inganno: solo i prodotti che riportano questo simbolo vi assicurano di non essere testati su di animali. Quando leggete testato clinicamente, ad esempio, significa testato sia su animale che uomo, o quando leggete che il prodotto finito non è stato testato su animali, significa che gli ingredienti del prodotto sono stati sottoposti all'esame di animali.

Contestualizzo l'articolo: circa 45.000 animali ogni anno muoiono sfigurati da rossetti, intossicati da profumi, bruciati da creme e saponi. Eppure sono più di 10.000 gli ingredienti già disponibili per le aziende e molti i metodi alternativi di ricerca già testati e ritenuti sicuri. Questo significa che un'azienda potrebbe tranquillamente avvalersi di quelli senza nuocere a nessuno.
Continuo la contestualizzazione: grazie ad una grande campagna Lav, associata anche ad altre organizzazioni europee, si era ottenuto il veto della legge alla testazione di nuovi prodotti cosmetici su animali per il 1998. Il veto è slittato inizialmente al 2002, per poi ricadere su di uno sperabile definitivo 2013.
Fino al 2013, in pratica, se non osservate ciò che comprate contribuite alla morte di migliaia di animali ai fini della produzione di prodotti di bellezza. Molte persone si dichiarano tut'oggi convinte che la sperimentazione farmaceutica su animali possa essere utile, mentre la otalità si dichiara contraria allo sviluppo di prodotti di bellezza testati crudelmente su animali. Per cui, visto che anche tu sei concorde, non comprare ciò che non riporta quel simbolo.

La Lav, su autorizzazione statale, si è impegnata nel riconoscere le aziende che non useranno test su animali, che produrranno i loro cosmetici senza perseguire alcuna crudeltà, e ne ha fatto un breve elenco:
Aziende Italiane

Se volete informazioni più dettagliate, qui potrete trovare in pdf la lista delle aziende (si parla di aziende italiane), i loro prodotti e siti web.
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Festa del gatto e blog gattaro

Il 17 febbraio, ovvero oggi, è il giorno scelto come festa del gatto. L'iniziativa è nata dalla giornalista e gattofila Claudia Angeletti, la quale sulle pagine di Tuuto gatto, chiese ai lettori quale potesse essere il giorno migliore per festeggiare i piccoli felini. Il mese di febbraio è stato scelto per il segno che lo caratterizza: l'acquario, dal caratteristico accento anticonformista, libero ed intuitivo.
Il giorno diciassette per due motivi, uno perchè scritto in numeri ormani ed anagrammato si legge "VIXI", cosa che solo il proprietario di sette vite può dire, e l'altra per il significato intrinseco del giorno stesso, troppo spesso legato ai gatti neri e a connotati spiacevoli.

I miei piccoli tre gattini hanno già avuto la loro razione di cibo pregiato, per oggi, ed io ho provveduto a inserire il bannerino di "blog gattaro" su Riciard's. Nel caso qualcuno di voi lo volesse, non ha che da andare a questo link.

E i vostri piccoli mici come saranno festeggiati oggi? Attendiamo vostre notizie e commenti, inclusi svariati miao e fusa. Anche qualche graffietto è ben accetto oggi.
Una buona festa del gatto a tutti!



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sabato 16 febbraio 2008

La Tour Eiffel si spegne. L'Arena di Verona pure. Anche Trafalgar Square. Che qualcuno non abbia pagato le bollette?

