lunedì 7 dicembre 2009

Il call center di Babbo Natale


Era il 1955, i bambini si affacciavano alla tradizione cocacolistica di Babbo Natale, e Sears Roebuck & Co pubblicò un annuncio per incoraggiare i piccoli a telefonare a Babbo Natale, con tanto di numero preciso. Immaginate: tutto pronto, gli addetti accanto alle cornette, pronti a ricevere e rispondere, un call center ante litteram, anzi, di più, il call center di Babbo Natale.
Ma i telefoni non squillano...

Da un'altra parte, inaspettatamente, il colonnello Harry Soup, di turno al Conad (non era cassiere al supermercato, bensì ufficiale del Continental Air Defense Command), inizia a ricevere strane telefonate di bambini che chiedono di Babbo Natale, e con una formidabile prontezza di riflessi chiese al proprio staff davanti ai radar, di controllare i radar alla ricerca di segnali dello spostamento di Babbo Natale dal Polo Nord verso sud, per poi dare precise indicazioni ai bambini in fibrillazione sul viaggio di Babbo Natale.
Il grande magazzino Sears Roebuck & co aveva sbagliato a stampare l'ultima cifra del numero...
Il Conad (non il supermercato) si è poi traformato in Norad e, udite udite, non ha mai smesso di segnalare ogni anno il tragitto di Babbo Natale intorno al mondo.
Quest'anno hanno addirittura deciso di fare di più e mostrare cosa sta succedendo nei preparativi al grande evento, potete vederlo qui (anche in italiano, strano caso).
Detto questo si può dichiarare che Babbo Natale esiste e non solo, è comunista. Infatti non solo si veste di rosso, ma gli americani lo tengono d'occhio ben bene coi radar e google earth.


Non solo, sappiate che se scriverete una lettera a Babbo Natale, che specifichiate l'indirizzo o meno (via delle renne o circolo polare artico?) i postini di Babbo Natale anche quest'anno risponderanno... Si tratta di un servizio di Poste Italiane: voi fate scrivere una lettera al vostro bambino, la imbucate e loro risponderanno a mano, non con un prestampato!
Le letterine più tenere degli anni precedenti sono state raccolte in un libro, che troverete in vendita nelle filiali, iniziativa a sostegno ai "Amici dei Bambini".

Nel caso in cui chi sta leggendo sia Silvio da Arcore, il giovanotto più pimpante d'Italia, urge un chiarimento: quando si dice "inviare una letterina a Babbo Natale", non si intendono le soubrette di Passaparola.
Babbo Natale non è un pappone, sorry.

E a proposito di lettere e letterine, io sto per inviarne una a Bersani, se ancora non l'avete letta, cliccate qui, e dategli un occhio. E se volete, firmatela, basterà lasciare un commento col proprio nome, cognome e cap...
Ma non aspettatevi che Bersani Natale passi dal vostro camino...
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domenica 6 dicembre 2009

Hanno arrestato un altro Boss della mafia. Ancora.



Non so come la vedete voi. Io sono abituato a tenere le mani avanti per non cadere nei confronti del mondo politico, e al massimo sbucciarmi un po' le mani.
E' solo che mi piacerebbe vivere a Gotham City, dove i pipistrelli solcano il cielo assieme a dubbie figure di eroi omosessuali col mantello giallo, e lottano sempre con i soliti tre o quattro cattivi.
C'è il bene, e c'è il male.
Sembra quasi che Cosa nostra funzioni come un piccolo condominio anarchico di memoria bakuniana in cui comandano un po' tutti.

Ieri hanno arrestato un altro boss di Cosa Nostra, l'ennesimo.
E' da quando sono piccolo che non fanno altro che arrestare Boss mafiosi, e ad ogni arresto si ripete che Cosa Nostra è in ginocchio.

Berlusconi commenta contento: "Posso dire che abbiamo messo a segno due colpi rilevanti che danno alla mafia molta preoccupazione. Abbiamo assicurato alla giustizia il numero due Nicchi e il numero tre Fidanzati" (Reuters), ma manca sempre il numero uno, aggiungo io.
E non è poi così una baggianata, perchè i "numeri uno" sono stati arrestati innumerevoli volte.
Voglio essere chiaro, non metto in dubbio l'importanza di questi arresti, non sono Piero Grasso, non faccio parte di alcun pool, non ho motivi per dubitare.


