sabato 11 febbraio 2012
A piede libero! Lascio l'auto a piedi 2012
E' mattina presto, prima di andare al lavoro.
E' nevicato, fuori, ma pur sempre una infarinatura da presepe. Guardo l'orologio, guardo la finestra, ancora qualche minuto e sarò in quelle strade lì fuori, insieme a tutti quelli che anche oggi prendono l'auto e vanno al lavoro. Insieme a quelli che sfanalano in superstrada perchè vogliono andare più veloce (che il loro tempo è più prezioso del mio), insieme a quelli che clacsonano rompendo i timpani, insieme a quelli che mandano a fanculo, insieme a quelli che al volante stanno ancora dormendo andando ad uno all'ora.
E' come un grande gioco di ruolo. Sorpassaildormientesfanalalatwingodavantisalutailgiornalaiofrenachel'autobusèfermoevitailgattocheattraversalastradaaccelerachestaifacendotardiinchiodachequic'hannoappenamessounautovelox.
A volte sembra di essere topi di laboratorio che semplicemente hanno imparato bene dove sia il formaggio.
Il 28 febbraio è la giornata senza auto, come tutti gli anni, da ormai quattro anni, una giornata di libertà. Una giornata Slow Foot.
Infrangete gli schemi e siate uomini a piede libero.
Mandate le vostre adesioni per mail, alla solita riccardotronci(at)hotmail.it, si accetta qualsiasi tipo di contributo dal "io ci sono!" a disegni, grafiche per volantini, link su altri blog, post su altri blog, video, jingle, partecipate e il 28 febbraio lasciate l'auto a piedi, siate cittadini a piede libero!
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mercoledì 1 febbraio 2012
Un milione di gocce nel mare cambiano rotta
In questi ultimi tempi abbiamo provato a confrontare l'esperienza di "Che fare?" con il reale. Riciard's ha creato una lista di tredici punti derivanti dai consigli e dalle idee espresse in questi mesi da chi è intervenuto, e l'ha sottoposta ai candidati sindaco di Pistoia. Adesso che le primarie del centrosinistra sono concluse, con la vittoria di Samuele Bertinelli, è il momento di riprendere la nostra riflessione.
Per cui, Che fare?
Oggi ci risponde Matteo Viviani, una delle Iene più famose d'Italia.

Ciao Riccardo!
Ti rispondo con una mia riflessione; diversa da ciò che ho trovato sul tuo blog, ma sentita. Spero che tu la possa trovare interessante:
Indubbiamente, sia per l'Italia e per l'Europa, questo è un periodo difficile.
Per quanto riguarda il nostro paese mi verrebbe istintivo puntare il dito verso le dinamiche sbagliate che hanno strutturato il "pensiero politico" degli ultimi decenni; verso l'incapacità di adottare strategie strutturali ed economiche valide. Verso l'ottusità, che ha edificato un sistema di comodo, e che ha sacrificando lo spazio vitale necessario a quelle realtà che potrebbero rappresentare un reale motore economico per la nazione. Sto parlando di scienza, di ricerca, di cultura e di molte altre cose.
Ma non lo farò, non qui.
Vorrei invece riflettere un attimo su qualcosa che riguarda tutti noi, e che ci scorre tutti i giorni davanti agli occhi senza che, oramai, ce ne rendiamo conto:
Il nostro atteggiamento.
Lo leggo nella svogliatezza della cassiera al supermercato che passa gli articoli sopra il lettore ad una lentezza disarmante. Nella perseverante inesattezza dei cartellini prezzo sotto gli articoli in vendita al supermercato sotto casa mia che, per altro, è sempre tristemente disordinato e poco pulito. Nella complicità di un ristoratore di Roma che, alla mia richiesta di una fattura per il pranzo appena consumato mi ha chiesto: " di quanto vuole che gliela faccia"? Nell'insistenza di qualcuno a parcheggiare in doppia o tripla fila per prendersi il caffè e se poi si rallenta tutto il traffico vabehpazienzaecchecazzo. Negli occhi delle persone che mi guardano come fossi un pazzo quando gli dico che in doccia chiudo l'acqua per insaponarmi.
Forse, prima di lanciarci in analisi fatte in casa riguardo ai macromeccanismi che determinano l'andamento di un paese dovremmo pensare a ciò che, ognuno di noi, potrebbe realmente fare nel suo piccolo.