Ai credenti e ai miscredenti, a chi ha osservato le luci spegnersi di colpo anche a Parigi e chi è arrivato in ritardo, ecco un'istantanea della Tour Eiffel alle ore 19.00.
Come promesso, infatti, anche la bellissima torre ha aderito a M'illumino di meno 2008, e non è stata sola. Andando qui, sullla pagina delle foto del programma "caterpillar", potrete vederne delle belle... io, da qui, vi lascio una piccola sintesi in foto e parole della splendida giornata di ieri.
Alle ore 18.00 in punto si sono spente circa sette milioni di lampadine nella sola Italia, e molte se ne sono spente in seguito. Già questo ha contribuito ad un forte risparmio energetico, ma non è certo questo il primo aspetto positivo della giornata. E' chiaro che con la manifestazione non si proponeva di risparmiare e basta, ma una vera e propria sensibilizzazione, e credo che la voce sia giunta a molte persone e abbia toccato molti animi. Certo, come alcuni ieri mi sottolineavano, sembra un mettersi a posto la coscienza, sia per i politici che aderivano, sia per noi, ma un'iniziativa del genere serve anche a ricordarci quanto un piccolo gesto possa fare. Pensateci su. Prendete una radio, nemmeno la più ascoltata in Italia, Radio Due. Prendete un programma della radio e due speacker che decidono di far spendere le lampadine agli italiani. In due edizioni riescono a far restare al buio, per alcuni minuti o ore, intere piazze, a coinvolgere l'Europa, lasciando spente la Tour Eiffel, Trafalgar Square, il castello di Edimburgo e molti altri. Qui sotto, invece potete "vedere" l'Arena di Verona.
E tutto si permea di magia, di una piccola magia dimenticata, dove ormai lasciamo la televisione al comando delle nostre cene e dopo cena. Non sarà il caso di tutti voi, e non è nemmeno il mio, ma di molti sicuramente. E ieri ci siamo ritrovati in tanti in Italia, a lume di candela, per una sera intera, a guardarsi negli occhi senza brusii o rumori, e parlare, parlare e parlare, con il sottofondo dell'atmosfera soffusa di quei dolci bagliori di luce.
Ecco qui sotto come si presentava la finestra di casa mia ieri notte... le persone che passavano ci avranno presi per mattarelli, ma è una sorte comune a molti, che non mi dispiace.
Se vi chiedete perchè la casa dei gatti, semplicemente perchè i futuro diventerò gattaro visto il mio spiccatissimo amore per i felini, li avrete già visti i miei tre Giulio, Licio ed Ernesto, ma questa è un'altra storia.
Per concludere, sono molti i ristoranti in tutta Italia che hanno aderito, proponendo solo cene a lume di candela, in alcune piazze, come a Bologna, si è installata una illuminazione alternativa, alimentata da tre biciclette, e molte sono state anche le proposte di industrie, scuole e associazioni.
Tra i politici hanno aderito in pieno i Verdi, spegnendo il ministero dell'ambiente e le sedi in tutta Italia, Bertinotti ha fatto una conferenza stampa in cui si è visto spegnere, conseziente, le luci in segno simbolico, e molte altre sono state le adesioni dal mondo parlamentare. Chissà se anche Berlusconi abbia spento le luci. Una cosa è certa, non ha fatto una cena a lume di candela con Casini. Un buon lume di candela a tutti voi.
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venerdì 15 febbraio 2008

Spengo la luce del blog


Eccoci arrivati al 15 febbraio, alla giornata dedicata al risparmio energetico... "Mi illumino di meno"...dico, potevamo non aderire?
Le adesioni al progetto promosso da Caterpillar, il programma di Radio Due, quest'anno parlano di città estere, oltreche italiane, e, udite udite, di una Torre Eiffel completamente spenta. (Qui il collegamento con la webcam)
La mia città, Pistoia, ha aderito e lascerà la piazza principale del centro immersa nell'ecologissimo e per una volta confortevole buio.
Vi invito ad aderire, e se ne volete sapere di più, vi invito nuovamente a visitare questa pagina, dove potrete vedere chi ha aderito, i commenti, le foto ed i video.
Io credo che me andrò un pochetto in giro, a scattare due foto, e a vivere la mia città in un giorno decisamente particolare. Se vi va, fatelo anche voi, e poi mandatemi le foto al mio indirizzo e-mail, che è sempre il solito: riccardotronci@hotmail.it.

Per adesso un salutone, spengo le luci del mio blog, e a domani...
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giovedì 14 febbraio 2008

Tutti gli uomini di Casini

E' molto interessante il fatto che Casini e la sua UDC si schierino da soli alle elezioni, appropriandosi, possibilmente, di tutta quella bella fetta di voti rappresentata dalla Sicilia. E' una mossa che apre scenari diversi e possibili, mantenendo fuori dalla regione il partito del popolo della libertà, vista l'ampia maggiornaza spesso dimostrata dall'UDC in Sicilia.
Pierferdinando Casini è riuscito, grazie al suo ruolo istituzionale passato, a raggiungere una buona base di consenso e ad attestarsi intorno a buone percentuali di adesione alle elezioni. Il partito di Casini, è, però, lo stesso di Cuffaro, lo stesso di Pippo Gianni ed altri.
Iniziamo col presentarvene alcuni esponenti che fanno o hanno fatto parte della compagine; quelli che non sono più all'interno del mondo politico sono semplicemente stati allontanati per le loro colpe legali:

