
Passeggiare per le strade di Cuba, per i suoi vicoli acciottolati, gomitoli di persone, azioni, musica....Davanti agli occhi i bambini che giocano, sulla destra un uomo che quotidianamente (non lo avevamo visto anche ieri?) cerca di riaccomodare la sua macchina con l'aiuto del figlio maggiore, sulla sinistra qualcuno che gioca a domino, grande o piccolo che sia, con attorno un gruppo che guarda attentamente la partita, tra i piedi i ciottoli, le pozze d'acqua, nel naso mille odori, di comida criolla, di fango, di mare e di caraibi, negli orecchi una magia che ti segue e ti insegue. Dovunque si suona, molti forse lo fanno per intrattenere i turisti, forse...ma sarebbe meglio dire che cuba ha la musica nel sangue, una musica viva, dolce o malinconica, che ti entra dentro riuscendo ad abbattere qualsiasi resistenza. Ed è la voce di Compay Segundo (questo incredibile vecchino sopra) che spesso ti accompagna, le note della "sua" Chan Chan. Se penso a Cuba penso anche a Compay Segundo, in tutti i locali in cui l'ho sentito suonare, penso alle strade in salita di Santiago, alle case coloniche di Trinidad, al nulla intorno di alcuni posti desolati dove ci siamo ritrovati, in compagnia di soli cavalli ed un jinetero, e capisco quanto quella poesia dolce e sottile sia legata a quella bandiera e a quella terra.
http://www.youtube.com/watch?v=6JEdf7XsV5g basta ascoltare per farsi rapire...
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