In questa foto Batman affronta il presidente operaio mentre inaugura la variante di valico per la diciassettesima volta


Però, che vengano arrestati due boss immediatamente dopo le dichiarazioni di un pentito contro il numero uno del Governo in Italia, è una cosa alquanto strana. I paradossi esistono, si verificano, per carità, ma questa sembra proprio una contromossa studiata a tavolino.
Che vengano arrestati due boss mafiosi nel momento in cui la gente è per le strade a protestare contro il governo, anzi contro il premier, e che il Minestrone degli Interni ne approfitti per bollare la manifestazione come "mafiosa" non sembra un caso, o quantomeno è definibile come un caso disperato.

Ammettiamo pure che le due cose non abbiamo correlazione tra di loro, ammettiamo che i due arrestati siano veramente il numero due e tre di Cosa Nostra, cose che mi farebbero gioire, dimostrando l'indipendenza della magistratura e delle forze dell'ordine dal governo (di qualsiasi colore sia) quando si parla di mafia e delinquenza organizzata, mi chiedo: perchè due arresti di boss mafiosi dovrebbero sbugiardare le dichiarazioni di un pentito riferite a un periodo iniziato quindici anni fa?
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venerdì 4 dicembre 2009

Game Over




Game Over.
Come potete vedere nella foto qui accanto i magistrati rossi che, dopo aver annesso nella cospirazione le forze mafiose, cominciano ad abbattere il regno della libertà.
E' il pentito mafioso Spatuzza, che comincia la sua deposizione scrivendo pesantissimi passi della storia italiana: "Dopo le stragi di Capaci e Via d'Amelio abbiamo gioito, perché Falcone e Borsellino erano nostri nemici; mentre i morti di Firenze e Milano non ci appartenevano. Lo dissi a Giuseppe Graviano, quando lo incontrai a Campofelice di Roccella nel '93 (...) 'Quando rappresentai a Giuseppe Graviano - ha aggiunto -, che mi aveva incontrato per parlare di un altro attentato ai danni dei Carabinieri, questa mia debolezza, lui mi rispose: 'E' bene che ci portiamo un po' di morti dietro, così chi si deve muovere si dia una 'smossa'"

Quelli che si dovevano muovere erano niente poco di meno, stando a Spatuzza, che le cariche statali, e visto che siamo nel 1994, la principale parte in causa sarebbe proprio Silvio Berlusconi: "Spatuzza si incontra, in quella occasione, con Giuseppe Graviano, che "aveva un atteggiamento gioioso, come chi ha vinto all'enalotto o ha avuto un figlio". "Ci siamo seduti - dice Spatuzza - e disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo e questo grazie alla serietà di quelle persone che avevano portato avanti questa storia, che non erano come quei quattro 'crasti' socialisti che avevano preso i voti dell'88 e '89 e poi ci avevano fatto la guerra. Mi vengono fatti i nomi di due soggetti: di Berlusconi..., Graviano mi disse che era quello del Canale 5, aggiungendo che di mezzo c'é un nostro compaesano, Dell'Utri. Grazie alla serietà di queste persone - prosegue Spatuzza, citando Graviano - ci avevano messo praticamente il Paese nelle mani".

Dell'Utri si scatena, si dice "non sorpreso" dalle dichiarazioni, dice che si aspettava qualcosa del genere, poichè Cosa Nostra, la mafia, vuole fare cadere il governo. Questo sarebbe secondo lui il governo che ha fatto di più contro la mafia.
E' utile ricordare, per capire quanto sia ridicolo il senatore Dell'Utri, che egli è stato condannato, oltre che per tentata estorsione, frode fiscale, falsa fatturazione, anche per concorso esterno in associazione mafiosa l'11 dicembre 2004. Nella sentenza si legge:

" La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici"

E ancora: "Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle file dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale."


Niente di così ridicolo, quindi.

Silvio Berlusconi era stato indagato assieme a Marcello Dell'Utri, ma il suo procedimento era stato archiviato al termine delle indagini preliminari, che erano state prorogate per la massima durata prevista dalla legge.
Certo non mancano dal curriculum del premier i procedimenti per i reati di corruzione, traffico di droga, falsa testimonianza, falso in bilancio, tangenti, appropriazione indebita e chi ne ha più ne metta, ma di mafia se ne è parlato una volta sola in maniera netta.
Tralasciando tutto ciò che riguarda il suo rapporto con lo "stalliere" Mangano, e non è cosa di poco conto.
Un capitolo che si riapre oggi, con la testimonianza del pentito Spatuzza.
Fatto sta che l'implicazione di Berlusconi è una diretta conseguenza dell'implicazione di Dell'Utri, come per il caso Mills un corrotto presume un corruttore.

