domenica 30 settembre 2007

La voce di Cuba



Passeggiare per le strade di Cuba, per i suoi vicoli acciottolati, gomitoli di persone, azioni, musica....Davanti agli occhi i bambini che giocano, sulla destra un uomo che quotidianamente (non lo avevamo visto anche ieri?) cerca di riaccomodare la sua macchina con l'aiuto del figlio maggiore, sulla sinistra qualcuno che gioca a domino, grande o piccolo che sia, con attorno un gruppo che guarda attentamente la partita, tra i piedi i ciottoli, le pozze d'acqua, nel naso mille odori, di comida criolla, di fango, di mare e di caraibi, negli orecchi una magia che ti segue e ti insegue. Dovunque si suona, molti forse lo fanno per intrattenere i turisti, forse...ma sarebbe meglio dire che cuba ha la musica nel sangue, una musica viva, dolce o malinconica, che ti entra dentro riuscendo ad abbattere qualsiasi resistenza. Ed è la voce di Compay Segundo (questo incredibile vecchino sopra) che spesso ti accompagna, le note della "sua" Chan Chan. Se penso a Cuba penso anche a Compay Segundo, in tutti i locali in cui l'ho sentito suonare, penso alle strade in salita di Santiago, alle case coloniche di Trinidad, al nulla intorno di alcuni posti desolati dove ci siamo ritrovati, in compagnia di soli cavalli ed un jinetero, e capisco quanto quella poesia dolce e sottile sia legata a quella bandiera e a quella terra.

http://www.youtube.com/watch?v=6JEdf7XsV5g basta ascoltare per farsi rapire...


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giovedì 27 settembre 2007

Un libro che cambia le carte in tavola



"L'uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono. Un libro di piccolissimo spessore, se si considera la mole, ma dal carattere fragile e dolce come una poesia e al contempo duro e scabro come una verità.

Un uomo, da solo, nella sua silenziosa e bucolica realtà, costruisce una nuova realtà in contrapposizione con la continua degradante devastazione del mondo. Un uomo che pianta gli alberi in un territorio apparentemente di nessuno, e quindi di tutti, selezionando quotidianamente ghianda per ghianda quale albero crescerà: un uomo che riesce a modificare, silenziosamente, gli eventi.

"Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che, malgrado tutto, la conizione umana sia ammirevole". Semplicemente da leggere e tenere dentro.


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martedì 25 settembre 2007

Alcune curiosità su quel poco che ho pubblicato 2

"Leopold Blumij o i giorni del Blumij a Bairentagrado" è il secondo racconto che ho pubblicato su Lulu (ancora una volta www.Lulu.com/it), e lo trovate qui: http://www.lulu.com/content/775388

E' un racconto molto breve, narrato dagli occhi di un bambino, come una memoria, un qualcosa da tramandare ai posteri. E' una storia inventata, ci mancherebbe...
In pratica, dopo una piccola "ouverture" vi troverete in mezzo a una comunità civica situata sulla linea gotica un po' strana, in cui spicca l'armeno Leopold Blumij, sindaco eletto grazie a un duello senza esclusioni di colpi e giorni del nuovo Soviet di Bairentagrado. L'obiettivo sarebbe quello di far dilagare la rivoluzione nei vicini comuni, ma mentre le divisioni naziste raggiungono il paese da nord, da sud stanno per arrivare le truppe alleate...

Nemmeno di questo, ovviamente, vi dico altro, che vista la piccola mole, potete anche leggervelo, ma...alcune curiosità:

La linea gotica non era altro che il nome dato dai tedeschi a quello he loro identificavano come il fronte italiano, nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Proprio sulla linea gotica si combattono alcune guerre parallele, quella dei nazisti contro gli alleati e quella dei partigiani contro la repubblica di Salò e i nazisti...ma detto così è molto semplicistico, per cui vi rimando alla pagina http://www.gothicline.org/index.htm che a una prima occhiata mi è sembrata ricca di informazioni, oppure, per essere più riassuntivi eccovi wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_gotica...

Ora, mentre la linea gotica non è fatto di immaginazione, il Bairenta sì...ma lo stesso non vale per alcuni comuni che cito, come Curbezzi, solo che non si chiama proprio così, ma è molto simile...
Per chi mi conosce, beh, sa benissimo con quale voce parli il caro Leopold Blumij, e capisce come interpretare la punteggiatura, speo ci riescnao anche gli altri...
La vera citazione del libro è ovviamente il nome del protagonista: Leopold Blumij... ovviamente una trasposizione di Leopold Bloom dell'Ulisse's di Joyce "armenizzato"...
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Alcune curiosità su quel poco che ho pubblicato...

http://www.lulu.com/content/733580

"Cronache di Roscoff" rappresenta il mio esordio nel mondo del libro e della pubblicazione, per quanto la scrittura sia da sempre una mia forte passione...anche da quando avevo due anni? certo, che domande.
...
E' la Roscoff di un dopoguerra, appena toccata dall'inerzia dei gesti quotidiani, con la sua chiesa vuota da tempo immemore, i suoi campi e le sue tradizioni, dove tutti sembrano conoscersi, mostrando in realtà solo gli aspetti meno interiori del proprio carattere.
Nell'apparente immobilità del mondo bucolico due personaggi riescono a sconvolgere un mondo, si tratta di Leo Samuele Levy, commerciante di specchi, e del Conte Donadieu, alchimista e giacobino nel sangue.
...ma non vorrei svelarvi troppo, piuttosto volevo scrivere solo alcune curiosità, ovviamente da tenere in considerazione a libro letto:

Da sempre mi piace usare i nomi dei miei protagonisti come citazioni, ed in questo racconto troverete:
- Dietrich: nome ripreso da uno dei quattro protagonisti del Brizziano "Bastogne"
- Langlois: ripreso dall'incredibile e stravolgente "Un re senza distrazioni" di Jean Giono
- Donadieu: ecco, il nome non era proprio così, ma meglio non dire da cosa deriva...
- Therese: piccolo omaggio a Pennac ("La passione secondo Therese")
- Leo Samuele Levy: pensando ad un commerciante ebraico mi venne in mente la storia di Leo Samuele Olski e mi ritrovai a chiamare così il mio mercante di specchi...

Alcuni di questi nomi hanno all'interno del libro una precisa collocazione ed un preciso motivo per cui sono stati scelti (altri no, semplicemente mi son trovato a battezzare così il personaggio)...ma a voi capirne i motivi... ;)

Un'altra piccola curiosità: alla fine del libro ho inserito due specie di citazioni dalla storia, una riguardante Caravaggio e l'altra riguardante Enrico V. L'immagine che ho di Enrico V è la stessa che propone nel suo bellissimo film Kenneth Branagh, ma ho cercato di stravolgerla proponendo un re vincitore che siede su di un trono senza popolo. La battaglia di Agincourt fu veramente una carneficina, nella quale, a onor del vero c'è da dirlo, le truppe di Enrico riuscirono a piegare i francesi che erano in netta superiorità (circa dieci a uno!).
Per quanto riguarda Caravaggio... è già scritto tutto lì, ed è vero...

Qui vi lascio un link di una recensione particolarmente gradita al mio libro, apparsa sul sito Recensire.it
http://www.recensire.it/article/leopold-blumij-o-i-giorni-del-blumij-a-bairentagrado-e-cronache-di-roscoff-di-riccardo-tronci-208-1.html





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