Vincenzo Lo GiudiceVincenzo Lo Giudice Udc

Ex deputato regionale, ex Assessore Regionale al Territorio nel governo Cuffaro.
Arrestato a marzo 2004 per associazione mafiosa. L'accusa gli contesta di aver affidato terreni confiscati alla mafia ad una cooperativa che faceva riferimento alla stessa famiglia a cui era stato confiscato il bene.
Gli sono stati sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro.
Antonio BorzacchelliAntonio Borzacchelli Udc

Ex maresciallo dei carabinieri, eletto nel 2001 deputato regionale nell'Udc e arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulle talpe alla Dda, che coinvolge anche il governatore Cuffaro, Domenico Miceli, ex assessore Udc nella giunta Cammarata a Palermo, arrestato per associazione mafiosa (accusato di essere il referente del boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro e la cerniera tra il clan e la politica).
Antonio Borzacchelli, "pupillo" di Cuffaro, ora è fuori ma non può dimorare a Palermo.
Secondo l'accusa passava informazioni in cambio di ingenti somme di denaro e favori a Michele Aiello (ricco imprenditore siciliano, proprietario della clinica Bagheria di Santa Teresa, amico di Cuffaro, arrestato anch'egli il 5 novembre 2003 con l'accusa di partecipazione a Cosa Nostra).
Borzacchelli, secondo i magistrati, ha agito indisturbato per 10 anni (lo testimoniano le numerose operazioni sui suoi conti correnti).
Viene descritto come un ricattatore senza scrupoli pronto ad utilizzare la ex divisa per ottenere ville e denaro.


David Costa David Costa Udc
Assessore alla Presidenza nella giunta Cuffaro nel 2001.
Finito in manette nel novembre del 2005, per concorso in associazione mafiosa.

Secondo l'accusa Costa era interessato a ricevere il sostegno della famiglia mafiosa di Marsala (Trapani) durante la campagna elettorale del 2001 per le regionali, a fronte di erogazione di somme di denaro.

Davide Costa 39 anni, l'anno precedente aveva già ricevuto un avviso di garanzia con la stessa accusa e si era dimesso. Il suo nome compare in alcune intercettazioni ambientali tra due mafiosi, lo accusano anche due collaboratori di giustizia, Vincenzo Giglio e Vito Vincenzo Rallo.

Al telefono si lascia scappare il nome di Casini. Insomma, una persona responsabile.


Nino Dina Nino Dina Udc

E' stato il presidente dei parlamentari Udc all'Ars.
Nino Giuffrè, il pentito che accusa anche Dell'Utri, lo indica come il mediatore (insieme a Guttadauro) dei rapporti tra Provenzano e la politica regionale. Di lui rimane una frase degna di essere ricordata:
"La mafia non si sconfigge privando una popolazione della
sua amministrazione eletta democraticamente.



Onofrio FratelloOnofrio Fratello UDC


Deputato regionale Udc. Accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, avrebbe promesso alle cosche mafiose di Trapani denaro e posti di lavoro in cambio della sua elezione.

Ha ricevuto la solidarietà dei colleghi responsabili dell'Udc.


Salvatore CintolaSalvatore Cintola UDC



Assessore regionale al Bilancio, nel governo Cuffaro.

Indagato per concorso in associazione mafiosa.

Per due volte le indagini su Cintola erano state archiviate, ma dopo le dichiarazioni della donna-boss pentita Giusy Vitale, il fascicolo è stato riaperto.
L' assessore sarebbe indicato come amico personale del capomafia Giovanni Brusca (ora pentito) e fra gli uomini politici coinvolti nel progetto di Leoluca Bagarella che voleva realizzare il partito di Cosa nostra Sicilia Libera
. Di lui hanno parlato oltre a Calvaruso, anche i pentiti Balduccio Di Maggio, Mario Santo Di Matteo e Tullio Cannella. La procura di Palermo si era occupata di Cintola già nel 1993, in occasione dell'arresto di Totò Riina e Salvatore Biondino.


Saverio Romano Udc


Avvocato, sottosegretario al Welfare nel governo Berlusconi e componente della direzione nazionale del partito di Casini.
Anche lui risulta indagato per concorso in associazione mafiosa, dopo esser stato tirato in ballo dal neo pentito Francesco Campanella, (ex presidente del Consiglio comunale di Villabate in quota Udc e gola profonda della Procura di Palermo).

Campanella, che ha svelato agli inquirenti particolari sulla latitanza di Provenzano, accusa Romano di essere stato eletto grazie ai voti della cosca mafiosa di Bagheria.

(queste informazioni sono state riprese da Fisicamente, che a sua volta le citava da Repubblica numero del 25/11/2005)

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