Forse dovremmo "svecchiare" il nostro modo di vedere le cose ed adeguarlo al momento storico che stiamo vivendo e forse dovremmo metterci nelle condizioni di poter giudicare.
Forse anche la cassiera dovrebbe riflettere e rendersi conto che se lavorasse alacremente aumenterebbe il numero delle persone smaltite dalla sua cassa. E che se tutte le cassiere facessero la stessa cosa il punto vendita incasserebbe di più e di conseguenza pagherebbe più tasse e magari ci scapperebbe anche un incentivo anche per loro. (difficile, certo, ma non impossibile…).
Stessa cosa per chi ha contribuito a far sì che io abbia deciso di cambiar supermercato o a chi d'abitudine "gonfia" le ricevute pasto dei clienti, per chi parcheggia sempre dove vuole incasinando ancora di più le città e per chi se ne frega se la doccia calda rimane aperta inutilmente per venti minuti al giorno.
Tutte questi esempi, di fronte agli enormi problemi economici che ci affliggono, sono come una goccia nel mare. D'accordo.
Ma se tutti noi diventassimo coscienti di questo sarebbero decine di milioni di gocce. E questo significherebbe "cambiar rotta".
In un macrosistema economico tutto si trasforma in denaro. Anche la civiltà delle persone.
Voi che ne pensate?
Dite la vostra, come al solito, tra i commenti, oppure scrivete alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it), partecipate a questo piccolo barcamp del gioco dei se e dei ma, e dite cosa fareste. Cosa manca all'Italia, qual è il trampolino di lancio per la primavera? Dite tutto ciò che volete, un punto su cui, secondo voi, sarebbe necessario insistere per un'Italia differente.
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Per cui, Che fare?
Oggi ci risponde Matteo Viviani, una delle Iene più famose d'Italia.

Ciao Riccardo!
Ti rispondo con una mia riflessione; diversa da ciò che ho trovato sul tuo blog, ma sentita. Spero che tu la possa trovare interessante:
Indubbiamente, sia per l'Italia e per l'Europa, questo è un periodo difficile.
Per quanto riguarda il nostro paese mi verrebbe istintivo puntare il dito verso le dinamiche sbagliate che hanno strutturato il "pensiero politico" degli ultimi decenni; verso l'incapacità di adottare strategie strutturali ed economiche valide. Verso l'ottusità, che ha edificato un sistema di comodo, e che ha sacrificando lo spazio vitale necessario a quelle realtà che potrebbero rappresentare un reale motore economico per la nazione. Sto parlando di scienza, di ricerca, di cultura e di molte altre cose.
Ma non lo farò, non qui.
Vorrei invece riflettere un attimo su qualcosa che riguarda tutti noi, e che ci scorre tutti i giorni davanti agli occhi senza che, oramai, ce ne rendiamo conto:
Il nostro atteggiamento.
Lo leggo nella svogliatezza della cassiera al supermercato che passa gli articoli sopra il lettore ad una lentezza disarmante. Nella perseverante inesattezza dei cartellini prezzo sotto gli articoli in vendita al supermercato sotto casa mia che, per altro, è sempre tristemente disordinato e poco pulito. Nella complicità di un ristoratore di Roma che, alla mia richiesta di una fattura per il pranzo appena consumato mi ha chiesto: " di quanto vuole che gliela faccia"? Nell'insistenza di qualcuno a parcheggiare in doppia o tripla fila per prendersi il caffè e se poi si rallenta tutto il traffico vabehpazienzaecchecazzo. Negli occhi delle persone che mi guardano come fossi un pazzo quando gli dico che in doccia chiudo l'acqua per insaponarmi.
Forse, prima di lanciarci in analisi fatte in casa riguardo ai macromeccanismi che determinano l'andamento di un paese dovremmo pensare a ciò che, ognuno di noi, potrebbe realmente fare nel suo piccolo.
Forse dovremmo "svecchiare" il nostro modo di vedere le cose ed adeguarlo al momento storico che stiamo vivendo e forse dovremmo metterci nelle condizioni di poter giudicare.
Forse anche la cassiera dovrebbe riflettere e rendersi conto che se lavorasse alacremente aumenterebbe il numero delle persone smaltite dalla sua cassa. E che se tutte le cassiere facessero la stessa cosa il punto vendita incasserebbe di più e di conseguenza pagherebbe più tasse e magari ci scapperebbe anche un incentivo anche per loro. (difficile, certo, ma non impossibile…).