Secondo Spatuzza Dell'Utri sarebbe stato l'uomo di fiducia, il filo diretto tra Cosa nostra e il governo, impersonificato in questo caso, in Berlusconi.
Berlusconi, al contrario di Dell'Utri non replica, non parla. Lascia appena una dichiarazione sostenendo la follia di ciò che emerge, ma è come se la sua voce apparisse lontana, vanificata dal brusio di fondo. Come inghiottita da un meccanismo per una volta più grosso di lui: Andkronos pubblicà già i dati del superamento di Fini su Berlusconi nel gradimento degli italiani di centro destra ("a svettare è Fini con un 60% circa di gradimento, superiore a Berlusconi (49%)")



(Nota: Nelle tre foto potete vedere il premier battersi contro le occulte forze del male capitanate dai magistrati comunisti, perdere e scappare fingendosi barbone, per poi essere acciuffato ed essere giustiziato sulla pubblica piazza con metodi medievali)

Rita Borsellino, intervistata dalle telecamere di Sky è apparsa emozionata: "Ho provato una grande emozione, mi è sembrato di tornare indietro a quando Buscetta deponeva nell'aula bunker di Palermo. Un momento importante per la giustizia (...) Ascolteremo con attenzione, ho molta fiducia nella corte d'Appello, che deve verificare le testimonianze di Spatuzza..."

Si risvegliano in tutti noi, emozioni sopite.
Credo lo abbiate visto tutti questo video. Se non lo conoscete, se non avete mai avuto occasione di vederlo, e sarebbe cosa strana, ascoltate la voce di Paolo Borsellino.



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giovedì 3 dicembre 2009

Flu Attack, come un virus invade il tuo corpo


Fate finta di essere a giro in centro, di sabato, insieme a voi la solita folla dedita al cazzeggio, al ritrovo, all'aperitivo o allo shopping. All'improvviso si stagliano all'orizzonte quattro persone che gridando all'impazzata corrono nella direzione opposta alla vostra.
Un secondo o meno, per decidere se: non me ne frega nulla del perchè stanno correndo, saranno matti oppure non so da cosa stiano scappando ma è sicuro che è bene scappare!



Ecco, l'uomo, solitamente, quando vede quattro persone che scappano, si unisce alla corsa, senza troppi pensieri in testa.
Lo ha dimostrato l'influenza A o H1N1 o suina che dir si voglia: bastano un bel po' di megafoni all'unisono e la gente corre, senza chiedersi da cosa scappi.
Cito da Psiche e Soma: Ora da qualche mese si sono messi a contare bene anche i morti per influenza stagionale e si è visto che nell’emisfero australe (dove è appena finito l’inverno) i morti di stagionale sono 13 su 100.000 persone mentre i morti di influenza A H1N1 sono 1 su 100.000. 13 volte di meno!

Non è il solo esempio del fatto che quando c'è da correre l'uomo si trasforma seduta stante in Mennea, poichè non solo di virus entità viventi si vuole parlare.
L'uomo è così geniale che si costruisce da solo le gabbie in cui abitare in cattività, e non mi riferisco alle case con mutuo-strozzacollo allegato.
Anni e anni di studio, analisi dei comportamenti, prima animali e poi umani, hanno permesso la creazione di incredibili tagliole anti uomo come il marketing virale, i video virali, l'informazione virale.

Iniziò Pavlov, studiando i cani e la possibilità di indurre loro dei riflessi condizionati, in modo che ad uno stimolo preciso questi reagissero con una reazione prestabilita.
Poi i pubblicitari, i così detti creativi, hanno ben pensato che se funzionava sui cani funzionava anche per gli umani, ed hanno iniziato a reclamizzare marchi, idee, non prodotti.
E tutti in massa a comprare le stesse identiche cose, vestire le stesse identiche cose, leggere le stesse identiche cose.
Dan Brown è riuscito nell'impresa di portare frotte di gente a guardare la Gioconda come un piano finanziario berlusconiano, dove p2, massoneria, mafia, economia, esoterismo si fondono in un tutt'uno.



