
Il catenaccio di Trapattoni #4
Lui non ce lo presenti? dice uno dei due indicandomi con un sorriso che mi viene voglia di spaccare a forza di dita chiuse sulle labbra. Mi contengo, mi avvicino e mi presento, stringendo la mano. I tre si guardano sorpresi, ridendo ed iniziano ad abbracciarmi e spintonarmi, contrariandomi, ma c’è da dirlo, disorientandomi. Abili maestri di guerra psicologica. Trapattoni ed il suo catenaccio contro due come questi perderebbero sicuramente, anche ad avere a disposizione la nazionale dell’82. Rossi o non Rossi.
Mi ritrovo sul divano, dove probabilmente mi hanno appoggiato in mezzo a quella mischia ed un’altra ragazza, seduta accanto a me con aria ammiccante e vestitino sensuale, mi offre un negroni. Non rifiuto mai da bere, ed inizio a farmi qualche problema sull’ospitalità, domani gli spacco il culo ugualmente, mi dico, e cerco di ritrovare il mio coraggio, finito forse sotto i cuscini del divano.
Il trio brioso inizia a ridere e a spanciarsi mentre dal fondo della sala cominciano ad apparire altre ragazze, con vestiti ancora più sensuali e provocanti. Inizio a capire dove mi sono ritrovato e concordo con me stesso che per stasera vale la regola di non fare cazzate, mantenere la propria disciplina per ritrovare integra la propria autostima. Così da poter fare ciò che devo fare domani.
Mila, così si chiama la ragazza accanto a me, premurosissima, mi versa ancora da bere e mi risistema il maglione, mentre le altre si sono sedute accanto ai miei finti amici di una vita.
Non so chi sia Del Serra e chi Giusti, so che uno dei due, entrambi grassi, vecchi e sudati, estrae dalla tasca della giacca un sacchettino bianco, ne preleva un po’ di polvere e la mette sul tavolo. Certo che so cosa sia, non dubito un attimo sulla sua qualità. Seguono respiri ed inspirazioni compresse, forzate e voci gaudenti di sollievo. Le ragazze cominciano a spogliarsi e mi accorgo solo ora che Mila mi ha lasciato a torso nudo e mi ha versato un altro drink.
Brunetti inizia a ballare sul tavolo, ad un ritmo tutto suo, a una musica che solo lui percepisce, sembra uno di quei santoni che accolgono dentro di loro la danza degli spiriti, e quando crede di aver finito si butta su di me, versandomi addosso il suo drink e la polvere bianca che aveva in mano.
Mila comincia a ridere, provocante, e a sniffare sulla mia pelle, poi porta un po’ di polvere al mio naso e io, indelicatamente, sorpreso da solo nel farlo, inspiro.
Poi tutto nero.
Non ricordo altro.
Solo le sirene.
E i flash di alcune macchine fotografiche in mezzo alle voci sorprese e concitate.
E un solo pensiero in testa, freddo, lucido, come se fosse consapevole, come se non avessi bisogno di spiegare a mia moglie le foto con Mila, con quella mia espressione a ebete: quando si ha davanti il Milan dell’88, quello di Sacchi, si attacca. Trapattoni ed il suo catenaccio avrebbero perso.
Come me....The End...
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