Stessa cosa per chi ha contribuito a far sì che io abbia deciso di cambiar supermercato o a chi d'abitudine "gonfia" le ricevute pasto dei clienti, per chi parcheggia sempre dove vuole incasinando ancora di più le città e per chi se ne frega se la doccia calda rimane aperta inutilmente per venti minuti al giorno.
Tutte questi esempi, di fronte agli enormi problemi economici che ci affliggono, sono come una goccia nel mare. D'accordo.
Ma se tutti noi diventassimo coscienti di questo sarebbero decine di milioni di gocce. E questo significherebbe "cambiar rotta".
In un macrosistema economico tutto si trasforma in denaro. Anche la civiltà delle persone.
Voi che ne pensate?
Dite la vostra, come al solito, tra i commenti, oppure scrivete alla mia mail (riccardotronci@hotmail.it), partecipate a questo piccolo barcamp del gioco dei se e dei ma, e dite cosa fareste. Cosa manca all'Italia, qual è il trampolino di lancio per la primavera? Dite tutto ciò che volete, un punto su cui, secondo voi, sarebbe necessario insistere per un'Italia differente.
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sabato 28 gennaio 2012
"come son giuste le elezioni..."

(da Roberto Bartoli.com)
Fatelo per voi. Fatelo per i vostri cari. Fatelo per il rispetto che avete delle cose giuste. Fatelo per il fastidio che provate quando incontrate la prepotenza nei modi, l’inconsistenza dei contenuti. Fatelo perché il futuro torni nelle vostre mani.
Il 29 Gennaio andate ai seggi delle Primarie e votatemi. Votate Roberto Bartoli: il candidato degli iscritti al PD – e non solo- e nascosto dagli apparati, il candidato di chi sente il dovere di restituire a Pistoia la forza e la dignità delle proprie capacità, il candidato che ridurrà i costi della macchina amministrativa aumentando la risposta ai bisogni dei cittadini.
In giro si sente aria di tracotanza, un coro di ottoni che intendono coprire la verità delle cose : uno spreco di cattiveria.
Portate nelle urne la freschezza di una determinazione a cambiare musica, fatelo e ditelo, fatelo e fatelo fare. Ora Scegliamo Pistoia: vogliamole bene davvero.
So che ci sarete, io vi sto aspettando.
Roberto Bartoli
Chiunque abbiate deciso di votare, domani, 29 gennaio, esprimete il vostro giudizio, è molto importante. Queste elezioni primarie ci hanno dimostrato come sia possibile rivolgere ai candidati i nostri dubbi, le nostre domande, le nostre speranze per la città futura: adesso scegliamo!
Buon voto a tutti voi.
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martedì 24 gennaio 2012
Riciard's appoggia Bartoli

Ci sarebbe un quarto aspirante sindaco candidato alle primarie del centrosinistra che dovrei presentarvi prima di tarre le mie conclusioni e comunicare la mia scelta, Alberto Niccolai. Tuttavia preferisco saltarlo a piè pari, poichè è l'unico che, nonostante solleciti, non ha risposto alle domande che avevamo posto, ed è cosa strana per chi imposta la propria campagna elettorale dicendo: ecco le mie idee, ma modificatele, proponete le vostre, e chiamando per l'appunto il programma "idee in comune".
La cosa che mi ha colpito di queste primarie, è che non sono state un mero esercizio di stile, ma anzi: ogni candidato ha messo in piazza il suo impegno, in una forte campagna elettorale quasi priva di contrasti, cola di idee. Questa è la democrazia, e qui ha ragione Telese, ci viene restituita proprio dalle primarie. E' grazie alle primarie se Riciard's ha potuto fare le richieste scaturite da "Che fare?", ed ottenere delle risposte.
Per cui, dopo aver "intervistato" sui nostri tredici punti Roberto Bartoli, Cecilia Turco e Samuele Bertinelli, mi esprimo in favore di Roberto Bartoli.
La scelta di Riciard's ricade su di lui perchè è alieno da logiche di partito e vecchia politica, perchè c'è un pressochè totale accordo sui tredici punti proposti, perchè è l'unico che oltre a mostrare un programma completo e delineato, scrive come realizzarlo, sognando una città differente, ma con i piedi per terra.
