
Ne avrete sentito sicuramente parlare, che le abbiano chiamate bombe cluster o a grappolo. In pratica le bombe cluster sono ordigni concepiti per abbattere obiettivi militari, che si dividono in aria per radere al suolo un appezzamento di terreno più vasto. In realtà circa il 20% delle bombe a grappolo sganciate atterra inesploso al suolo. Il cinismo del progetto vuole che le stesse abbiano una forma tale da incuriosire chiunque ci si avvicini, fatto che compromette irrimediabilmente la vita di molti bambini ed adulti.
Le stime vogliono ad oggi cento milioni di bombe cluster inesplose, e quindi, per quanto le mine antiuomo non siano più tollerate dai trattati Onu, cento milioni di mine antibambino inesplose.
Perchè molto spesso sono proprio i bambini le vittime della barbarie delle bombe grappolo.
Evito di pubblicare alcune foto che ho trovato, poichè sono fin troppo raccapriccianti, ma in compenso posso riportare alcuni dati:
-In Iraq agli inizi degli anni Novanta e in Kosovo nel 1999 hanno ucciso piu' civili di quanti ne abbiano ucciso tutte le altre armi impiegate in questi conflitti.
-Furono utilizzate in maniera massiccia anche nella guerra-lampo dell'estate 2006 tra Israele e le milizie sciite libanesi di Hezbollah (oltre un milione secondo le ultime stime), e trascorso un anno dalla fine di quel conflitto hanno ucciso oltre duecento tra pastori, agricoltori e bambini che le avevano scamabiate, per le loro forme e colore, per giocattoli.
-L'Italia e le cluster. Secondo la 'Coalizione italiana antimine', l'Italia e' tra i 57 Paesi che hanno negli arsenali munizioni cluster e ha partecipato a missioni internazionali in cui se ne e' fatto uso (come in Kosovo), anche se non risulta averle mai impiegate direttamente. Nel 1999 aerei Nato di ritorno da Serbia e Kosovo alla base di Aviano hanno rilasciato nell'Adriatico, in manovre di emergenza, 235 bombe (comprese alcune a grappolo). Tra gli incidenti provocati da quella manovra, il ferimento dei quattro peschatori investiti dall'esplosione di una bomba rimasta impigliata nelle reti.
Da ieri a Dublino è in corso una conferenza per redigere un trattato che metta al bando le bombe cluster, alla quale partecipano oltre 170 stati, tra i quali, però non figurano i maggiori produttori delle bombe: Stati Uniti, Cina e Russia. (Ansa)
Ieri avevo scritto del piccolo Alfredo Rampi, e mi chiedevo come si potesse continuare a fare del male davanti a un tale dolore. Come non ci si possa confrontare con il dolore, come non si possa ripensare la propria vita. E' certo che qualcuno ci riesce. Forse annegando nel suo mare di idiozie e cattiverie, forse annebbiato dalla vista del benessere e dei soldi. Fatto sta che qualcuno non firmerà nessun trattato a sfavore delle mine anti bambino.
Tibisay Ambrosini, responsabile giovani e scuole della campagna itraliana contro le mine, spiega:
"In molte nazioni gli aiuti umanitari lanciati dagli arerei avevano lo stesso colore giallo degli ordigni e questo confondeva i ragazzini che li raccoglievano, trovandosi poi tra le mani pericolosi ordigni. L´Italia è tra i 32 Paesi al mondo che produce cluster bomb. Ci proponiamo di raggiungere la soglia di 200mila firme da presentare al Presidente Giorgio Napolitano con la speranza che, a breve, in Italia venga promulgata una legge nazionale per la messa la bando delle cluster bomb»
Qui potrete trovare la petizione per chiedere al governo di mettere al bando le cluster bomb.














1 commenti:
Atroce vergogna: è un dovere firmare, se serve a qualcosa il nostro dissenso.
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