E' ciò che fanno i virus, in generale: attaccano il sistema ospite, ne sfruttano le peculiarità, e si riproducono generando cloni, arrivando a comandare il sistema ospite per poi colonizzarne altri e così via, fino a creare colonie e colonie di cloni.
Il video sopra è una animazione di David Bolinsky, che segue un virus da uno starnuto fino all'infezione; è in inglese, ma si rivela ugualmente interessante. Alla fine penserete, con qualche connessione logica, che chi ha inventato la pubblicità sia un biologo.
Fini ha dimostrato come basta tenere un microfono acceso e fare finta che lo si fa per errore, per scatenare un intero sistema mediatico, far riversare tonnellate di commenti in rete ed analisi storiografiche e sociologiche dell'accaduto.
Comprensibile, c'è di mezzo una possibile crisi di governo.
Forse.
Il punto è che non conta ciò che si fa, ciò che si dice, conta come si fa. Volete la prova? Eccola: uno dei video più visti di internet da tre anni a questa parte è questo:


Non credo sia ricco di contenuto, ecco.
Quello che volevo semplicemente dirvi è che siete infetti. Che lo vogliate o meno.
Ma nessuno verrà a regalarci il vaccino.



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mercoledì 2 dicembre 2009

C'è un cretino che va a giro per il mondo


C'è un cretino che va a giro per il mondo.
E questa non è una novità, ne concordo.
Johan Norberg si è preso la briga di andare a giro per il mondo e filmare quanto buone siano le multinazionali. In pratica va a giro, mostra il campo da gioco del dopolavoro dei dipendenti Nike in Vietnam e dice: guardate com'è cattiva la Nike, fa giocare i suoi dipendenti!
La cosa più ridicola è che intervista i vari capi delle aziende, che all'unisono ripetono come sia importante far stare bene i dipendenti, affinchè lavorino meglio.


La tesi che Norberg porta avanti è molto semplice, già ascoltata un miliardo di volte almeno: la globalizzazione porta grandi aziende dove non c'è lavoro e crea occupazione. L'occupazione crea la possibilità di un ceto medio, e quindi, la possibilità che le persone si emancipino, trovino la via per la democrazia.
Inoltre la presenza su suolo straniero di grandi società, crea una sana competizione con le aziende locali che si trovano a dover trattare meglio i dipendenti per poterli mantenere, adeguando i prezzi dei salari e la vita lavorativa ai nuovi standard.
La domanda di fondo è: perchè non vogliamo che anche loro (le persone del terzo mondo) arrivino ai nostri standard di vita?

Smontare questa tesi è semplicissimo, poichè fa acqua da tutti i pori.
La globalizzazione porta grandi aziende dove non c'è produzione, dove non c'è lavoro, verissimo, tuttavia impone salari bassissimi, talvolta prende in affitto intere città, e non appena subodora la possibile futura nascita di un ceto medio, emigra in paesi dove il costo della manodopera è minore.

La globalizzazione viene spesso esportata assieme alla democrazia, a suon di bombe cluster e guerre civili senza fine e scampo, come dimostrano Afghanistan ed Iraq; tuttavia a volte le multinazionali semplicemente "affittano" interi stati per un secolo schiavizzandone la popolazione. E' ciò che succede in alcuni paesi dell'Africa o in Patagonia, dove stati come la Cina, e multinazionali come Benetton, firmano con i potenti del luogo contratti di affitto secolari, se non addirittura l'esproprio delle terre. Agli abitanti indigeni non rimane che sottostare ai nuovi padroni e lasciarsi schiavizzare. Alcuni provano a scappare, ma se trovano sulla propria strada la Libia o la guardia costiera italiana, ritornano al loro inferno.

Spesso e volentieri le multinazionali arrivano e calpestano le produzioni precedenti, monopolizzando di fatto il territorio e la tiopologia di produzione: esistono miliardi di esempi, come i gamberi in Bangladesh o la produzione di soia in Amazzonia.

Infine: non è che non vogliamo che gli abitanti del così detto terzo mondo arrivino ai nostri standard di vita, è che è indispensabile per poter arrivare a questo standard di vita che ci sia un popolo intero che fa la fame producendo oggetti che altrimenti non sarebbero a basso costo!
Non solo: è da dimostrare, per quanto io non sia pessimista a riguardo, che anche gli interventi di stampo equo e solidale siano "sostenibili". I rappresentanti della decrescita, ad esempio sostengono di no, che sarebbe ben preferibile lasciare ai popoli le proprie tradizioni ed economie, magari rilocalizzando il nostro terreno.

Chiudo come Brunetta: Tutto chiaro?
Qua sotto vi lascio il documentario del cretinetti a spasso per il mondo, purtroppo è in inglese, ma potrete gustarvelo anche su Sky, canale current.




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