Sostanzialmente sono i disaccordo con tutt'e tre i candidati su due punti: la logica del cedere a esterni come fondazioni o altro la possibilità di gestire cultura e sociale, lasciando al comune il ruolo di controllore e pianificatore, e l'idea che per abbattere i costi della politica si debbano diminuire le persone (credo infatti sia preferibile mantenere le competenze divise e abbassare gli stipendi di tutta la classe). Tuttavia Bartoli è proprio l'unico ad aver previsto un preciso meccanismo di ascolto e tutela del volere del cittadino, grazie al quale, se dovesse vincere queste primarie e dopo le elezioni amministrative, non mancherebbe un valido terreno di confronto.
Per cui in bocca al lupo, Roberto, con tutto il sostegno di Riciard's e lettori.
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venerdì 20 gennaio 2012
Che fare e primarie amministrative #3 Samuele Bertinelli

Il terzo candidato che vi presento è Samuele Bertinelli, sostenuto dal Pd, e da molti dato come favorito candidato sindaco uscente dalle primarie, forse anche perchè è l'unico ad avere un trascorso come capogruppo Pd in consiglio comunale.
Il suo programma politico riportato sul suo sito è meno analitico dei due precedenti, ma le sue risposte sono ugualmente puntuali.
Come al solito, noi chiedevamo questo, e Samuele Bertinelli ha risposto così:
. ampia estensione della zona blu e creazione di vere piste ciclabili con cui raggiungere il cuore della città comodamente dalla periferia.
È un punto decisivo del programma che propongo. Uno sviluppo sostenibile, sotto il profilo tanto ambientale quanto sociale, passa da alcune azioni concrete, come: 1) la pedonalizzazione del centro storico; 2) una rete ampia e completa di piste ciclabili; 3) la sostituzione dei bus a motore con bus elettrici, almeno in centro; 4) la realizzazione di una o più linee di tram su rotaia; 5) la riapertura della pratica "metropolitana di superficie".
. incentivi all'acquisto di veicoli a pedali o elettrici, incentivi all'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici e alla mobilità sostenibile
Le agevolazioni economiche degli enti locali, per la situazione di miseria in cui versano le loro finanze, sarebbero necessariamente modeste. Gli incentivi, anche fiscali, dovrebbero essere introdotti in particolare dallo Stato. Su scala comunale risulta efficace riorientare la domanda di trasporto dal privato al pubblico implementando un sistema efficiente di mezzi pubblici e di parcheggi di attestamento.
. incentivi fiscali per chi adotta scelte ecologiche (ad esempio pannolini lavabili al posto dei pannolini normali, abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico al posto della macchina etc.)
Sono del tutto d'accordo. Ma ritengo che le amministrazioni comunali non abbiano particolari potestà di intervento su una disciplina, quella fiscale, che ricade in una materia sottoposta a riserva di legge. Per questo occorrerà uno sforzo di fantasia per la individuazione di agevolazioni indirette, per esempio attraverso una modulazione diversificata e premiante delle tariffe per la fruizione di alcuni servizi.
. la presenza del 50% di uomini e 50% di donne all'interno della "squadra di governo"
Sono d'accordo. Dirò di più: occorre introdurre, anche nel Comune di Pistoia, il cosiddetto bilancio di genere, cioè di un documento non solo contabile che elenchi tutte le azioni positive intraprese dall'amministrazione comunale.
. la possibilità per i cittadini di valutare periodicamente l'operato della giunta e la creazione di spazi per la discussione e la partecipazione
Sono d'accordo. La democrazia rappresentativa classica mostra di incepparsi e inaridirsi in mera tecnica del potere se non viene costantemente vivificata dalla partecipazione dei cittadini mediante i cosiddetti corpi intermedi, quelli tradizionali e quelli nuovi, anche mediante strumenti innovativi come il bilancio sociale.
. la riduzione dello stipendio di ogni componente del consiglio comunale, dal consigliere al sindaco
Penso che si possa ridurre quelli che vengono comunemente definiti i costi della politica: a) riducendo di due o tre unità gli assessori, che oggi sono 8; b) riduzione delle indennità degli organi istituzionali, con particolare riferimento agli assessori e al Sindaco; c) riducendo significativamente i dirigenti.
. lo stop alla cementificazione del territorio ed in parallelo creazione di parchi ed aree verdi in tutta la città
Stop alla cementificazione e volumi zero sono slogan il cui senso è condivisibile ma che, per non essere generici e velleitari, devono essere precisati. Preferisco parlare di interruzione del consumo di suolo, di perequazione, di riqualificazione, di concorsi di progettazione, di interruzione dell'impiego degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente, e, più in generale, di una moderna pianificazione pubblica che premi i redditi e penalizzi la rendita. Non dobbiamo, poi, scordare l'edilizia sociale e l'housing sociale. Ancora: Pistoia è la città del verde ma si vede troppo poco. La cura del verde pubblico, anche in forme innovative di collaborazione col privato sarà un mio impegno.
Infine: internet wifi gratis nelle piazze e nei giardini pubblici.
. il voto ai cittadini extracomunitari che vivono a Pistoia per tutto ciò che concerne la loro stessa città e incentivo a tutte le associazioni e a tutte le pratiche che sostengono la cultura della convivenza
Certamente sì. In una società multietnica c'è bisogno di più conoscenza, più relazioni sociali, maggiori scambi culturali: per una convivenza che non sia tolleranza ma compartecipazione. I bambini nati in Italia siano italiani. E chi vive e lavora in Italia, pagando le tasse, deve essere messo in grado di esprimere col voto la sua opinione sul futuro della città; anche recuperando l'idea, troppe volte soltanto abbozzata, della consulta degli immigrati.
. la promozione della cultura, in ogni sua forma (sarebbe un sogno avere un comune che finanzia la cultura non solo economicamente, ma con la volontà, cercando di spezzare l'immobilismo del passato) ed incentivazione alla proposta di mostre, concerti e altro da parte dei cittadini stessi
Una società è moderna ed una città è bella e vivibile se ed in quanto vi si respiri vitalità, intelligenza, consapevolezza diffusa, autonomia, espressione artistica in tutte le sue forme, in una parola cultura. Perciò sì, sebbene le finanze del Comune siano povere, dobbiamo liberare risorse e volgerle a vantaggio di un rinnovato dinamismo culturale. Per fare questo occorrerà razionalizzare alcuni investimenti, penso all'Associazione teatrale, e riconsiderare nel complesso gli strumenti di governo dei servizi culturali.
. organizzazione di corsi di educazione civica nella scuola inferiore
Certo, già esitono esempi assai positivi di educazione civica, ambientale, alimentare, religiosa, ecc. Insegnare a diventare cittadini responsabili e coscienti tanto dei loro diritti quanto dei loro doveri, ed insomma la pubblica istruzione è un compito fondamentale previsto dalla Costitituzione in capo alla Repubblica nei suoi molteplici livelli istituzionali, ciascuno per le sue competenze: Comuni, Province, Regioni e Stato.
. sostegno economico e sociale ai disoccupati, con attivazione di tutti i meccanismi e gli sforzi atti a reintrodurre le persone nel mondo del lavoro
Anche a questi proposito, va detto che un tale compito, economicamente parlando, spetta soprattutto alle Regioni e allo Stato. Ma il Comune, insieme alle associazioni di categoria, sia sindacali che datoriali, potrà e dovrà svolgere un ruolo attivo specie per l'attrazione degli investimenti e la difesa delle fonti di reddito dei cittadini pistoiesi. Ci sono tante piccole Ansaldo-Breda, a Pistoia, che hanno lo stesso diritto di essere considerate nella loro specificità, proprio come doverosamente si è fatto e continueremo a fare per la sede industriale di via Ciliegiole.
. adozione in tutte le mense comunali di prodotti a chilometro zero o certificati equi e sostenibili
Sono d'accordo. Aggiungo il dovere di effettuare i cosiddetti acquisti verdi, cioè di beni prodotti attraverso il riciclo dei rifiuti, e l'uso di acqua pubblica. Tutta la pubblica amministrazione dovrebbe sentirsi impegnata a tenere comportamenti esemplari.
. attuazione e rispetto della carta dei diritti degli animali, stilata dall'Unesco nel 1978 e senza applicazione a livello nazionale
Sono favorevole. Dovremmo tutti sviluppare una sensibilità etica meno antropocentrica e più animalista. Personalmente penso che certe tecniche di allevamento siano una vergogna, un vero e proprio maltrattamento su scala industriale; e penso che la civiltà di un popolo si veda da alcune strutture come ospedali, scuole, carceri, certo. Ma anche dai canili. Pertanto, se vincerò, mi impegno a riservare un'attenzione davvero speciale a queste strutture.
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